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Italian newspaper reports on the case 28 Feb 2009-

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PostPosted: Fri Jun 05, 2009 1:48 pm   Post subject: Notiziario 05 June 2009   

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5/06/2009 13:38 - TESTIMONE IL MEDICO LEGALE LUCA LALLI
Processo Kercher: udienza a porte chiuse

PERUGIA - Il processo davanti alla Corte d'Assise di Perugia che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, è ripreso con la deposizione a porte chiuse del medico legale Luca Lalli. Il medico, consulente del pm, che aveva già testimoniato nel corso del procedimento, e' stato richiamato oggi per dei chiarimenti relativi alle lesioni da difesa trovate sul corpo di Meredith. A sedersi sul banco dei testimoni poi, saranno gli esperti della famiglia Kercher, costituitasi parte civile nel processo,saranno ascoltati il medico legale Gianaristide Norelli e la genetica forense Francesca Torricelli. E' intanto atteso per oggi l'arrivo a Perugia dei familiari di Mez, il padre John, la madre Arline e la sorella Stephanie che saranno sentiti in aula domani.



[Notiziario] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 4:53 am   Post subject: ANSA 04 June 2009   

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Notizie Ansa


MEREDITH:DOMANI SENTITI I FAMILIARI

PADRE, MADRE E SORELLA DI NUOVO FACCIA A FACCIA CON GLI IMPUTATI


(ANSA) - PERUGIA, 4 GIU - Sara' la deposizione dei familiari di Meredith Kercher, uccisa nel novembre 2007 il momento centrale dell'udienza di domani. A Perugia si celebra il processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox (accusati del delitto con Rudy Guede, gia' condannato a 30 anni). Il padre, la madre e la sorella di Meredith - John, Arline e Stephanie - saranno a Perugia domani pomeriggio. Raggiungeranno subito l'aula della Corte dove saranno sentiti tra la serata stessa e sabato mattina.

04 Giu 12:24

[Borsa] 04 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:43 pm   Post subject: Libero 05 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: LEGALE KNOX, PRESENTEREMO ISTANZA PER SUPERPERIZIA

Perugia, 5 giu. - (Adnkronos) - ''Presenteremo istanza per una superperizia'' perche' ''rimangono punti di contrasto scientifici, non certo faziosi o oltranzisti''. Ad affermarlo uno dei legali di Amanda Knox, l'avvocato Luciano Ghirga, a conclusione dell'udienza di oggi e delle deposizioni dei consulenti della famiglia Kercher, parte civile nel processo che vede imputati Amanda Knox e Raffele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.
''Le posizioni rimangono immutate sotto il profilo genetico - ha concluso il legale Ghirga - e le obiezioni rimangono le medesime''. Quindi per l'avvocato la superperizia rimane ''l'unica strada per aggiustare processualmente le cose''.


[Libero] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:44 pm   Post subject: ANSA 05 June 2009   

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» 2009-06-05 20:34 MEREDITH, IN AULA I GENITORI E LA SORELLA (di Claudio Sebastiani).

PERUGIA - Sono a Perugia "non con odio ma per avere giustizia e per capire" cosa è successo a una "persona meravigliosa", i genitori e la sorella di Meredith Kercher, John, Arline e Stephanie che domani testimonieranno nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese. I congiunti di Mez sono arrivati oggi nella città umbra recandosi subito in aula. Si sono così trovati ancora una volta, dopo l'udienza preliminare, a pochi passi dai due imputati che si proclamano estranei all'omicidio. I familiari di Mez hanno ascoltato la deposizione di uno dei consulenti chiamati a deporre dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna che li rappresentano come parte civile. "Siamo qui perché sia fatta giustizia e per capire i motivi per i quali è successa una cosa così grave a una persona meravigliosa come Mez che si trovava a Perugia solo per studiare" ha sottolineato la sorella di Meredith, Stephanie Kercher, in una breve dichiarazione diffusa attraverso i legali della famiglia. Oggi si è intanto appreso che è stato fissato per il 18 novembre il processo d'appello a Rudy Guede, condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato per l'omicidio della studentessa inglese (al quale si è sempre proclamato estraneo). Nell'aula di udienza John, Arline e Stephanie Kercher hanno preso posto alle spalle della Knox e di Sollecito che si è girato per qualche attimo al loro arrivo. Quando sono usciti per una pausa dell'udienza, i due giovani hanno invece tenuto gli occhi bassi, senza mai incrociare quelli dei familiari di Mez.


Un cenno di saluto lo hanno ricevuto da Patrick Lumumba, il musicista accusato e poi prosciolto per l'omicidio (e ora parte civile nei confronti della Knox accusata di calunnia per averlo coinvolto nelle indagini). In aula, inoltre, l'ex fidanzato e una zia dell'americana, nonché la moglie del padre di Sollecito, ma anche con loro nessun contatto. Nel corso dell'udienza di oggi il medico-legale Gianaristide Norelli, consulente degli avvocati Maresca e Perna, ha individuato la principale causa della morte della Kercher in un'asfissia provocata da qualcuno che le ostruì bocca e naso, impedendole di respirare, ma anche stringendole il collo con le mani. A suo avviso la ferita da arma da taglio riscontrata alla gola della giovane "può avere contribuito al decesso, ma in modo marginale". Per Norelli la lesione è invece legata alle minacce che la giovane subì prima di essere uccisa. Un continuum di violenze - ha sostenuto - durato "non poco". Fuori dal palazzo di giustizia l'avvocato Valter Biscotti, difensore di Guede insieme a Nicodemo Gentile, ha spiegato che nel processo d'appello "Rudy farà le sue dichiarazioni ma senza togliere o aggiungere qualcosa a ciò che ha già detto". "Ha già riferito - ha aggiunto - la sua verità". L'avvocato Luciano Ghirga, uno dei difensori della Knox, ha invece ribadito che sarà chiesta alla Corte una "superperizia". "Perché - ha spiegato - rimangono punti di contrasto scientifici".

(claudio.sebastiani@ansa.it" onclick="window.open(this.href);return false).


[ANSA] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:46 pm   Post subject: ADN Kronos 05 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: LEGALI FAMIGLIA KERCHER, A PERUGIA NON PER ODIO MA PER GIUSTIZIA
ultimo aggiornamento: 05 giugno, ore 20:03

Perugia, 5 giu. - (Adnkronos) - Non c'e' odio nei familiari di Meredith Kercher ma sono a Perugia perche' vogliono giustizia. E' quanto hanno spiegato i legali della famiglia Kercher, gli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna, al termine dell'udienza di oggi del processo a Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese. John, Arline e Stephanie Kercher, rispettivamente padre, madre e sorella della studentessa inglese, sono arrivati oggi a Perugia e testimonieranno domani mattina davanti alla Corte d'Assise.



[ADN Kronos] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:47 pm   Post subject: ASCA 05 June 2009   

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05-06-09 MEREDITH: FAMILIARI VITTIMA IN AULA E SFILATA 3 ESPERTI
(ASCA) - Perugia, 5 giu - E' ripreso, avanti alla Corte d'Assise di Perugia, presieduta da Giancarlo Massei, il processo per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Presenti in aula, come sempre affiancati dalle difese, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, gli ex fidanzatini presunti assassini della giovane, in concorso tra loro e con Rudy Guede, gia' condannato a 30 anni con rito abbreviato.

Esaurita, il 23 maggio scorso, l'escussione dei testi dell'accusa, la parola e' passata da stamani alle parti civili e successivamente alle difese. In Tribunale anche i difensori dell'ivoriano Guede che, parlando con la stampa, in apertura d'udienza hanno annunciato che il processo d'appello a carico del loro assistito iniziera' il 18 novembre; ne' hanno escluso il deposito di nuove memorie. L'avvocato Walter Biscotti (candidato nella lista ''Movimento per Perugia'' che appoggia a sindaco Carla Spagnoli - n.d.r.) ha precisato di stare lavorando ''con Rudy ai dettagli'' ed ancora che il giovane ''fara' le sue dichiarazioni ma non e' che dovra' aggiungere o togliere qualcosa alla verita' che ha gia' detto''. A sedere in aula, di nuovo faccia a faccia con i presunti assassini di Meredith, i suoi stessi familiari, il papa' John, la madre Arline e la sorella Stephanie. Giunti in aereo da Londra e sbarcati all'aeroporto di Sant'Egidio intorno alle 11,45, hanno poi raggiunto Palazzo di Giustizia (ad attenderli numerosi fotografi e telecamere; l'interesse mediatico attorno alla vicenda, apparentemente attutitosi nelle ultime settimane, sembra avere ricevuto oggi, proprio con la presenza dei Kercher un nuovo sussulto - n.d.r.) per prendere posto accanto ai propri legali, gli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna, nonche' ad un interprete.

Chiamato per primo al banco dei testimoni, l'udienza e' a porte chiuse per la delicatezza dell'argomento trattato, il medico legale Luca Lalli che esegui' l'autopsia sul corpo di Meredith, gia' sentito come teste dell'accusa e richiamato per fornire precisazioni in merito alle ecchimosi da difesa riscontrate su un braccio della vittima, delle quali aveva parlato un esperto della sezione Crimini Violenti della Polizia Scientifica di Roma. E' toccato poi al primo dei 2 consulenti della famiglia Kercher (costituitasi parte civile al pari di Patrick Lumumba Diya, accusato in prima battuta da Amanda dell'omicidio e poi prosciolto e della proprietaria della casa del delitto - n.d.r.) il medico legale Gianaristide Norelli che ha parlato di ''azione manuale asfittica'' ovvero di soffocamento, come causa principale della morte, mentre la lesione da coltello all'arteria carotidea ''puo' avere contribuito alla morte ma in modo marginale''. Sul punto l'avvocato Francesco Maresca, legale dei Kercher, ha successivamente rilevato che le lesioni riscontrate sul collo di Mez possono essere collegate ''ad un'azione di minaccia'' e che ''il soffocamento e' stata la condotta principale che ha portato alla morte'' riconducibile ad ''una volonta' omicida''. Escussa anche l'altra consulente di parte civile, la genetista forense Francesca Torricelli, mentre domani mattina, come confermato dagli stessi legali che li hanno voluti come testimoni, sara' la volta dei familiari della giovane inglese, uccisa nella notte tra il primo ed il 2 novembre 2007. Tocchera' a loro ripercorrere, senza reticenze, la figura di Mez; cio' sul filo dei ricordi e soprattutto, alla luce della dignita' e compostezza, tipiche della loro cultura, che ne ha contraddistinto il comportamento ogni qualvolta sono giunti a Perugia, non ultimo la sera in cui il gip Paolo Micheli dette lettura dei dispositivi di condanna per Rudy Guede e di rinvio a giudizio per Amanda e Raffaele.

red-rg/fgl/ss


[ASCA] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:48 pm   Post subject: Libero 05 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: CONSULENTE FAMIGLIA KERCHER, MEZ E' MORTA PER SOFFOCAMENTO

Perugia, 5 giu. - (Adnkronos) - E' l'azione manuale asfittica e quindi il soffocamento la causa principale della morte di Meredith Kercher secondo il consulente della famiglia Kercher, Gianaristide Norelli, medico legale ascoltato oggi nel corso del processo davanti alla Corte d'Assise di Perugia. L'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, ha spiegato come a parere del loro consulente "l'attivita' con la volonta' omicida e' quella collegata all'azione di soffocamento". "Il soffocamento - ha proseguito l'avvocato Maresca - e' stata secondo il nostro consulente la condotta principale che ha portato alla morte di Meredith". Secondo il consulente, ha spiegato il legale, "le lesioni procurate da un coltello sul collo della vittima non sono state finalizzate direttamente alla morte ma ad un'azione di minaccia".

[Libero] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:49 pm   Post subject: ANSA 05 June 2009   

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» 2009-06-05 16:55
Meredith: perito, morta soffocata
''Coltellata all'arteria carotidea e' stata marginale''

(ANSA) - PERUGIA, 5 GIU - Soffocamento provocato da un'azione 'manuale' la principale causa della morte di Meredith secondo il medico legale Gianaristide Norelli. Lo ha detto il consulente dei legali di parte civile dei familiari della studentessa inglese nel processo a Sollecito e ad Amanda. Secondo Norelli,la lesione da coltello all'arteria carotidea 'puo' avere contribuito alla morte ma in modo marginale'. Dopo Norelli,ha deposto la genetista forense Francesca Torricelli, consulente sempre della famiglia Kercher.

[ANSA] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:50 pm   Post subject: Bari Mia - probably 05 June 2009   

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NUOVI RISVOLTI SUL CASO MEREDITH: MORTA PER SOFFOCAMENTO


"Le lesioni procurate da un coltello sul collo della vittima non sono state finalizzate direttamente alla morte, ma ad un'azione di minaccia". È questa l'affermazione di Gianariste Norelli il medico legale che Francesco Maresca, avvocato della famiglia Kercher, ha interrogato questa mattina alla Corte d'Assise a Perugia; la ferita alla gola, infatti, sembra essere stata inferta soltanto per un'azione intimidatoria e non è stata la causa della morte di Meredith.


[Bari Mia] no date
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:51 pm   Post subject: Iris 05 June 2009   

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ITALIA

05/06/2009 - 17.55
OMICIDIO MEREDITH: MEDICO LEGALE, MEZ E' MORTA PER SOFFOCAMENTO


(IRIS) - ROMA, 5 GIU - SECONDO IL MEDICO LEGALE E CONSULENTE DELLA FAMIGLIA KERCHER, GIANARISTIDE NORELLI, MEREDITH SAREBBE MORTA TRAMITE "UN'AZIONE MANUALE ASFITTICA", OSSIA SOFFOCAMENTO. LA DEPOSIZIONE DI NORELLI È STATA ASCOLTATA OGGI DURANTE L'UDIENZA IN CORTE D'ASSISE A PERUGIA, ALLA PRESENZA DELLA FAMIGLIA DELLA VITTIMA. L'AVVOCATO FRANCESCO MARESCA, LEGALE DELLA FAMIGLIA KERCHER, HA SPIEGATO COME A PARERE DEL LORO CONSULENTE "L'ATTIVITÀ CON LA VOLONTÀ OMICIDA È QUELLA COLLEGATA ALL'AZIONE DI SOFFOCAMENTO". "IL SOFFOCAMENTO - HA PROSEGUITO L'AVVOCATO MARESCA - È STATA SECONDO IL NOSTRO CONSULENTE LA CONDOTTA PRINCIPALE CHE HA PORTATO ALLA MORTE DI MEREDITH". SECONDO IL CONSULENTE, HA SPIEGATO IL LEGALE, "LE LESIONI PROCURATE DA UN COLTELLO SUL COLLO DELLA VITTIMA NON SONO STATE FINALIZZATE DIRETTAMENTE ALLA MORTE MA AD UN'AZIONE DI MINACCIA".

MA.CAR


[Iris] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:52 pm   Post subject: ANSA 06 June 2009   

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» 2009-06-06 14:08
MEREDITH: AMANDA SI COMMUOVE DAVANTI AI GENITORI DI MEZ PERUGIA
- E' stata una Amanda Knox "molto commossa" quella che ha assistito oggi alla testimonianza dei genitori e della sorella della sua ex coinquilina Meredith Kercher. Lo ha rivelato al termine dell'udienza uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga. "E' molto commossa - ha detto il legale - perché ha visto i genitori di Mez che per lei era un'amica. Con una trasposizione di affetti, pensando ai suoi genitori ha visto quelli di Meredith e si è commossa. Lei - ha concluso l'avvocato Girga - non l'ha uccisa".

MEREDITH: PADRE, SOGNAVA FARE GIORNALISTA O LAVORO CON UE - "Meredith sognava di fare la giornalista o di lavorare a Bruxelles per la Commissione europea. Qualsiasi cosa avesse scelto per me sarebbe andato bene": è il ricordo del padre della studentessa inglese, John, davanti alla Corte d'assise di Perugia. E proprio dai mezzi d'informazione, lui giornalista, ha detto di avere appreso dell'omicidio della figlia. La deposizione dei tre familiari della giovane è durata poco più di un'ora. Poi hanno lasciato il palazzo di giustizia senza fare commenti. "Le piacevano tantissimo la pizza e il cioccolato" ha detto ancora John Kercher parlando della figlia. E proprio la passione per il cioccolato - hanno spiegato i parenti di Mez - la spinse a scegliere per i suoi studi universitari Perugia, città nota a livello internazionale per una rassegna, Eurochocolate, dedicata proprio a questo prodotto. John Kercher ha ricostruito il pomeriggio del 2 novembre del 2007 quando apprese della morte della figlia. "Mi chiamò Arline - ha spiegato - e mi disse che aveva saputo dai telegiornali della morte di una studentessa a Perugia. Contattai i giornali inglesi ma non sapevano niente. Provai una dozzina di volte a fare il numero del telefono cellulare di mia figlia ma rispose sempre la segreteria. Poi richiamai i giornali che avevano il nome della studentessa uccisa - ha concluso Johan Kercher - ed era quello di Meredith".

RAFFAELE, ANCHE IO VITTIMA E ATTENDO GIUSTIZIA - "Attendo giustizia come loro": Raffaele Sollecito lo ha detto rivolto a telecamere e giornalisti uscendo dall'aula. "Anche io sono una vittima, anche se certamente non come loro" ha ripetuto il giovane pugliese all'avvocato Luca Maori, uno dei suoi difensori. "Oggi abbiamo ascoltato un ricordo della giovane uccisa - ha detto ancora l'avvocato Maori - e capiamo il loro dolore. Era doveroso non fare domande in una giornata come questa e così è stato da parte nostra".

PM COMODI, APPREZZATO COMPOSTEZZA FAMILIARI MEZ - Ha detto di avere "apprezzato la compostezza" dei familiari di Meredith Kercher il pubblico ministero Manuela Comodi al termine dell'udienza di oggi. "Finalmente abbiamo potuto sentire anche i congiunti di Mez" ha aggiunto.

LEGALE, AMANDA FARA' INTERROGATORIO A TUTTO CAMPO - Amanda Knox risponderà "salvo imprevisti" nel suo interrogatorio, in programma davanti alla Corte d'assise di Perugia sabato prossimo, che sarà "a tutto campo". A dirlo è stato oggi uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga. La giovane accusata di avere ucciso Meredith Kercher in quanto imputata può avvalersi della facoltà di non rispondere ma non è intenzionata a farlo. "Ci tiene molto a raccontare il suo punto di vista" ha detto ancora il legale. "Se l'interrogatorio si svolgerà, come noi pensiamo, nell'assoluta garanzia del dire e del proporre - ha sottolineato ancora l'avvocato Ghirga - sarà completo e non come davanti al pm quando dovemmo interromperlo. Vogliamo rendere un lungo esame. Lei racconterà fatti, dirà la sua verità poi su come lo farà noi non possiamo intervenire. E la verità di Amanda - ha concluso il suo difensore - è che innocente perché quella sera non era nella casa del delitto".

LEGALE KERCHER, MEZ PIENA ENTUSIASMO E FELICITA' - E' il ricordo di una giovane "piena di entusiasmo e di felicità di stare in Italia, impegnata in modo molto forte nello studio" quello che emerge dalla deposizione di oggi dei suoi familiari davanti alla Corte d'assise di Perugia secondo l'avvocato Francesco Maresca che li rappresenta come parte civile nel processo ad Amanda Knox e a Raffale Sollecito. Il legale ha detto di avere "apprezzato ancora una volta la loro assoluta tranquillità nel ricordo della figlia". "E' stato sicuramente un momento emozionante e importante - ha aggiunto - per capire che tipo di ragazza è stata uccisa quella notte. Ma anche per qualche aspetto processuale. Più volte il padre mi ricordava che Meredith era una ragazza forte. Abituata a difendersi, a combattere e a ottenere tutto con i denti. John Kercher è quindi rimasto stupito dell'assenza di resistenza da parte della figlia nel momento della sua morte. A conferma che l'aggressione - ha concluso Maresca - è stata forte, ripetuta e sostenuta da più persone".

LA SORELLA, SE AGGREDITA AVREBBE LOTTATO FINO ALLA FINE
Se fosse stata aggredita "Meredith avrebbe lottato fino alla fine": così Stephanie Kercher, la sorella della studentessa inglese, ha risposto a una domanda di uno dei legali che rappresenta la famiglia come parte civile. Stephanie ha descritto la sorella come "molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei". Di Amanda Knox Meredith riferì alla sorella via mail che "cantava sempre". "Non vedeva l'ora di venire a Perugia - ha detto Stephanie Kercher - e prima di partire fece anche due lavori in Inghilterra per risparmiare". "A 17 anni - ha poi detto il padre, John - Meredith seguì un corso di karate e sarebbe stata in grado di resistere".

La Corte d'assise di Perugia non ha ammesso la deposizione della psicologa citata come consulente dal legale di Patrick Lumumba Dia sul dolo relativo alla calunnia contestata ad Amanda Knox, nei confronti della quale il musicista è costituito parte civile. Al termine della deposizione dei familiari di Meredith Kercher, l'udienza è stata quindi sospesa e rinviata a venerdì prossimo, quando è in programma l'esame della stessa Amanda Knox. (ANSA). In una dichiarazione diffusa ieri sera Stephanie Kercher ha spiegato che la famiglia è a Perugia "per chiedere giustizia e per dire cosa è successo a una persona speciale come Meredith che era arrivata qui solo per studiare".

[ANSA] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:53 pm   Post subject: ADN Kronos 06 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: TESTIMONIANO I GENITORI, AL CENTRO DELL'UDIENZA IL RICORDO DI MEZ
ultimo aggiornamento: 06 giugno, ore 15:11

Perugia, 6 giu. - (Adnkronos) - E' stato il ricordo di Meredith Kercher attraverso la voce commossa dei suoi familiari oggi al centro dell'udienza davanti alla Corte d'assise di Perugia che sta processando Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese, avvenuto la notte tra il primo e il due novembre del 2007 nel capoluogo umbro, dove la giovane era arrivata i primi di settembre per studiare.



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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:54 pm   Post subject: ADN Kronos 06 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: LA MADRE, L'HO MANDATA A STUDIARE E NON L'HO PIU' RIVISTA
ultimo aggiornamento: 06 giugno, ore 12:07

Perugia, 6 giu. - (Adnkronos) - ''E' uno choc tremendo mandare la propria figlia a studiare e non rivederla mai piu'. Non lo supereremo mia''. Lo ha detto davanti alla Corte d'Assise di Perugia, Arline Kercher, la madre di Meredith, la studentessa inglese uccisa la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007 nel capoluogo umbro. Arline, oggi testimone nel processo per l'omicidio della figlia in cui sono imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ha detto che la morte di Meredith e' stata ''incredibile e surreale'' e ha aggiunto ''io la cerco ancora''. ''Non e' soltanto la morte'', ha spiegato, ma la ''brutalita', la violenza di cio' che e' stato fatto''.

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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:55 pm   Post subject: ADN Kronos 06 June 2009   

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ARLINE KERCHER OGGI DAVANTI ALLA CORTE D'ASSISE DI PERUGIA
OMICIDIO MEREDITH, LA MADRE: "L'HO MANDATA A STUDIARE E NON L'HO PIÙ RIVISTA"

ultimo aggiornamento: 06 giugno, ore 13:27

Perugia, 6 giu. - (Adnkronos) - ''E' uno choc tremendo mandare la propria figlia a studiare e non rivederla mai piu'. Non lo supereremo mai''. Lo ha detto davanti alla Corte d'Assise di Perugia, Arline Kercher, la madre di Meredith, la studentessa inglese uccisa la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007 nel capoluogo umbro. Arline, oggi testimone nel processo per l'omicidio della figlia in cui sono imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ha detto che la morte di Meredith e' stata ''incredibile e surreale'' e ha aggiunto ''io la cerco ancora''. ''Non e' soltanto la morte'', ha spiegato, ma la ''brutalita', la violenza di cio' che e' stato fatto''.

Arline ha poi parlato dell'ultima telefonata con la figlia, il pomeriggio del 1 novembre. ''Mi disse - ha detto Arline - che era molto stanca perche' la notte prima aveva festeggiato Halloween e che stava andando a casa di amici ma che sarebbe rientrata presto perche' doveva fare un tema e il giorno dopo aveva lezione all'universita'''. Arline ha poi spiegato che Meredith aveva scelto il casolare di via della Pergola perche' era vicino all'universita' e da li' si ''vedeva il paesaggio dell'Umbria''.
Amanda Knox, ha raccontato la madre di Meredith, arrivo' nella casa il 26 settembre e Mez la porto' fuori a pranzo per farle conoscere i suoi amici. ''Meredith mi disse che Amanda voleva socializzare con gli italiani perche' voleva imparare la lingua - ha detto - Mi disse anche che era molto stupita dal fatto che l'americana aveva trovato un ragazzo gia' dalla prima settimana''.

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AMANDA, COMMOSSA DURANTE DEPOSIZIONE FAMILIARI MEZ

(AGI) - Perugia, 6 giu. - Amanda Knox ha assistito in maniera ''molto commossa'' oggi alle testimonianze dei familiari di Meredith Kercher. Lo ha riferito uno dei suoi legali, l'avvocato Luciano Ghirga, parlando con i giornalisti al termine dell'udienza del processo che vede imputati la Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese.
''E' molto commossa perche' ha visto i genitori di Meredith - ha detto il legale - che per lei era una amica. Ha provato una trasposizione di affetti e, pensando ai suoi genitori, ha visto quelli di Meredith e si e' commossa''. ''Amanda non ha ucciso Meredith'' ha concluso il legale che ha spiegato come la studentessa di Seattle abbia ascoltato in silenzio la testimonianza dei genitori e della sorella di Mez.

[AGI] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:56 pm   Post subject: Diario del Web 06 June 2009   

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MEREDITH; MADRE VITTIMA RICOSTRUISCE ULTIMA TELEFONATA CON METZ
ARLINE: MI DISSE CHE ERA STANCA E SAREBBE ANDATA DORMIRE PRESTO
Fonte: © APCOM.net - 06/06/2009


Perugia, 6 giu - E' stata Arline Kercher, madre di Meredith la ragazza inglese uccisa il 1 novembre del 2007, la prima a deporre all'udienza di oggi che è iniziata intorno alle 9,30 e che vedrà salire sul bando dei testimoni gran parte della famiglia della vittima. Arline ha risposto - grazie all'aiuto di una traduttrice - a tutte le domande poste sia dall'avvocato di fiducia Francesco Maresca che dal Pm Giuliano Mignini.


Meredith; Madre vittima ricostruisce ultima telefonata con Metz
"Il primo novembre, giorno dell'omicidio di mia figlia, abbiamo fatto una lunga chiacchierata telefonica nel primo pomeriggio" ha affermato Arline "Meredith mi aveva detto di essere molto stanca dato che la sera prima per la festa di Hallowen aveva fatto tardi. Nel pomeriggio comunque sarebbe andata da alcune sue amiche a vedere un film e poi subito a casa. Era stanca e in più doveva finire alcuni compiti universitari".
Arline aggiunge inoltre che con la figlia, quel nefasto primo novembre del 2007, aveva parlato a fondo anche dei progetti futuri. "Metz - spiega - aveva già ordinato dei biglietti di viaggio per tornare a casa in occasione del mio compleanno: l'11 novembre. Sarebbe partita il 9 novembre. Poi mi aveva detto che per Natale sarebbe rientrata da Perugia intorno al 18 dicembre e che bisognava in fretta prenotare i biglietti dato che dopo il costo sarebbe notevolmente cresciuto".
L'avvocato Maresca - legale della famiglia Kercher - ha chiesto ad Arline come ha saputo della morte. La donna risponde a fatica oppressa dal dolore: "E' terribile mandare una figlia a studiare e poi non vederla ritornare più. Noi non supereremo mai questo lutto: soprattutto per la brutalità e la violenza che ha subito nostra figlia".
bnc 061130 giu 09
sabato 6 giugno 2009


[Diario del Web] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:57 pm   Post subject: AGI 06 June 2009   

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MEREDITH: LEGALE KNOX, AMANDA DIRA' LA SUA VERITA'

(AGI) - Perugia, 6 giu. - ''Amanda e' innocente e ci tiene molto a raccontare il suo punto di vista''. Ad affermarlo uno dei legali di Amanda Knox, l'avvocato Luciano Ghirga, riferendosi all'esame dell'imputata, previsto per il 12 giugno prossimo davanti alla Corte d'Assise di Perugia che sta processando la studentessa di Seattle e il suo ex fidanzato Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith kercher. La Knox sembra quindi intenzionata a non avvalersi della facolta' di non rispondere davanti ai giudici e ''salvo imprevisti'' il suo sara' un interrogatorio ''a tutto campo''. Questo ''se si svolgera', come noi pensiamo - ha proseguito il legale -, nell'assoluta garanzia del dire e del proporre e non come davanti al pm quando dovemmo interromperlo''. Amanda, quindi, ''dira' la sua verita'' e cioe' che ''e' innocente'' ha detto l'avvocato. ''Lei raccontera' fatti - ha concluso Ghirga -, poi come lo fara', se con il sorriso o con il pianto, se con il singhiozzo o con la serenita', e' una cosa sulla quale noi avvocati non possiamo intervenire''.

[AGI] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:58 pm   Post subject: TGCOM 06 June 2009   

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MADRE DI MEZ: "SHOCK INSUPERABILE"
"ERA VIA PER STUDIO,NON LA RIVEDRÒ PIÙ"
"E' uno shock tremendo mandare la propria figlia a studiare e non rivederla mai più: non lo supereremo mai". Questa la deposizione di Arline Kercher, la madre di Meredith, davanti alla Corte d'Assise di Perugia. L'omicidio della studentessa inglese, per la quale sono imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, è stata "incredibile e surreale". "Non è soltanto la morte", ha spiegato la donna, ma la "brutalità, la violenza di ciò che è stato fatto".
Arline ha poi parlato dell'ultima telefonata con la figlia, il pomeriggio dell'1 novembre. "Mi disse - ha detto la madre in aula - che era molto stanca perché la notte prima aveva festeggiato Halloween e che stava andando a casa di amici, ma che sarebbe rientrata presto poiché doveva fare un tema e il giorno dopo aveva lezione all'università". Arline ha poi spiegato che Meredith aveva scelto il casolare di via della Pergola perché era vicino all'università e si "vedeva il paesaggio dell'Umbria".

Amanda Knox, ha raccontato la madre di Meredith, arrivò nella casa il 26 settembre e Mez la portò fuori a pranzo per farle conoscere i suoi amici. "Meredith mi disse che Amanda voleva socializzare con gli italiani perché voleva imparare la lingua - ha detto Arline -. Mi disse anche che era molto stupita dal fatto che l'americana aveva trovato un ragazzo già dalla prima settimana".

Udienza sospesa e rinviata al 12 giugno
La Corte d'assise di Perugia non ha ammesso la deposizione della psicologa citata, come consulente dal legale di Patrick Lumumba Dia, sul dolo relativo alla calunnia contestata ad Amanda Knox, nei confronti della quale il musicista è costituito parte civile. Al termine della deposizione dei familiari di Meredith Kercher, l'udienza è stata quindi sospesa e rinviata a venerdì 12 giugno, quando è in programma l'esame della stessa Amanda Knox.


[TGCOM] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 2:59 pm   Post subject: Reuters 06 June 2009   

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PROCESSO MEREDITH, I FAMILIARI RACCONTANO L'ULTIMA TELEFONATA
sabato 6 giugno 2009 14:12


PERUGIA (Reuters) - Al processo per l'omicidio di Meredith Kercher, in corso alla Corte d'assise di Perugia, oggi è stato il giorno delle testimonianze dei famigliari della studentessa inglese uccisa la notte fra il primo e il 2 novembre 2007.
A prendere per prima la parola è stata la madre, Arline Kercher, seduta a pochi metri da Raffaele Sollecito e Amanda Knox -- i due giovani accusati dai pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini di essere gli assassini della ragazza --, che ha iniziato dicendo che "mandare tua figlia a studiare e non vederla più tornare è uno choc tremendo che non supereremo mai".
"Io la cerco ancora. La sua morte è stata incredibile e surreale - ha proseguito - Non soltanto per il dolore della perdita in sé, quanto per la violenza e la brutalità con cui è avvenuta".
Poi la donna ha raccontato l'ultima telefonata: "L'ho sentita l'ultima volta il pomeriggio del primo novembre, mi disse che sarebbe ritornata a casa per il mio compleanno e che aveva dei regali per me che non volle spiegarmi, e una valigia piena di cioccolato per la sorella Stephanie. Quel pomeriggio era stanca perché la sera di Halloween aveva fatto tardi. Comunque mi annunciò che sarebbe andata a casa di amici ma sarebbe tornata presto a casa perché prima di partire avrebbe dovuto completare un tema".
Stephanie Kercher, la sorella di Meredith, ha risposto alle domande della corte parlando di Meredith come di una ragazza felice, che amava l'Italia e che probabilmente sarebbe anche ritornata qui dopo gli studi, per lavorare. A proposito di Amanda ha detto: "Meredith mi diceva che ridevano tantissimo per il fatto che la sua coinquilina, Amanda, cantava sempre ad alta voce e questa cosa le dava fastidio".
Alla domanda se Meredith sarebbe stata in grado di difendersi Stephanie ha risposto: "Meredith era una ragazza sportiva, da piccola ha fatto karate, andavamo insieme ad allenarci. Aveva un carattere forte, sono sicura al centodieci percento che avrà reagito all'aggressione. So che avrebbe lottato fino alla fine".
Quindi John Kercher, il padre di Meredith, ha voluto ricordare quanto sua figlia amava andare al teatro con lui, farsi leggere delle storie, e quanto tenesse a sentirlo spesso telefonicamente. "Ci sentivamo quasi tutti i giorni. L'ultima volta è stato il pomeriggio del primo novembre, un orario insolito, erano le 14.15, noi ci sentivamo solitamente nel tardo pomeriggio. Ma lei quella sera sarebbe andata da alcuni amici, mi disse, quindi voleva sapere solo come stavo. Ci saremmo sentiti il giorno a seguire", ha detto John.
E invece il giorno dopo, "intorno alle 17, mi chiamò mia moglie dicendomi che dal tg aveva sentito di una giovane inglese assassinata a Perugia. Provai a telefonare una dozzina di volte a Meredith, ma il suo telefono aveva la segreteria telefonica. Così contattai dei giornali nazionali per saperne di più. Furono loro a ricontattarmi dopo circa due ore dicendomi che si trattava di mia figlia".
Alla domanda se Meredith gli avesse mai parlato di Amanda John ha risposto: "Sì, mi disse che le dava fastidio il fatto che quando andava in bagno non tirava lo sciacquone e non aveva cura di pulirlo". Continua...
(p2)
All'udienza di ieri la consulente della procura ha dichiarato che Meredith subì violenza sessuale e che a compiere l'omicidio furono più mani.
Per l'omicidio è già stato condannato in rito abbreviato a 30 anni di carcere l'ivoriano Rudy Guede.
Al termine della deposizione dei famigliari l'udienza è stata rinviata a venerdì prossimo, 12 giugno, quando è in programma l'esame dell'imputata Amanda



[Reuters] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:03 pm   Post subject: RAI 06 June 2009   

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NUOVA UDIENZA A PERUGIA
MEREDITH, IN AULA I GENITORI
La madre della studentessa inglese uccisa la notte tra 1 e 2 novembre 2008 depone al processo: "Mez non mi ha mai parlato di Sollecito e Guede'. Non aveva un appuntamento con lui la sera dell'omicidio".

Perugia, 06-06-2009
Nuova udienza del processo per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa la notte tra 1 e 2 novembre 2008 a Perugia. Imputati, l'ex coinquilina americana della vittima, Amanda Knox, e il fidanzato pugliese di quest'ultima, Raffaele Sollecito, mentre il terzo sospettato, l'ivoriano Rudy Guede', e' gia' stato condannato con rito abbreviato a 30 anni di carcere.
Oggi nell'aula del Tribunale di Perugia sono stati ascoltati i genitori di Meredith. La madre, Arline Kercher, e' stata la prima a rispondere, con l'aiuto di una traduttrice, a tutte le domande poste dall'avvocato di fiducia Francesco Maresca e dal pm Giuliano Mignini.
"Il primo novembre, giorno dell'omicidio di mia figlia, abbiamo fatto una lunga chiacchierata telefonica nel primo pomeriggio" ha detto Arline. "Meredith mi aveva detto di essere molto stanca dato che la sera prima per la festa di Halloween aveva fatto tardi. Nel pomeriggio comunque sarebbe andata da alcune sue amiche a vedere un film e poi subito a casa. Era stanca e in piu' doveva finire alcuni compiti universitari". La testimonianza della madre, dunque, esclude che Meredith avesse un appuntamento per la sera dell'omicidio con Rudy Guede', come invece ha sempre affermato l'ivoriano. "Con mia figlia parlavamo di tutto: dalle sue amicizie ai suoi
studi all'Universita' - ha detto ancora Arlene Kercher -. Sono sicura che non mi abbia mai parlato di Rudy Guede e che non avesse un appuntamento con lui". Non solo. Alla domanda del pm Mignini, se sua figlia le avesse mai raccontato di essere andata a casa di Raffaele Sollecito, la donna risponde: "Meredith non mi ha mai fatto questo nome".
Meredith, comunque, non aveva raccontato ai genitori neanche di avere una relazione con un ragazzo italiano da due settimane, quindi potrebbe aver omesso tutto cio' che riguardava i ragazzi con la madre.
Secondo la sorella Stephanie, se aggredita "Meredith avrebbe lottato fino alla fine". Stephanie ha descritto Mez come "molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei". Di Amanda Knox Meredith riferi' alla sorella via mail che "cantava sempre". "Non vedeva l'ora di venire a Perugia - ha raccontato ancora Stephanie - e prima di partire fece anche due lavori in Inghilterra per risparmiare". "A 17 anni - ha poi detto il padre, John - Meredith segui' un corso di karate e sarebbe stata in grado di difendersi, se aggredita".
Dopo la deposizione dei genitori l'udienza e' stata sospesa e rinviata a venerdi'


[RAI] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:04 pm   Post subject: AGI 06 June 2009   

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LA MADRE DI MEREDITH: UNA MORTE INCREDIBILE

(AGI) - Perugia, 6 giu. - "La sua morte e' stata incredibile e surreale.... La cerco ancora..... Non e' soltanto la morte, ma la brutalita', la violenza di cio' che e' stato fatto". Arline Kercher, la madre di Meredith, ha ricordato cosi' i tragici momenti trascorsi dopo la notizia dell'uccisione della figlia, avvenuta la notte tra l'1 e il 2 novembre 2007 a Perugia, dove la giovane si era trasferita per studiare. Arline, sentita oggi come testimone davanti alla corte d'assise nell'ambito del processo che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Mez, ha detto che "e' uno choc tremendo mandare la propria figlia a studiare e non rivederla mai piu'. Non lo supereremo mai". La donna ha quindi ricordato l'ultima volta che ha sentito al telefono la figlia, nel primo pomeriggio dell'1 novembre, e che Mez le disse che era intenzionata a tornare a casa per il compleanno della madre, l'11 novembre, e di aver gia' prenotato il biglietto per il 9 novembre. "Mi disse che aveva tanti regali da portarmi - ha detto Arline - e una valigia piena di cioccolato per la sorella". Madre e figlia parlarono anche dell'intenzione di Meredith di rientrare a casa per il periodo natalizio e di voler velocizzare il piu' possibile gli studi per poter tornare quanto prima a casa. "Mi disse anche che era molto stanca perche' la notte precedente aveva festeggiato Halloween - ha raccontato la madre - mi disse che stava andando a casa di amici ma che sarebbe rientrata presto perche' aveva un tema da svolgere e il giorno successivo avrebbe avuto lezione all'universita'". Arline Kercher, parlando dell'infanzia della figlia, ha spiegato che Mez vinse una borsa di studio "perche' era molto intelligente" e che alle superiori studiava italiano, francese e latino. Proprio per approfondire il suo italiano scelse poi di venire in Italia. "Scelse Perugia - ha detto la madre - perche' era una citta' piccola, ma era ben collegata con casa. La scelse anche perche' c'e' la festa del cioccolato. Soprattutto all'inizio, prima che trovasse una sistemazione, mi chiamava ogni giorno. Ma anche successivamente ci sentivamo spesso. Parti' il primo settembre per Perugia. Inizialmente si adatto' in un albergo, poi trovo' l'annuncio dell'appartamento sulla bacheca dell'universita'. Scelse di vivere in quella casa perche' era vicina all'universita' e dalla finestra si vedeva il paesaggio dell'Umbria". Arline ha ricordato, quindi, che Amanda Knox arrivo' in quella casa il 26 settembre e che Meredith la invito' fuori a pranzo per presentarle i suoi amici. "Meredith mi disse che Amanda - ha detto Arline Kercher - voleva socializzare con gli italiani perche' voleva imparare la lingua. Mi disse anche che era molto stupita dal fatto che l'americana aveva trovato un ragazzo gia' dalla prima settimana". L'ultima volta che Meredith torno' a casa fu il 28 settembre, quando si reco' a Londra per prendere alcuni abiti estivi. Poi, il primo ottobre, torno' a Perugia. Un mese dopo venne uccisa nel casolare di via della Pergola.

[AGI] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:04 pm   Post subject: AGI 06 June 2009   

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LA SORELLA, MEZ AVREBBE LOTTATO FINO ALLA FINE

(AGI) - Perugia, 6 giu. - "Meredith avrebbe lottato fino alla fine contro i suoi aggressori". Ne e' convinta la sorella di Mez, Stephanie Kercher oggi testimone davanti alla Corte d'Assise di Perugia nel processo che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio della sorella. Stephanie ha ricordato che Meredith "aveva un carattere molto forte e anche fisicamente era molto forte". "Era molto passionale per le cose che riteneva importanti - ha proseguito Stephanie - ha lottato molto anche per venire in Italia. Non vedeva l'ora di raggiungere Perugia e, prima di partire, in Inghilterra ha fatto anche due lavori". Stephanie ha quindi ricordato che Meredith amava molto l'Italia e avevano progettato insieme anche di visitarla. "Credo che una volta conclusa l'universita' sarebbe tornata a Perugia" ha concluso Stephanie. Di Amanda Knox la sorella di Meredith ha ricordato che Mez le diceva "cantava sempre".

[AGI] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:05 pm   Post subject: Romagna Oggi 05 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: LEGALE KNOX, PRESENTEREMO ISTANZA PER SUPERPERIZIA
Perugia, 5 giu. - (Adnkronos) - ''Presenteremo istanza per una superperizia'' perche' ''rimangono punti di contrasto scientifici, non certo faziosi o oltranzisti''. Ad affermarlo uno dei legali di Amanda Knox, l'avvocato Luciano Ghirga, a conclusione dell'udienza di oggi e delle deposizioni dei consulenti della famiglia Kercher, parte civile nel processo che vede imputati Amanda Knox e Raffele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.


[Romagna Oggi] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:06 pm   Post subject: ADN Kronos 06 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: IN AULA I GENITORI E LA SORELLA
ultimo aggiornamento: 06 giugno, ore 09:39

Perugia, 6 giu. - (Adnkronos) - Sono arrivati in aula per testimoniare davanti alla Corte d'Assise di Perugia i genitori e la sorella di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007 nel casolare di via della Pergola. Nel processo sono imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

[ADN Kronos] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:07 pm   Post subject: ASCA 06 June 2009   

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06-06-09 MEREDITH: IN AULA FAMILIARI, MEZ SE AGGREDITA SI SAREBBE DIFESA
(ASCA) - Perugia, 6 giu - ''Se fosse stata aggredita da uno sconosciuto, mia sorella si sarebbe difesa; avevamo fatto sport; a 17 anni lei karate, sapeva come difendersi''. Lo ha detto tra l'altro la sorella di Meredith Kercher, Stefanie, che stamani assieme alla mamma Arline ed al padre John, sono stati ascoltati come testi, dalla Corte di Assise di Perugia (presidente Giancarlo Massei) al processo nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati in concorso, dell'omicidio della giovane studentessa inglese. Al termine della deposizione dei genitori e della sorella di Mez, la corte ha rinviato il processo al 12 giugno, quando ad essere sentita sara' l'imputa Amanda Knox. La prima ad essere ascoltata e' stata la madre Arline che ha ricostruito quanto lei sapeva dai contatti telefonici avuti con la figlia, del periodo di soggiorno per studi a Perugia. Arline che era assistita da una inteprete, ha iniziato a rispondere alle domande del legale di parte Francesco Maresca alle 10, parlando pacatamente per oltre mezz'ora; ha ricordato le telefonate avute con la figlia che era venuta a Perugia per studiare conoscendo un po' l'italiano, perche' aveva scelto una citta' piccola e per la festa del cioccolato. ''Non potro' mai dimenticare....non potremo mai dimenticare - ha detto Arline Kercher. La sua morte e' stata incredibile, surreale, la cerco ancora. Non e' soltanto la morte, ma la brutalita', la violenza, la tristezza di cio' che e' stato fatto. Non e' possibile mandare la figlia a studiare e non rivederla piu.' Noi non supereremo mai questo lutto''. Ha riferito di come aveva appreso la notizia, di come l'hanno appresa all'Universita' in Inghilterra e il particolare dell'albero dedicato alla figlia con tanti messaggi, della funzione che l'Universita' ha organizzato per la morte di Mez che era li' iscritta da due anni. Poi ancora domande su come aveva trovato la sistemazione in quella casa di Via della Pergola (scelta per il panorama sulla vallata verde), sul fatto che c'erano altre inquiline (due italiane che l'avevano aiutata nel fare il contratto d'affitto, il 26 settembre), con l'altra giovane che arrivo dopo alcuni giorni, appunto, Amanda Knox. ''Meredith - ha sottolineato Arline - aiuto' Amanda ad inserirsi a Perugia. Mi disse, che aveva organizzato un pranzo per la studentessa americana per farle conoscere diversi amici, in diversi ambienti di studio.

Il Pm Giuliano Mignini ha chiesto alla madre di Meredith se sapeva dell'amicizia della figlia con gli indagati, con Rudy Guede e Raffaele Sollecito, ma la risposta e' stata ''con mia figlia parlavamo di tutto: delle sue amicizie, degli studi all'Universita'. Sono sicura che non mi abbia mai parlato di Rudy Guede e ne' che avesse un appuntamento con lui la sera del delitto; lei (il 1 novembre 2007 - ndr-) voleva andare a casa presto (era stanca per i festeggiamenti di Hallowen - ha spiegato la madre di Mez -) per finire un tema, studiare e riposarsi''. Sul nome Sollecito, Arline ha detto di non averla mai appreso. Sia la sorella che il padre di Meredith l'hanno descritta come giovane con un ''carattere forte, passionale sulle cose importanti per lei'' e pronta a difendersi se aggrediata, perche' aveva appunto preso lezioni di karate. I familiari hanno ribadito che esigono giustizia; ''siamo qui per chiedere giustizia e per sapere cosa e' successo ad una persona speciale come Meredith''. Raffaele Sollecito che come sempre (cosi' Amanda Knox) e' stato presente durante il processo, uscendo dalla aula degli Affreschi, ad un giornalista ha detto ''attendo anche io giustizia, come loro''. Emozione quindi oggi, durante la deposizione dei familiari; anche Amanda si e' emozionata come sottolineato dal suo difensore Luciano Ghirga. ''Vedendo i genitori parlare - ha detto - ha pensato ai suoi genitori, non avendo lei commesso alcun delitto''. Per Francesco Maresca legale della famiglia Kercher, oggi ''abbiamo avuto direttamente il ricordo di una ragazza piena di entusiasmo di voglia e di felicita' di stare in Italia a studiare, impegnata in modo molto forte nello studio... quindi e' stata una udienza emozionante certo''.

red/mar/bra


[ASCA] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:08 pm   Post subject: Libero 06 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: TESTIMONIANO I GENITORI, AL CENTRO DELL'UDIENZA IL RICORDO DI MEZ

Perugia, 6 giu. - (Adnkronos) - E' stato il ricordo di Meredith Kercher attraverso la voce commossa dei suoi familiari oggi al centro dell'udienza davanti alla Corte d'assise di Perugia che sta processando Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese, avvenuto la notte tra il primo e il due novembre del 2007 nel capoluogo umbro, dove la giovane era arrivata i primi di settembre per studiare.
Sul banco dei testimoni sono saliti prima la madre di Mez, Arline, poi la sorella, Stephanie e, infine, il padre, John. ''E' uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e non rivederla mai piu''' ha detto commossa davanti alla Corte Arline. ''Non lo supereremo mai - ha proseguito - La sua morte e' stata incredibile e surreale. La cerco ancora. Non e' soltanto la sua morte, ma la brutalita' e la violenza di cio' che e' avvenuto''.
L'ultima volta che Arline ha sentito al telefono la figlia e' stato il 1 novembre 2007. ''Mi disse che sarebbe tornata a casa per il mio compleanno - ha detto la donna - che aveva gia' pensato di partire il 9 novembre e che aveva dei regali per me e una valigia piena di cioccolato per la sorella". (segue)


[Libero] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:08 pm   Post subject: Repubblica 06 June 2009   

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PERUGIA, LA DEPOSIZIONE DI GENITORI E SORELLA AL PROCESSO PER LA
STUDENTESSA INGLESE UCCISA A PERUGIA, NEL NOVEMBRE DEL 2007
"L'ULTIMA TELEFONATA CON MEREDITH"
PER I FAMILIARI È IL GIORNO DEL DOLORE
LA SORELLA: "SE AGGREDITA, AVREBBE LOTTATO FINO ALLA FINE"
AMANDA KNOX SI COMMUOVE. IL DIFENSORE: "NON L'HA UCCISA LEI"



Da sinistra, la madre, la sorella e il padre di Meredith



PERUGIA - Hanno ricostruito le ultime parole dette per telefono dalla figlia, poche ore prima che venisse uccisa. Hanno raccontato il dolore di una perdita, di un'assenza. Il tutto nel silenzio irreale dell'aula di tribunale. Il padre, la madre e la sorella di Meredith Kercher, John, Arline e Stephanie hanno deposto oggi al palazzo di Giustizia di Perugia dove si svolge nel processo a Raffaele Sollecito ed Amanda Knox, accusati dell'omicidio della studentessa inglese.

I congiunti di Mez sono stati citati come testimoni dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna che li rappresentano come parte civile. In una dichiarazione diffusa ieri sera Stephanie Kercher ha spiegato che la famiglia è a Perugia "per chiedere giustizia e per dire cosa è successo a una persona speciale come Meredith che era arrivata qui solo per studiare".

"E' uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna più. Non lo supereremo mai", dice la madre di Meredith, Arline Kercher. "La cerco ancora" ha sottolineato visibilmente commossa. "La morte di Meredith - ha affermato Arline Kercher - è stata incredibile, surreale. Non è solo la morte, ma la brutalità e la violenza".

La madre di Mez ha riferito di avere sentito per l'ultima volta la figlia il pomeriggio del primo novembre del 2007, il giorno in cui venne uccisa. "Mi chiamò per farmi sapere che tornava a casa per il mio compleanno" ha spiegato. "Stava portando regali per me - ha aggiunto Arline Kercher - e una valigia piena di cioccolato per la sorella".

Riguardo alla sera del primo novembre, la madre di Meredith ha riferito che la figlia "era molto stanca perché aveva fatto tardi la sera prima, quella di Halloween". "Stava per andare da amici - ha detto - ma sarebbe tornata presto, anche perché aveva da fare un tema e voleva completarlo prima di partire".


Stephanie, la sorella, spiega che se fosse stata aggredita "Meredith avrebbe lottato fino alla fine". L'ha descritta come "molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei". Di Amanda Knox Meredith riferì alla sorella via mail che "cantava sempre". "Non vedeva l'ora di venire a Perugia - ha detto Stephanie Kercher - e prima di partire fece anche due lavori in Inghilterra per risparmiare".

"A 17 anni - ha poi detto il padre, John - Meredith seguì un corso di karate e sarebbe stata in grado di resistere". L'uomo ha anche raccontato che "Meredith sognava di fare la giornalista o di lavorare a Bruxelles per la Commissione europea. Qualsiasi cosa avesse scelto per me sarebbe andato bene". E che aveva scelto Perugia per i suoi studi spinta dalla passione per il cioccolato.

Durante la deposizione dei familiari di Meredith, Amanda Knox si è turbata. "E' molto commossa - ha dett uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga - perché ha visto i genitori di Mez che per lei era un'amica. Con una trasposizione di affetti, pensando ai suoi genitori ha visto quelli di Meredith e si è commossa. Lei non l'ha uccisa".

Ancora più diretto nel ribadire la propria estraneità all'omicidio l'altro imputato, Raffaele Sollecito: "Attendo giustizia come loro", ha detto, rivolto a telecamere e giornalisti uscendo dall'aula della Corte d'assise di Perugia. "Anche io sono una vittima, anche se certamente non come loro" ha ripetuto il giovane pugliese all'avvocato Luca Maori, uno dei suoi difensori. "Oggi abbiamo ascoltato un ricordo della giovane uccisa - ha detto ancora l'avvocato Maori - e capiamo il loro dolore. Era doveroso non fare domande in una giornata come questa e così è stato da parte nostra".

(6 giugno 2009)


[Repubblica] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:09 pm   Post subject: Gazzettino 06 June 2009   

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MEREDITH, LA MAMMA IN AULA: «LA CERCO
ANCORA». AMANDA: «MOLTO COMMOSSA»
La sorella: se aggredita avrebbe lottato fino alla fine
Sollecito: anch'io attendo giustizia come loro
PERUGIA (6 giugno) - «È uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna più. Non lo supereremo mai»: a dirlo è stata stamani Arline Kercher, la madre di Meredith, testimoniando davanti alla Corte d'assise di Perugia nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox accusati dell'omicidio della studentessa inglese. «La cerco ancora» ha sottolineato la donna visibilmente commossa.

Una testimonianza che si è svolta nel silenzio più assoluto. Alla presenza dei due imputati che hanno sempre sostenuto la loro estraneità al delitto. «La morte di Meredith - ha affermato Arline Kercher - è stata incredibile, surreale. Non è solo la morte, ma la brutalità e la violenza».

La madre di Mez ha raccontato di avere sentito per l'ultima volta la figlia il pomeriggio del primo novembre del 2007, il giorno in cui venne uccisa. «Mi chiamò per farmi sapere che tornava a casa per il mio compleanno» ha spiegato. «Stava portando regali per me - ha aggiunto Arline Kercher - e una valigia piena di cioccolato per la sorella». Riguardo alla sera del primo novembre, la madre di Meredith ha riferito che la figlia «era molto stanca perché aveva fatto tardi la sera prima, quella di Halloween». «Stava per andare da amici - ha detto - ma sarebbe tornata presto, anche perchè aveva da fare un tema e voleva completarlo prima di partire».

La sorella. Se fosse stata aggredita «Meredith avrebbe lottato fino alla fine»: così Stephanie Kercher, la sorella della studentessa inglese, ha risposto a una domanda di uno dei legali che rappresenta la famiglia come parte civile. Stephanie ha descritto la sorella come «molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei». Di Amanda Knox Meredith riferì alla sorella via mail che «cantava sempre». «Non vedeva l'ora di venire a Perugia - ha detto Stephanie Kercher - e prima di partire fece anche due lavori in Inghilterra per risparmiare». «A 17 anni - ha poi detto il padre, John - Meredith seguì un corso di karate e sarebbe stata in grado di resistere».

Il padre. «Meredith sognava di fare la giornalista o di lavorare a Bruxelles per la Commissione europea. Qualsiasi cosa avesse scelto per me sarebbe andato bene»: è il ricordo del padre John, davanti alla Corte d'assise. La deposizione dei tre familiari della giovane è durata poco più di un'ora. Poi hanno lasciato il palazzo di giustizia senza fare commenti. «Le piacevano tantissimo la pizza e il cioccolato» ha detto ancora John Kercher parlando della figlia. E proprio la passione per il cioccolato - hanno spiegato i parenti di Mez - la spinse a scegliere per i suoi studi universitari Perugia, città nota a livello internazionale per una rassegna, Eurochocolate, dedicata proprio a questo prodotto. John Kercher ha ricostruito il pomeriggio del 2 novembre del 2007 quando apprese della morte della figlia. «Mi chiamò Arline - ha spiegato - e mi disse che aveva saputo dai telegiornali della morte di una studentessa a Perugia. Contattai i giornali inglesi ma non sapevano niente. Provai una dozzina di volte a fare il numero del telefono cellulare di mia figlia ma rispose sempre la segreteria. Poi richiamai i giornali che avevano il nome della studentessa uccisa - ha concluso Johan Kercher - ed era quello di Meredith».

Sollecito. «Attendo giustizia come loro»: Raffaele Sollecito lo ha detto rivolto a telecamere e giornalisti uscendo dall'aula della Corte d'assise di Perugia al termine dell'udienza nella quale sono stati ascoltati i familiari di Meredith Kercher. «Anche io sono una vittima, anche se certamente non come loro» ha ripetuto il giovane pugliese all'avvocato Luca Maori, uno dei suoi difensori. «Oggi abbiamo ascoltato un ricordo della giovane uccisa - ha detto ancora l'avvocato Maori - e capiamo il loro dolore. Era doveroso non fare domande in una giornata come questa e così è stato da parte nostra».

L'avvocato di Amanda: è molto commossa. E' stata una Amanda Knox «molto commossa» quella che ha assistito oggi alla testimonianza dei genitori e della sorella della sua ex coinquilina Meredith Kercher: lo ha detto al termine dell'udienza uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga. «E' molto commossa - ha detto il legale - perché ha visto i genitori di Mez che per lei era un'amica. Con una trasposizione di affetti, pensando ai suoi genitori ha visto quelli di Meredith e si è commossa. Lei non l'ha uccisa».

[Gazzettino] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:10 pm   Post subject: ASCA 06 June 2009   

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06-06-2009 MEREDITH: IN AULA FAMILIARI, MEZ SE AGGREDITA SI SAREBBE DIFESA (2)
(ASCA) - Perugia, 6 giu - Il Pm Giuliano Mignini ha chiesto alla madre di Meredith se sapeva dell'amicizia della figlia con gli indagati, con Rudy Guede e Raffaele Sollecito, ma la risposta e' stata ''con mia figlia parlavamo di tutto: delle sue amicizie, degli studi all'Universita'. Sono sicura che non mi abbia mai parlato di Rudy Guede e ne' che avesse un appuntamento con lui la sera del delitto; lei (il 1 novembre 2007 - ndr-) voleva andare a casa presto (era stanca per i festeggiamenti di Hallowen - ha spiegato la madre di Mez -) per finire un tema, studiare e riposarsi''. Sul nome Sollecito, Arline ha detto di non averla mai appreso. Sia la sorella che il padre di Meredith l'hanno descritta come giovane con un ''carattere forte, passionale sulle cose importanti per lei'' e pronta a difendersi se aggrediata, perche' aveva appunto preso lezioni di karate. I familiari hanno ribadito che esigono giustizia; ''siamo qui per chiedere giustizia e per sapere cosa e' successo ad una persona speciale come Meredith''. Raffaele Sollecito che come sempre (cosi' Amanda Knox) e' stato presente durante il processo, uscendo dalla aula degli Affreschi, ad un giornalista ha detto ''attendo anche io giustizia, come loro''. Emozione quindi oggi, durante la deposizione dei familiari; anche Amanda si e' emozionata come sottolineato dal suo difensore Luciano Ghirga. ''Vedendo i genitori parlare - ha detto - ha pensato ai suoi genitori, non avendo lei commesso alcun delitto''. Per Francesco Maresca legale della famiglia Kercher, oggi ''abbiamo avuto direttamente il ricordo di una ragazza piena di entusiasmo di voglia e di felicita' di stare in Italia a studiare, impegnata in modo molto forte nello studio... quindi e' stata una udienza emozionante certo''.

red/mar/bra
(Asca)


[ASCA] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:11 pm   Post subject: AGI 06 June 2009   

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(AGI) - Perugia, 6 giu. - ''Attendo giustizia come loro''.
Cosi' Raffaele Sollecito rivolgendo lo sguardo verso le telecamere prima di uscire dall'aula degli Affreschi dove oggi si e' svolta la testimonianza dei familiari di Meredith Kercher, nell'ambito del processo che vede imputati lo studente di Giovinazzo e Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese. Ad essere sentiti oggi davanti alla Corte d'Assise di Perugia sono stati la madre di Mez, Arline, la sorella, Stephanie e il padre, Jhon. ''Anche io sono una vittima anche se non certamente come loro'' ha commentato Sollecito al termine dell'udienza parlando con uno dei suoi legali, l'avvocato Luca Maori. ''Capiamo il dolore dei familiari di Meredith - ha detto l'avvocato Maori -. Oggi doveva essere ed e' stata la giornata del ricordo. Noi non abbiamo fatto domande perche' cosi' doveva essere''. Il processo riprendera' venerdi' prossimo, quando e' in programma l'esame della studentessa di Seattle Amanda Knox.

[AGI] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:12 pm   Post subject: ANSA 06 June 2009   

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» 2009-06-06 12:51
Meredith: parlano genitori e sorella
La madre, la cerco ancora.
Udienza rinviata a venerdi' prossimo



(ANSA) - PERUGIA, 6 GIU - I genitori e la sorella di Meredith Kercher hanno testimoniato nel processo in corso a Perugia per l'omicidio della congiunta. La loro deposizione, chiesta dagli avvocati di parte civile che li rappresentano, e' durata poco piu' di un'ora. La madre, in un silenzio assoluto, ha detto: 'E' uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna piu'. Non lo supereremo mai. Io la cerco ancora'. L'udienza e' stata rinviata a venerdi' prossimo.

[ANSA] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:13 pm   Post subject: Corriere 06 June 2009   

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CHIESTA UNA SUPERPERIZIA DAGLI AVVOCATI DI AMANDA KNOX
PERUGIA: SENTITA LA MADRE DI MEREDITH
RICOSTRUITA L'ULTIMA TELEFONATA CON LA FIGLIA. «MAI SENTITI NOMINARE RUDY E SOLLECITO»


La madre, la sorella e il padre diMeredith a Perugia (Ap)










PERUGIA - E’ stata Arline Kercher, madre di Meredith la ragazza inglese uccisa il 1 novembre del 2007, la prima a deporre all’udienza di sabato del processo di Perugia per l'omicidio di Meredit Kercher, che vedrà salire sul banco dei testimoni gran parte della famiglia della vittima. Arline ha risposto - grazie all’aiuto di una traduttrice - a tutte le domande poste sia dall’avvocato di fiducia Francesco Maresca che dal Pm Giuliano Mignini. «Il primo novembre, giorno dell’omicidio di mia figlia, abbiamo fatto una lunga chiacchierata telefonica nel primo pomeriggio» ha affermato Arline «Meredith mi aveva detto di essere molto stanca dato che la sera prima per la festa di Hallowen aveva fatto tardi. Nel pomeriggio comunque sarebbe andata da alcune sue amiche a vedere un film e poi subito a casa. Era stanca e in più doveva finire alcuni compiti universitari». Arline aggiunge inoltre che con la figlia, quel nefasto primo novembre del 2007, aveva parlato a fondo anche dei progetti futuri. «Metz - spiega - aveva già ordinato dei biglietti di viaggio per tornare a casa in occasione del mio compleanno: l’11 novembre. Sarebbe partita il 9 novembre. Poi mi aveva detto che per Natale sarebbe rientrata da Perugia intorno al 18 dicembre e che bisognava in fretta prenotare i biglietti dato che dopo il costo sarebbe notevolmente cresciuto». L’avvocato Maresca - legale della famiglia Kercher - ha chiesto ad Arline come ha saputo della morte. La donna risponde a fatica oppressa dal dolore: «E’ terribile mandare una figlia a studiare e poi non vederla ritornare più. Noi non supereremo mai questo lutto: soprattutto per la brutalità e la violenza che ha subito nostra figlia».
LA MADRE: «MAI SENTITI NOMINARE RUDY E SOLLECITO» - Il Pm Giuliano Mignini ha cercato di capire se dalle confidenze alla madre, Arline, Metz avesse stretto un’amicizia con due dei tre indagati. «Con mia figlia parlavamo di tutto: dalle sue amicizie ai suoi studi all’Università. Sono sicura che non mi abbia mai parlato di Rudy Guede e né che avesse un appuntamento con lui. La sera del delitto voleva andare a casa presto per studiare e poi riposarsi». Il Pm Giuliano Mignini ha chiesto ad Arline anche se sua figlia fosse mai andata, a sua conoscenza, da Raffaele Sollecito: «Non mi ha mai fatto questo nome». Rudy e Raffaele degli sconosciuti o delle figure quasi insignificanti per la vita italiana di Meredith? Per la madre e altre amiche della ragazza inglese sì. Per la difesa di Guede no: c’era un rapporto di complicità. Ma Meredith potrebbe anche aver omesso l’argomento ragazzi alla madre. Un ipotesi che troverebbe conferma dal fatto che la ragazza inglese - come testimoniato in aula dalla madre - non aveva detto al genitore che era fidanzata con un ragazza italiano e con il quale era andata anche a letto dalla metà di ottobre del 2007.
SUPERPERIZIA - «Presenteremo istanza per una superperizia» perchè «rimangono punti di contrasto scientifici, non certo faziosi o oltranzisti». Ad affermarlo uno dei legali di Amanda Knox, l'avvocato Luciano Ghirga, a conclusione dell'udienza di oggi e delle deposizioni dei consulenti della famiglia Kercher, parte civile nel processo che vede imputati Amanda Knox e Raffele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. «Le posizioni rimangono immutate sotto il profilo genetico - ha concluso il legale Ghirga - e le obiezioni rimangono le medesime». Quindi per l'avvocato la superperizia rimane «l'unica strada per aggiustare processualmente le cose».

06 giugno 2009


[Corriere] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:14 pm   Post subject: Affari 06 June 2009   

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MEREDITH/ FAMILIARI A PALAZZO DI GIUSTIZIA PER DEPOSIZIONE
Sabato, 6 Giugno 2009 - 09:58

I familiari di Meredith Kercher hanno da poco fatto il loro ingresso a palazzo di giustizia, a Perugia, dove oggi e' prevista la loro deposizione davanti alla corte d'assise nell'ambito del processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese. Il padre di Mez, John, la madre Arline e la sorella Stephanie sono giunti ieri nel capoluogo umbro e, dopo la testimonianza, rientreranno in Inghilterra. A citarli come testimoni gli stessi legali della famiglia, Francesco Maresca e Serena Perna, che li rappresentano come parte civile nel procedimento.


[Affari] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 06, 2009 3:15 pm   Post subject: Libero 06 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: IN AULA I GENITORI E LA SORELLA

Perugia, 6 giu. - (Adnkronos) - Sono arrivati in aula per testimoniare davanti alla Corte d'Assise di Perugia i genitori e la sorella di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007 nel casolare di via della Pergola. Nel processo sono imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
I familiari di Meredith, che nel processo sono Parte Civile, sono rappresentati dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna. Il padre John, la madre Arline e la sorella Stephanie sono arrivati ieri a Perugia e rientreranno in Inghilterra dopo l'udienza.


[Libero] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:05 am   Post subject: [Messaggero] 06 June 2009   

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Sabato 06 Giugno 2009

di LUIGI FOGLIETTI

PERUGIA - «Abbiamo parlato con Rudy - dicono gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile difensori di Guede al loro rientro da Viterbo nel cui carcere é rinchiuso il giovane ivoriano condannato a trenta anni di reclusione con il rito abbreviato - per comunicargli la data del processo di appello che é stato fissato per il 18 novembre così come ci é stato notificato da parte della cancelleria della corte di assise di appello».
E aggiungono: «Già stiamo lavorando insieme a Rudy su tutti i dettagli del nostro appello, probabilmente ci saranno altre memorie su alcuni particolari che verranno poi discussi in dibattimento. Siamo contenti di avere la data perché da questo momento comincia il conto alla rovescia e perché siamo convinti che il vero processo per Rudy inizierà solo allora e lui ci è sembrato molto determinato pronto a combattere perché sa che quello è il suo processo e noi stiamo già lavorando e sicuramente ci saranno molte sorprese.
Lui parlerà farà le sue dichiarazioni- dicono ancora Biscotti e Gentile - e dirà ancora le cose che ha già detto sia al pm che al gip e lotterà con tutte le forze per fare affermare la sua completa estraneità all’omicidio perché non deve ne aggiungere ne togliere qualcosa a ciò che ha già detto. Porterà invece le prove a discolpa sotto una luce diversa».
Quindi gli avvocati di Guede si avviano a concludere «Perché lui non ha ucciso Meredith e la cosa é stata in parte riconosciuta nella sentenza del giudice Micheli e in appello sicuramente riusciremo a superare e a sciogliere molti di quei ragionevoli dubbi che la sentenza di primo grado non é riuscita a risolvere facendo in modo che la realtà storica prevalga su una ingiusta verità processuale. Ha già riferito la sua verità, quella verità scomoda in cui si trova e la ripeterà correttamente ai giudici della corte di assise di appello».
«E l’appello è stato fatto sulla base di sette motivazioni - concludono Biscotti e Gentile - l’insussistenza della violenza sessuale; l’insussistenza della volontà omicida dell’imputato; l’insussistenza del concorso di persone; il ragionevole dubbi ; l’insussistenza dell’aggravante relativa ai futili motivi; l’applicazione dell’ipotesi del concorso anomalo; la mancata concessione delle attenuanti generiche prevalenti e in subordine equivalenti alle aggravanti contestate».

[Messaggero] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:07 am   Post subject: [Corriere dell'Umbria] 06 June 2009   

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“MEZ FERITA DA UNA LAMA E POI SOFFOCATA”.

La genetista forense conferma la validità degli esami sul Dna fatti dalla Scientifica. Il consulente dei Kercher: “Nelle coltellate al collo non c’era volontà omicida”.
PERUGIA06.06.2009


Ingresso I Kercher nel momento di entrare in aula

Per fortuna i genitori e la sorella di Mez quelle immagini dello scempio del corpo e quelle parole non le hanno viste e non le hanno udite. Sono arrivati più tardi, in aula. Poco dopo essere scesi all'aeroporto di Sant'Egidio ed aver scaricato i bagagli all'albergo Perusia di Monteluce. Pochi istanti prima il professor Aristide Norelli aveva fornito una ricostruzione tanto precisa, quanto agghiacciante, della morte di Meredith Kercher. Che sarebbe stata aggredita in due fasi: la prima, quella delle minacce con il coltello brandito davanti al volto della studentessa e le ferite al collo e, la seconda, quella dell'omicidio voluto e portato a compimento con la compressione di bocca, naso, collo con conseguente soffocamento. Norelli ha spiegato, infatti, che le ferite inferte col coltello non sarebbero state, di per sé, mortali. Non solo: non avendo interessato né la carotide, né la giugulare significa che colui che impugnava l'arma non aveva intenzione di uccidere. Probabilmente quelle lesioni sono state provocate da una doppia concausa: l'atto aggressivo di chi impugnava il coltello e la reazione, o uno scarto, della povera Meredith. Magari un tentativo di sottrarsi ad una presa, di svincolarsi da un afferramento. Un omicidio preterintenzionale, dunque? No. Perché dopo le coltellate, non finalizzate ad uccidere, l'assassino ha deciso, volontariamente, di ammazzare Meredith. E lo ha fatto non più usando il coltello, ma le mani, sotto le quali ha stretto il collo della studentessa inglese. Il professor Aristide Norelli non ha quantificato la lunghezza dell'agonia. Tuttavia una risposta fornita, nella parte finale della sua deposizione, lascia ipotizzare anche un periodo più lungo di quanto si fosse sospettato fino a ieri. Per Norelli, consulente medico legale della famiglia di Meredith Kercher, quello di ieri è stato un ritorno. A Perugia infatti ha lavorato, all'istituto di medicina legale per sedici anni. Proveniva da Siena, una delle scuole di anatomia patologica più importanti d'Italia. Dopo i tre lustri perugini il docente si è trasferito a Firenze. Estremamente interessante anche la deposizione della dottoressa Francesca Torricelli, genetista forense, direttore di diagnostica genetica all’ospedale Careggi di Firenze. La genetista ha, in pratica, vidimato e validato il lavoro e la deposizione della biologa Patrizia Stefanoni della Polizia Scientifica. Ha infatti affermato non solo che la biologa ha “seguito le linee, le raccomandazioni degli organismi internazionali” nel suo lavoro, ma ha aggiunto che le interpretazioni dei risultati offerti dalla Stefanoni sono corretti. La genetista forense (che lavora in questo settore dal 1976 e in un istituto in cui ogni anno vengono eseguiti 45mila esami) ha rilevato che le tracce di sangue diluito sulla scatola di cotton fioc, portano al dna di Meredith e di Amanda; quelle nel bidet ancora al dna di Meredith e Amanda; quelle nel lavabo alle due studentesse. Sul gancetto emergono i dna di Meredith (maggioritario) e Raffaele (minoritario). Sul coltello in sequestro il profilo di Amanda (sul manico) e di Meredith (sulla lama). La Torricelli ha anche analizzato il reggiseno (profilo di Rudy) e la manica della felpa (ancora profilo di Rudy). “E’ possibile che si sia verificata una contaminazione nella raccolta dei campioni o in laboratorio?”, hanno domandato gli avvocati Daniela Rocchi e Donatella Donati, difesa Sollecito. “No. Nella mia esperienza non si è mai verificata una cosa del genere. Tra l’altro bisognerebbe ipotizzare una pressione forte, uno sfregamento robusto per “raccattare” un quantitativo tale di dna da trasportarne una parte...”. I difensori di Amanda, Luciano Ghriga e Carlo Dalla Vedova hanno annunciato che chiederanno alla Corte una superperizia

Elio Clero Bertoldi


[CdU] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:13 am   Post subject: [Quotidiano] 06 June 2009   

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L DELITTO DI PERUGIA
IN AULA PARLA LA MADRE DI MEREDITH
"LA SUA MORTE, UNO CHOC TREMENDO"
Arline Kercher ha ricordato l’ultima volta che ha sentito al telefono la figlia, nel primo pomeriggio dell’1 novembre, e che Mez le disse che era intenzionata a tornare a casa per l’11 novembre
Perugia, 6 giugno 2009 - "La sua morte è stata incredibile e surreale.... La cerco ancora..... Non è soltanto la morte, ma la brutalità, la violenza di ciò che è stato fatto". Arline Kercher, la madre di Meredith, ha ricordato così i tragici momenti trascorsi dopo la notizia dell’uccisione della figlia, avvenuta la notte tra l’1 e il 2 novembre 2007 a Perugia, dove la giovane si era trasferita per studiare.
Arline, sentita oggi come testimone davanti alla corte d’assise nell’ambito del processo che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Mez, ha detto che «è uno choc tremendo mandare la propria figlia a studiare e non rivederla mai più. Non lo supereremo mai». La donna ha quindi ricordato l’ultima volta che ha sentito al telefono la figlia, nel primo pomeriggio dell’1 novembre, e che Mez le disse che era intenzionata a tornare a casa per il compleanno della madre, l’11 novembre, e di aver già prenotato il biglietto per il 9 novembre. «Mi disse che aveva tanti regali da portarmi - ha detto Arline - e una valigia piena di cioccolato per la sorella».
Madre e figlia parlarono anche dell’intenzione di Meredith di rientrare a casa per il periodo natalizio e di voler velocizzare il più possibile gli studi per poter tornare quanto prima a casa. «Mi disse anche che era molto stanca perchè la notte precedente aveva festeggiato Halloween - ha raccontato la madre - mi disse che stava andando a casa di amici ma che sarebbe rientrata presto perchè aveva un tema da svolgere e il giorno successivo avrebbe avuto lezione all’università».

Arline Kercher, parlando dell’infanzia della figlia, ha spiegato che Mez vinse una borsa di studio «perchè era molto intelligente» e che alle superiori studiava italiano, francese e latino. Proprio per approfondire il suo italiano scelse poi di venire in Italia. «Scelse Perugia - ha detto la madre - perchè era una città piccola, ma era ben collegata con casa. La scelse anche perchè c’è la festa del cioccolato. Soprattutto all’inizio, prima che trovasse una sistemazione, mi chiamava ogni giorno. Ma anche successivamente ci sentivamo spesso. Partì il primo settembre per Perugia.

Inizialmente si adattò in un albergo, poi trovò l’annuncio dell’appartamento sulla bacheca dell’università. Scelse di vivere in quella casa perchè era vicina all’università e dalla finestra si vedeva il paesaggio dell’Umbria».
Arline ha ricordato, quindi, che Amanda Knox arrivò in quella casa il 26 settembre e che Meredith la invitò fuori a pranzo per presentarle i suoi amici. «Meredith mi disse che Amanda - ha detto Arline Kercher - voleva socializzare con gli italiani perchè voleva imparare la lingua. Mi disse anche che era molto stupita dal fatto che l’americana aveva trovato un ragazzo già dalla prima settimana». L’ultima volta che Meredith tornò a casa fu il 28 settembre, quando si recò a Londra per prendere alcuni abiti estivi. Poi, il primo ottobre, tornò a Perugia. Un mese dopo venne uccisa nel casolare di via della Pergola.


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:14 am   Post subject: [Giornale] 07 June 2009   

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«ANCORA CERCO LA MIA MEZ UCCISA DAGLI AMICI»
di Andrea Acquarone

È il tempo dei ricordi. Quelli che straziano, che lacerano l’anima e gonfiano i rimpianti e che eppure per un attimo sembrano far tornare chi non c’è più. Un giudice ascolta. In silenzio.
Davanti allo scranno della corte d’Assise di Perugia c’è una madre. La madre di Mez, Arline Kercher, lo sguardo severo dietro gli occhialoni troppo grandi, minuta, i toni composti, la voce ferma, gelata da un dolore pietrificato. Incancellabile. Anche Amanda, la bella che anche in aula di solito ride e scherza, poco più in la, lei seduta sul banco degli imputati, con l’accusa di aver partecipato in una notte di follia a Perugia, all’omicidio di una coetanea che viveva con lei, si commuove. Raffaele, il suo ex e coimputato per lo stesso delitto, è imperscrutabile. Stavolta, vicino, c’è anche il fidanzato americano della bella «Foxie»
«Cerco ancora mia figlia - esordisce Arline -. È tutto incredibile e surreale. Non è soltanto la morte, ma la brutalità, la violenza di ciò che è stato fatto. Non ho odio, ma cerco giustizia. E soprattutto capire: perché?». Il marito e l’altra figlia, Stephanie, quasi una fotocopia di Meredith, ascoltano con gli occhi gonfi.
La donna racconta dell’ultima telefonata con la figlia, il pomeriggio del 1° novembre, poche ore prima che venisse ammazzata. «Mi disse che era molto stanca perché la notte prima aveva festeggiato Halloween e che stava andando a casa di amici ma che sarebbe rientrata presto: doveva fare un tema e il giorno dopo aveva lezione».
«Era venuta in Italia per studiare, aveva scelto il casolare di via della Pergola perché era vicino all’università e da lì si vedeva il paesaggio dell’Umbria». Se n’era innamorata durante una vacanza.
«Amanda Knox - racconta ancora la madre di Meredith -, arrivò nella casa il 26 settembre e Mez la portò fuori a pranzo per farle conoscere i suoi amici. Meredith mi disse che Amanda voleva socializzare con gli italiani perché voleva imparare la lingua. Aggiunse anche che era molto stupita dal fatto che l’americana aveva trovato un ragazzo già dalla prima settimana.
Non accusa mai la stravagante americanina di Seattle, la mamma di Mez. Non accenna alle presunte liti per il bagno sporco o per i soldi dell’affitto, a gelosie o rancori. Racconta solo della sua «bambina» che non c’è più. «Una ragazza che amava la pizza e il cioccolato e che sognava di fare la giornalista o di lavorare a Bruxelles per la Commissione europea». Lo dice il papà John, lui giornalista e anche lui chiamato a ricordare.
John Kercher ricostruisce il pomeriggio del 2 novembre del 2007 quando apprese della morte della figlia. «Mi chiamò Arline - ha spiegato - e mi disse che aveva saputo dai telegiornali della morte di una studentessa a Perugia. Contattai i giornali inglesi ma non sapevano niente. Provai una dozzina di volte a fare il numero del telefono cellulare di mia figlia ma rispose sempre la segreteria. Poi richiamai i giornali che avevano il nome della studentessa uccisa. Era quello di Meredith».
La giornata dei ricordi, dunque, non delle prove. Un particolare, emerso quasi casualmente, dalle parole dei familiari di Mez, potrebbe fornire un tassello alla ricostruzione del delitto. «Mia sorella se fosse stata aggredita da uno sconosciuto - spiega Stefanie Kercher - avrebbe lottato con tutte le sue forze fino alla fine. Anche perché Meredith era molto forte fisicamente. Aveva fatto karate». Ma i medici non hanno trovato segni di lotta, di resistenza. Le unghie della vittima erano pulite, nessuna traccia genetica, quelle tipiche di chi si difende da un aggressore. Si fidava di chi l’ha ammazzata.

[Giornale] 07 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:15 am   Post subject: [ANSA] 06 June 2009   

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» 2009-06-06 16:23
Meredith: parlano al processo i genitori e la sorella
La madre, la cerco ancora.
Udienza rinviata a venerdi' prossimo

(ANSA) - PERUGIA, 6 GIU - I genitori e la sorella di Meredith Kercher hanno testimoniato nel processo in corso a Perugia per l'omicidio della congiunta. La madre,in un silenzio assoluto,ha detto: 'E' uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna piu'. Non lo supereremo mai. Io la cerco ancora'. L'udienza e' stata rinviata a venerdi' prossimo. Se fosse stata aggredita 'Meredith avrebbe lottato fino alla fine',ha detto in aula la sorella Stephanie. L'udienza e' stata rinviata a venerdi'.

[ANSA] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:16 am   Post subject: [Tuscia Web] 06 June 2009   

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Perugia - Processo, testimoniano i genitori e la sorella della ragazza
La mamma di Meredith: "La cerco ancora"
Viterbo - 6 giugno 2009 - ore 19,20

- Processo Meredith, parlano i genitori e la sorella.
La madre, il padre e la sorella di Meredith Kercher hanno testimoniato al processo in corso a Perugia.
"E' uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna più. Non lo supereremo mai. Io la cerco ancora" ha detto la madre della studentessa inglese uccisa.
"Se fosse stata aggredita Meredith avrebbe lottato fino alla fine", la testimonianza della sorella Stephanie.
L'udienza è stata rinviata a venerdì.


[Tuscia Web] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:17 am   Post subject: [Dazebao] 06 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH. LA MADRE : “ MANDI LA FIGLIA A STUDIARE E LEI NON TORNA PIÙ”
Sabato 06 Giugno 2009 17:05

di Giovanni Mazzamati
PERUGIA - Al processo per l'uccisione di Meredith Kercher è il giorno dei genitori della studentessa inglese, costituitisi parte civile nel processo che si sta svolgendo di fronte alla Corte d'Assise di Perugia. Arrivati ieri nel capoluogo umbro insieme all'altra figlia, Stephanie, si sono recati subito in tribunale, ed oggi sono stati ascoltati in qualità di testimoni.

Tanti i momenti toccanti durante la deposizione della madre, Arline, una donna minuta e all'apparenza fragile. «È uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna più», ha detto. «Non lo supereremo mai. Io la cerco ancora. Non è soltanto la morte, ma la brutalità, la violenza di ciò che è stato fatto», commenta, proprio dopo che nella seduta di ieri, l'avvocato Francesco Maresca, consulente della famiglia Kercher, ha asserito che «le lesioni procurate da un coltello sul collo della vittima non sono state finalizzate direttamente alla morte ma a un'azione di minaccia», morte che invece sarebbe da attribuire a soffocamento.

«Mi disse che aveva tanti regali da portarmi ed una valigia piena di cioccolato per la sorella», ha raccontato Arline parlando dell'ultima telefonata con la figlia, avvenuta il giorno del suo omicidio; otto giorni più tardi, infatti, Meredith sarebbe dovuta tornare a casa per festeggiare insieme alla sua famiglia il compleanno della madre. Non poté mai, strappata alla vita la sera di quel 1 novembre 2007. A proposito della coinquilina di Mez, Amanda Knox, imputata insieme al fidanzato Raffaele Sollecito con l'accusa di omicidio, Arline ha ricordato che «Meredith disse che Amanda voleva socializzare con gli italiani perché voleva imparare la lingua; disse anche che era molto stupita dal fatto che l'americana aveva trovato un ragazzo già dalla prima settimana».

Stephanie ha invece ricordato che la sorella «era una ragazza sportiva, da piccola ha fatto karate, andavamo insieme ad allenarci. Aveva un carattere forte, sono sicura al centodieci percento che avrà reagito all'aggressione. So che avrebbe lottato fino alla fine».

John Kercher ha ricordato il momento nel quale ha ricevuto la notizia della morte della figlia. «Ci sentivamo quasi tutti i giorni. L'ultima volta è stato il pomeriggio del primo novembre, un orario insolito, erano le 14.15, noi ci sentivamo solitamente nel tardo pomeriggio. Ma lei quella sera sarebbe andata da alcuni amici, mi disse, quindi voleva sapere solo come stavo. Ci saremmo sentiti il giorno a seguire. Ma l'indomani, intorno alle 17, mi chiamò mia moglie dicendomi che dal tg aveva sentito di una giovane inglese assassinata a Perugia. Provai a telefonare una dozzina di volte a Meredith, ma il suo telefono aveva la segreteria telefonica. Così contattai dei giornali nazionali per saperne di più. Furono loro a ricontattarmi dopo circa due ore dicendomi che si trattava di mia figlia».

Il processo è stato aggiornato a venerdì prossimo, mentre il 18 novembre è stata fissata la prima udienza del processo d'appello per Rudy Guede, giudicato con rito abbreviato, riconosciuto colpevole dell'omicidio di Mez e condannato a trent'anni.



[Dazebao] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:18 am   Post subject: [Radio RAI] 06 June 2009   

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PROCESSO MEREDITH, PARLANO I GENITORI

Gianni Sacchi

PERUGIA 06/06/09 - 18:39
In aula a Perugia le testimonianze dei genitori e della sorella di Meredith Kercher. Nelle loro parole il dolore e l'incredulità per una morte che la madre ha definito surreale, e per l'apparente mancata resistenza da parte della vittima che, ha ricordato il padre, era invece forte e capace di difendersi. Dunque un'aggressione sostenuta da più persone ribadisce l'avvocato dei Kercher, Maresca. Presenti i due imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox, che verrà interrogata sabato prossimo.

[Radio RAI] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:20 am   Post subject: [Telenorba] 06 June 2009   

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NEWS
MEREDITH: UDIENZA PROCESSO PERUGIA, PARLA LA FAMIGLIA
''E' UNO CHOC TREMENDO MANDARE TUA FIGLIA A STUDIARE E POI LEI NON TORNA PIU'.
NON LO SUPEREREMO MAI'': A DIRLO E' STATA ARLINE KERCHER, LA MADRE DI MEREDITH, TESTIMONIANDO DAVANTI ALLA CORTE D'ASSISE DI PERUGIA NEL PROCESSO A RAFFAELE SOLLECITO E AD AMANDA KNOX ACCUSATI DELL'OMICIDIO DELLA STUDENTESSA INGLESE.
''LA CERCO ANCORA'' HA SOTTOLINEATO LA DONNA VISIBILMENTE COMMOSSA.
UNA TESTIMONIANZA CHE SI E' SVOLTA NEL SILENZIO PIU' ASSOLUTO.
ALLA PRESENZA DEI DUE IMPUTATI CHE HANNO SEMPRE SOSTENUTO LA LORO ESTRANEITA' AL DELITTO.
''LA MORTE DI MEREDITH - HA AFFERMATO ARLINE KERCHER - E' STATA INCREDIBILE, SURREALE.
NON E' SOLO LA MORTE, MA LA BRUTALITA' E LA VIOLENZA''.
LA MADRE DI MEZ HA RIFERITO DI AVERE SENTITO PER L'ULTIMA VOLTA LA FIGLIA IL POMERIGGIO DEL PRIMO NOVEMBRE DEL 2007, IL GIORNO IN CUI VENNE UCCISA.
''MI CHIAMO' PER FARMI SAPERE CHE TORNAVA A CASA PER IL MIO COMPLEANNO'' HA SPIEGATO.
''STAVA PORTANDO REGALI PER ME - HA AGGIUNTO ARLINE KERCHER - E UNA VALIGIA PIENA DI CIOCCOLATO PER LA SORELLA''.
RIGUARDO ALLA SERA DEL PRIMO NOVEMBRE, LA MADRE DI MEREDITH HA RIFERITO CHE LA FIGLIA ''ERA MOLTO STANCA PERCHE' AVEVA FATTO TARDI LA SERA PRIMA, QUELLA DI HALLOWEEN''.
''STAVA PER ANDARE DA AMICI - HA DETTO - MA SAREBBE TORNATA PRESTO, ANCHE PERCHE' AVEVA DA FARE UN TEMA E VOLEVA COMPLETARLO PRIMA DI PARTIRE''.
SE FOSSE STATA AGGREDITA ''MEREDITH AVREBBE LOTTATO FINO ALLA FINE'': COSI' STEPHANIE KERCHER, LA SORELLA DELLA STUDENTESSA INGLESE, HA RISPOSTO A UNA DOMANDA DI UNO DEI LEGALI CHE RAPPRESENTA LA FAMIGLIA COME PARTE CIVILE.
STEPHANIE HA DESCRITTO LA SORELLA COME ''MOLTO FORTE DI CARATTERE E FISICAMENTE.
PASSIONALE SULLE COSE IMPORTANTI PER LEI''.
DI AMANDA KNOX MEREDITH RIFERI' ALLA SORELLA VIA MAIL CHE ''CANTAVA SEMPRE''.
''NON VEDEVA L'ORA DI VENIRE A PERUGIA - HA DETTO STEPHANIE KERCHER - E PRIMA DI PARTIRE FECE ANCHE DUE LAVORI IN INGHILTERRA PER RISPARMIARE''.
''A 17 ANNI - HA POI DETTO IL PADRE, JOHN - MEREDITH SEGUI' UN CORSO DI KARATE E SAREBBE STATA IN GRADO DI RESISTERE''.
''MEREDITH SOGNAVA DI FARE LA GIORNALISTA O DI LAVORARE A BRUXELLES PER LA COMMISSIONE EUROPEA.
QUALSIASI COSA AVESSE SCELTO PER ME SAREBBE ANDATO BENE'': E' IL RICORDO DEL PADRE DELLA STUDENTESSA INGLESE, JOHN, DAVANTI ALLA CORTE D'ASSISE DI PERUGIA.
E PROPRIO DAI MEZZI D'INFORMAZIONE, LUI GIORNALISTA, HA DETTO DI AVERE APPRESO DELL'OMICIDIO DELLA FIGLIA.
LA DEPOSIZIONE DEI TRE FAMILIARI DELLA GIOVANE E' DURATA POCO PIU' DI UN'ORA.
POI HANNO LASCIATO IL PALAZZO DI GIUSTIZIA SENZA FARE COMMENTI.
''LE PIACEVANO TANTISSIMO LA PIZZA E IL CIOCCOLATO'' HA DETTO ANCORA JOHN KERCHER PARLANDO DELLA FIGLIA.
E PROPRIO LA PASSIONE PER IL CIOCCOLATO - HANNO SPIEGATO I PARENTI DI MEZ - LA SPINSE A SCEGLIERE PER I SUOI STUDI UNIVERSITARI PERUGIA, CITTA' NOTA A LIVELLO INTERNAZIONALE PER UNA RASSEGNA, EUROCHOCOLATE, DEDICATA PROPRIO A QUESTO PRODOTTO.
JOHN KERCHER HA RICOSTRUITO IL POMERIGGIO DEL 2 NOVEMBRE DEL 2007 QUANDO APPRESE DELLA MORTE DELLA FIGLIA.
''MI CHIAMO' ARLINE - HA SPIEGATO - E MI DISSE CHE AVEVA SAPUTO DAI TELEGIORNALI DELLA MORTE DI UNA STUDENTESSA A PERUGIA.
CONTATTAI I GIORNALI INGLESI MA NON SAPEVANO NIENTE.
PROVAI UNA DOZZINA DI VOLTE A FARE IL NUMERO DEL TELEFONO CELLULARE DI MIA FIGLIA MA RISPOSE SEMPRE LA SEGRETERIA.
POI RICHIAMAI I GIORNALI CHE AVEVANO IL NOME DELLA STUDENTESSA UCCISA - HA CONCLUSO JOHAN KERCHER - ED ERA QUELLO DI MEREDITH''.
E' IL RICORDO DI UNA GIOVANE ''PIENA DI ENTUSIASMO E DI FELICITA' DI STARE IN ITALIA, IMPEGNATA IN MODO MOLTO FORTE NELLO STUDIO'' QUELLO CHE EMERGE DALLA DEPOSIZIONE DI OGGI DEI SUOI FAMILIARI DAVANTI ALLA CORTE D'ASSISE DI PERUGIA SECONDO L'AVVOCATO FRANCESCO MARESCA CHE LI RAPPRESENTA COME PARTE CIVILE NEL PROCESSO AD AMANDA KNOX E A RAFFALE SOLLECITO.
IL LEGALE HA DETTO DI AVERE ''APPREZZATO ANCORA UNA VOLTA LA LORO ASSOLUTA TRANQUILLITA' NEL RICORDO DELLA FIGLIA''.
''E' STATO SICURAMENTE UN MOMENTO EMOZIONANTE E IMPORTANTE - HA AGGIUNTO - PER CAPIRE CHE TIPO DI RAGAZZA E' STATA UCCISA QUELLA NOTTE.
MA ANCHE PER QUALCHE ASPETTO PROCESSUALE.
PIU' VOLTE IL PADRE MI RICORDAVA CHE MEREDITH ERA UNA RAGAZZA FORTE.
ABITUATA A DIFENDERSI, A COMBATTERE E A OTTENERE TUTTO CON I DENTI.
JOHN KERCHER E' QUINDI RIMASTO STUPITO DELL'ASSENZA DI RESISTENZA DA PARTE DELLA FIGLIA NEL MOMENTO DELLA SUA MORTE.
A CONFERMA CHE L'AGGRESSIONE - HA CONCLUSO MARESCA - E' STATA FORTE, RIPETUTA E SOSTENUTA DA PIU' PERSONE''.
06/06/09 16:58:28 redtno@telenorba.it" onclick="window.open(this.href);return false




[Telenorba] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:24 am   Post subject: [ADN Kronos] 06 June 2009   

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NELL'AULA DEL PROCESSO I GENITORI E LA SORELLA
OMICIDIO MEREDITH, LA MADRE: "L'HO MANDATA A STUDIARE E NON L'HO PIÙ RIVISTA"


(Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 06 giugno, ore 16:32
Roma - (Adnkronos) - Sentita come testimone la mamma della giovane, uccisa tra il 1 e il 2 novembre 2007 a Perugia, che ha ricordato l'ultima telefonata: "E' stato uno shock tremendo"


Perugia, 6 giu. - (Adnkronos) - “È uno shock tremendo mandare la propria figlia a studiare e non rivederla mai più. Non lo supereremo mai”. Ha usato queste parole davanti alla Corte d'Assise di Perugia, Arline Kercher, la madre di Meredith, la studentessa inglese uccisa la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007 nel capoluogo umbro. Arline, ha testimoniato nel processo per l’omicidio della figlia in cui sono imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. La donna ha detto che la fine della figlia è stata “incredibile e surreale”. “Non è soltanto la morte”, ha spiegato, ma la “brutalità, la violenza di ciò che è stato fatto”. Arline ha poi parlato della sua ultima telefonata con Mez il pomeriggio del 1 novembre. “Mi disse - ha detto Arline - che era molto stanca perché la notte prima aveva festeggiato Halloween e che stava andando a casa di amici, ma che sarebbe rientrata presto perché doveva fare un tema e il giorno dopo aveva lezione all’università”. Amanda Knox, ha raccontato la madre di Meredith, arrivò nella casa di via della Pergola il 26 settembre e Mez la portò fuori a pranzo per farle conoscere i suoi amici. “Meredith mi disse che Amanda voleva socializzare con gli italiani perché voleva imparare la lingua - ha detto -. Mi disse anche che era molto stupita dal fatto che l’americana aveva trovato un ragazzo già dalla prima settimana”.

Del fatto che “Meredith avrebbe lottato fino alla fine contro i suoi aggressori” si è detta convinta la sorella Stephanie. “Meredith aveva un carattere molto forte e passionale - ha ricordato -, e anche fisicamente era molto forte. Ha lottato molto anche per venire in Italia e, prima di partire, ha fatto anche due lavori” a Londra. Il padre di Mez, John, ha ricordato in aula come la figlia stesse pensando al suo futuro. “Le sarebbe piaciuto fare la giornalista - ha detto -, ma anche lavorare per la Commissione Europea a Bruxelles. Qualsiasi cosa per me sarebbe andata bene”.
In aula, seduti a pochi metri dal banco dei testimoni, hanno ascoltato in silenzio le deposizioni della famiglia di Mez anche i due imputati. “Amanda era molto commossa”, ha riferito uno dei suoi avvocati, Luciano Ghirga. “Meredith per lei era un’amica - ha proseguito - e quando ha visto i genitori ha pensato ai suoi e si è commossa. Amanda non ha ucciso Meredith”. “Attendo giustizia come loro”, ha detto invece Raffaele Sollecito prima di lasciare l’aula, “anche io sono una vittima anche se certamente non come loro”. Il processo riprenderà il 12 giugno quando è previsto proprio l’esame dell’imputata Amanda Knox e “salvo imprevisti” la giovane parlerà in aula “perché - ha detto il suo legale - ci tiene molto a raccontare il suo punto di vista”

[ADN Kronos] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:28 am   Post subject: [Messaggero] 06 June 2009   

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MEREDITH, LA MAMMA IN AULA: «LA CERCO
ANCORA». AMANDA: «MOLTO COMMOSSA»
La sorella: se aggredita avrebbe lottato fino alla fine
Sollecito: anch'io attendo giustizia come loro





PERUGIA (6 giugno) - «È uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna più. Non lo supereremo mai»: a dirlo è stata stamani Arline Kercher, la madre di Meredith, testimoniando davanti alla Corte d'assise di Perugia nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox accusati dell'omicidio della studentessa inglese. «La cerco ancora» ha sottolineato la donna visibilmente commossa.


Una testimonianza che si è svolta nel silenzio più assoluto. Alla presenza dei due imputati che hanno sempre sostenuto la loro estraneità al delitto. «La morte di Meredith - ha affermato Arline Kercher - è stata incredibile, surreale. Non è solo la morte, ma la brutalità e la violenza».

La madre di Mez ha raccontato di avere sentito per l'ultima volta la figlia il pomeriggio del primo novembre del 2007, il giorno in cui venne uccisa. «Mi chiamò per farmi sapere che tornava a casa per il mio compleanno» ha spiegato. «Stava portando regali per me - ha aggiunto Arline Kercher - e una valigia piena di cioccolato per la sorella». Riguardo alla sera del primo novembre, la madre di Meredith ha riferito che la figlia «era molto stanca perché aveva fatto tardi la sera prima, quella di Halloween». «Stava per andare da amici - ha detto - ma sarebbe tornata presto, anche perchè aveva da fare un tema e voleva completarlo prima di partire».

La sorella. Se fosse stata aggredita «Meredith avrebbe lottato fino alla fine»: così Stephanie Kercher, la sorella della studentessa inglese, ha risposto a una domanda di uno dei legali che rappresenta la famiglia come parte civile. Stephanie ha descritto la sorella come «molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei». Di Amanda Knox Meredith riferì alla sorella via mail che «cantava sempre». «Non vedeva l'ora di venire a Perugia - ha detto Stephanie Kercher - e prima di partire fece anche due lavori in Inghilterra per risparmiare». «A 17 anni - ha poi detto il padre, John - Meredith seguì un corso di karate e sarebbe stata in grado di resistere».

Il padre. «Meredith sognava di fare la giornalista o di lavorare a Bruxelles per la Commissione europea. Qualsiasi cosa avesse scelto per me sarebbe andato bene»: è il ricordo del padre John, davanti alla Corte d'assise. La deposizione dei tre familiari della giovane è durata poco più di un'ora. Poi hanno lasciato il palazzo di giustizia senza fare commenti. «Le piacevano tantissimo la pizza e il cioccolato» ha detto ancora John Kercher parlando della figlia. E proprio la passione per il cioccolato - hanno spiegato i parenti di Mez - la spinse a scegliere per i suoi studi universitari Perugia, città nota a livello internazionale per una rassegna, Eurochocolate, dedicata proprio a questo prodotto. John Kercher ha ricostruito il pomeriggio del 2 novembre del 2007 quando apprese della morte della figlia. «Mi chiamò Arline - ha spiegato - e mi disse che aveva saputo dai telegiornali della morte di una studentessa a Perugia. Contattai i giornali inglesi ma non sapevano niente. Provai una dozzina di volte a fare il numero del telefono cellulare di mia figlia ma rispose sempre la segreteria. Poi richiamai i giornali che avevano il nome della studentessa uccisa - ha concluso Johan Kercher - ed era quello di Meredith».

Sollecito. «Attendo giustizia come loro»: Raffaele Sollecito lo ha detto rivolto a telecamere e giornalisti uscendo dall'aula della Corte d'assise di Perugia al termine dell'udienza nella quale sono stati ascoltati i familiari di Meredith Kercher. «Anche io sono una vittima, anche se certamente non come loro» ha ripetuto il giovane pugliese all'avvocato Luca Maori, uno dei suoi difensori. «Oggi abbiamo ascoltato un ricordo della giovane uccisa - ha detto ancora l'avvocato Maori - e capiamo il loro dolore. Era doveroso non fare domande in una giornata come questa e così è stato da parte nostra».

L'avvocato di Amanda: è molto commossa. E' stata una Amanda Knox «molto commossa» quella che ha assistito oggi alla testimonianza dei genitori e della sorella della sua ex coinquilina Meredith Kercher: lo ha detto al termine dell'udienza uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga. «E' molto commossa - ha detto il legale - perché ha visto i genitori di Mez che per lei era un'amica. Con una trasposizione di affetti, pensando ai suoi genitori ha visto quelli di Meredith e si è commossa. Lei non l'ha uccisa».

[Messaggero] 06 June 2009



Some comments:

IN ITALIA
non si può uccidere nessuno, quindi l'eventualità la povera Meredith avesse qualche pecca, non autorizzava nessuno ad ucciderla, ne costituisce scusante di alcun genere per gli assassini.
Chi ha commesso l'omicidio deve pagare duramente, su questa terra. Ne un'eventuale giustizia ultraterrena migliora la situazione.
commento inviato il 06-06-2009 alle 20:33 da Palmerio

Pasquale
Ha ragione. Dall'articolo si evince in maniera incontrovertibile che Meredith Kercher non era tanto una "santarella". Prova ne sia che Le piaceva la cioccolata. L'unica consolazione è che la povera Meredith è ora al di fuori e al di sopra di questo squallore.
commento inviato il 06-06-2009 alle 18:40 da teate

Lucciole per lanterne!
Mi dispiace per la trageda avvenuta. Ma, comunque, non pare proprio che la povera vittima fosse tanto una " santarella ".
commento inviato il 06-06-2009 alle 17:13 da Pasquale

UNA FIGLIA UCCISA
è la peggior disgrazia che possa capitare nella vita di una persona e non c'è condanna che potrà restituire quanto al genitore è stato tolto . Speriamo almeno che chi di dovere avrà la sua giusta condanna .
commento inviato il 06-06-2009 alle 14:03 da francescozacco@yahoo.it" onclick="window.open(this.href);return false

povera signora
Perdere una figlia è una tragedia,soprattutto se in quel modo.Adesso può solo sperare che la giustizia faccia il suo corso e che i suoi assassini finiscano in galera.
commento inviato il 06-06-2009 alle 12:34 da formichina57
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:31 am   Post subject: [Unione Sarda] 06 June 2009   

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PERUGIA, LA MADRE DI MEREDITH:
''UNA MORTE IRREALE, LA CERCO ANCORA''


Amanda Knox in aula

"La morte di Meredith è stata incredibile, irreale. La cerco ancora...": Arline Kercher si è commossa parlando della figlia, davanti alla Corte d'assise di Perugia che processa Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese
Lei, il marito John e l'altra figlia Stephanie hanno ricordato la passione di Mez per il cioccolato, che contribuì a farle scegliere la città umbra per gli studi, e il suo "carattere forte" che l'avrebbe portata a difendersi "fino alla fine" se aggredita. I due imputati, che si sono sempre proclamati innocenti, hanno ascoltato in silenzio i parenti della giovane (chiamati a deporre dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna, che li rappresentano come parte civile). Poi, lasciando l'aula, Sollecito si è rivolto ai giornalisti: "Attendo giustizia come loro". La Knox è apparsa invece "molto commossa" a uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga, il quale ha annunciato che venerdì prossimo l'americana, che fu coinquilina della vittima, si sottoporrà a un interrogatorio "a tutto campo". Arline Kercher ha detto che Mez arrivò a Perugia quando aveva 22 anni per approfondire la lingua e la cultura italiana. Scelse la casa in via della Pergola per il "panorama offerto da una delle finestre". La donna, ma anche gli altri familiari (ai quali una cantautrice umbra ha fatto avere un cd con una canzone dedicata alla figlia), hanno parlato dell'attrazione della giovane per il cioccolato e della sua passione per il karate. La madre ha poi spiegato che la figlia era "stupita perché Amanda aveva trovato il ragazzo, dopo una settimana dal suo arrivo" in Italia. Stephanie ha invece detto di avere saputo dalla sorella che l'americana "cantava sempre", mentre secondo John ad infastidirla era il fatto che Amanda "non teneva pulito il bagno".
Sabato 06 giugno 2009 21.47


[Unione Sarda] 06 June 2009
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Quote:

NEWS
MEREDITH: REAZIONI PM COMODI, RAFFAELE SOLLECITO E AMANDA KNOX
HA DETTO DI AVERE ''APPREZZATO LA COMPOSTEZZA'' DEI FAMILIARI DI MEREDITH KERCHER IL PUBBLICO MINISTERO MANUELA COMODI AL TERMINE DELL'UDIENZA DI OGGI.
''FINALMENTE ABBIAMO POTUTO SENTIRE ANCHE I CONGIUNTI DI MEZ'' HA AGGIUNTO IL MAGISTRATO LASCIANDO IL PALAZZO DI GIUSTIZIA.
''ATTENDO GIUSTIZIA COME LORO'': RAFFAELE SOLLECITO LO HA DETTO RIVOLTO A TELECAMERE E GIORNALISTI USCENDO DALL'AULA DELLA CORTE D'ASSISE DI PERUGIA AL TERMINE DELL'UDIENZA NELLA QUALE SONO STATI ASCOLTATI I FAMILIARI DI MEREDITH KERCHER.
''ANCHE IO SONO UNA VITTIMA, ANCHE SE CERTAMENTE NON COME LORO'' HA RIPETUTO IL GIOVANE PUGLIESE ALL'AVVOCATO LUCA MAORI, UNO DEI SUOI DIFENSORI.
''OGGI ABBIAMO ASCOLTATO UN RICORDO DELLA GIOVANE UCCISA - HA DETTO ANCORA L'AVVOCATO MAORI - E CAPIAMO IL LORO DOLORE.
ERA DOVEROSO NON FARE DOMANDE IN UNA GIORNATA COME QUESTA E COSI' E' STATO DA PARTE NOSTRA''.
E' STATA UNA AMANDA KNOX ''MOLTO COMMOSSA'' QUELLA CHE HA ASSISTITO OGGI ALLA TESTIMONIANZA DEI GENITORI E DELLA SORELLA DELLA SUA EX COINQUILINA MEREDITH KERCHER.
LO HA RIVELATO AL TERMINE DELL'UDIENZA UNO DEI SUOI DIFENSORI, L'AVVOCATO LUCIANO GHIRGA.
''E' MOLTO COMMOSSA - HA DETTO IL LEGALE - PERCHE' HA VISTO I GENITORI DI MEZ CHE PER LEI ERA UN'AMICA.
CON UNA TRASPOSIZIONE DI AFFETTI, PENSANDO AI SUOI GENITORI HA VISTO QUELLI DI MEREDITH E SI E' COMMOSSA.
LEI - HA CONCLUSO L'AVVOCATO GIRGA - NON L'HA UCCISA''.
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[Telenorba] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:38 am   Post subject: [Secolo XIX] 05 June 2009   

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DI NUOVO IN AULA IL DELITTO DI PERUGIA
05 giugno 2009




Amanda Knox in tribunale

Con la deposizione del medico legale Luca Lalli, che si è svolta a porte chiuse, è ripreso in mattinata, davanti alla corte d’Assise di Perugia, il processo per l’omicidio di Meredith Kercher nel quale sono imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox.
Attesa (quasi certamente domani) la testimonianza dei genitori e della sorella della vittima, citati dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna, che li rappresentano come parti civili.
Lalli, che eseguì l’autopsia sul corpo della vittima, era già stato sentito nel corso del dibattimento, come testimone dell’accusa; la corte lo ha però richiamato in aula in merito alle «lesioni da difesa» riscontrate sul corpo della giovane, alle quali ha fatto riferimento un investigatore della polizia Scientifica la scorsa settimana.
Dopo il medico legale sono stati ascoltati i consulenti degli avvocati Maresca e Perna, un medico legale e di una genetista forense.
In aula, come sempre è successo sinora, i due imputati.
Intanto, è stato fissato per il 18 novembre prossimo l’inizio del processo d’Appello nei confronti di Rudy Guede, condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato per lo stesso omicidio; lo ha riferito uno dei difensori del cittadino ivoriano, l’avvocato Walter Biscotti.
Al momento, Guede si trova nel carcere di Viterbo e ha sempre respinto l’accusa di aver ucciso la studentessa inglese; in particolare, ha riferito agli inquirenti di essersi trovato in bagno mentre la giovane veniva aggredita in camera sua.
«Stiamo lavorando insieme con Rudy - ha detto l’avvocato Biscotti - su tutti i dettagli del nostro appello. Probabilmente ci saranno altre memorie su alcuni particolari, che verranno poi discussi in dibattimento». Riguardo alla possibilità che Guede decida di riferire in aula la sua ricostruzione, il legale ha detto che «Rudy farà le sue dichiarazioni: non è comunque che dovrà aggiungere o togliere qualcosa a ciò che ha già detto. Ha già riferito la sua verità. Quella verità scomoda in cui si trova, e la ripeterà correttamente ai giudici della corte d’Appello»


[Secolo XIX] 05 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:41 am   Post subject: [Affari] 06 June 2009   

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MEREDITH/ PADRE, APPRESI DELLA SUA MORTE DAI GIORNALI
Sabato, 6 Giugno 2009 - 13:39

Ha appreso della morte della figlia tramite un giornale inglese, il padre di Meredith Kercher, John, oggi testimone davanti alla Corte d'Assise di Perugia nel processo che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Mez. Jhon ha riferito davanti alla Corte che il 2 novembre 2007 (Meredith e' stata uccisa la notte tra il primo e il due novembre 2007 ndr.), intorno alle 17, Arline lo chiamo' riferendogli di aver appreso dalla televisione che una studentessa inglese era stata trovata morta a Perugia. L'uomo, che fa il giornalista, ha quindi spiegato di aver provato a chiamare la figlia al cellulare almeno una dozzina di volte ma di aver trovato la segreteria telefonica. ''Ho cercato il numero dei giornali e ho chiamato ma nessuno aveva informazioni - ha ricordato John - . Circa due ore dopo un giornalista mi ha richiamato dicendomi che avevano il nome della studentessa e che si chiamava Meredith''.


[Affari] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:42 am   Post subject: [Affari] 06 June 2009   

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MEREDITH/ SOLLECITO, ATTENDO GIUSTIZIA COME LORO
Sabato, 6 Giugno 2009 - 13:16

''Attendo giustizia come loro''. Cosi' Raffaele Sollecito rivolgendo lo sguardo verso le telecamere prima di uscire dall'aula degli Affreschi dove oggi si e' svolta la testimonianza dei familiari di Meredith Kercher, nell'ambito del processo che vede imputati lo studente di Giovinazzo e Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese. Ad essere sentiti oggi davanti alla Corte d'Assise di Perugia sono stati la madre di Mez, Arline, la sorella, Stephanie e il padre, Jhon. ''Anche io sono una vittima anche se non certamente come loro'' ha commentato Sollecito al termine dell'udienza parlando con uno dei suoi legali, l'avvocato Luca Maori. ''Capiamo il dolore dei familiari di Meredith - ha detto l'avvocato Maori -. Oggi doveva essere ed e' stata la giornata del ricordo. Noi non abbiamo fatto domande perche' cosi' doveva essere''. Il processo riprendera' venerdi' prossimo, quando e' in programma l'esame della studentessa di Seattle Amanda Knox.


[Affari] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:51 am   Post subject: [Tiscali] 06 June 2009   

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Arline [Correction by Catnip: Stephanie] eJohn Kercher (Ansa)


MEREDITH, IN AULA I GENITORI: "TERRIBILE PERDERE UNA FIGLIA IN QUESTO MODO"
06 giugno 2009. Il dolore terribile, senza consolazione, della perdita di una figlia. Mandata a studiare in un altro Paese e mai più rivista. Lo hanno raccontato in aula a Perugia John e Arlene Kercher, papà e mamma di Meredith, uccisa nel capoluogo umbro nella notte fra il primo e il 2 novembre 2007, durante il processo in Corte d'Assise a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, accusati dell'assassinio della studentessa americana insieme a Rudy Guede (per lui è già arrivata con rito abbreviato la condanna a 30 anni di carcere). Citati come testimoni dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna che li rappresentano come parte civile, i genitori di Meredith hanno rievocato lo choc di "perdere una figlia così, sapendo che non tornerà più". La madre Arline, pur nella compostezza, non ha potuto trattenere la commozione di fronte ai giudici: "Cerco ancora Meredith, la sua morte è stata incredibile, surreale. Non solo la morte, ma la brutalità e la violenza".

L'ultima telefonata prima del delitto - Arline Kercher ha ricordato di aver sentito la figlia Meredith l'ultima volta il 1 novembre 2007, poche ore prima della sua uccisione. "Mi chiamò per farmi sapere che tornava a casa per il mio compleanno, tava portando regali per me - ha raccontato Arline - e una valigia piena di cioccolato per la sorella. Stava per andare da amici ma sarebbe tornata presto, anche perché aveva da fare un tema e voleva completarlo prima di partire". A parlare è stata anche Stephanie Kercher, che ha definito la sorella Meredith "molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei. Se fosse stata aggredita avrebbe lottato fino alla fine".

Sogni da giornalista - "Meredith sognava di fare la giornalista o di lavorare a Bruxelles per la Commissione europea. Qualsiasi cosa avesse scelto per me sarebbe andato bene": è stato questo il ricordo del padre della studentessa inglese, John, davanti alla Corte d'Assise di Perugia. E proprio dai mezzi d'informazione, lui giornalista, ha detto di avere appreso dell'omicidio della figlia. La deposizione dei tre familiari della giovane è durata poco più di un'ora. Poi hanno lasciato il palazzo di giustizia senza fare commenti. "Le piacevano tantissimo la pizza e il cioccolato" ha detto ancora John Kercher parlando della figlia. E proprio la passione per il cioccolato - hanno spiegato i parenti di Mez - la spinse a scegliere per i suoi studi universitari Perugia, città nota a livello internazionale per una rassegna, Eurochocolate, dedicata proprio a questo prodotto. John Kercher ha ricostruito il pomeriggio del 2 novembre del 2007 quando apprese della morte della figlia. "Mi chiamò Arline - ha spiegato - e mi disse che aveva saputo dai telegiornali della morte di una studentessa a Perugia. Contattai i giornali inglesi ma non sapevano niente. Provai una dozzina di volte a fare il numero del telefono cellulare di mia figlia ma rispose sempre la segreteria. Poi richiamai i giornali che avevano il nome della studentessa uccisa - ha concluso Johan Kercher - ed era quello di Meredith".

Amanda commossa - E' stata una Amanda Knox "molto commossa" quella che ha assistito oggi alla testimonianza dei genitori e della sorella della sua ex coinquilina Meredith Kercher. Lo ha rivelato al termine dell'udienza uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga. "E' molto commossa - ha detto il legale - perché ha visto i genitori di Mez che per lei era un'amica. Con una trasposizione di affetti, pensando ai suoi genitori ha visto quelli di Meredith e si è commossa. Lei - ha concluso l'avvocato Girga - non l'ha uccisa".

Sollecito: "Sono una vittima" - "Attendo giustizia come loro": Raffaele Sollecito lo ha detto rivolto a telecamere e giornalisti uscendo dall'aula della Corte d'Assise di Perugia al termine dell'udienza nella quale sono stati ascoltati i familiari di Meredith Kercher. "Anche io sono una vittima, anche se certamente non come loro" ha ripetuto il giovane pugliese all'avvocato Luca Maori, uno dei suoi difensori. "Oggi abbiamo ascoltato un ricordo della giovane uccisa - ha detto ancora l'avvocato Maori - e capiamo il loro dolore. Era doveroso non fare domande in una giornata come questa e così è stato da parte nostra".


[Tiscali] 06 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:53 am   Post subject: [Tempo] 07 June 2009   

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I GENITORI DAVANTI ALLA CORTE D'ASSISE
LA MADRE DI MEZ IN AULA:
"LA SUA MORTE IRREALE"
I genitori di Meredith davanti alla Corte d'Assise di Perugia: "La morte di Mez irreale". Arline Kercher, mamma della giovane uccisa, si commuove parlando in tribunale della figlia che non c'è più.

"La morte di Meredith è stata incredibile, irreale. La cerco ancora...": Arline Kercher si è commossa parlando ieri della figlia davanti alla Corte d'assise di Perugia che processa Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese. Lei, il marito John e l'altra figlia Stephanie hanno ricordato la passione di Mez per il cioccolato, che contribuì a farle scegliere la città umbra per gli studi, e il suo «carattere forte» che l'avrebbe portata a difendersi «fino alla fine» se aggredita.
I due imputati, che si sono sempre proclamati innocenti, hanno ascoltato in silenzio i parenti della giovane. Poi, lasciando l'aula, Sollecito si è rivolto ai giornalisti: «attendo giustizia come loro». La Knox è apparsa invece «molto commossa» a uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga, il quale ha annunciato che venerdì prossimo l'americana si sottoporrà a un interrogatorio «a tutto campo». Arline Kercher ha detto che Mez arrivò a Perugia quando aveva 22 anni per approfondire la lingua e la cultura italiana. Scelse la casa in via della Pergola per il «panorama offerto da una delle finestre». La madre ha poi spiegato che la figlia era «stupìta perché Amanda aveva trovato il ragazzo dopo una settimana dal suo arrivo» in Italia. Stephanie ha invece detto di avere saputo dalla sorella che l'americana «cantava sempre», mentre secondo John ad infastidirla era il fatto che Amanda «non teneva pulito il bagno».
Nessuno di loro sentì però mai parlare di Sollecito e di Guede (già condannato a 30 anni di reclusione per il delitto al quale si dice estraneo). Arline ha ricordato l'ultima telefonata con la figlia, poche ore prima dell'omicidio, che le annunciava il ritorno a casa per il suo compleanno (con una «valigia di cioccolato» per la sorella). «È tremendo - ha sottolineato - mandare una figlia a studiare e non vederla tornare più. Non lo supereremo mai». «Meredith aveva un carattere molto forte e passionale - ha spiegato Stephanie - e avrebbe lottato fino alla fine». «Aveva seguito un corso di karate e sarebbe stata in grado di resistere» ha aggiunto il padre John e per l'avvocato Maresca anche questo prova che nell'aggressione «sono state coinvolte più persone».
Secondo John Kercher la figlia sognava di fare la giornalista, come lui, o di lavorare alla Commissione europea. Il padre di Mez ha ricordato della notizia dell'omicidio di una studentessa inglese a Perugia appresa dalla moglie alla tv. Della «dozzina» di telefonate fatte sul cellulare di Mez al quale però rispondeva sempre la segreteria. Poi le chiamate ai quotidiani inglesi. «Che avevano il nome della studentessa uccisa - ha detto John Kercher - ed era quello di Meredith».
07/06/2009



[Tempo] 07 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 5:57 am   Post subject: [Messaggero] 07 June 2009   

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Domenica 07 Giugno 2009

di GIUSEPPE CAFORIO

IL processo Kercher è certamente difficile per tutti: lo è in primis per gli imputati, lo è per i genitori di Meredith, lo è per le difese, nonché anche per i giudici. Nell’ultima udienza, l’ottimo collegio è riuscito a ridurre sensibilmente il numero di testi, razionalizzando l’iter processuale ed evitando un illogico dilatamento dei tempi. Per quanto emerso finora, due sono le carte fondamentali che rimangono alle difese. La prima è l’esame degli imputati: far sì che sia Sollecito che la Knox si sottopongano alle domande del pm e delle difese stesse. In un processo in Corte d’Assise questa carta può essere a doppio taglio. Certamente gli imputati possono, con argomentazioni anche emotive, segnare dei punti a loro vantaggio. Proprio ieri la frase ad effetto di Sollecito, con cui ha affermato che anche lui cerca giustizia, ha squarciato quanto meno i video che l’hanno trasmessa. Ma è altresì pericoloso, perché di fronte a domande molto precise possono esserci risposte contraddittorie che penalizzino la posizione difensiva.
L’altra carta è data dalla richiesta di una consulenza ordinata dal collegio su istanza delle difese. Anche questa scelta è delicata perché un eventuale esito negativo per gli imputati sancirebbe inesorabilmente la loro condanna, con grosse difficoltà di una possibile revisione in appello o in Cassazione. Probabilmente, considerato tutto, compreso il fatto che siamo di fronte ad un’alternativa secca, ovvero sia ergastolo o assoluzione, questo determinerà le difese a chiedere la super perizia.
Un altro aspetto processualmente complesso è quello relativo al possibile risarcimento richiesto dai familiari della Kercher. Come è noto, nel processo con il rito abbreviato nei confronti del Guede, il gup, con una condanna che certamente costituisce un precedente, almeno per il quantum, ha stabilito in euro sette milioni il risarcimento a favore dei familiari della Kercher. Se quel criterio di valutazione fosse ripreso dal collegio della Corte di Assise e sempre che, ovviamente, vi sia la condanna degli imputati, almeno potenzialmente c’è la concreta possibilità di una condanna al risarcimento per ulteriori sette milioni o addirittura per quattordici, ovvero sette milioni per ogni imputato.
Fermo restando che la vita di una giovane ragazza non ha alcun prezzo, in sede processuale un riscontro patrimoniale deve essere dato. Francamente, fossero 14 o addirittura 21 milioni, sommando la condanna a Guede, credo che ci troveremmo di fronte a un record mondiale nella determinazione del risarcimento per la morte di una giovane. Questo aspetto costituisce un ulteriore distonia del nostro sistema processuale, laddove più imputati di uno stesso fatto decidono percorsi processuali diversi. Infatti, con il Guede che ha scelto il rito abbreviato e la Knox con Sollecito il rito ordinario, di fatto si crea la possibilità di risarcimenti multipli non collegati fra loro. Mutatis mutandis, quando il processo è unico con più imputati, normalmente, e salvo eccezioni, la condanna al risarcimento è unica e solidale fra gli imputati. Nel nostro caso ciò non si verifica perché si sono instaurati due processi autonomi: anche su questo fronte sia il legislatore e poi, nel caso specifico, il collegio dovranno valutare con obiettività ed equilibrio questo aspetto problematico.
Docente di Scienze
dell’investigazione


[Messaggero] 07 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:01 am   Post subject: [DireGiovani] 09 June 2009   

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DELITTO PERUGIA: MEZ ATTRICE IN UN VIDEO MUSICALE
9 GIUGNO 2009

ROMA - Nei giorni in cui a Perugia, durante il processo, sono stati ascoltati le testimonianze dei suoi genitori, Meredith Kercher "riappare" in un video girato poche settimane prima dell'omicidio. Secondo quanto riportato da "The Sun", infatti, la studentessa barbaramente uccisa a via della Pergola nella notte del 2 novembre del 2007, aveva preso parte al video della canzone Some Say di Kristian Leontiou, parte dell'album "Same Say Soon".
Secondo il tabloid inglese, quindi, la partecipazione alla clip musicale testimonierebbe l'interesse per Mez al mondo dello spettacolo. Gli amici ed i parenti, infatti, parlando della giovane hanno spesso fatto riferimento alle sue velleità artistiche. Le immagini per il video sono state riprese poco tempo prima del delitto e sono, tra l'altro, le ultime che ritraggono Meredith ancora in vita.


[DireGiovani] 09 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:03 am   Post subject: [ADN Kronos] 08 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: SUL SITO ADNKRONOS L'ULTIMO VIDEO DELLA GIOVANE INGLESE
ultimo aggiornamento: 08 giugno, ore 18:55

Perugia, 8 giu. (Adnkronos) - Sul sito Ign, testata on line del sito Adnkronos (www.adnkronos.com), e' visibile il video di Meredith Kercher, girato nel 2007, poco tempo prima della morte della studentessa inglese, in via della Pergola, a Perugia. Il videoclip musicale mostra Meredith mentre si muove sulle note della canzone 'Same Say', di Kristian Leontiou, canzone che fa parte dell'album 'Same Say Soon'.



[ADN Kronos] 08 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:04 am   Post subject: [BariMia] June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: PARLA LA MAMMA


Ennesima puntata del processo di Perugia per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Ancora sotto accusa Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito che devono ancora conoscere il loro destino. Però questa volta a parlare del caso è direttamente la mamma della vittima Arline Kercher che si è mostrata ancora sconvolta per la tragica fine della figlia di cui non si conoscono ancora tutte le verità.
Arline racconta così i tragici momenti vissuti in quel triste novembre del 2007 quando seppe della morte della figlia: “La sua morte e' stata incredibile e surreale.... La cerco ancora..... Non e' soltanto la morte, ma la brutalità, la violenza di ciò che e' stato fatto”.

Poi racconta dell’ultima telefonata che ebbe con sua figlia e afferma: “Mi disse che aveva tanti regali da portarmi e una valigia piena di cioccolato per la sorella. Mi disse anche che era molto stanca perché la notte precedente aveva festeggiato Halloween mi disse che stava andando a casa di amici ma che sarebbe rientrata presto perché aveva un tema da svolgere e il giorno successivo avrebbe avuto lezione all'università'”.

Poi ancora la signora Kercher racconta della passione di Meredith per la lingua italiana e quindi della scelta di Perugia con lo scopo di imparare la nostra lingua: “Scelse Perugia perché era una città piccola, ma era ben collegata con casa. La scelse anche perché c'e' la festa del cioccolato. Soprattutto all'inizio, prima che trovasse una sistemazione, mi chiamava ogni giorno. Ma anche successivamente ci sentivamo spesso. Partì il primo settembre per Perugia. Inizialmente si adattò in un albergo, poi trovò l'annuncio dell'appartamento sulla bacheca dell'università'. Scelse di vivere in quella casa perché era vicina all'università' e dalla finestra si vedeva il paesaggio dell'Umbria”.

E infine ecco il racconto che Meredith fece a sua madre parlando del primo incontro con Amanda Knox, avvenuto il 26 settembre del 2007: “Meredith mi disse che Amanda voleva socializzare con gli italiani perché voleva imparare la lingua. Mi disse anche che era molto stupita dal fatto che l'americana aveva trovato un ragazzo già dalla prima settimana”.

Vincenzo Crocitto


[BariMia] no date
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:06 am   Post subject: [Fondazione] 08 June 2009   

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Delitto di Perugia. Per la prima volta parlano in aula i parenti di Meredith

lunedì, 08 giugno 2009 Al processo di Perugia hanno parlato i parenti di Meredith Kercher, la giovane inglese uccisa in via della Pergola il 2 novembre 2007. Mentre Amanda Konx si commuove, Raffaele Sollecito chiede giustizia.
di Arianna Luciani

LA MADRE, LA CERCO ANCORA – Dal 16 settembre 2008 – da quando è iniziato il processo a Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Guede – non avevano mai parlato. Ora l’hanno fatto, per spiegare chi fosse Meredith, i suoi sogni, le sue aspirazioni e il dolore incolmabile che ha lasciato la sua assenza. In aula, di fronte alla corte di assise di Perugia, nel silenzio totale, John, Arline e Stephanie Kercher hanno raccontato il loro dolore. Giunti in Italia per "per chiedere giustizia e per dire cosa è successo a una persona speciale come Meredith, che era arrivata qui solo per studiare", i congiunti della giovane hanno ricordato la loro Mez. "La morte di Meredith è stata incredibile, irreale. La cerco ancora...", ha detto Arline, che si è commossa nel rievocare la figlia. “È uno choc tremendo mandare tua figlia a studiare e poi lei non torna più. Non lo supereremo mai", ha aggiunto la madre. "La morte di Meredith - ha affermato Arline Kercher - è stata incredibile, surreale. Non è solo la morte, ma la brutalità e la violenza". Si erano sentite il pomeriggio del 1 novembre 2007, l’ultima volta prima che la ragazza fosse uccisa: "Mi chiamò per farmi sapere che tornava a casa per il mio compleanno" ha spiegato. "Stava portando regali per me - ha aggiunto Arline Kercher - e una valigia piena di cioccolato per la sorella". Riguardo alla sera del primo novembre, la madre di Meredith ha riferito che la figlia "era molto stanca perché aveva fatto tardi la sera prima, quella di Halloween". "Stava per andare da amici - ha detto - ma sarebbe tornata presto, anche perché aveva da fare un tema e voleva completarlo prima di partire". Arline Kercher ha detto che Mez arrivò a Perugia quando aveva 22 anni per approfondire la lingua e la cultura italiana. Scelse la casa in via della Pergola per il "panorama offerto da una delle finestre". La donna, ma anche gli altri familiari. La madre ha poi spiegato che la figlia era "stupita perché Amanda aveva trovato il ragazzo dopo una settimana dal suo arrivo" in Italia.

IL PADRE, VOLEVA FARE LA GIORNALISTA – Ha parlato di quello che sarebbe potuto essere il futuro della figlia John Kercher, raccontando delle sue aspirazioni: "Meredith sognava di fare la giornalista o di lavorare a Bruxelles per la Commissione europea. Qualsiasi cosa avesse scelto per me sarebbe andato bene". Inoltre, l’uomo ha ricordato come lui, un giornalista, proprio dai media abbia saputo dell’omicidio della figlia: "Mi chiamò Arline - ha spiegato - e mi disse che aveva saputo dai telegiornali della morte di una studentessa a Perugia. Contattai i giornali inglesi ma non sapevano niente. Provai una dozzina di volte a fare il numero del telefono cellulare di mia figlia ma rispose sempre la segreteria. Poi richiamai i giornali che avevano il nome della studentessa uccisa - ha concluso John Kercher - ed era quello di Meredith". "Le piacevano tantissimo la pizza e il cioccolato" ha aggiunto John Kercher, ed era stata proprio questa passione che le aveva fatto scegliere, per i suoi studi universitari, Perugia, città nota a livello internazionale per la rassegna Eurochocolate, dedicata proprio a questo prodotto.

LA SORELLA, SAPEVA DIFENDERSI – Da parte sua Stephanie, la sorella di Meredith, ha spiegato che da ragazzina la studentessa inglese aveva seguito un corso di karate, e che quindi era in grado di difendersi. Se fosse stata aggredita "Meredith avrebbe lottato fino alla fine". Inoltre, Stephanie ha descritto la sorella come "molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei". Di Amanda Knox Meredith riferì alla sorella via mail che "cantava sempre". "Non vedeva l'ora di venire a Perugia - ha detto Stephanie Kercher - e prima di partire fece anche due lavori in Inghilterra per risparmiare". In ogni caso, i congiunti della giovane hanno detto di non aver mai sentito parlare di Raffaele Sollecito o di Rudy Guede (già condannato a 30 anni di reclusione per il delitto al quale si dice estraneo).

LEGALE DEI KERCHER, MEZ PIENA ENTUSIASMO E FELICITÀ – In aula ha parlato anche l’avvocato Francesco Maresca, che rappresenta i familiari di Meredith come parte civile nel processo ad Amanda e Raffaele. Anche lui ha tracciato un ritratto della giovane – ricavato dai ricordi dei congiunti – sottolineando come fosse "piena di entusiasmo e di felicità di stare in Italia, impegnata in modo molto forte nello studio". Il legale ha detto di avere "apprezzato ancora una volta la loro assoluta tranquillità nel ricordo della figlia", ha aggiunto che “è stato sicuramente un momento emozionante e importante, per capire che tipo di ragazza è stata uccisa quella notte. Ma anche per qualche aspetto processuale. Più volte il padre mi ricordava che Meredith era una ragazza forte. Abituata a difendersi, a combattere e a ottenere tutto con i denti. John Kercher è quindi rimasto stupito dell'assenza di resistenza da parte della figlia nel momento della sua morte. A conferma che l'aggressione – ha concluso Maresca – è stata forte, ripetuta e sostenuta da più persone".

AMANDA RISPONDERÀ ALLE DOMANDE – Amanda si è commossa quando in aula ha visto i parenti di Meredith, secondo quando ha riportato il suo legale, Luciano Ghirga: È molto commossa perché ha visto i genitori di Mez che per lei era un'amica. Con una trasposizione di affetti, pensando ai suoi genitori ha visto quelli di Meredith e si è commossa. Lei – ha concluso l'avvocato Girga – non l'ha uccisa". Nonostante potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, la giovane di Seattle, “salvo imprevisti”, risponderà nel suo interrogatorio, previsto per sabato 13 giuno davanti alla Corte d'assise di Perugia, e che sarà "a tutto campo". "Ci tiene molto a raccontare il suo punto di vista – ha detto l’avvocato Ghirga – Se l'interrogatorio si svolgerà, come noi pensiamo, nell'assoluta garanzia del dire e del proporre sarà completo e non come davanti al pm quando dovemmo interromperlo. Vogliamo rendere un lungo esame. Lei racconterà fatti, dirà la sua verità poi su come lo farà noi non possiamo intervenire. E la verità di Amanda – ha concluso il suo difensore – è che innocente perché quella sera non era nella casa del delitto".

RAFFAELE, VOGLIO GIUSTIZIA – Rivolgendosi alle telecamere mentre usciva dall’aula, Raffaele Sollecito ha detto: “Attendo giustizia come loro". "Anche io sono una vittima, anche se certamente non come loro", ha ripetuto il giovane pugliese all'avvocato Luca Maori, uno dei suoi difensori. "Oggi abbiamo ascoltato un ricordo della giovane uccisa – ha detto ancora l'avvocato Maori – e capiamo il loro dolore. Era doveroso non fare domande in una giornata come questa e così è stato da parte nostra".

Nell’apprezzare la compostezza dei genitori e della sorella di Meredith, il pubblico ministero Manuela Comodi ha detto: "Finalmente abbiamo potuto sentire anche i congiunti di Mez". Intanto la Corte d'assise di Perugia non ha ammesso la deposizione della psicologa citata come consulente dal legale di Patrick Lumumba Dia sul dolo relativo alla calunnia contestata ad Amanda, nei confronti della quale il musicista è costituito parte civile. Al termine della deposizione dei familiari di Meredith Kercher, l'udienza è stata quindi sospesa e rinviata a venerdì 12 giugno, quando è in programma l'esame della stessa Amanda Knox.

Arianna Luciani
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:09 am   Post subject: [Gazzettino] 08 June 2009   

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OMICIDIO DI PERUGIA, MEZ PROTAGONISTA DI UN VIDEO POCO PRIMA DELLA MORTE/ GUARDA




LONDRA (8 giugno) - Bella e solare, determinata e forte, così in questi giorni è stata ricordata in aula Meredith Kercher. Ma la ragazza inglese, barbaramente uccisa a Perugia il primo novembre 2007, non era solo una brillante studentessa: poche settimane prima della morte, secondo il Sun, si sarebbe affacciata nel mondo dello spettacolo, girando un clip musicale.
Il video in questione è quello della canzone Some Say di Kristian Leontiou. Mez, molto bella, è la protagonista assoluta del video, l'ultimo che la ritrae ancora in vita.

[ Il videoclip con Meredith (da youtube) ]

[Gazzettino] 08 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:11 am   Post subject: [ADN Kronos] 12 June 2009   

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CENTINAIA I GIORNALISTI
OMICIDIO MEREDITH, IL J'ACCUSE DI AMANDA: "IN QUESTURA MI HANNO CHIAMATO STUPIDA BUGIARDA"

ultimo aggiornamento: 12 giugno, ore 14:07
Roma - (Adnkronos) - La studentessa americana parla in aula e accusa la polizia: "Sono stata picchiata per dire certe cose". La Corte vieta le riprese audio-video Attacco del NY Times: "E' innocente"





Roma, 12 giu. (Adnkronos) - Pantaloni bianchi, camicetta bianca a maniche corte e coda di cavallo, Amanda Knox è entrata sorridendo in aula per l'ennesima udienza del processo per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.

L'imputata, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito, ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere. "Sotto pressione ho immaginato molte cose". "Contro la mia volonta' sono state prese delle dichiarazioni", ha aggiunto la studentessa di Seattle. Non solo. Amanda ha anche rivolto accuse alla polizia. Alla domanda del legale di Lumumba se fosse stata picchiata per dire certe cose, l'imputata ha risposto: "Si'". La Knox ha anche aggiunto di essere stata chiamata "stupida bugiarda" durante gli interrogatori in questura la notte tra il 5 e 6 novembre del 2007.
Intanto, la Corte ha rivisto la decisione di consentire le riprese audio-video, accogliendo la richiesta di uno dei legali della studentessa americana, alla quale si sono associati l'avvocato di Lumumba e il pm Manuela Comodi.
Nell'aula presidiata da centinaia di giornalisti, c'è anche il padre della studentessa americana, Kurt Knox, venuto per assistere alla deposizione della figlia davanti alla Corte d'assise di Perugia: ''Oggi si vedrà una nuova Amanda - ha detto - che non è quella 'dark angel' descritta fino ad ora. Dirà la verità''.

[ADN Kronos] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:12 am   Post subject: [CronacaQui] 08 June 2009   

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LA GIOVANE AMERICANA HA PARTECIPATO AD UN VIDEO MUSICALE POCHI GIORNI PRIMA DELLA SUA UCCISIONE
MEREDITH, ECCO IL VIDEO PRIMA DELLA MORTE

PERUGIA 08/06/2009 - Meredith non era solo una brava studentessa, ma anche una ragazza con molto velleità artistiche. Lo rivela oggi "The Sun". Pochi giorni prima della sua tragica fine, infatti, Mez aveva preso parte al video della canzone Some Say di Kristian Leontiou, che si può vedere su you tube.

In questi giorni è continuato anche il processo e nuove informazioni sono emerse sulla ragazza: "Se fosse stata aggredita Meredith avrebbe lottato fino alla fine" ha affermato la sorellaStephanie Kercher, che l'ha descritta come "molto forte di carattere e fisicamente. Passionale sulle cose importanti per lei". Di Amanda Knox Meredith riferì alla sorella via mail che "cantava sempre". "Non vedeva l'ora di venire a Perugia - ha detto Stephanie Kercher - e prima di partire fece anche due lavori in Inghilterra per risparmiare". "A 17 anni - ha poi detto il padre, John - Meredith seguì un corso di karate e sarebbe stata in grado di resistere".



[CronacaQui] 08 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:14 am   Post subject: [ADN Kronos] 11 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: NYT ACCUSA PM MIGNINI, AMANDA KNOX UN'INNOCENTE ALL'ESTERO
ultimo aggiornamento: 11 giugno, ore 13:03


New York, 11 giu. (Adnkronos) - Alla vigilia della testimonianza della principale imputata al processo di Perugia per l'assassinio di Meredith Kercher, il New York Times dedica ad Amanda Knox un commento molto duro nei confronti della magistratura italiana intitolato ''un'innocente all'estero''.

''Il caso contro Knox ha tante cosi' tante crepe ed e' cosi' legato alla carriera di un potente procuratore italiano incriminato per comportamento scorretto che qualunque giuria seria lo avrebbe gia' ricusato da mesi'', scrive Thimoty Egan riferendosi al pm Giuliano Mignini. ''Questo non significa che i tribunali italiani non siano onesti...La sorte di Knox e' nelle mani di sei giurati, fra loro due giudici, che si riuniscono due giorni a settimana e prenderanno a breve una lunga pausa estiva prima di arrivare a un verdetto in autunno'', aggiunge il commentatore, la cui figlia era, al momento del delitto in Italia per un periodo di studio, anche lei proveniente da Seattle come l'imputata, precisando che non intende mettere a confronto il sistema giudiziario italiano con quello americano per ''decidere quale sia il migliore''.



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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:19 am   Post subject: [ADN Kronos] 11 June 2009   

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IL GIORNALISTATHIMOTY EGAN CRITICA IL PRIMO INTERROGATORIO, DURATO UNA NOTTE INTERA E SENZA LA PRESENZA DI UN AVVOCATO
OMICIDIO MEREDITH, ATTACCO DEL 'NEW YORK TIMES': "AMANDA, UN'INNOCENTE ALL'ESTERO"


Amanda Knox

ultimo aggiornamento: 11 giugno, ore 15:21
New York - (Adnkronos) - Il quotidiano Usa punta il dito contro un "giornalismo rapace" e una "magistratura sciatta". Duro attacco al pm Mignini


New York, 11 giu. (Adnkronos) - Alla vigilia della testimonianza della principale imputata al processo di Perugia per l'assassinio di Meredith Kercher, il New York Times dedica ad Amanda Knox un commento molto duro nei confronti della magistratura italiana intitolato ''un'innocente all'estero''.

''Il caso contro Knox ha tante cosi' tante crepe ed e' cosi' legato alla carriera di un potente procuratore italiano incriminato per comportamento scorretto che qualunque giuria seria lo avrebbe gia' ricusato da mesi'', scrive Thimoty Egan riferendosi al pm Giuliano Mignini. ''Questo non significa che i tribunali italiani non siano onesti...La sorte di Knox e' nelle mani di sei giurati, fra loro due giudici, che si riuniscono due giorni a settimana e prenderanno a breve una lunga pausa estiva prima di arrivare a un verdetto in autunno'', aggiunge il commentatore, la cui figlia era, al momento del delitto in Italia per un periodo di studio, anche lei proveniente da Seattle come l'imputata, precisando che non intende mettere a confronto il sistema giudiziario italiano con quello americano per ''decidere quale sia il migliore''.
Piuttosto il suo scopo, scrive, e' quello di parlare di Meredith ma soprattutto di Amanda Knox, ''una studentessa altrettanto vivace della vittima la cui vita e' stata quasi distrutta dalla collisione fra un giornalismo rapace e una procura sciatta''.
Il giornalista deplora, fra l'altro, il primo interrogatorio di Knox durato un'intera notte, senza la presenza di un avvocato o di un interprete ufficiale, cosi' come il fatto che la procura abbia in seguito lasciato trapelare dettagli scabrosi sulla vita sessuale di Amanda, ''una cosa che non sarebbe stata mai fatta con un uomo''.
Douglas Preston, autore americano di best seller che si era stabilito nella campagna di Firenze, impegnato in un libro sul mostro di Firenze, insieme al giornalista italiano Mario Spezi, aveva evidenziato come il procuratore di Perugia, Mignini, fosse lo stesso che avesse riaperto il caso sugli omicidi in serie attribuiti a Pacciani e ai suoi 'compagni di merende' nell'ipotesi che fossero coinvolti nelle pratiche sataniste di un gruppo di notabili toscani.
Lo stesso che, ricorda il New York Times, lo ha fatto fuggire dall'Italia dopo averlo interrogato e minacciato di arresto, ''con gli stessi metodi'' usati con Amanda, ''un metodo che ora sta venendo alla luce nel caso di comportamento scorretto istruito contro di lui''.

[ADN Kronos] 11 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:20 am   Post subject: [Secolo XIX] 11 June 2009   

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AMANDA DOMANI IN TRIBUNALE
PER RACCONTARE LA SUA VERITÀ
11 giugno 2009

Amanda Marie Knox vuole parlare per raccontare la sua verità, cioè che con l’omicidio di Meredith Kercher non c’entra. E domani sarà il suo giorno. Saranno infatti incentrate sull’interrogatorio dell’americana le udienze di domani e sabato del processo per l’omicidio della studentessa inglese a lei e al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito in corso davanti alla Corte d’assise di Perugia. Si tratta di uno dei momenti chiave del dibattimento. Pur potendo avvalersi della facoltà di non parlare Amanda - che il 9 luglio prossimo compirà 22 anni - «intende rispondere a tutti e su tutto», come ha confermato oggi uno dei suoi difensori, l’avvocato Luciano Ghirga. Poco prima del suo arresto la Knox sostenne con la polizia di essere stata presente nella casa di via della Pergola al momento dell’omicidio pur non avendovi partecipato. In quell’occasione accusò Patrick Lumumba (poi riconosciuto totalmente estraneo e quindi prosciolto) che - secondo la sua versione iniziale - si era invaghito della studentessa inglese. «Ricordo confusamente che l’ha uccisa lui» disse. In una dichiarazione spontanea scritta, consegnata alla polizia prima di essere condotta in carcere, espresse poi «seri dubbi» sulla verità delle sue dichiarazioni perché «rese sotto la pressione di stress, shock e perché esausta». «Nella mente - scrisse - ho avuto dei flash in cui vedo Patrick in immagini confuse». «La verità - aggiunse - è che non sono certa della verita»`. Nell’interrogatorio sostenuto in carcere davanti al pubblico mistero Giuliano Mignini il 17 dicembre la Knox ha ribadito la sua innocenza, negando anche di essersi trovata la notte tra il primo e il 2 novembre del 2007, quella del delitto, nell’appartamento dove abitava con la vittima e due italiane. Al magistrato ha riferito di essere stata in quelle ore con Sollecito nell’abitazione di quest’ultimo. Tornando nell’appartamento dove venne trovata morta la Kercher solo la mattina successiva quando trovo´ la porta aperta e le tracce di sangue che portarono al rinvenimento del cadavere. A Mignini, la Knox ha tra l’altro spiegato di avere accusato Lumumba dopo che la polizia aveva trovato sul suo cellulare un sms inviato a Patrick in risposta a una richiesta di quest’ultimo - è emerso dall’inchiesta - di non andare al suo pub dove Amanda lavorava saltuariamente come cameriera. Dalle indagini è quindi emersa l’estraneità al delitto del musicista che trascorse la notte del primo novembre nel proprio locale. Secondo la procura di Perugia nella casa di via della Pergola c’ erano invece la Knox, Sollecito (del quale nessuno ha chiesto l’interrogatorio) e Rudy Guede (già condannato a 30 anni) e furono loro - ritiene l’accusa - a uccidere Mez. Accusa respinta da tutti gli imputati. E domani Amanda Marie Knox, «foxy noxy», volpe furba, come la chiamavano le amiche con le quali giocava a calcio, è pronta a ricostruire la sua verità davanti alla Corte di Perugia.

[Secolo XIX] 11 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:21 am   Post subject: [Quotidiano] 11 June 2009   

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DELITTO DI PERUGIA
NEW YORK TIMES IN DIFESA DI AMANDA
"LA KNOX È INNOCENTE, LA PROCURA SCIATTA"

Alla vigilia della testimonianza della Knox al processo di Perugia il New York Times prende le difese della studentessa principale imputata nell’assassinio di Meredith Kercher e accusa il pm Giuliano Mignini

Roma, 11 giuGNO 2009 - Amanda Knox è «un’innocente all’estero» la cui vita «è stata quasi distrutta dalla collisione tra un giornalismo rapace e una procura sciatta». Alla vigilia della testimonianza della Knox al processo di Perugia il New York Times prende le difese della studentessa principale imputata nell’assassinio di Meredith Kercher e accusa il pm Giuliano Mignini. «Il caso Knox - si legge in un editoriale di Timothy Egan che al momento del delitto aveva anche lui una figlia in Italia - ha così tante crepe ed è così legato alla carriera di un potente procuratore italiano incriminato per comportamento scorretto che qualsiasi giuria seria lo avrebbe già ricusato da mesi».
«Questo non significa - continua il giornale - che i tribunali italiani non siano onesti. La sorte di Knox e nelle mani di sei giurati, tra loro due giudici, che si riuniscono due giorni a settimana e prenderanno a breve una pausa estiva prima di arrivare a un verdetto in autunno».
Fonte Agi

[Quotidiano] 11 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:23 am   Post subject: [Julie News] 12 June 2009   

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12/06/2009, ore 10:46
OMICIDIO MEREDITH: OGGI È LA GIORNATA DI AMANDA
di: Antonio Rispoli


Oggi è la giornata dell'esame dell'imputata Amanda Knox, nel processo che si sta svolgendo a Perugia sull'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Finora la ragazza ha dato diverse versioni dell'accaduto, accusando prima Patrick Lumumba, risultato poi estraneo ai fatti (infatti in questo processo la Knox risponde anche di calunnia, ndr); poi facendo cadere la responsabilità su Rudy Guede, pur non nominandolo esplicitamente. Ma comunque le sue versioni, secondo la Procura, sono state smentite dalle prove raccolte.
E quindi si vedrà oggi cosa racconterà. Nei prossimi giorni, poi, dovrebbe essere sentito anche Raffaele Sollecito, il coimputato, a meno che non si avvalga della facoltà di non rispondere, che agli imputati e concessa ogni volta che loro vogliano.


[Julie News] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:24 am   Post subject: [ADN Kronos] 12 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: CAMICETTA BIANCA E CODA DI CAVALLO, AMANDA ENTRA IN AULA COL SORRISO
ultimo aggiornamento: 12 giugno, ore 10:08

Perugia, 12 giu. - (Adnkronos) - Pantaloni bianchi, camicetta bianca a maniche corte e coda di cavallo, Amanda Knox e' entrata sorridendo in aula per l'ennesima udienza del processo per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher che la vede imputata insieme al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito.



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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:34 am   Post subject: [Quotidiano] 12 June 2009   

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DELITTO DI PERUGIA
LA KNOX METTE SOTTO ACCUSA LA POLIZIA:
"MI PICCHIARONO PER FARMI CONFESSARE"
ASCOLTA LA VOCE DI AMANDA IN AULA


La studentessa americana in aula sorridente e vestita di bianco. E al momento della deposizione accusa la polizia: "Tutto ciò che ho detto l’ho fatto perché messa sotto pressione"

Perugia, 12 giugno 2009 - Tutto ciò che ho detto l’ho fatto perché messa sotto pressione. Le dichiarazioni sono state prese contro la mia volontà. Ho detto ciò che ha suggerito il pm".

È il giorno di Amanda Knox, la giovane studentessa americana accusata insieme a Raffaele Sollecito dell’omicidio di Meredith Kercher. La ragazza parla per la prima volta dopo il rinvio a giudizio davanti ai giudici della Corte di Assise di Perugia.
"Loro (la polizia ndr) - afferma Knox - mi suggerivano la via. Continuavano a dirmi che avevo subito un trauma e che non ricordavo. Poi la mia memoria si è mescolata e nella mia confusione ho inziato a pensare che forse ero veramente traumatizzata".

Amanda ricorda in aula la notte tra il cinque e il sei novembre 2007, quando, a pochi giorni dal delitto di Meredith Kercher, venne interrogata in questura e indicò il musicista congolese Patrick Lumumba come l’autore dell’omicidio della studentessa inglese. Dichiarazioni che portarono all’arresto di Lumumba, poi completamente scagionato da ogni accusa e oggi parte civile contro di lei e Sollecito.

La giovane ha spiegato di non aver incontrato Lumumba la sera del primo novembre (Mez è stata uccisa la notte tra il primo e il due novembre) e di avere avuto con lui solo uno scambio di messaggi poichè il musicista, allora proprietario del pub Le Chic dove Amanda lavorava, le disse di non recarsi al locale quella sera poichè c’era poca gente.

"Quando ha visto il messaggio sul mio cellulare la polizia è diventata molto dura con me - ha ricordato Amanda riferendosi alla notte in questura -. Per ore, ore, ore mi hanno chiamato ‘stupida bugiarda' e mi dicevano che stavo cercando di proteggere qualcuno. Mi hanno picchiato due volte per farmi dire un nome che però io non potevo dire, perché non sapevo. Io continuavo a ripetere che non c’entravo nulla con l’omicidio e che ero restata tutta la sera a casa di Raffaele. Loro continuavano ad insistere dicendo che avevo lasciato l’appartamento per un certo tempo per vedere qualcuno. Mi continuavano a ripetere di ricordare perché secondo loro avevo dimenticato".

"In carcere, quando ho avuto tempo di pensare a ciò che era successo - ha detto la Knox - mi sono resa conto della realtà e stavo male pensando che Patrick era in carcere anche se non c’entrava nulla con questa storia. Che era stato incastrato per colpa mia".

"I miei genitori mi dissero se volevo tornare a casa o andare da mia zia, ma io dissi che volevo restare in Italia. Avevo faticato tanto per fare questa avventura qui a Perugia e non volevo buttare via tutto. Ho ragionato sul fatto che le cose brutte possono accadere ovunque".

Prosegue, nell’Aula degli Affreschi, la lunga giornata processuale di Amanda Knox, oggi sentita davanti alla Corte d’Assise di Perugia nell’ambito del processo che la vede imputata, insieme a Raffale Sollecito, per l’omicidio di Meredith Kercher.
Nel racconto di Amanda anche la sua vita in America, la famiglia, gli studi. "I miei genitori si lasciarono quando avevo soltanto un anno - ha ricordato la ragazza. - Per me e mia sorella hanno comunque voluto restare a vivere vicini".

Amanda ha quindi raccontato di aver maturato l’idea di fare una esperienza all’estero durante i suoi studi universitari in America e mentre seguiva un corso di scrittura creativa. "Un giorno la professoressa ci diede un tema sul ritrovamento di un cadavere - ha ricordato la ragazza di Seattle, che ha detto di parlare inglese, italiano e tedesco bene e di conoscere anche il giapponese e il latino. - Non sapevo se volevo diventare scrittrice o interprete..o tutti e due".

Amanda quindi, tornando alla sera del sei novembre 2007 e al suo interrogatorio in questura ha detto di aver "chiesto un avvocato" ma "qualcuno mi disse - ha proseguito - che sarebbe stato peggio per me perché sarebbe sembrato che non volevo collaborare con la polizia".

La giovane di Seattle, inoltre, rispondendo alla domanda del suo legale che le ha chiesto di chiarire cosa intendesse dire quando ha affermato di essere stata picchiata dalla polizia, ha mimato in aula due piccoli colpi alla testa.

"C’era tanta gente nella stanza. Alcuni urlavano altri mi parlavano. C’era una poliziotta dietro di me che mi ha fatto così", ha detto Amanda, mimando il gesto sulla nuca. L’americana ha anche sostenuto di aver chiesto alla polizia di poter telefonare alla madre ma che questo le fu negato.

"Avevo bisogno di raccontarle quello che stava accadendo - ha ricordato, - di buttare fuori tutto quello che sentivo dentro".

E la sua verità su come trascorse la sera in cui Meredith è stata uccisa, Amanda l’ha ripetuta anche oggi in aula. "L’ultima volta che vidi Meredith era il primo novembre - ha ricordato la Knox. - La notte ero stata a casa di Raffaele. Tornai a casa per cambiarmi e prendere delle cose. Quando Meredith si è alzata, intorno alle 12, mi ha chiesto cosa avevo fatto ad Halloween. Aveva ancora il viso sporco di trucco e mi disse che si era vestita da vampiro. Poi è arrivato Raffaele. Lei è tornata in camera. Noi abbiamo mangiato. Dopo poco Meredith è uscita dalla camera, ci ha salutati ed è uscita. È stata l’ultima volta che l’ho vista. La sera siamo andati a casa di Raffaele. Abbiamo letto Harry Potter, ho controllato le e-mail, ascoltato musica e visto il film ‘Il favoloso mondo di Ameliè. Poi abbiamo mangiato. Saranno state le 10. Mentre Raffaele stava lavando i piatti si è accorto che usciva acqua dal tubo. La cosa lo irritò perchè da poco era stato aggiustato. Siamo saliti in camera sua. Mi sono messa sul suo letto e lui alla sua scrivania. Ha preparato unp spinello e abbimo fumato. Poi abbiamo fatto l’amore e ci siamo addormentati. Quando mi sono svegliata, intorno alle 10.30, Raffaele stava ancora dormendo. Gli dissi che sarei andata a casa a cambiarmi e fare la doccia e poi sarei tornata. Avevamo in programma di andare a vedere Gubbio, quel giorno".

Audo (MP3) of testimony:
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Quote:



Il momento dell'interrogatorio nell'aula della Corte d'Assise di Perugia (Ansa)

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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:42 am   Post subject: [Quotidiano] 12 June 2009   

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I giornalisti al lavoro durante l'interrogatorio (Ansa)


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:46 am   Post subject: [Quotidiano] 12 June 2009: photo links   

Some links to more photos:


Quote:

Kurt Knox, padre di Amanda, attende l'inizio dell'interrogatorio (Infophoto)
Quotidiano] 12 June 2009


Quote:

Amanda saluta il padre presente in aula (Infophoto)
[Quotidiano] 12 June 2009



Quote:

L'arrivo dell'imputata in Corte d'Assise di Perugia (Ansa)
[Quotidiano] 12 June 2009



Quote:

Si e' presentata in aula con una camicetta e pantaloni chiari, i capelli raccolti a coda (Ansa)
[Quotidiano] 12 June 2009



Quote:

L'imputata con il suo avvocato difensore, Luciano Ghirga (Infophoto)
[Quotidiano] 12 June 2009



Quote:

In aula, anche Raffele Sollecito (Infophoto)
[Quotidiano] 12 June 2009



Quote:

Sollecito, accusato con la Knox dell'omicidio di Meredith Kercher (Ansa)
[Quotidiano] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:48 am   Post subject: [TGCOM] 12 June 2009   

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12/6/2009
KNOX: "IL PM MI HA SUGGERITO TUTTO"
DELITTO MEREDITH, "ERO SOTTO PRESSIONE"


Davanti alla Corte d'Assise di Perugia Amanda Knox, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito, ha parlato di "dichiarazioni prese contro la mia volontà" in merito agli interrogatori cui venne sottoposta prima dell'arresto. "Tutto ciò che ho detto - ha aggiunto sulle accuse a Lubamba - l'ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero".
"Ho inventato tante cose sotto pressione". Con queste parole Amanda Knox ha giustificato le accuse rivolte a Patrick Lumumba rispondendo alle domande del legale che rappresenta il musicista come parte civile. Poi ha aggiunto: "Tutto ciò che ho detto, l'ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero. Loro (il riferimento della domanda era alla polizia - ndr) suggerivano la via".

Alla domanda dell'avvocato Pacelli "Le ha suggerito la polizia di dire che Meredith aveva fatto sesso la notte dell'omicidio?" ha risposto affermativamente. "L'hanno picchiata per farle dire questo?" ha chiesto ancora il legale. "Sì" ha replicato Amanda. La Knox ha quindi negato di avere incontrato Patrick Lumumba e di essere stata nella casa del delitto la sera del primo novembre del 2007.

"Mi chiamavano STUPIDA BUGIARDA"
Nella sua deposizione, Amanda ha anche sostenuto di essere stata chiamata ripetutamente "stupida bugiarda" durante gli interrogatori sostenuti in questura la notte tra il 5 e il 6 novembre del 2007 prima di essere arrestata. Alla Corte d'assise di Perugia, la giovane di Seattle, parlando in italiano, ha spiegato di essersi recata in questura quella sera perché aveva paura di stare sola "perché non avevano trovato chi aveva fatto questa cosa". "Quando ho detto Patrick - ha affermato la Knox - non sapevo se ero colpevole o no. Sapevo solo che non ero là (nella casa del delitto - ndr)".

Picchiata dalla polizia?
"Una poliziotta mi fece così... due volte": Amanda Knox ha mimato due leggeri colpi con la mano alla nuca quando uno dei suoi difensori le ha chiesto di precisare quanto detto in aula. La giovane ha infatti sostenuto di essere stata picchiata in questura. Lo ha fatto alla ripresa del suo interrogatorio davanti alla Corte d'assise di Perugia. La Knox ha descritto nuovamente l'interrogatorio della notte tra il 5 e il 6 novembre del 2007. "Avevo tante persone intorno a me - ha aggiunto - e qualcuno urlava. Mi hanno portato delle cose ma solo dopo che avevo fatto dichiarazioni". "I miei genitori - ha detto ancora la Knox - volevano andassi a casa o da mia zia in Germania ma io non volevo andare via".

Nessuno dei pm in aula ha voluto commentare le dichiarazioni dell'imputata. I pm starebbero comunque valutando la possibilità di chiedere la trasmissione del verbale di udienza per valutare eventuali reati. In passato nessuno aveva ha mai parlato di pressioni alla Knox.


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 6:58 am   Post subject: [ANSA] 12 June 2009   

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» 2009-06-12 20:30
AMANDA: NEGLI INTERROGATORI MI CHIAMAVANO STUPIDA BUGIARDA



PERUGIA - Camicetta bianca e pantaloni chiari, capelli raccolti in una coda con un laccetto celeste come le scarpe: Amanda Knox si è presentata così davanti alla Corte d'assise di Perugia che la processa, insieme a Raffale Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher, nel giorno del suo interrogatorio. Ha parlato per circa sei ore, quasi sempre in italiano. Chiudendo con un sorriso e un "sì, grazie" quando il presidente del collegio le ha chiesto se fosse stanca per poi rinviare l'udienza.

Lo ha fatto in un'aula affollata di giornalisti, molti dei quali provenienti da Stati Uniti e Inghilterra, per la prima volta autorizzati alle riprese audio-video delle udienze. Amanda si è presentata nella sala degli Affreschi sorridendo ai suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova. Poi si è concentrata sul suo interrogatorio. Quando si é seduta sulla poltrona riservata ai testimoni sono scattati una raffica di flash, tanto da costringere il presidente della Corte a intervenire. Foto che hanno colto sul suo viso anche un evidente herpes, forse segno di stress. Prima di cominciare, la giovane di Seattle ha comunque trovato il tempo per simulare con le mani una possibile inquadratura delle telecamere. Ha quindi iniziato a rispondere in inglese assistita da una interprete. Dopo qualche minuto è però passata all'italiano nel quale ha parlato praticamente per l'intera giornata. Con le mani e le braccia inizialmente raccolte sotto al tavolino davanti a sé e poi impegnate a gesticolare.

Quando è stata la volta dei suoi difensori, questi le si sono rivolti dandole del tu. "Perché la conosco da tanto tempo" ha spiegato l'avvocato Ghirga. Pochi gli sguardi incrociati con l'ex fidanzato Raffaele Sollecito, assorto nel prendere appunti e nel parlare con i suoi difensori Giulia Bongiorno e Luca Maori. Biglietti poi passati ai legali. "E' vero, con Amanda è stato amore a prima vista" ha scritto su uno di questi quando la Knox ha fatto riferimento al primo incontro tra i due. In un buon italiano, segnato però dall'accento americano, la Knox ha poi parlato della sua famiglia, dell'amore per la scrittura ("é l'unico modo in cui riesco a esprimermi" ha rivelato) e della volontà di rimanere a Perugia, "perché la città è piccola e le persone sono gentili". In aula ad ascoltarla anche Patrick Lumumba, il musicista tirato in ballo con le sue dichiarazioni ma poi prosciolto, e il padre Curt. "Non potrei essere più orgoglioso di mia figlia" ha commentato alla fine della giornata.

'INSULTATA E PICCHIATA'
Amanda ha sostenuto di essere stata chiamata ripetutamente "stupida bugiarda" durante gli interrogatori sostenuti in questura la notte tra il 5 e il 6 novembre del 2007 prima di essere arrestata. La giovane di Seattle, parlando in italiano, ha spiegato di essersi recata in questura quella sera perché aveva paura di stare sola "perché non avevano trovato chi aveva fatto questa cosa". "Quando ho detto Patrick - ha affermato la Knox - non sapevo se ero colpevole o no. Sapevo solo che non ero là (nella casa del delitto - ndr)". Nessuno dei testi d'accusa sentiti nel processo ha mai parlato di pressioni alla Knox. I pm presenti in aula non hanno voluto finora commentare le dichiarazioni di Amanda. I magistrati starebbero comunque valutando la possibilità di chiedere la trasmissione del verbale di udienza per valutare eventuali reati.

"Una poliziotta mi fece così... due volte": Amanda Knox ha mimato due leggeri colpi con la mano alla nuca quando uno dei suoi difensori le ha chiesto di precisare quanto detto stamani. La giovane ha infatti sostenuto di essere stata picchiata in questura. "Avevo tante persone intorno a me - ha aggiunto - e qualcuno urlava. Mi hanno portato delle cose ma solo dopo che avevo fatto dichiarazioni". "I miei genitori - ha detto ancora la Knox - volevano andassi a casa o da mia zia in Germania ma io non volevo andare via".

"Sotto pressione ho immaginato tante cose": Amanda Knox ha giustificato così le accuse a Patrick Lumumba rispondendo alle domande del legale che rappresenta il musicista come parte civile. Riferendosi agli interrogatori ai quali venne sottoposta prima di essere arrestata ha parlato di "dichiarazioni prese contro la mia volontà". "Tutto ciò che ho detto - ha aggiunto - l'ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero. Loro (il riferimento della domanda era alla polizia - ndr) suggerivano la via". "Sotto pressione - ha detto ancora la Knox - ho immaginato tante cose diverse". "Le ha suggerito la polizia di dire che Meredith aveva fatto sesso la notte dell'omicidio?" ha chiesto l'avvocato Pacelli. "Si" la risposta della Knox. "L'hanno picchiata per farle dire questo?" ha chiesto ancora il legale. "Si" ha replicato Amanda. La Knox ha quindi negato di avere incontrato Patrick Lumumba e di essere stata nella casa del delitto la sera del primo novembre del 2007.

DIFENSORE KNOX, AMANDA E' QUESTA
"Amanda è questa, tanti interessi, tanti studi": l'avvocato Luciano Ghirga, uno dei suoi difensori ha commentato così il lungo interrogatorio di oggi della sua assistita. A chi gli chiedeva come era andata, il legale ha risposto che "non è una partita di calcio e casomai è il primo tempo". "I conti - ha aggiunto - si fanno alla fine. Valuteremo domani dopo il controesame del pm e dell'altra parte civile, che saranno tosti, duri. Siamo comunque soddisfatti di aver scelto di fare l'esame perché per lo meno, grazie alla Corte, Amanda é stata messa in condizioni per molte ore di presentare la sua tesi con assoluta serenità. Non c'é nessuna regia e nessuna preparazione processuale. Lei è così". Riguardo al presunto suggerimento che la Knox ha detto di avere ricevuto dal pm Giuliano Mignini nell'interrogatorio in questura, Ghirga ha sostenuto che "la parola non era bella. Lei voleva dire che ha seguito un ragionamento fatto da altri".

AVV. BONGIORNO, INTERROGATORIO KNOX DOCUMENTO INNOCENZA
Considera "un documento dell'innocenza di Amanda Knox" il suo interrogatorio davanti alla Corte d'assise di Perugia, l'avvocato Giulia Bongiorno, uno dei difensori di Raffaele Sollecito. "Amanda - ha detto la Bongiorno - ha reso il tipico interrogatorio della persona innocente che non ha paura di nulla"

Ha parlato di "ottimo interrogatorio" l'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Raffaele Sollecito, commentando l'esame di Amanda Knox. "Era stata dipinta finora ragazza sciocca e fatua - ha detto l'avvocato Maori - ed invece è emersa una donna matura che ha raccontato in maniera precisa cosa è successo".

LEGALE KERCHER, AMANDA DIVERSA MA QUALE E' VERA?
"Oggi abbiamo conosciuto una Amanda Knox diversa rispetto a quella delle indagini preliminari" secondo l'avvocato Francesco Maresca che rappresenta come parte civile, insieme a Serena Perna, i familiari di Meredith Kercher. "Abbiamo potuto vedere - ha detto ancora Maresca - la sua tranquillità e il blocco delle emozioni, almeno per me non prevedibile. Di fatto non ci sono molti elementi nuovi rispetto alle contestazioni di indagini. Probabilmente bisogna domandarsi se la vera Amanda Knox è quella di oggi o quella delle indagini preliminari". Riguardo alle pressioni denunciate dalla Knox, l'avvocato Maresca ha sottolineato che "la polizia italiana è libera da condizionamenti e lavora sempre nel pieno rispetto dei diritti della persona".

[ANSA] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:02 am   Post subject: [Repubblica] 12 June 2009   

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PARLA L'IMPUTATA DELL'OMICIDIO DI PERUGIA: "MI CHIAMAVANO STUPIDA, IL PM MI SUGGERIVA COSA DIRE"
"LE DICHIARAZIONI PRESE CONTRO LA MIA VOLONTÀ. INCOLPAI PATRICK PERCHÉ SOTTO PRESSIONE"
CASO MEREDITH, AMANDA IN AULA
"LA POLIZIA MI HA MALTRATTATA"



Amanda Knox stamane in aula

PERUGIA - "Tutto ciò che ho detto, me l'ha suggerito la polizia. Gli agenti mi hanno picchiato, mi chiamavano stupida e bugiarda". Amanda Knox racconta in aula la sua verità e accusa chi l'ha interrogata: "Ciò che ho detto, l'ho detto perché messa sotto pressione. Le dichiarazioni sono state prese contro la mia volontà. Ho detto ciò che ha suggerito il pm". La studentessa americana ricorda ai giudici della Corte d'Assise di Perugia la notte del suo primo interogatorio in Questura, cinque giorni dopo il delitto di Meredith Kercher.

"Le ha suggerito la polizia di dire che Meredith aveva fatto sesso la notte dell'omicidio?" ha chiesto il legale del musicista congolese Patrick Lumumba, chiamato in causa dall'imputata, poi scagionato. "Yes" è stata la risposta della Knox. Secondo l'accusa Meredith fu uccisa perché rifiutò un gioco erotico che volevano imporle Amanda e Raffaele. La domanda dell'avvocato
era più che pertinente. "L'hanno picchiata per farle dire questo?" ha chiesto ancora il legale all'imputata. "Si" ha replicato Amanda e poi mima due colpi con la mano alla nuca che sostiene le abbia dato una poliziotta. "Avevo tante persone intorno a me - ha aggiunto la ragazza - e qualcuno urlava. Loro dicevano che avevo dimenticato. Mi dicevano che mi avrebbero messo in prigione. Ero confusa e ho detto quello che mi suggerivano". Al termine delle domande degli avvocati, l'interrogatorio è stato sospeso: proseguirà domani.

Camicetta e pantaloni chiari, capelli raccolti in una coda, la giovane americana è entrata in aula accennando un sorriso ai suoi avvocati. Presente l'ex fidanzato Raffaele Sollecito, coimputato nel processo, e il padre della studentessa americana accusata di omicidio: "Ascoltate una nuova Amanda - ha detto il pdre - non la dark angel descritta finora. Non potrei essere più orgoglioso di mia figlia".


Poco prima del suo arresto, la ragazza sostenne con la polizia di essere stata presente nella casa di via della Pergola al momento dell'omicidio pur non avendovi partecipato. In quell'occasione accusò Patrick Lumumba (poi riconosciuto estraneo e prosciolto) che si era invaghito della studentessa inglese. In una dichiarazione spontanea scritta, consegnata alla polizia, espresse poi "seri dubbi" sulla verità delle sue dichiarazioni perché "rese sotto la pressione di stress, shock e perché esausta". Oggi Amanda ha detto: "Incolpai Patrick perché sotto pressione. Quello che ho detto, l'ho detto contro la mia volontà".

Nell'interrogatorio in carcere davanti al pm Giuliano Mignini, il 17 dicembre del 2008, Amanda aveva ribadito la propria innocenza e negato di essersi trovata, la notte del delitto, tra il primo e il 2 novembre del 2007, nell'appartamento in cui viveva con Meredith Kercher e due studentesse italiane. Al magistrato aveva detto che in quelle ore era stata con Sollecito a casa sua. E che era tornata nell'appartamento la mattina successiva, quando cioè trovò la porta aperta e le tracce di sangue che portarono al rinvenimento del cadavere.

Secondo la procura di Perugia, nella casa di via della Pergola c'erano invece la Knox, Sollecito e Rudy Guede (già condannato a 30 anni) e furono loro - ritiene l'accusa - a uccidere Mez. Accusa respinta da tutti gli imputati.

(12 giugno 2009)

[Repubblica] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:03 am   Post subject: [Giornale] 12 June 2009   

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«Amanda è innocente, perseguitata dai pm italiani»
di Mariuccia Chiantaretto




Washington «In Italia la maggior parte delle persone crede che un individuo sia colpevole fino a quando non riesce a dimostrare la sua innocenza. I media e i tribunali difendono spesso l’onore personale anziché stabilire i fatti, che a loro volta possono essere facilmente manipolati»: con queste dure parole il giornalista del New York Times Timothy Egan ha sferrato ieri un pesante attacco al procuratore Giuliano Mignini e alla giustizia italiana.
Il casus belli che ha scatenato l’articolo intitolato «Un innocente all’estero» è Amanda Knox, la studentessa di Seattle che dal novembre 2007 è in carcere a Perugia accusata dell’omicidio di Meredith Kercher, la coetanea inglese con la quale divideva la camera.
Timothy Egan vive a Seattle esattamente come la famiglia Knox ed è padre di una ragazza che sta studiando in Italia. Giocoforza, si sente chiamato in causa ed è preoccupato della sorte di Amanda che a suo dire è innocente. «La vita di Amanda - scrive Egan - è stata rovinata da giornalisti predatori e da azioni giudiziarie trasandate. Il suo destino è nelle mani di sei giurati, fra cui due giudici, che si incontrano due volte la settimana e presto se ne andranno in vacanza per cui non ci sarà il verdetto prima dell’autunno».
Nel lungo articolo pubblicato sul New York Times vengono elencati i fatti salienti della tragedia in cui ha perso al vita Meredith: le indagini, gli arresti, le confessioni, i ritrattamenti dei vari protagonisti. Ad Amanda, che all’epoca dell’omicidio parlava sì e no qualche parola d’italiano, secondo Egan, è stata estratta una specie di confessione perché non capiva la lingua. Il procuratore Mignini - è il parere di Egan - è ossessionato dall’idea che quella notte nell’appartamento di Amanda e Meredith ci sia stata un’orgia con uso di droga.
Amanda, si legge sul New York Times, ha trascorso quasi un anno in galera senza essere incriminata. Nessuno ha mai tenuto conto che l’unica evidenza fisica sul corpo della vittima era di un uomo chiamato Rudy Guede, per altro già condannato a 30 anni di carcere. Anche Amanda, ricorda il quotidiano, se ritenuta colpevole, rischia 30 anni di galera. Per il procuratore Mignini c’è in ballo la reputazione e l’onore, due cose molto importanti in Italia.
Timothy Egan parla poi del suo grande amore per il nostro Paese dove ha trascorso un certo periodo e dove sua figlia Sophie frequenta l’università, a Bologna. «Noi in famiglia - scrive - ci consideriamo italiani onorari, ma dubito molto che Amanda Knox possa provare gli stessi sentimenti».
Per confermare poi la sua teoria della ragazza innocente ingiustamente tenuta in prigione dagli italiani, Egan ricorda come nella stanza del massacro non siano state trovate tracce fisiche né di Amanda né del suo fidanzatino italiano. «Un assassino - riporta Egan citando l’ex procuratore Anne Bremner, attuale legale della famiglia Knox - lascia sempre qualcosa dietro di se e porta sempre via qualcosa. Le scarse prove ammesse in tribunale sono state raccolte dopo settimane ed in un ambiente ormai contaminato».



[Giornale] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:05 am   Post subject: [AGI] 12 June 2009   

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MEREDITH: PADRE AMANDA, SONO ORGOGLIOSO DI MIA FIGLIA

(AGI) - Perugia, 12 giu. - "Non potrei essere piu' orgoglioso di mia figlia". Cosi' il padre di Amanda, Curt Knox, al termine della lunga udienza di oggi che ha visto al centro proprio l'esame della studentessa di Seattle che, per circa sei ore, ha parlato davanti alla Corte d'Assise di Perugia. "Oggi e' andata fenomenalmente bene - ha detto Curt Knox -. Penso che tutti abbiano avuto l'occasione di vedere chi e' veramente Amanda Knox". Curt ha definito la deposizione della figlia "molto articolata. Ha risposto a ogni domanda", ha concluso.

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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:06 am   Post subject: [TGCOM] 12 June 2009   

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Knox:"Tornare? Dissi no a mia madre"
Delitto Meredith, Amanda in Assise
"I miei genitori mi dissero se volevo tornare a casa o andare da mia zia, ma io dissi che volevo restare in Italia. Avevo faticato tanto per questa avventura qui a Perugia e non volevo buttare via tutto. Ho ragionato sul fatto che le cose brutte possono accadere ovunque". E' quanto dichiarato da Amanda Knox, in Corte d'Assise, dove è imputata per l'omicidio di Meredith Kercher. La giovane ha raccontato anche di essere stata picchiata dai poliziotti.


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:08 am   Post subject: [Italia News] 12 June 2009   

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Amanda Knox parla al processo Meredith accusando polizia e pm
Autore: menaito
pubblicato il : 12/06/2009

Oggi Amanda Knox, durante la sua deposizione davanti alla Corte d'Assise di Perugia, ha accusato polizia e pubblico ministero di averle fatto pressione durante gli interrogatori avvenuti prima del suo arresto. "Tutto ciò che ho detto l'ho detto sotto pressione. Ho immaginato tante cose", difendendosi in questo modo contro l'accusa di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. I primi ad interrogarla sono stati infatti i legali di parte civile, in particolare di quest'ultimo. La Knox, accusata insieme a Raffaele Sollecito, dell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher avvenuto la notte tra il 1° e il 2 novembre del 2007, ha parlato di dichiarazioni rilasciate contro la sua volontà: "la polizia e il pm mi suggerivano la via", ha detto. E alla domanda del difensore sul se fosse stata picchiata per indurla a fare quelle dichiarazioni, la ragazza ha risposto di sì, mimando due leggeri colpi con la mano sulla nuca che avrebbe subito da una poliziotta. La Knox ha detto che durante gli interrogatori avvenuti la notte tra il 5 e il 6 novembre 2007 veniva chiamata ripetutamente stupida e bugiarda, sostenendo che quella notte si era recata in questura perché aveva paura di restare da sola visto che non avevano ancora trovato l'autore dell'omicidio.
Durante l'interrogatorio, da parte della difesa e dell'accusa, la Knox ha amesso di conoscere Rudy Guede già condannato a 30 anni con rito abbreviato per l'omicidio di Meredith. Riferendo che si tratta di una conoscenza superficiale, ha detto di averlo visto al centro vicino alla chiesa, l'ho ha incontrato una serata insieme ai ragazzi che abitavano di sotto.
Presente in aula, durante la deposizione, anche il padre della Knox, Kurt.


[Italia News] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:10 am   Post subject: [AGI] 12 June 2009   

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MEREDITH: AVVOCATO AMANDA, SODDISFATTI PER AVER CHIESTO ESAME

(AGI) - Perugia, 12 giu. - Si e' detto "soddisfatto" per la scelta di fare sostenere l'esame in aula ad Amanda Knox, uno dei legali della studentessa di Seattle, l'avvocato Luciano Ghirga perche' "per lo meno, grazie alla Corte, Amanda e' stata messa in condizione per molte ore di presentare la sua tesi con assoluta serenita'". L'udienza di oggi, durata circa sei ore, e' stata interrotta in serata e riprendera' domani in aula con le domande dell'accusa. "Non e' una partita di calcio e, casomai, si tratta del primo tempo - ha detto Ghirga -. I conti si fanno alla fine. Valuteremo domani, dopo il controesame del pm e dell'altra parte civile, che saranno tosti, duri e anche piuttosto penetranti. L'esame e' un congegno processuale molto complicato. Amanda e' questa: tanti interessi, tanti studi. Non c'e' nessuna regia e nessuna preparazione processuale. Lei e' cosi'. Si e' espressa come ha ritenuto di esprimersi".
L'avvocato Ghirga ha spiegato che "domani e' prevedibile che i pm saranno duri e che ci sara' uno scontro dialettico processuale".

[AGI] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:11 am   Post subject: [ANSA] 12 June 2009   

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» 2009-06-12 20:34
Meredith: padre Amanda orgoglioso
Anche per legale Sollecito l'interrogatorio e' stato ''ottimo''
(ANSA) - PERUGIA, 12 GIU - E' ''orgoglioso'' di sua figlia Amanda, Curt Knox al termine del lungo interrogatorio di oggi della giovane americana ''Penso che oggi e' andata fenomenalmente - ha detto - ciascuno ha avuto l'occasione di vedere chi e' veramente Amanda Knox''. Ha parlato di ''ottimo interrogatorio'' anche l'avvocato Maori, difensore di Sollecito.''Era stata dipinta ragazza sciocca e fatua - ha detto - e' emersa una donna matura, che ha raccontato in maniera precisa cosa e' successo''.



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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:12 am   Post subject: [AGI] 12 June 2009   

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MEREDITH: LEGALE SOLLECITO, OTTIMO INTERROGATORIO AMANDA

(AGI) - Perugia, 12 giu. - Giudica ''un ottimo interrogatorio'' quello sostenuto oggi da Amanda davanti alla Corte d'Assise di Perugia, uno dei legali di Raffaele Sollecito, l'avvocato Luca Maori. "Da ragazza sciocca e fatua come era stata dipinta - ha detto il legale - si e' invece dimostrata una donna matura che ha raccontato in maniera precisa quello che e' successo".
L'avvocato ha spiegato che spesso, durante l'esame di Amanda, Raffaele ha comunicato con i suoi legali tramite dei biglietti.
"E' vero... e' stato amore a prima vista" ha scritto in uno di questi Raffaele, riferendosi alla relazione con la studentessa di Seattle.

[AGI] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:14 am   Post subject: [Affari] 12 June 2009   

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Meredith/ Padre Amanda, sono orgoglioso di mia figlia
Venerdi, 12 Giugno 2009 - 18:50

"Non potrei essere piu' orgogliosodi mia figlia". Cosi' il padre di Amanda, Curt Knox, al terminedella lunga udienza di oggi che ha visto al centro propriol'esame della studentessa di Seattle che, per circa sei ore, haparlato davanti alla Corte d'Assise di Perugia. "Oggi e' andatafenomenalmente bene - ha detto Curt Knox -. Penso che tuttiabbiano avuto l'occasione di vedere chi e' veramente AmandaKnox". Curt ha definito la deposizione della figlia "moltoarticolata. Ha risposto a ogni domanda", ha concluso.


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:17 am   Post subject: [ASCA] 12 June 2009   

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12-06-2009
MEREDITH: AMANDA KNOX PARLA E ACCUSA LA POLIZIA DI PRESSIONI




Lo aveva fatto gia' in alcune sue dichiarazioni spontanee; aveva parlato di pressioni da parte della Polizia al momento del suo primo interrogatorio in Questura; lo ha ribadito stamane, Amanda Knox dinanzi alla corte di Assise di Perugia che deve giudicare di omicidio in concorso, lei e Raffaele Sollecito per la morte della giovane studentessa inglese Meredith Kercher. Amanda ha raccontato la ''sua verita''', iniziando a testimoniare alle 11,30, parlando in lingua inglese con una traduttrice al fianco.

''Tutto cio' che ho detto, me l'ha suggerito la Polizia. Gli agenti mi hanno picchiato''. ''Cio' che ho detto, l'ho detto perche' messa sotto pressione''. Amanda Knox e' stata interrogata da Carlo Pacelli, difensore di Patrik Lumumba, il congolese chiamato in causa dalla stessa Amanda, la sera dell'interrogatorio, questo perche' aveva ricevuto poco prima un messaggino via telefono di non andare al lavoro. La giovane infatti era collaboratrice del Pub di Lumbumba. ''Di preciso si ricorda questo messaggio - ha chiesto l'avv.

Pacelli''; la risposta e' stata ''non lo ricordo parola per parola. La polizia, durante l'interrogatorio - ha aggiunto Amanda - mi ha chiamata ''stupida bugiarda ...ed hanno detto che stavo proteggendo qualcuno''. Amanda ha spiegato di aver raccontato una ''falsa verita''', immaginaria quindi, perche' confusa ed impaurita dal comportamento degli stessi agenti che l'interrogavano. Pacelli ha anche chiesto all'imputata se rispondesse al vero che era stata la polizia a ''suggerire di dire che Meredith aveva fatto sesso la notte dell'omicidio'' e Amanda ha risposto di ''si''.

L'udienza che prevede l'escussione solo di Amanda Knox, era iniziata con l'accoglimento da parte della Corte della presenza nell'aula di telecamere e fotografi, che avrebbero potuto riprendere i primi 5 minuti della deposizione. Poi pero', al momento di iniziare, Carlo Dalla Vedova, difensore della Knox, aveva eccepito sull'opportunita' della decisione in considerazione dei tanti cameraman presenti (questo processo ha avuto un'attenzione mediatica eccessiva - ha detto Dalla Vedova -; avrei evitato la spettacolarizzazione), cosi' fotografi che bersagliavano con i flash, pregando il presidente Giancarlo Massei di riconsiderare la primitiva decisione, cosa che e' avvenuta. Infatti il presidente ha disposto che tutti i fotografici e cineoperatori lasciassero l'aula. Solo alle 11,30 il via all'escussione della imputata Amanda Knox (era presente il padre Kurt), con l'ordine dell'esame disposto dalla corte; inizio da parte dell'avv.

Pacelli difensore di Lumuba, le altre parti cioe' il Pm e parti civili che non hanno chiesto l'esame, la difesa di Raffaele Sollecito, ed ancora la difesa dell'imputata.


[ASCA] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:19 am   Post subject: [ANSA] 12 June 2009   

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» 2009-06-12 12:59
Meredith: Amanda, sotto pressione ho immaginato
Cosi' americana giustifica le accuse a Patrick Lumumba

(ANSA) - PERUGIA, 12 GIU - 'Sotto pressione ho immaginato tante cose': Amanda Knox ha giustificato cosi' le accuse a Patrick Lumumba rispondendo alla parte civile. Riferendosi agli interrogatori cui fu sottoposta prima dell'arresto ha parlato di 'dichiarazioni prese contro la mia volonta''. 'Tutto cio' che ho detto l'ho detto sotto pressione. Mi e' stato suggerito dal pm. Loro (il riferimento della domanda era alla polizia) suggerivano la via'. 'Sotto pressione ho immaginato tante cose diverse'.

[ANSA] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:20 am   Post subject: [Affari] 12 June 2009   

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Meredith/Amanda: incolpai Patrick perche' sotto pressione
Venerdi, 12 Giugno 2009 - 13:38

"Tutto cio' che ho detto l'ho fattoperche' messa sotto pressione. Le dichiarazioni sono stateprese contro la mia volonta'. Ho detto cio' che ha suggerito ilpm. Loro (la polizia ndr) mi suggerivano la via. Continuavano adirmi che avevo subito un trauma e che non ricordavo. Poi lamia memoria si e' mescolata e nella mia confusione ho inziato apensare che forse ero veramente traumatizzata". Amanda Knox ricorda cosi' oggi in aula la notte tra ilcinque e il sei novembre 2007, quando, a pochi giorni daldelitto di Meredith Kercher, venne interrogata in questura eindico' il musicista congolese Patrick Lumumba come l'autoredell'omicidio della studentessa inglese. Dichiarazioni cheportarono all'arresto di Lumumba, poi completamente scagionatoda ogni accusa e oggi parte civile contro la Knox nel processoche vede imputati l'americana e Raffaele Sollecito perl'omicidio di Mez. E proprio con le domande del legale diPatrick e' iniziato oggi, nell'aula degli Affreschi, l'esame diAmanda, davanti alla Corte d'Assise di Perugia. La giovane haspiegato di non aver incontrato Lumumba la sera del primonovembre (Mez e' stata uccisa la notte tra il primo e il duenovembre) e di avere avuto con lui solo uno scambio di messaggipoiche' il musicista, allora proprietario del pub Le Chic doveAmanda lavorava, le disse di non recarsi al locale quella serapoiche' c'era poca gente.


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:22 am   Post subject: [Libero] 12 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: PARLA AMANDA, SOTTO PRESSIONE HO IMMAGINATO MOLTE COSE

Perugia, 12 giu. - (Adnkronos) - "Sotto pressione ho immaginato molte cose". Cosi' Amanda Knox, imputata per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ha giustificato davanti alla Corte d'Assise di Perugia le accuse a Patrick Lumumba, rispondendo alle domande del legale che rappresenta nel processo il musicista come parte civile. "Contro la mia volonta' sono state prese delle dichiarazioni", ha aggiunto la studentessa di Seattle. Non solo. Amanda ha anche rivolto accuse alla polizia. Alla domanda del legale di Lumumba se fosse stata picchiata per dire certe cose, l'imputata ha risposto: "Si'".
La Knox ha anche aggiunto di essere stata chiamata "stupida bugiarda" durante gli interrogatori in questura la notte tra il 5 e 6 novembre del 2007.


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:24 am   Post subject: [ASCA] 12 June 2009   

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12-06-09 MEREDITH: CONSENTITE RIPRESE AUDIO-VIDEO DEPOSIZIONE DI AMANDA
(ASCA) - Perugia, 12 giu - L'assenso, dato dalla Corte d'Assise di Perugia, alle riprese audio - video dei primi 5 minuti dell'escussione di Amanda Knox e' bastato a far scoppiare il caos nell'aula degli affreschi di Palazzo di Giustizia. La Corte, presieduta da Giancarlo Massei, ha accolto l'istanza di varie emittenti televisive ed al momento gli operatori di tutte le testate si stanno organizzando; l'agitazione e' cosi' palese che il pubblico presente e' stato costretto ad uscire. L'annunciata deposizione della studentessa di Seattle ha infatti impresso un nuovo sussulto mediatico al processo e stamani sono centinaia le telecamere e i giornalisti giunti a Perugia per seguire il processo che vede alla sbarra Amanda Knox e Raffaele Sollecito accusati dell'omicidio in concorso di Meredith Kercher (Rudy Guede e' stato condannato a 30 anni con rito abbreviato - n.d.r.). Gli imptati sono in aula, Raffaele accanto ai propri legali, stamani e' presente anche l'avvocato Giulia Bongiorno, indossa una t-shirt rosa acceso ed Amanda, che tra poco raccontera' la propria verita', ha calcato piu' di altre volte sull'aspetto angelico e mostra capelli raccolti, viso pulito ed un'immacolata camicetta. Intanto, mentre fervono i preparativi (dopo i primi cinque minuti le riprese potranno essere effettuate dalla sala stampa), la Corte e' riunita in camera di consiglio per esaminare una richiesta avanzata dalla difesa di Patrick Lumumba Diya sulle modalita' da seguire per l'intervento delle parti civili.

red/rg/alf


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:26 am   Post subject: [ASCA] 12 June 2009   

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12-06-09 MEREDITH: TROPPE TV E FOTOGRAFI IN AULA, CORTE RIVEDE DECISIONE
(ASCA) - Perugia, 12 giu - Il Presidente della Corte d'Assise di Perugia Giancarlo Massei ha rivisto la decisione precedentemente assunta di autorizzare le riprese audio video dell'interrogatorio di Amanda Knox e gli operatori presenti stanno gia' velocemente lasciando l'aula. E' il colpo di teatro dell'odierna udienza, sulla quale l'attenzione mediatica e' tutta sulla studentessa di Seattle, accusata in concorso con Raffaele Sollecito dell'omicidio di Meredith Kercher. Fin dal momento in cui la Corte aveva dato il proprio assenso alle riprese, infatti, in aula si era generato il caos, cosi' tanto da far uscire il pubblico presente e forse troppo per essere consderato 'accettabile' dalla Corte. Per questo, quando Amanda era gia' seduta davanti al Presidente, affiancata dall'interprete e seguita nel breve percorso freneticamente dagli operatori e dai fotografi, il giudice Massei ha deciso di far uscire tutti dall'aula. A sollecitare la decisone in tal senso uno dei legali della giovane americana, Carlo Dalla Vedova, che ha motivato che stavano venendo meno quelle condizioni di tranquillita' necessarie alla stessa per deporre; un'istanza alla quale si sono associati il PM Manuela Comodi (che ha coordinato l'inchiesta unitamente a Giuliano Mignini - n.d.r.) e l'avvocato Carlo Pacelli, che assiste Patrick Lumumba Diya, costituitosi parte civile contro Amanda per calunnia, e che per primo avrebbe dovuto escutere la teste.

red/dnp/alf


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:27 am   Post subject: [RAI News] 12 June 2009   

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New York, 12-06-2009
Forse c'è un innocente all'estero, ma gli Americani sembrano non crederci. Il giorno dopo, sull'edizione on line del New York Times il lungo articolo di Timothy Egan ("Un innocente all'estero") richiama oltre 400 commenti dei lettori, e a prevalere è lo scetticismo. Il premio Pulitzer ha attaccato frontalmente il pm di Perugia, Giuliano Mignini, per la sua gestione della pubblica accusa nel processo contro Amanda Knox, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher. "L'apparato accusatorio contro Amanda Knox - scrive Egan - ha così tante falle ed è cosi' legato alla carriera di un potente pubblico ministero sotto accusa per comportamento scorretto, che qualsiasi giuria imparziale l'avrebbe già respinto mesi fa". Il sistema giudiziario italiano non è peggio di quello americano, riconosce Egan, ma qui il problema è il pm: l'accusa è condotta in modo "superficiale" e si affianca ad un giornalismo "predatore". Ripercorrendo le tappe della vicenda, l'articolo sottolinea come Amanda "sia stata quasi un anno in carcere senza avere alcuna responsabilità" accertata, "tenuto conto che l'unica prova trovata sul corpo della vittima faceva risalire a Rudy Guele". Insomma, se Amanda rischia 30 anni di carcere, il pm Mignini, scrive Egan, rischia "il suo onore e la sua reputazione, cose non di poco conto in Italia".

"Per fortuna avete pubblicato il pezzo sulla pagina 'Opinioni' - ironizza Wayra nel suo post -perché questa è un'opinione mal informata dei fatti. Egan non ha letto gli elementi di questo caso e le prove contro Amanda. Queste includono tracce di DNA analizzate da uno dei massimi esperti al mondo in materia - una donna che è riuscita a identificare i corpi straziati dalle vittime dello tsunami quando nessun altro ci era riuscito". E ancora: "Se Amanda è davvero innocente, perché ha accusato un innocente come Lumumba di aver ucciso Meredith Kercher?".

"Wow. In tutti i tabloid questo punto di vista ancora non l'avevo sentito, sembra così ragionevole che deve essere vero. Un racconto dell'orrore che avrebbe potuto scrivere Joseph Conrad. Una parte del lato oscuro dell'Italia che chiunque vive là da un paio d'anni doveva conoscere..", ironizza John. "Strano, vivo in Gran Bretagna da quando è scoppiato il caso e ogni foto sui giornali era per Amanda con un sorriso sarcastico, mai vista nella foto che avete pubblicato voi", fa notare Bea. "Una persona normale non si sarebbe trovata in quella situazione", argomenta Jason. "Spero che Amanda venga assolta e il vero colpevole paghi - scrive Maggie - Ma tutta questa enfasi dei giornalisti per amnada sarebbe stata spesa se ad essere accusata se la protagonista fosse stata una giovane nera con storie di sesso e droga come lei?". E ancora: "Il sistema giudiziario americano e il carattere nazionale non è diverso da quello descritto da Egan per l'Italia e gli Italiani". "Vergogna, Egan. Abbiamo creato perfino un blog in memoria di Merredith, uccisa in un modo orribile", scrive Fast Pete. Kate Stoles dice di aver seguito con attenzione il caso fin dall'inizio e chiede a Egan: "Come fa a essere sicuro che Amanda è innocente e non doveva neppure essere processata? Ci sono il 50% di possibilità che sia colpevole, in ogni caso andava processata". "Il ritratto del sistema giudiziario italiano svolto da Egan è del tutto erroneo - scrive Peggy Cougan - Le prove di questo caso sono state esaminate da una dozzina di giudici differenti". Molti lettori del NYTimes, insomma, sembrano più informati di un premio Pulitzer. Almeno sul caso Meredith.


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:38 am   Post subject: [RAI News] 12 June 2009   

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Il processo per l'omicidio di Meredith
"Ho detto quello che voleva il pm"

Davanti alla Corte d'assise di Perugia la giovane di Seattle, parlando in italiano, ha spiegato di essersi recata in questura, quella sera, perché aveva paura di stare sola, "perché non avevano trovato chi aveva fatto questa cosa".


Amanda Knox in aula a Perugia
Perugia, 12-06-2009
Eccola, la "nuova Amanda" promessa dai legali della difesa e dai familiari. Capelli legati in una coda di cavallo, una camicetta bianco candido con piccoli bottoncini, parla in italiano: "Tutto ciò che ho detto - assicura in tribunale - l'ho fatto perché messa sotto pressione. Le dichiarazioni sono state prese contro la mia volontà. Ho detto quello che ha suggerito il pm. Loro mi suggerivano la via".
Davanti alla Corte d'assise di Perugia la giovane di Seattle, parlando in italiano, ha spiegato di essersi recata in questura, quella sera, perché aveva paura di stare sola, "perché non avevano trovato chi aveva fatto questa cosa". "Quando ho detto Patrick - ha affermato la Knox - non sapevo se ero colpevole o no. Sapevo solo che non ero là (nella casa del delitto - ndr)".
Nessuno dei testi d'accusa sentiti nel processo ha mai parlato di pressioni alla Knox. I pm presenti in aula non hanno voluto finora commentare le dichiarazioni di Amanda. I magistrati starebbero comunque valutando la possibilità di chiedere la trasmissione del verbale di udienza per valutare eventuali reati.

"Continuavano a dirmi che avevo subito un trauma e che non ricordavo. Poi la mia memoria si è mescolata e nella mia confusione ho inziato a pensare che forse ero veramente traumatizzata". Quella notte, tra il 5 e il 6 novembre 2007, a pochi giorni dal delitto di Meredith Kercher, Amanda venne interrogata in questura e indicò il musicista congolese Patrick Lumumba come l'autore dell'omicidio della studentessa inglese. Dichiarazioni che portarono all'arresto di Lumumba, poi completamente scagionato da ogni accusa e oggi parte civile contro la Knox nel processo che vede imputati l'americana e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Mez. E proprio con le domande del legale di Patrick è iniziato oggi, nell'aula degli Affreschi, l'esame di Amanda, davanti alla Corte d'Assise di Perugia. La giovane ha spiegato di non aver incontrato Lumumba la sera del primo novembre (Mez è stata uccisa la notte tra il primo e il due novembre) e di avere avuto con lui solo uno scambio di messaggi poiché il musicista, allora proprietario del pub Le Chic dove Amanda lavorava, le disse di non andare al locale quella sera poiché c'era poca gente.
"Quando ha visto il messaggio sul mio cellulare la polizia è diventata molto dura con me - ha ricordato Amanda riferendosi alla notte in questura - Per ore, ore, ore mi hanno chiamato 'stupida bugiarda' e mi dicevano che stavo cercando di proteggere qualcuno. Mi hanno picchiato due volte per farmi dire un nome che però io non potevo dire, perche' non sapevo. Io continuavo a ripetere che non c'entravo nulla con l'omicidio e che ero restata tutta la sera a casa di Raffaele. Loro continuavano ad insistere dicendo che avevo lasciato l'appartamento per un certo tempo per vedere qualcuno. Mi continuavano a ripetere di ricordare perché secondo loro avevo dimenticato. L'interprete mi disse che avevo subito un trauma. Ho avuto molta paura. Tutti urlavano e nella mia confusione, ci mettevano cosi' tanta enfasi quando mi dicevano che avevo incontrato qualcuno, che alla fine mi ero convinta che era accaduto davvero...ma ero confusa". E' allora che Amanda indico' Patrick Lumumba come l'autore del delitto. "In carcere, quando ho avuto tempo di pensare a ciò che era successo - ha detto la Knox - mi sono resa conto della realtà, e stavo male pensando che Patrick era in carcere anche se non c'entrava nulla con questa storia. Che era stato incastrato per colpa mia".
Amanda ha riferito come, i giorni successivi al delitto, volesse stare sempre accanto a Raffaele perche' aveva paura. "Avevo paura di restare sola - ha detto la Knox - ed è per questo che la sera del cinque novembre raggiunsi Raffaele in questura".
"Ha accusato Patrick per salvare se stessa?" ha chiesto l'avvocato di Lumumba, Carlo Pacelli. "No" ha risposto Amanda.



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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:49 am   Post subject: [Nazione] 12 June 2009   

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IL GIALLO DI MEREDITH
Amanda sotto torchio:"Sono pronta"
Tappa cruciale del processo a Mez
Parlerà in pubblico. E racconterà la sua verità. Cioè che con l’omicidio di Meredith Kercher non c’entra. "E’ pronta, è sicura è tranquilla" dice Kurt Knox, il padre che ieri l’ha visitata in cella. Oggi è il giorno di Amanda Marie Knox, 22 anni a luglio, americana di Seattle, in cella dal 6 novembre 2007 con l’accusa di aver violentato e ucciso la coinquilina insieme all’allora fidanzato Raffaele Sollecito e a Rudy Guede

Perugia, 12 giugno 2009 - Parlerà in pubblico. E racconterà la sua verità. Cioè che con l’omicidio di Meredith Kercher non c’entra. "E’ pronta, è sicura è tranquilla" dice Kurt Knox, il padre che ieri l’ha visitata in cella. Oggi è il giorno di Amanda Marie Knox, 22 anni a luglio, americana di Seattle, in cella dal 6 novembre 2007 con l’accusa di aver violentato e ucciso la coinquilina insieme all’allora fidanzato Raffaele Sollecito e a Rudy Guede, già condannato a trent’anni.

L’esame dell’enigmatica americana per la quale si sono scatenati gli Stati Uniti è uno dei momenti centrali del processo in Corte d’assise. A chiedere che Amanda sia sottoposta a interrogatorio non è stata la procura ma direttamente i suoi difensori e il legale di Patrick Diya Lumumba che la ragazza accusò di essere l’assassino di Mez.

"Faccio fatica a ricordare quei momenti, ma Patrick ha fatto sesso con Meredith, di cui era invaghito. Ma non ricordo bene se Meredith fosse stata prima minacciata. Ricordo confusamente che l’ha uccisa lui" disse all’alba del 6 novembre, pochi minuti prima di essere arrestata. Poco dopo aggiunse, in una nota scritta consegnata alla polizia: "Nella mente ho avuto dei flash in cui vedo Patrick in immagini confuse. La verità - aggiunse - è che non sono certa della verità". Lumumba è stata dichiarato completamente estraneo.

Anche in occasione dell’ultimo interrogatorio davanti al pm Giuliano Mignini, il 17 dicembre 2007 Amanda tentò di spiegare il perché di quelle accuse: "La ragione per cui ho pensato a Patrick è stato perché la polizia mi stavano urlando di Patrick...continuavano a dire del messaggio, che avevo mandato un messaggio a Patrick...Quella è stata l’esperienza peggiore della mia vita. Avevo paura, ero confusa erano ore che la Polizia, che io pensavo che mi stesse proteggendo e invece mi stava mettendo sotto pressione e mi stava minacciando". E ancora: "L’ho detto perché l’ho immaginato e ho pensato che potesse essere vero...".

Quell’interrogatorio fu interrotto e da allora Foxie Knoxie - come la chiamavano nella squadra di calcetto al college - non ha mai più parlato. Ma non è l’unico nodo da sciogliere. Knox dovrà spiegare dove era quella notte (a casa di Raffaele dice), perché staccò il telefonino simultaneamente a quello di Sollecito. Perché l’Harry Potter in tedesco che disse di aver letto a casa del fidanzato era in realtà in via della Pergola e, sopratutto perché c’è il suo dna e quello di Mez sul coltello che - secondo l’accusa - è l’arma del delitto.
Erika Pontini

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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:51 am   Post subject: [ Giornale ] 13 June 2009   

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Amanda Knox «Mi hanno picchiata» E diventa dark angel

di Vittorio Macioce

Amanda si è guardata allo specchio e ha visto quella ferita sul labbro, una screpolatura rossa che attraversa il sorriso. È solo un herpes, una piccola febbre che segnala la fatica del tuo corpo. Amanda ha la faccia pulita, niente trucco, i capelli raccolti in una coda. Sgrana gli occhi, fa una smorfia, si guarda i denti, la bocca è leggermente imbronciata. Gli occhi sono una lama sottile. Amanda ha una camicetta bianca, che si apre lì dove comincia il petto, il collo è indifeso, offerto. È così che arriva in aula e non sembra appartenere a questo tempo. C’è qualcosa, nel modo in cui è vestita, che ricorda le donne dell’America coloniale, quelle che la comunità dei padri pellegrini guardava con sospetto. Amanda non abbassa mai lo sguardo. È qui a Perugia per raccontare la sua verità. I giornali di mezzo mondo stanno lì ad ascoltarla. E lei dice, spiega, racconta, accusa. Era la notte tra il 5 e 6 novembre, due anni fa. Tutti gridavano e lei non capiva nulla. Voleva un avvocato, ma l’avvocato non c’era. Dice che una poliziotta le ha dato due pugni sulla testa, così, e mima il gesto. Era confusa. Quando ha accusato Patrick non sapeva neppure di cosa stava parlando, voleva solo uscire da lì. Basta. Basta. Lei la notte in cui è morta Meredith non c’era, il resto è buio.

È la sua arringa difensiva. Amanda contro chi la accusa, ed è una sfida senza verità. I pm hanno in mano pochi indizi, ancora una volta è un gioco ad eliminazione. Si prendono dal mazzo tutti i protagonisti, si mettono da parte tutti quelli chiaramente innocenti e si punta l’indice contro chi resta, gli ambigui. Non possono non essere che loro. È come giocare a Cluedo, la logica è la stessa, ma forse in tribunale non basta. Amanda, come tutti, è innocente fino a prova contraria. E l’onere spetta all’accusa. Vedremo. Ma poi c’è un altro mistero. Chi è davvero questa ragazza di Seattle, che frequentava i pub di Perugia, con quel profumo di morte e passione sulla pelle? Chi è Amanda Knox? È un romanzo ancora da scrivere, un diario di sesso e amori, è una calzamaglia nera, è un basco turchese e una linguaccia al mondo, è lei che si mangiucchia le unghie, è una sbornia, un sorriso e un seno. È un pullover blu paradiso, una sfilata di maglie a righe orizzontali, bianche, rosa, nere. È una t-shirt All you need is love. È l’occhietto che fa a Raffaele la prima volta che si incrociano in aula. È lei che canta in carcere tutta la notte. È una firma globale, come le tante Amande Knox che trovi su Facebook, quella bionda dell’Universidad Complutense de Madrid, quella di Stockton e quella un po’ sovrappeso di Orlando Florida. Sono tante, ovunque, more, cinesi, brasiliane, finlandesi, una miriade di Amande Knox che hanno rubato la sua firma e il suo nome. Amanda è milioni di fan, gruppi ai quali iscriversi, come quello che recita: «Voglio andare a letto con Amanda Knox e poi vada come vada». Ci sono cinici, pazzi, innamorati, sedotti, gente che dice: morirei pur di fare l’amore con lei. E poi ci sono i suoi amici, e tutta l’America che piange con lei. Quelli che dicono: è innocente. E poi c’è il New York Times, che si prepara a barricate d’inchiostro. Amanda è un film che prima o poi arriverà. È un’occasione per Hollywood. È una storia con il finale a sorpresa.
[page 2]
Amanda Knox, presunta assassina, è diventata tutto questo: un’icona globale. Il suo volto verrà consumato, venduto, plastificato, come una Paris, una Barbie, un’eroina da videogame. È l’angelo dark, che cambia forma, specchi, ruolo, fotografie. È una merce da sbattere sul mercato come un instant book, giallo, noir, forse innocente, forse no.
Amanda arriva in aula e indica ai cameramen il taglio dell’inquadratura, sorride, sorride a tutti, comincia a parlare in inglese, poi passa all’italiano, resta solo l’accento. Tutti la guardano, protagonista assoluta.
Non è questo il delitto, ma Amanda ha cancellato dalla storia il volto di Meredith. È il paradosso di questo tempo, che non ha pietà per i morti. I morti hanno lasciato la scena, passano come i giorni di un vecchio calendario. Meredith è solo una fotografia, un sorriso che quasi si nasconde. C’è solo ombra e notte in questa storia. E una famiglia che resta dietro le quinte, in attesa di una risposta.
La notte di Halloween del 2007 in una cascina alla periferia di Perugia una ragazza è morta. Gli unici indiziati sono due uomini e una donna. La risposta è in quella camera chiusa, ma nessuno saprà mai la verità.
Vittorio Macioce

[ Giornale ] 13 June 2009
[ Giornale ] page 2
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:53 am   Post subject: [Reuters] 13 June 2009   

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Omicidio Meredith, Amanda interrogata dal pm ribadisce pressioni
sabato 13 giugno 2009 13:34

PERUGIA (Reuters) - Prosegue a Perugia il processo per l'omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, con l'americana Amanda Knox che anche oggi, in aula, ha confermato di aver subito pressioni da parte degli inquirenti quando mosse delle accuse contro Patrick Lumumba durante i primi interrogatori.
"Non è che mi hanno detto 'è stato lui (Patrick)', ma 'sappiamo che hai incontrato lui'", ha detto Amanda rispondendo alle domande del pm Giuliano Mignini sul perché abbia accusato il congolese arrestato subito dopo l'omicidio e poi rilasciato, quando gli investigatori hanno appurato che era estraneo ai fatti.
Amanda - maglietta chiara, jeans, capelli raccolti in una coda - è apparsa meno sciolta di ieri nel rispondere alle domande del pm, accusato dai difensori di avere suggerito alla ragazza cosa dire.
Più teso, in generale, il clima del processo, con il presidente della Corte Giancarlo Massei che è intervenuto più volte per riprendere gli avvocati ma anche per incalzare Amanda, invitandola ad approfondire alcuni particolari.
Alla domanda del pm Mignini su chi le abbia suggerito cosa dire, Amanda ha risposto: "Volevano che io facessi un nome, mi dicevano che io sapevo, volevano sapere se non ricordavo o se ero una stupida e bugiarda".
"Quando ho detto il nome di Patrick mi sono messa subito a piangere, ho immaginato una scena che non era quella reale ma forse poteva spiegare", ha aggiunto la ragazza di Seattle, che compirà 22 anni il prossimo 9 luglio.
Ieri Amanda ha detto di essere stata picchiata dalla polizia. Stamani, alla domanda su chi le abbia dato gli "scappellotti", Amanda ha risposto: "Non conosco il nome della poliziotta che me li ha dati".
Ieri la Knox ha ribadito di aver dormito la sera dell'omicidio a casa di Raffaele Sollecito, imputato insieme a lei per il delitto avvenuto nel novembre 2007.


[Reuters] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:55 am   Post subject: [Libero] 13 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: AMANDA, PENSO A MEZ MA ANCHE A COME ANDARE AVANTI

Perugia, 13 giu. - (Adnkronos) - "A volte ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita". E' quanto ha detto Amanda Knox che ha risposto cosi' alle domande dell'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, nel corso dell'udienza di questa mattina davanti alla Corte d'Assise di Perugia per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher.
Amanda ha raccontato di essere rimasta "choccatissima" per il delitto. "Qualche volta - ha aggiunto - mi sembra che non puo' essere reale quello che e' accaduto". Replicando poi al legale che le aveva domandato il perche' di alcuni suoi atteggiamenti in Questura e avesse fatto la 'ruota', Amanda ha concluso: "Sono abituata a cercare la normalita' in situazioni di difficolta'. E' un modo per sentirmi sicura. Lo so che i miei comportamenti possono sembrare spensierati, ma io sono cosi'".


[Libero] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 7:56 am   Post subject: [AGI] 13 June 2009   

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MEREDITH: AMANDA, CANTAVO LET IT BE PENSANDO A CASA
(AGI) - Perugia, 13 giu. - La canzone dei Beatles, 'Let it be', ha accompagnato spesso Amanda Knox nei primi momenti difficili trascorsi in carcere, in isolamento. Lo ha ricordato oggi la stessa studentessa di Seattle durante il suo interrogatorio davanti alla Corte d'Assise di Perugia che la sta processando per l'omicidio di Meredith Kercher, insieme a Raffaele Sollecito. "Per i primi mesi che sono stata in carcere e' stata fondamentale per me questa canzone - ha detto Amanda - mi faceva pensare a casa e a quando la cantavo con i miei amici e la mia famiglia". La Knox ha spiegato che la canzone parla di come affrontare un momento buio. "Per mesi sono stata sola e in isolamento - ha detto - quando uscivo ero sola e l'unica cosa che potevo fare era cantare questa canzone perche' aiutava a farmi stare meglio".


[AGI] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:41 am   Post subject: [Tiscali] 13 June 2009   

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Amanda Knox

Processo Kercher: Amanda Knox interrogata dal pm
13 giugno 2009. E' ripreso l'interrogatorio di Amanda Knox in Corte d'Assise a Perugia nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher. La giovane americana sta ora rispondendo alle domande dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi. La Knox si è presentata in aula con una maglietta chiara e jeans, i capelli raccolti in una coda con un fermaglio rosa.
"Non mi hanno detto è stato lui, ma sappiamo che hai incontrato lui": la Knox ha ripercorso l'interrogatorio davanti alla polizia della notte del 5 novembre del 2007 quando fece il nome di Patrick Lumumba, poi prosciolto, in relazione all'omicidio di Meredith Kercher. La giovane è stata incalzata stamani dal pm Giuliano Mignini che le ha chiesto di chiarire con precisione da chi e quando fossero arrivati i suggerimenti ai quali ha fatto riferimento ieri.
"Volevano un nome - ha detto la Knox, parlando sempre in italiano - in relazione a chi ha fatto il delitto. Dicevano che io sapevo. Volevano sapere se non ricordavo o se ero una stupida bugiarda". Amanda ha riferito che il nome di Patrick emerse dopo che la polizia aveva trovato un messaggio inviato a Lumumba per questioni di lavoro sul telefonino dell'americana. "Dopo avere fatto il nome di Patrick - ha aggiunto - ho cominciato a piangere. Ho cominciato a immaginare la scena con immagini che non concordavano con quanto successo ma forse potevano spiegare".
La Knox ha quindi detto di non conoscere il nome della poliziotta che in questura le diede "due scappellotti" come li ha chiamati il presidente della Corte Giancarlo Massei. Lo stesso giudice è dovuto intervenire stamani più volte per interrompere le parti. L'udienza si svolge infatti in un clima di tensione. Anche la stessa Amanda è apparsa meno sorridente rispetto a ieri.

Redazione Tiscali


[Tiscali] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:45 am   Post subject: [ANSA] 13 June 2009   

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» 2009-06-13 11:08
Mez: ripreso interrogatorio Amanda
Imputata risponde alle domande dei pubblici ministeri


[Note: Photo from 12 June 2009]


(ANSA)- PERUGIA, 13 GIU - E' ripreso l'interrogatorio di Amanda Knox in Corte d'Assise a Perugia nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher. La giovane americana sta ora rispondendo alle domande dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi. La Knox si e' presentata in aula con una maglietta chiara e jeans, i capelli raccolti in una coda con un fermaglio rosa.

[ANSA] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:46 am   Post subject: [Quotidiano] 13 June 2009   

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DELITTO DI PERUGIA
Amanda accusa ancora la Polizia
"Ricordo Mez, provo ad andare avanti"
La studentessa americana in aula prosegue il suo lungo interrogatorio e al pm spiega perché fece il nome di Patrick Lumumba quale autore dell’omicidio di Meredith Kercher

Perugia, 13 giugno 2009 - "Loro volevano un nome e dicevano che io sapevo ma non volevo parlare. Non mi hanno detto che era stato lui (Patrick Lumumba, ndr) ma dicevano che sapevano che lo avevo incontrato. Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perchè ero una stupida bugiarda, o perchè non ricordavo.
Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, Piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Allora loro hanno cominciato a ricostruire".

Amanda Knox torna a ricostruire ancora una volta in aula la notte tra il cinque e il sei novembre 2007, la stessa in cui venne interrogata dai poliziotti in questura e indicò Patrick Lumumba come l’autore dell’omicidio di Meredith Kercher. È una Amanda che appare un po' più nervosa rispetto a ieri quella che sta rispondendo oggi alle domande del pubblico ministero Giuliano Mignini che ha chiesto alla studentessa di Seattle di ricostruire passo dopo passo le fasi dell’interrogatorio in questura, da chi e come le sarebbe stato suggerito il nome di Patrick e chi le avrebbe fatto pressioni o picchiata.

Amanda ha ricordato che il nome di Patrick venne fuori una volta trovato sul telefono cellulare della ragazza l’sms inviato all’allora datore di lavoro. "Mi chiedevano di ricordare gli orari di quello che avevo fatto la sera del primo novembre - ha ricordato Amanda -. Poi c’è stato un crescendo del dibattimento. Mi dicevano che non erano convinti di me perchè riuscivo a ricordare alcune cose e non altre. ‘Se non stai dicendo la verità andremo davanti a un giudice e finirai in carcere per 30 anni perchè sei una bugiarda mi dicevano. Ricordo l’interprete vicino a me che continuava a ripetermi: forse non ricordi, forse non ricordi...".

La Knox ha quindi ricordato che la persona che conduceva l’interrogatorio in questura la sera del 5 novembre era una poliziotta con i capelli lunghi e scuri e che un uomo le metteva il telefonino davanti alla faccia dicendole 'guarda! guarda! chi proteggevi!'. "C’erano altri poliziotti dietro di me - ha proseguito - non ho visto all’inizio chi mi aveva dato gli scappellotti, poi mi sono girata e ho visto che era sempre la poliziotta con i capelli scuri".

Amanda ha riferito in aula che la polizia era "presa da questo messaggio trovato sul cellulare". "Loro dicevano che avevo incontrato una persona - ha proseguito -. Poi mi hanno mostrato il messaggio e mi hanno detto: sei sicura di non aver incontrato proprio questa persona? Avevo così paura ed ero così impressionata che a un certo punto ho detto: cavolo forse hanno ragione loro, forse ho dimenticato".

"Qualche volta ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita", ha detto rispondendo alle domande del legale della famiglia di Meredith Kercher, l’avvocato Francesco Maresca.

Amanda ha ricordato che conosceva la studentessa inglese da circa un mese e di essere rimasta "choccatissima" dopo la tragedia. "Qualche volta mi sembra che non può essere reale quello che è accaduto", ha detto la Knox. Rispondendo alla domanda di Maresca che le ha chiesto perchè in Questura avesse tenuto determinati atteggiamenti e avesse fatto ‘la ruota' la studentessa di Seattle ha replicato affermando che "ognuno affronta una tragedia a modo suo".

"Sono abituata a cercare la normalità in situazioni di difficoltà - ha detto Amanda -. È un modo per sentirmi sicura. Mi sentivo molto impaurita. I miei comportamenti lo so, possono sembrare spensierati... ma io sono così".
Agenzia AGI


[Quotidiano] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:49 am   Post subject: [Corriere della Sera] 13 June 2009   

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Il commento
Né acqua e sapone né mantide
Processiamo la vera Amanda
Amanda Knox continua a tenere desta l’attenzione dei media. Non tanto per le sue affermazioni sul trat¬tamento ricevuto dalla polizia (picchiata e offesa?) o per le pesanti accuse che il New York Times rivolge al pm Giuliano Migni¬ni (colpevole, tra l’altro, di aver lasciato trapelare dettagli scabrosi sulla vita ses¬suale di Amanda), quanto piuttosto per la sua impossibilità di essere normale. Dal giorno dell’arresto, la sua vita si è come sdoppiata.
Da una parte, la studen¬tessa americana finita in prigione perché Meredith, l’amica inglese, è stata uccisa in un modo orrendo nell’appartamento che condivideva con lei. Amanda è indagata insieme al fidanzato Raffaele Sollecito. E i suoi giorni in carcere devono essere i gior¬ni di una ventenne, lontana da casa e dai suoi parenti, oppressa dall’incubo di aver bruciato per sempre la propria vita.
Dall’altra, Amanda è ormai un’eroina mediatica, l’ospite virtuale di tanti salotti tv: l’orrore per l’omicidio di Meredith e il piacere del suo volto innocente si combi¬nano in un’impressione unica e la sua bel¬lezza è tanto più ammirata quanto più do¬lente appare. I media spiano ogni suo mo¬vimento, ogni suo tratto, ogni suo sospiro e l’universo della Rete le fa eco, in un gio¬co quasi perverso. Non è la disputa in tri¬bunale che interessa, ma la conflittualità cui è sottoposta la sua immagine. Se la ragazza si presenta in aula con una camicetta bianca e i capelli raccolti a coda esultano gli «innocentisti» perché quel look acqua e sapone è lì a testimonia¬re la sua innocenza, il suo candore. Se la ragazza si presenta con un filo di trucco e lancia sguardi d’intesa a Raffaele esultano invece i «colpevolisti» che vedono in lei la mantide, la dark angel, la depravata che attira nella sua rete ingenui spasimanti.
Eppure, di fronte ai media, che non ces¬sano di chiedersi, con le più ammiccanti seduzioni retoriche, se Amanda sia l’algi¬da fidanzatina abbracciata a Sollecito in cerca di protezione, tra tute bianche del Ris sulla scena del crimine e cronisti ficca¬naso, oppure «un vulcano dalla cima inne¬vata » che conduce freddamente un maca¬bro gioco, c’è pur sempre una ragazza in carne e ossa, forse né angelo né demone. La sola Amanda di cui la Giustizia deve oc¬cuparsi.

Aldo Grasso
13 giugno 2009


[Corriere] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:50 am   Post subject: [Libero] 13 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: AMANDA RISPONDE A PM, 'NON MI HANNO DETTO E' STATO PATRICK'

(Adnkronos) - ''Non mi hanno detto e' stato lui, Perugia, 13 giu. - ma che sapevano che avevo incontrato'' Patrick Lumumba. Lo ha detto, rispondendo alle domande dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi davanti alla Corte d'Assise di Perugia, Amanda Knox, imputata insieme a Raffaele Sollecito nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher, la ragazza inglese uccisa la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007, nel casolare di via della Pergola a Perugia.
Amanda, capelli raccolti in una coda, in maglietta e jeans, ha ricordato l'interrogatorio del 5 novembre 2007, quando aveva parlato di Patrick Lumumba, precisando che il suo nome venne fuori dopo che la polizia aveva visto sul suo cellulare un messaggio inviato a Lumumba per lavoro.
''Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perche' ero una stupida bugiarda, o perche' non ricordavo - ha continuato - Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Poi loro hanno cominciato a ricostruire''. (segue)


[Libero] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:51 am   Post subject: [TGCOM] 13 June 2009   

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Amanda: "Agenti volevano un nome"
Mez, ricostruito primo interrogatorio
"Loro volevano un nome e dicevano che io sapevo ma non volevo parlare. Non mi hanno detto che era stato Patrick Lumumba ma dicevano che sapevano che lo avevo incontrato". Amanda Knox torna a ricostruire in aula la notte dell'omicidio di Meredith Kercher, nella quale, secondo la sua versione, venne interrogata con modi bruschi dai poliziotti. "Quindi ho fatto il nome di Patrick e ho iniziato a piangere", ha spiegato la ragazza al pm.


[TGCOM] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:53 am   Post subject: [AGI] 13 June 2009   

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MEREDITH: IN AULA IL CONTROESAME DI AMANDA

(AGI) - Perugia, 13 giu. - seconda parte dell'esame di Amanda Knox, la studentessa di Seattle processata davanti alla Corte d'Assise di Perugia, insieme a Raffaele Sollecito, per l'omicidio di Meredith Kercher. Un paio di jeans, una maglietta a maniche corte di colore chiaro e un fermaglio che le raccoglie i capelli, la giovane imputata ha fatto il suo ingresso nell'Aula degli Affreschi, scortata come sempre dagli agenti della polizia penitenziaria. Il suo esame e' iniziato con le domande del pubblico ministero Giuliano Mignini.

[AGI] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:55 am   Post subject: [ANSA] 13 June 2009   

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» 2009-06-13 13:31
Amanda, scioccatissima da morte Mez
E su Lumumba dice, volevano un nome, il nome dell'assassino




(ANSA) - PERUGIA, 13 GIU - 'Ricordo Meredith, ma sto anche pensando di andare avanti con la mia vita': ha detto Amanda Knox rispondendo all'avvocato di parte civile. La giovane si e' detta 'scioccatissima' per la morte di Mez. 'Non so cosa pensare'.E riguardo a Lumumba, di cui fece il nome davanti alla polizia: 'Volevano un nome - ha detto - in relazione a chi ha fatto il delitto. Dicevano che io sapevo'. Amanda ha detto che il nome di Patrick emerse dopo che la polizia aveva trovato un messaggio sul suo telefono.

[ANSA] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 11:58 am   Post subject: [RAI News] 13 June 2009   

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L'omicidio di Meredith Kercher
Amanda: volevano un nome a tutti i costi
E' una Amanda che appare un po' piu' nervosa rispetto a ieri quella che sta rispondendo oggi alle domande del pubblico ministero Giuliano Mignini che ha chiesto alla studentessa di Seattle di ricostruire passo dopo passo le fasi dell'interrogatorio in questura, da chi e come le sarebbe stato suggerito il nome di Patrick e chi le avrebbe fatto pressioni o picchiata.




Inserire didascalia


Perugia, 13-06-2009
Amanda Knox torna a ricostruire ancora una volta in aula la notte tra il cinque e
il sei novembre 2007, la stessa in cui venne interrogata dai poliziotti in questura e indico' Patrick Lumumba come l'autore dell'omicidio di Meredith Kercher. E' una Amanda che appare un po' piu' nervosa rispetto a ieri quella che sta rispondendo oggi alle domande del pubblico ministero Giuliano Mignini che ha chiesto alla studentessa di Seattle di ricostruire passo dopo passo le fasi dell'interrogatorio in questura, da chi e come le sarebbe stato suggerito il nome di Patrick e chi le avrebbe fatto pressioni o picchiata.
Amanda ha ricordato che il nome di Patrick venne fuori una volta trovato sul telefono cellulare della ragazza l'sms inviato all'allora datore di lavoro. "Mi chiedevano di ricordare gli orari di quello che avevo fatto la sera del primo novembre - ha ricordato Amanda -. Poi c'e' stato un crescendo del dibattimento. Mi dicevano che non erano convinti di me perche' riuscivo a ricordare alcune cose e non altre. 'Se non stai dicendo la verita' andremo davanti a un giudice e finirai in carcere per 30 anni perche'
sei una bugiarda mi dicevano. Ricordo l'interprete vicino a me che continuava a ripetermi: forse non ricordi, forse non ricordi...".

La Knox ha quindi ricordato che la persona che conduceva l'interrogatorio in questura la sera del 5 novembre era una poliziotta con i capelli lunghi e scuri e che un uomo le metteva il telefonino davanti alla faccia dicendole "guarda! guarda! chi proteggevi!". "C'erano altri poliziotti dietro di me - ha proseguito - non ho visto all'inizio chi mi aveva dato gli scappellotti, poi mi sono girata e ho visto che era sempre la poliziotta con i capelli scuri". Amanda ha riferito in aula che la polizia era "presa da questo messaggio trovato sul cellulare". "Loro dicevano che avevo incontrato una persona - ha proseguito -. Poi mi hanno mostrato il messaggio e mi hanno detto: sei sicura di non aver incontrato proprio questa persona? Avevo cosi' paura ed ero cosi' impressionata che a un certo punto ho detto: cavolo forse hanno ragione loro, forse ho dimenticato".


[RAI News] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:00 pm   Post subject: [Tempo] 13 June 2009   

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il criminologo Francesco Bruno
"Amanda Knox è innocente,
l'hanno portata a mentire"
L'esperto: "Non è stata picchiata, ma hanno ottenuto ciò che volevano. Lei e Raffaele sono innocenti erano al momento sbagliato nel posto sbagliato. Fosse stata brutta era già fuori."

Il professor Francesco Bruno è tra i più esperti crimilogi in Italia ed è convinto che Amanda Knox sia innocente. «Trattandosi di una bella donna ha attirato le fantasie e le curiosità delle persone. Fosse stata brutta era già fuori».
Professor Bruno, come giudica le accuse della Knox alla polizia?
«Intanto iniziamo col precisare che secondo la mia personale opinione Amanda e Raffaele sono innocenti. Scontano il fatto di essersi trovati al momento sbagliato nel posto sbagliato. Così sono rientrati in una ricostruzione fantasiosa del delitto, che all'inizio ci poteva anche stare ma che alla fine ha perso sempre più peso».
Secondo lei la polizia ha spinto la ragazza a dire cose che non voleva?
«Vede, come si è arrivati alle ammissioni di queste due persone che sono in galera da un anno? Con un interrogatorio serrato della polizia, sono abbastanza sicuro. Secondo me hanno spinto troppo e Amanda per uscire fuori da una situazione di pressione, ha sostenuto la tesi della polizia autocolpevolizzandosi. Gli investigatori volevano questo e l'hanno ottenuto».
Quindi lei dà ragione alla Knox?
«Non credo assolutamente che la polizia possa aver utilizzato metodi violenti, ma di sicuro c'è stata una pressione psicologica sui ragazzi che, ricordiamo, sono sia piccoli e deboli che ingenui».
Non è la prima volta che Amanda ritratta le sue dichiarazioni.
«Sì ma sempre per lo stesso motivo. In certi momenti si può dichiarare tutto e il contrario di tutto».
Sotto stress è più facile mentire o dire la verità?
«Sicuramente è più facile mentire, abbiamo abolito le torture anche per questo».
Amanda che ragazza è?
«Tipica giovane spensierata della sua età che però viene da un'altra cultura. Come tutti i giovani studenti fuori sede è un po' imprudente. Ma nessuna corte al mondo la potrebbe condannare».



[Tempo] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:02 pm   Post subject: Re: Italian newspaper reports on the case 28 Feb 2009-   

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Il pm controesamina l'imputata a Perugia per l'omicidio di Meredith
"Sono scioccatissima dopo la tragedia, ma volevano un nome a tutt i costi"
Amanda: "Ricordo Mez
ma devo andare avanti"




Amanda Knox



PERUGIA - "Qualche volta ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita". Amanda Knox risponde alle domande del legale della famiglia Kercher. E' la seconda giornata in Assise del processo per l'omicidio di Perugia. "La conoscevo da un mese - ha detto Amanda - sono rimasta scioccatissima dopo la tragedia. Qualche volta mi sembra che non può essere reale quello che è accaduto. Posso sembrare spensierata, ma io sono così".

In aula con una maglietta chiara e jeans, i capelli raccolti in una coda con un mollettone rosa, appare più nervosa rispetto a ieri. Ricorda ancora l'interrogatorio del 5 novembre 2007, quando parlò di Patrick Lumumba. Il nome del musicista congolese - poi scagionato - era venuto fuori dopo che la polizia aveva visto sul cellulare della studentessa americana un messaggio inviato a Lumumba.

"Gli agenti volevano un nome e dicevano che io sapevo, ma non volevo parlare perchè ero una stupida bugiarda o perchè non ricordavo. Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e ad immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione".

"Mi dicevano che non erano convinti di me perchè riuscivo a ricordare alcune cose e non altre. Se non stai dicendo la verità andremo davanti a un giudice e finirai in carcere per 30 anni perchè sei una bugiarda mi dicevano. Poi un'agente donna che era alle mie spalle mi ha colpito alla nuca"

Gelido il comportamento del pm Giuliano Mignini, ieri accusato dall'imputata di suggerirle le risposte. "Ricorda il nome dell'agente che l'avrebbe colpita?", ha chiesto il magistrato. "No, non lo so".

(13 giugno 2009)




[Repubblica] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:04 pm   Post subject: [Giornale] 13 June 2009   

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La versione di Amanda: «Io picchiata e offesa»
di Stefano Zurlo




Arriva in aula vestita di bianco, ma non è una colomba di pace. Amanda Knox deve uscire in qualche modo dal labirinto delle confessioni, ritrattazioni, calunnie sulla morte di Meredith. E allora la ragazza americana, che rischia una condanna pesantissima per il delitto di Perugia, gioca pesante puntando il dito contro la polizia e il pubblico ministero: «Tutto ciò che ho detto l’ho fatto perché messa sotto pressione: le dichiarazioni sono state prese contro la mia volontà. Ho detto ciò che ha suggerito il Pm». Di più: «La polizia mi ha picchiato due volte per farmi dire un nome che però io non potevo dire, perché non sapevo».
Le botte. Le urla. Lo spaesamento. L’apparato investigativo che vuole inchiodare per forza un colpevole, ormai è un classico che si ripete e diffonde da una città all’altra, da un processo all’altro. Qualcosa del genere era già emerso con i romeni accusati dello stupro alla Caffarella. Ora lo schema si ripete, preceduto, va detto, da una robusta campagna stampa ad alzo zero dei media americani contro il Pm Giuliano Mignini. Il commentatore della Cbs Peter Van Sant ha introdotto il suo servizio su Perugia con queste parole pesantissime: «Non appena avrete finito di seguire il programma vi verrà voglia di mandare l’Ottantaduesima divisione aerotrasportata in Italia per tirare fuori la ragazza dalla prigione». E il premio Pulitzer Timothy Egan è andato giù pesante sul New York Times sotto un titolo eloquente: «Un’innocente all’estero».
In questo clima, Amanda prende la parola per la prima volta dopo il rinvio a giudizio. E subito contrattacca, addebitando tutto quel che ha detto e fatto a magistratura e forze dell’ordine: si torna alla notte fra il 5 e il 6 novembre 2007, pochi giorni dopo il delitto. Amanda è in questura e lì fa il nome di Patrick Lumumba, il musicista congolese che in realtà con questa storia non c’entra niente. Perché Amanda ha messo la polizia su una falsa pista?
Lei parte dallo scambio di sms con Patrick: «Quando ha visto il messaggio sul mio cellulare, la polizia è diventata molto dura con me. Per ore, ore, mi hanno chiamato stupida bugiarda e mi dicevano che stavo cercando di proteggere qualcuno. Mi hanno picchiato due volte per farmi dire un nome che però io non potevo dire, perché non sapevo». Che vuol dire picchiata? «Una poliziotta a pugno chiuso mi ha battuto sulla nuca due volte di seguito». E mima il gesto.
È andata davvero così? «Io continuavo a ripetere che non c’entravo nulla con l’omicidio e che ero restata tutta la sera a casa di Raffaele. Loro continuavano a insistere dicendo che avevo lasciato l’appartamento per un certo tempo per vedere qualcuno. Mi continuavano a ripetere di ricordare».
Non se ne esce. La versione di Amanda non sarebbe farina del suo sacco: lei seguì i «suggerimenti» del Pm e le urla della polizia. «In carcere - conclude - sono stata male perché mi rendevo conto che Lumumba era in cella per colpa mia, anche se non aveva nulla a che fare con questa storia».
Pronuncia qualche frase in inglese, Amanda. Poi vira verso l’italiano, padroneggiato discretamente, e descrive il feeling che era scattato con Raffaele: «Io mi sentivo subito in intimità con Raffaele. Mi confidavo con lui». Raffaele Sollecito ascolta e invia bigliettini ai suoi avvocati. In uno di questi scrive: «È vero, è stato amore a prima vista». Il suo avvocato Luca Maori è più pratico: «È stato un ottimo interrogatorio». E l’altro legale, Giulia Bongiorno, rincara la dose: «Considero l’interrogatorio di Amanda un documento della sua innocenza». Oggi la ragazza di Seattle andrà avanti, ma ad ascoltarla ci sarà anche il Pm Mignini.

[Giornale] 13 June 2009
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sabato 13 giugno 2009 13.41
Cronaca

Processo Kercher: Oggi Amanda Knox interrogata dal pm

09.46: Riflettori puntati ancora su Amanda Knox al processo di Perugia per il delitto di Meredith Kercher. L'americana, imputata dell'omicidio insieme a Raffaele Sollecito, oggi sarà interrogata dall'accusa: "Nell'interrogatorio di 2 anni fa ho detto ciò che mi suggeriva il pm e la polizia mi ha picchiato e insultato", ha detto ieri l'americana.


[Audio News] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:07 pm   Post subject: [Voce] 13 June 2009   

Quote:

L'imputata risponde alle domande dei pubblici ministeri
Riprende l'interrogatorio ad Amanda Knox
Ieri aveva rivelato di aver ricevuto pressioni dalla polizia per raccontare il falso




Perugia - Dopo le importanti rivelazioni di ieri e l'accusa di pressioni ricevute da parte della polizia, è ripreso in Corte d'Assise a Perugia, l'interrogatorio ad Amanda Knox, imputata nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher. La giovane americana, presentatasi in aula con una maglietta chiara e un paio di jeans e con i capelli raccolti in una coda con un fermaglio rosa, sta rispondendo alle domande dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi.

[Voce] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:28 pm   Post subject: Italian reporting on reaction   

Cross-linguistic/reporting:

Overseas press
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Screen images of web pages for:

  • SKY: Knox evidence begins
  • Newsweek: Barbie Nadeau, When Knox finally talks
  • The Sun: Nick Pisa, Knoxy gets her day in court
  • CBS News: The Early Show: Amanda has "nothing to hide"
  • Seattle PI: (a blog?), Amanda, father make the morning shows
  • The Guardian: James Stuick (?), Amanda Knox due to give evidence in Meredith Kercher murder case
  • CNN: Maria Mattola (??), "Foxy Knoxy" testifies in Italian murder case
  • Mail: Nick Pisa, Amanda Knox takes to the stand as she testifies for first time in Meredith Kercher murder trial
  • The Times: Richard Owen, Italian police hit me during questioning, says Amanda Knox on witness stand
  • The Independent: Rosa Silverman and Katie Hodge, Amanda Knox "pressured by police to implicate bar owner"
  • BBC News: Kercher accused "under pressure"


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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:29 pm   Post subject: [Quotidiano] 13 June 2009   

Quote:


DELITTO DI PERUGIA
Amanda accusa ancora la polizia
Lumumba: "Lei mente anche stavolta"
La studentessa americana in aula prosegue il suo lungo interrogatorio e al pm spiega perché fece il nome di Patrick Lumumba quale autore dell’omicidio di Meredith Kercher

Perugia, 13 giugno 2009 - Si tornerà in aula venerdì prossimo con la testimonianza di Edda Mellas, la madre di Amanda Knox, per il processo in corso davanti alla Corte di Assise di Perugia che vede imputati la studentessa di Seattle e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher.
L’udienza di oggi, una volta concluso l’esame di Amanda, è proseguita con la testimonianza di un amico americano della giovane. «Io e Amanda ci siamo conosciuti perchè studiavamo insieme all’università di Washington - ha detto il ragazzo parlando davanti alla Corte - posso dire che è la mia migliore amica, ci teneva tanto a fare questa avventura in Italia, tanto che, prima di partire, a svolto anche tre lavori in America».
LA RICOSTRUZIONE DI AMANDA
"Loro volevano un nome e dicevano che io sapevo ma non volevo parlare. Non mi hanno detto che era stato lui (Patrick Lumumba, ndr) ma dicevano che sapevano che lo avevo incontrato. Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perchè ero una stupida bugiarda, o perchè non ricordavo.
Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, Piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Allora loro hanno cominciato a ricostruire".

Amanda Knox torna a ricostruire ancora una volta in aula la notte tra il cinque e il sei novembre 2007, la stessa in cui venne interrogata dai poliziotti in questura e indicò Patrick Lumumba come l’autore dell’omicidio di Meredith Kercher. È una Amanda che appare un po' più nervosa rispetto a ieri quella che sta rispondendo oggi alle domande del pubblico ministero Giuliano Mignini che ha chiesto alla studentessa di Seattle di ricostruire passo dopo passo le fasi dell’interrogatorio in questura, da chi e come le sarebbe stato suggerito il nome di Patrick e chi le avrebbe fatto pressioni o picchiata.

Amanda ha ricordato che il nome di Patrick venne fuori una volta trovato sul telefono cellulare della ragazza l’sms inviato all’allora datore di lavoro. "Mi chiedevano di ricordare gli orari di quello che avevo fatto la sera del primo novembre - ha ricordato Amanda -. Poi c’è stato un crescendo del dibattimento. Mi dicevano che non erano convinti di me perchè riuscivo a ricordare alcune cose e non altre. ‘Se non stai dicendo la verità andremo davanti a un giudice e finirai in carcere per 30 anni perchè sei una bugiarda mi dicevano. Ricordo l’interprete vicino a me che continuava a ripetermi: forse non ricordi, forse non ricordi...".

La Knox ha quindi ricordato che la persona che conduceva l’interrogatorio in questura la sera del 5 novembre era una poliziotta con i capelli lunghi e scuri e che un uomo le metteva il telefonino davanti alla faccia dicendole 'guarda! guarda! chi proteggevi!'. "C’erano altri poliziotti dietro di me - ha proseguito - non ho visto all’inizio chi mi aveva dato gli scappellotti, poi mi sono girata e ho visto che era sempre la poliziotta con i capelli scuri".

Amanda ha riferito in aula che la polizia era "presa da questo messaggio trovato sul cellulare". "Loro dicevano che avevo incontrato una persona - ha proseguito -. Poi mi hanno mostrato il messaggio e mi hanno detto: sei sicura di non aver incontrato proprio questa persona? Avevo così paura ed ero così impressionata che a un certo punto ho detto: cavolo forse hanno ragione loro, forse ho dimenticato".

"Qualche volta ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita", ha detto rispondendo alle domande del legale della famiglia di Meredith Kercher, l’avvocato Francesco Maresca.

Amanda ha ricordato che conosceva la studentessa inglese da circa un mese e di essere rimasta "choccatissima" dopo la tragedia. "Qualche volta mi sembra che non può essere reale quello che è accaduto", ha detto la Knox. Rispondendo alla domanda di Maresca che le ha chiesto perchè in Questura avesse tenuto determinati atteggiamenti e avesse fatto ‘la ruota' la studentessa di Seattle ha replicato affermando che "ognuno affronta una tragedia a modo suo".

"Sono abituata a cercare la normalità in situazioni di difficoltà - ha detto Amanda -. È un modo per sentirmi sicura. Mi sentivo molto impaurita. I miei comportamenti lo so, possono sembrare spensierati... ma io sono così".
PATRICK LUMUMBA
«Ho passato tanto tempo, ore e ore, a dire agli inquirenti che Amanda mentiva ma hanno dovuto impiegare più di mezzo anno per credermi. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta». Questo il commento di Patrick Lumumba, finito in carcere a causa delle accuse di Amanda Knox e poi tornato in libertà e completamente scagionato, al termine dell’esame in aula di oggi della studentessa americana.
«Ci vuole giustizia - ha proseguito Patrick - perchè non si deve giocare così. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica, e non si può mettere tutto in dubbio perchè una vuole continuare a fare l’attrice».

«Mi sembra ampiamente provata la calunnia che Amanda ha posto in essere nei confronti di Patrick - ha detto il legale di Lumumba, l’avvocato Carlo Pacelli - ci sono dati, elementi e fatti che soltanto chi si trovava in via della Pergola poteva conoscere. Delle urla di Meredith, per esempio, la polizia è venuta a conoscenza solo dopo molto tempo rispetto a quando l’omicidio è avvenuto. Come faceva Amanda a sapere che la povera Meredith prima di essere uccisa aveva urlato? È uno dei tanti elementi che solo chi era in via della Pergola poteva conoscere».
Agenzia AGI


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[ MP3 ] Amanda1 6.9 MB
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[ MP3 ] Amanda8 6.9 MB


[Quotidiano] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:31 pm   Post subject: [Fondazione] 15 June 2009   

Quote:

Delitto di Perugia, dopo omicidio Amanda telefonò a Meredith

lunedì, 15 giugno 2009

15 giugno 2009 - Dopo avere trovato aperta la porta d'ingresso della casa di via della Pergola, Amanda Knox chiamò alle 12.07 e alle 12.08 i telefoni cellulari di Meredith Kercher senza ricevere risposta mentre la telefonata alla madre, nel cuore della notte di Seattle, risulta alle 12.47 e non a ridosso di mezzogiorno del 2 novembre del 2007, come era emerso nel corso dell'interrogatorio della giovane americana. Lo hanno rilevato i difensori di Raffaele Sollecito - gli avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno - che hanno ricostruito gli orari esaminando i tabulati telefonici. A loro avviso la circostanza conferma ulteriormente la ricostruzione fornita dalla Knox che nell'interrogatorio aveva sostenuto di non ricordare la telefonata alla madre. I due ex fidanzati si proclamano estranei al delitto e la giovane americana ha confermato davanti alla Corte di Perugia di avere trascorso con Sollecito a casa di quest'ultimo la notte dell'omicidio. Nessun commento da parte della difesa della Knox che intende comunque approfondire questo aspetto nel corso della deposizione della madre di Amanda, Edda Mellas, in programma venerdì prossimo. In ambienti investigativi si sottolinea che la Knox chiamò la madre prima della scoperta del corpo di Mez e dai successivi accertamenti emerse che la donna si mostrò sorpresa per essere stata chiamata in quel momento. Lo si apprende dall'Ansa.
Last Updated ( lunedì, 15 giugno 2009 )




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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:35 pm   Post subject: [Stampa] 14 June 2009   

Quote:

4/6/2009 (8:15) - IL PROCESSO DI PERUGIA
Tutti i passi falsi di Amanda




Il pm la incalza in aula:
sa troppe cose sull'omicidio
ALESSANDRA CRISTOFANI
PERUGIA
Sa troppo, Amanda Knox. Sa anche quello che non dovrebbe sapere. Sa che Meredith ha urlato, la notte in cui è stata uccisa, e che la sua morte è stata lunga e dolorosa. Conosce dettagli e circostanze, tempi e modi. E sono proprio la sua sicurezza, l'ostentata padronanza delle cose, il numero e il genere di informazioni che si è lasciata sfuggire, a non convincere gli inquirenti. Quando, ieri mattina, il pm Giuliano Mignini, nel controinterrogatorio le chiede di spiegare come facesse a sapere della lunga agonia di Mez, l'ingranaggio s’inceppa. E l'esibita tranquillità dei giorni scorsi mostra qualche segno di cedimento. Ma non capitola, Amanda. Ribatte: «Le ragazze speravano che Meredith fosse almeno morta in fretta. Io, ancora sorpresa per la brutalità dell'omicidio e per com’era avvenuto, immaginai l'esatto contrario. E' per questo che dissi che la sua morte era stata lunga. Una cosa terribile». L’incalza, il pm, chiedendole di spiegare ancora, di più e meglio, del modo in cui ha saputo della posizione in cui è stato ritrovato il corpo di Meredith, un particolare che solo chi l’aveva visto poteva conoscere.

Va giù duro, Giuliano Mignini, il sostituto procuratore contro cui si è scagliato il New York Times: «Raffaele Sollecito le disse d'aver visto il corpo nell'armadio, coperto con un lenzuolo, e l'unica cosa che si vedeva era un piede. Ecco, se lei non ha visto la stanza, come faceva a fare questa affermazione?». Amanda nega: «Non ho mai detto che ho visto il corpo di Meredith dentro l'armadio, ho detto che ho sentito in giro che c'era questo corpo dentro l'armadio, che Meredith era coperta, che le usciva un piede».

Parla in italiano
È teatrale, Amanda. Parla in italiano, gesticola, si porta le mani alle tempie, poi le muove davanti a sé, i palmi rivolti verso l'alto. Mentre parla nell’aula la tensione sale. Tanto che il presidente Giancarlo Massei deve più volte richiamare le parti, minacciando di sospendere l'udienza. Quanto alle intimidazioni e alle violenze subite in questura l’americana non fa marcia indietro: «Loro volevano un nome e dicevano che io sapevo ma non volevo parlare». E aggiunge, a mo' di rettifica: «Non è che mi hanno detto che era stato Patrick ma che sapevano che l’avevo incontrato». Della poliziotta che col pugno chiuso l'avrebbe colpita due volte sulla nuca ricorda i capelli scuri e lunghi ma non sa come si chiama. Stavolta il nome non lo fa.

Chiamata a raccontare la mattina del 2 novembre, non cambia una virgola, ripropone il solito canovaccio: «Da casa di Raffaele mi sono recata in via della Pergola per farmi una doccia e ho trovato tracce di sangue in casa e in bagno. Mi sono fatta la doccia e poi a piedi nudi sono tornata in camera mia. Non ho guardato l'orologio». Poi, a colazione, racconta tutto a Raffaele. Insieme vanno in via della Pergola, entrano in casa e si accorgono che c'è una finestra rotta in una delle camere delle coinquiline italiane. Sollecito telefona alla sorella che li esorta a chiamare la polizia. Sull'atteggiamento tenuto in procura, quando fece la ruota sul pavimento, apparso troppo disinvolto, spende l'unico argomento possibile: «Ognuno affronta una tragedia a modo suo». E ancora: «Sono abituata a cercare la normalità, nelle situazioni di difficoltà, un modo per sentirmi sicura». Di Meredith, l'amica, parla poco. Si dice choccata ma all'avvocato di parte civile ribatte: «Ricordo Meredith ma sto anche pensando di andare avanti con la mia vita».


[Stampa] 14 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:36 pm   Post subject: [Stampa] 16 June 2009   

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16/6/2009 (7:32) - LO SCRITTORE AMERICANO IN ITALIA
"Un legal-thriller su Amanda"


Grisham: sono innocentista ma voglio capirne di più
MARIA CORBI
ROMA
Dovevamo parlare del suo ultimo legal-thriller siamo finiti a parlare di Amanda Knox. «Mi piacerebbe scrivere un libro su questa vicenda», dice John Grisham in Italia per il lancio del suo ultimo libro, «Il ricatto». «Negli Stati Uniti la seguiamo molto, ha attirato la mia attenzione, vorrei capirne di più. E se scriverò il libro verrò spesso in Italia, a Perugia per raccogliere materiale».

Colpevolista o innocentista?
«Tendenzialmente innocentista, per me è difficile credere che sia stata lei, anche se capisco che ci sono molte prove a suo carico. E che appaia una ragazzina stupida. Ma quando finisce il processo? Sembra interminabile...»

In Italia i tempi della giustizia sono più lunghi che da voi...
«Me ne sono accorto e anche per questo mi piacerebbe ambientare un libro da voi per paragonare i due sistemi».

E del sistema politico italiano sa qualcosa?
«Impossibile ignorare Berlusconi le pare? Ma ho capito che la politica è troppo complicata anche per poterci scrivere un giallo. Ma ok, adesso parliamo di ”The Associate”».

Ancora un legal thriller con i grandi studi legali sotto accusa. Ma sono veramente così ambigui e pericolosi questi studi legali a cinque stelle?
«Sono luoghi pieni di intrighi, duri, dove vige la legge della competizione, sicuramente posti molto sgradevoli dove lavorare».

Ma suo figlio si è appena laureato in legge e vuole fare l’avvocato. Le sue continue accuse a quelli che potrebbero essere i suoi datori di lavori non lo aiutano nella ricerca di un posto immagino...
«Immagina bene. Infatti ancora non ha un lavoro».

Ancora un legal thriller ancora un film.
«Sì, i diritti sono stati venduti e il protagonista del libro il giovane avvocato Kyle sarà interpretato da Shia LaBeouf. Stanno finendo la sceneggiatura».

Lo ha scelto lei?
«No».

Molti suoi colleghi cedono alla tentazione di scrivere delle saghe con sempre gli stessi eroi. Lei mai. Perché?
«E’ capitato che mi sia stato suggerito di scrivere un seguito, come per “Il Socio” o “Il rapporto Pelikan”, ma non ho mai preso in seria considerazione queste pressioni, anche se mai dire mai. Penso a un seguito per il mio primo libro, «Il Tempo di uccidere», che è sicuramente quello che contiene più elementi autobiografici. Ero molto simile a quel giovane avvocato, Jake, solo meno attraente».

Ma ancora non ha scritto la seconda puntata...
«Io sono convinto che sia bene lasciare il lettore con la voglia di saperne di più e in tutti i fili dei miei libri lascio qualche filo di trama appeso...».

Sadico...
«No, strategico. E poi c’è anche il fatto che ho tante storie nuove in testa che voglio scrivere. A novembre uscirà un libro con i miei racconti e nel novembre del 2010 un altro legal thriller».

Poi c’è Amanda...
«Poi c’è Amanda».

Ci sono stati 9 film sceneggiati dai suoi libri. E’ soddisfatto di tutti?
«No. “The Chamber” è stato un pessimo film e per fortuna poca gente lo ha visto».

Il preferito?
«Sono stato fortunato con Hollywood. Ma il mio preferito è sicuramente «The Rainmaker» («L’uomo della pioggia») di Francis Ford Coppola. Solo che è andato in sala una settimana prima di “Titanic” ed è “affondato”».

Se farà il libro su Amanda avremo una protagonista. In molti le contestano una certa avarizia nel tratteggiare caratteri femminili. Non le piacciono le eroine o le cattive ragazze?
«Anche mia moglie la pensa così, la verità è semplice: io non riesco a capire come pensano le donne, non arrivo alla loro logica e mi è difficile quindi mettermi nei loro panni. Così finisce che i miei caratteri femminili non funzionano». Nessuno è perfetto.


[Stampa] 16 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:39 pm   Post subject: [Messaggero] 14 June 2009   

Quote:

La giallista Leosini: «Amanda, versioni diverse, c’è il sospetto che stia mentendo»/ di Cristiana Mangani

di Cristiana Mangani
ROMA (14 giugno) - Amanda Knox sarebbe un personaggio perfetto per le sue “Storie maledette”, il programma ideato e condotto dalla giornalista-giallista Franca Leosini. Con i suoi tanti umori, la personalità inquieta, la capacità di attirare l’attenzione dei media, la ragazza di Seattle sarebbe l’interlocutore perfetto di questa signora del giallo in tivù.

È stata Amanda a uccidere Meredith?
«Voglio fare una premessa che è d’obbligo: fino a prova contraria e al terzo grado di giudizio, tutti sono innocenti. Questa giovane americana, però, ha raccontato versioni molto diverse, ha dato più letture di una stessa circostanza. Non può non venire il sospetto che abbia mentito».
Eppure ripete di essere innocente.
«Tante verità non sono mai una verità. E allora viene da chiedersi, perché non ha mai nominato Rudy Guede? Perché prima ha detto che era nella casa del delitto e ha sentito le urla e poi ha ritrattato? Trovo sia sbagliato anticipare dei giudizi, ma questo comportamento lascia ampio spazio ai dubbi».
Amanda più vamp o faccia d’angelo?«Quello che rende fascinoso il suo personaggio è proprio questa doppia identità. Questa ragazza sembra avere un vissuto familiare non facile. Ha indubbiamente una personalità inquieta. Sono quasi certa però che non si sia trattato di un delitto premeditato».
È credibile il movente a sfondo sessuale sostenuto dalla procura?
«Credo che l’omicidio sia maturato in una situazione violenta circostanziale, forse all’interno di una vicenda sessuale che la povera Meredith rifiutava. Ma potrebbe essere anche frutto delle ostilità che c’erano tra le due giovani».
Se fosse nei giudici della Corte d’assise con quale stato d’animo prenderebbe la decisione?
«È un discorso molto difficile, non si può esprimere un giudizio su questo. La scena del delitto è stata più volte inquinata, non dai periti o dagli investigatori, ma da terze persone. Raffaele Sollecito, poi, come condannarlo? La storia del gancetto del reggiseno mi sembra molto fragile. Sono una garantista di fondo e, nel caso i giudici decidessero di assolverli, forse alla fine sarei d’accordo».
Nel dubbio pro reo?
«In una Corte d’assise ci sono dodici persone che interpretano una verità. È un fatto estremamente soggettivo, e non è detto che la verità sia quella».

[Messaggero] 14 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:43 pm   Post subject: [King5] 13 June 2009   

Quote:

KNOX'S FRIENDS GRADUATE WITHOUT HER
06:00 PM PDT ON SATURDAY, JUNE 13, 2009
By ERIC SCHUDISKE / KING 5 News


Video: Amanda Knox misses UW graduation
SEATTLE - Among the 4,100 graduates who attended University of Washington's commencement ceremony Saturday, some say one was missing.
Friends of Amanda Knox put on their caps and gowns, but say Knox should have been by their side.
Ben Parker and Alexandra McDougall have known Knox since their freshman year. They were both inside Husky Stadium for ceremonies, and they say Knox deserved to be there too.
“She would have loved to be here," McDougall said. "She deserves to be here.”

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Knox tells court Kercher was her friend
Defense Secretary Gates speaks at UW graduation


Knox's friends are preparing for life after college without one of their best friends.
“What is the politically correct way to say 'that sucks?'" Parker said. "I don't know.”
Parker is headed for the Marine Corps. He describes Amanda as his college confidant and a person he could always count on.
“The hardest part is it's not like she's on vacation right now," he said. "She's being held against her will in another country.”
Friends follow Knox's Italian trial for murder with a growing sense that Amanda will be back home soon.
“I have every ounce of confidence that it will work out in the end," Parker said.
“She's doing a great job of representing herself as a strong, sweet, kind girl," McDougall said. “She's feeling confident about the outcome of the trial, that she will be home in September."


AP
US murder suspect Amanda Knox
testifies during a hearing in the
Meredith Kercher murder trial,
in Perugia, Italy, Friday, June 12, 2009.



McDougall is on track to graduate in 2010.
She hopes Knox will be by her side in a cap-and-gown then.
“It's quite possible that if she comes back, she could graduate with me," McDougall said.
Friends say Knox is continuing University of Washington course work while in her Italian jail cell.


[King5] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:45 pm   Post subject: [Quotidiano] 13 June 2009   

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DELITTO DI PERUGIA
AMANDA ACCUSA ANCORA LA POLIZIA
LUMUMBA: "LEI MENTE ANCHE STAVOLTA"
La studentessa americana in aula prosegue il suo lungo interrogatorio e al pm spiega perché fece il nome di Patrick Lumumba quale autore dell’omicidio di Meredith Kercher

Perugia, 13 giugno 2009 - Si tornerà in aula venerdì prossimo con la testimonianza di Edda Mellas, la madre di Amanda Knox, per il processo in corso davanti alla Corte di Assise di Perugia che vede imputati la studentessa di Seattle e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher.
L’udienza di oggi, una volta concluso l’esame di Amanda, è proseguita con la testimonianza di un amico americano della giovane. «Io e Amanda ci siamo conosciuti perchè studiavamo insieme all’università di Washington - ha detto il ragazzo parlando davanti alla Corte - posso dire che è la mia migliore amica, ci teneva tanto a fare questa avventura in Italia, tanto che, prima di partire, a svolto anche tre lavori in America».
LA RICOSTRUZIONE DI AMANDA
"Loro volevano un nome e dicevano che io sapevo ma non volevo parlare. Non mi hanno detto che era stato lui (Patrick Lumumba, ndr) ma dicevano che sapevano che lo avevo incontrato. Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perchè ero una stupida bugiarda, o perchè non ricordavo.
Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, Piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Allora loro hanno cominciato a ricostruire".

Amanda Knox torna a ricostruire ancora una volta in aula la notte tra il cinque e il sei novembre 2007, la stessa in cui venne interrogata dai poliziotti in questura e indicò Patrick Lumumba come l’autore dell’omicidio di Meredith Kercher. È una Amanda che appare un po' più nervosa rispetto a ieri quella che sta rispondendo oggi alle domande del pubblico ministero Giuliano Mignini che ha chiesto alla studentessa di Seattle di ricostruire passo dopo passo le fasi dell’interrogatorio in questura, da chi e come le sarebbe stato suggerito il nome di Patrick e chi le avrebbe fatto pressioni o picchiata.

Amanda ha ricordato che il nome di Patrick venne fuori una volta trovato sul telefono cellulare della ragazza l’sms inviato all’allora datore di lavoro. "Mi chiedevano di ricordare gli orari di quello che avevo fatto la sera del primo novembre - ha ricordato Amanda -. Poi c’è stato un crescendo del dibattimento. Mi dicevano che non erano convinti di me perchè riuscivo a ricordare alcune cose e non altre. ‘Se non stai dicendo la verità andremo davanti a un giudice e finirai in carcere per 30 anni perchè sei una bugiarda mi dicevano. Ricordo l’interprete vicino a me che continuava a ripetermi: forse non ricordi, forse non ricordi...".

La Knox ha quindi ricordato che la persona che conduceva l’interrogatorio in questura la sera del 5 novembre era una poliziotta con i capelli lunghi e scuri e che un uomo le metteva il telefonino davanti alla faccia dicendole 'guarda! guarda! chi proteggevi!'. "C’erano altri poliziotti dietro di me - ha proseguito - non ho visto all’inizio chi mi aveva dato gli scappellotti, poi mi sono girata e ho visto che era sempre la poliziotta con i capelli scuri".

Amanda ha riferito in aula che la polizia era "presa da questo messaggio trovato sul cellulare". "Loro dicevano che avevo incontrato una persona - ha proseguito -. Poi mi hanno mostrato il messaggio e mi hanno detto: sei sicura di non aver incontrato proprio questa persona? Avevo così paura ed ero così impressionata che a un certo punto ho detto: cavolo forse hanno ragione loro, forse ho dimenticato".

"Qualche volta ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita", ha detto rispondendo alle domande del legale della famiglia di Meredith Kercher, l’avvocato Francesco Maresca.

Amanda ha ricordato che conosceva la studentessa inglese da circa un mese e di essere rimasta "choccatissima" dopo la tragedia. "Qualche volta mi sembra che non può essere reale quello che è accaduto", ha detto la Knox. Rispondendo alla domanda di Maresca che le ha chiesto perchè in Questura avesse tenuto determinati atteggiamenti e avesse fatto ‘la ruota' la studentessa di Seattle ha replicato affermando che "ognuno affronta una tragedia a modo suo".

"Sono abituata a cercare la normalità in situazioni di difficoltà - ha detto Amanda -. È un modo per sentirmi sicura. Mi sentivo molto impaurita. I miei comportamenti lo so, possono sembrare spensierati... ma io sono così".
PATRICK LUMUMBA
«Ho passato tanto tempo, ore e ore, a dire agli inquirenti che Amanda mentiva ma hanno dovuto impiegare più di mezzo anno per credermi. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta». Questo il commento di Patrick Lumumba, finito in carcere a causa delle accuse di Amanda Knox e poi tornato in libertà e completamente scagionato, al termine dell’esame in aula di oggi della studentessa americana.
«Ci vuole giustizia - ha proseguito Patrick - perchè non si deve giocare così. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica, e non si può mettere tutto in dubbio perchè una vuole continuare a fare l’attrice».

«Mi sembra ampiamente provata la calunnia che Amanda ha posto in essere nei confronti di Patrick - ha detto il legale di Lumumba, l’avvocato Carlo Pacelli - ci sono dati, elementi e fatti che soltanto chi si trovava in via della Pergola poteva conoscere. Delle urla di Meredith, per esempio, la polizia è venuta a conoscenza solo dopo molto tempo rispetto a quando l’omicidio è avvenuto. Come faceva Amanda a sapere che la povera Meredith prima di essere uccisa aveva urlato? È uno dei tanti elementi che solo chi era in via della Pergola poteva conoscere».
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:47 pm   Post subject: [Messaggero] 16 June 2009   

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Martedì 16 Giugno 2009

di ITALO CARMIGNANI
e VANNA UGOLINI

PERUGIA - L’eco delle parole di Amanda, il suo parlare intenso e preciso non si è ancora spento che subito ripartono le polemiche. C’è il giallo di una domanda e di una risposta che sembrava uno scivolone, un passo falso, due parole stonate in una fila di frasi messe in riga per allontanare l’incubo della parola ergastolo: non ricordo. Non ricordo aveva risposto Amanda alla domanda del pm Manuela Comodi: «Perchè aveva telefonata a sua madre, quando a Seattle era l’alba e lei aveva fatto appena la doccia?». Quella telefonata sembra, invece, che non sia mai esistita. O, almeno non a quell’ora. A sottolinearlo sono i difensori di Raffaele Sollecito, Luca Maori e Giulia Bongiorno. «Dopo avere trovato aperta la porta d'ingresso della casa di via della Pergola, Amanda Knox chiamò alle 12.07 e alle 12.08 i telefoni cellulari in uso a Meredith Kercher senza ricevere risposta mentre la telefonata alla madre, nel cuore della notte di Seattle, risulta alle 12.47 e non a ridosso di mezzogiorno del 2 novembre del 2007 come era emerso nel corso dell'interrogatorio della giovane americana». Quindi quando già era arrivata la polizia postale con i telefonini cellulari di Meredith e quando in casa era stato scoperto il presunto furto, con la camera di Filomena Romanelli messa a soqquadro e un vetro rotto. Qundi, una reazione compatibile con lo stato delle cose e non una chiamata ”strana”, in un orario in cui non ci sarebbe stato motivo di chiamare se non era successo niente di strano. I legali hanno ricostruito gli orari esaminando i tabulati telefonici. A loro avviso la circostanza «conferma ulteriormente la ricostruzione fornita dalla Knox che nell’interrogatorio aveva sostenuto di non ricordare la telefonata alla madre». L’avvocato di Amanda, Luciano Ghirga, si riserva di verificare la circostanza proprio venerdì prossimo, quando sul banco dei testimoni salirà Edda Mellas, la madre di Amanda. Questa domanda sarà comunque ”incrociata” anche con la traduzione di una intercettazione fatta in carcere tra Edda ed Amanda. Nella conversazione fra madre e figlia si parla delle tante telefonate da Amanda alla madre nei momenti successivi all’omicidio, anche se la frase non è chiara e sia l’accusa sia la difesa avranno margini per poter battagliare.

Se Amanda segna un altro punto a suo favore, l’avvocato Francesco Maresca, difensore insieme a Serena Perna, per la famiglia Kercher, sottolinea come «Amanda non ci abbia chiarito nessuno dei punti poco chiari che c’erano». «Abbiamo potuto vedere - ha detto ancora Maresca - la sua tranquillità e il blocco delle emozioni, almeno per me non prevedibile. Di fatto non ci sono molti elementi nuovi rispetto alle contestazioni di indagini. Probabilmente bisogna domandarsi se la vera Amanda Knox è quella che ha parlato nei giorni scorsi o quella delle indagini preliminari». L’avvocato Maresca fa riferimento alle parole di Amanda quando ha descritto di essere entrata in casa e aver scoperto che c’era qualcosa che non andava. «Una persona intelligente come lei avrebbe subito chiamato i carabinieri, non avrebbe aspettato due ore». Anche la sua spiegazione sulle macchie di sangue ritrovate non convince il legale della famiglia Kercher: «Sul tappetino c’è l’impronta di un piede insanguinata. Si vede a vista d’occhio che lo è, non assomiglia certo a una macchia di sangue caduta a terra. Quindi non capisco come possa dire di aver pensato che il sangue potesse essere una perdita mestruale. Fra l’altro lei stessa ha ammesso che le altre ragazze erano tutte molto ordinate e pulite mentre lei teneva in disordine le sue cose». E poi ci sono altri elementi che non convincono l’avvocato e la famiglia: «Perchè andare a fare la doccia a casa sua, dove non c’era nessuno e il riscaldamento era spento e non farla a casa di Raffaele? E poi, quella doccia, l’ha fatta veramente?», si chiede l’avvocato Maresca, riferendosi alle foto scattate ad Amanda e Raffaele davanti alla casa del delitto, il giorno dell’omicidio: Amanda ha i capelli in disordine ed è spettinata. Solo un effetto fotografico o quella doccia, in realtà, non è mai stata fatta?

«Amanda è stata bravissima ed è stata ben preparata dagli avvocati ma non ci ha convinto», conclude l’avvocato Maresca. «Per noi gli interrogativi più gravi che pesano su di lei non sono stati sciolti».

[Messaggero] 16 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:48 pm   Post subject: [Corriere della Sera] 14 June 2009   

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L'INTERVISTA
«NIENTE PROVE, NEGLI USA SAREBBE LIBERA»
PARLA KEITH MILLER, L'INVIATO CCHE SEGUE IL PROCESSO DI PERUGIA PER L'EMITTENTE AMERICANA NBC NEWS
PERUGIA — «Amanda Knox? Non colpevole». Keith Miller è un uomo robusto, sorriso largo, giudizi taglienti: lavora per Nbc News, segue il caso di Perugia, e prima, per 28 anni, ha raccontato il Vaticano agli americani.
Non colpevole. Perché?
«La procura non ha dimostrato le accuse. Non è stata prodotta alcuna prova degna di questo nome. Ma il processo va avanti e c’è tempo per introdurre la pistola fumante».
Pistola fumante. Si aspetta novità?
«Credo che la procura abbia qualche carta da giocare: altrimenti sarebbe imbarazzante, anche per l’Italia».
Imbarazzante per l’Italia?
«Tenere qualcuno in carcere 2 anni senza verdetto...».
Riesame e gup hanno deciso che bisognava tenere Amanda e Raffaele in cella in attesa del primo grado.
«Non abbiamo questi gradi di giudizio in Usa. Ma da noi Amanda sarebbe a casa, perché non ci sono prove schiaccianti e perché abbiamo la presunzione d’innocenza...».
Anche noi. Tornando al merito: non ci sono incongruenze nella ricostruzione della Knox?
«Forse. Ma, senza prove, se oggi finisse il processo Amanda sarebbe da considerare innocente».
Cosa pensa del sistema giudiziario italiano?
«Non mi piacciono le fughe di notizie sui giornali. E poi, spero di non essere mai processato in Italia. Meglio Germania, Inghilterra, anche Cuba è meglio. No, forse Cuba no».
Alessandro Capponi
14 giugno 2009


[Corriere della Sera] 14 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:50 pm   Post subject: [Affari] 13 June 2009   

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AMANDA/ "A VOLTE RICORDO METZ, MA PENSO AD ANDARE AVANTI"
Sabato, 13 Giugno 2009 - 11:53

Amanda Knox parla di Metz nel corso del suo esame davanti alla Corte d'Assise di Perugia: "Qualche volta ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita". La ragazza poi ha ricordato all'avvocato Francesco Maresca (che l'ha interrogata) che conosceva Meredith da circa un mese e di essere rimasta "scioccatissima" dopo la tragedia.


[Affari] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:52 pm   Post subject: [Corriere della Sera] 13 June 2009   

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LA RICOSTRUZIONE DELLA MATTINA DEL 2 NOVEMBRE
AMANDA RISPONDE AL PM, TENSIONE IN AULA
IL GIUDICE COSTRETTO A INTERROMPERE PIÙ VOLTE.
LUMUMBA: HA MENTITO E MENTE ANCORA.
DIFESA SOLLECITO: È SINCERA


PERUGIA - Clima di tensione sabato in aula al processo per l'omicidio di Meredith Kercher, con un'Amanda Knox più nervosa e meno sorridente rispetto a venerdì, quando aveva puntato il dito contro la polizia e il pm. Lo stesso presidente della Corte Giancarlo Massei è dovuto intervenire più volte per interrompere le parti. La giovane è stata incalzata dal pm Giuliano Mignini, che le ha chiesto di chiarire con precisione da chi e quando fossero arrivati i suggerimenti ai quali ha fatto riferimento venerdì. «Loro volevano un nome e dicevano che io sapevo ma non volevo parlare. Non mi hanno detto che era stato lui (Patrick Lumumba, ndr), ma dicevano che sapevano che lo avevo incontrato», ha detto Amanda, raccontando l'interrogatorio davanti alla polizia della notte del 5 novembre del 2007 quando fece il nome di Patrick Lumumba, poi prosciolto. Grande freddezza da parte del pm nel porre le domande all’indagata; la ragazza di Seattle, che compirà 22 anni il prossimo 9 luglio, ha risposto seria, ma era evidente una certa tensione.

IL MESSAGGIO SUL TELEFONINO - «Volevano un nome - ha detto la Knox, parlando sempre in italiano - in relazione a chi ha fatto il delitto. Dicevano che io sapevo. Volevano sapere se non ricordavo o se ero una stupida bugiarda». Amanda ha riferito che il nome di Patrick emerse dopo che la polizia aveva trovato un messaggio inviato da Lumumba sul telefonino dell'americana: l'sms esonerava la ragazza dal lavoro la sera del 1° novembre. «Dopo avere fatto il nome di Patrick - ha aggiunto - ho cominciato a piangere. Ho cominciato a immaginare la scena con immagini che non concordavano con quanto successo ma forse potevano spiegare». La Knox ha quindi detto di non conoscere il nome della poliziotta che in questura le diede «due scappellotti» come li ha chiamati il presidente della Corte Giancarlo Massei.

LA «RUOTA» SUL PAVIMENTO - Rispondendo alle domande del legale della famiglia di Meredith Kercher, l'avvocato Francesco Maresca, Amanda ha affermato: «Qualche volta ricordo Meredith, ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita». Amanda ha ricordato che conosceva Meredith da circa un mese e di essere rimasta «scioccatissima» dopo la tragedia. «Qualche volta mi sembra che non può essere reale quello che è accaduto», ha detto la Knox. Rispondendo alla domanda di Maresca che le ha chiesto perché in Questura avesse tenuto determinati atteggiamenti e avesse fatto la «ruota» sul pavimento, la studentessa di Seattle ha replicato affermando che «ognuno affronta una tragedia a modo suo». «Sono abituata a cercare la normalità in situazioni di difficoltà - ha detto Amanda -. È un modo per sentirmi sicura. Mi sentivo molto impaurita. I miei comportamenti lo so, possono sembrare spensierati... ma io sono così».

MOSTRA I DENTI - Giulia Bongiorno, una dei difensori di Raffaele Sollecito, a un certo punto ha chiesto alla ventunenne di Seattle di replicare a un testimone che ha sostenuto di avere notato i suoi denti larghi. «Dimmi tu...», ha risposto Amanda, facendo un sorriso per mettere in mostra i denti davanti.

QUELLA MATTINA - Amanda ha poi raccontato la mattina del 2 novembre, il giorno della scoperta del corpo di Meredith. «Da casa di Raffaele mi sono recata in via della Pergola per farmi una doccia. E qui ho trovato tracce di sangue in casa e in bagno e altri particolari strani. Mi sono fatta la doccia e poi a piedi nudi sono tornata in camera mia. Non ho guardato l’orologio anche perché non avevo orari, dovevo solo tornare da Raffaele». Una volta tornata dall’ex fidanzato pugliese Amanda dice di aver raccontato «quello che aveva visto in casa a Raffale durante la colazione», e che fu lui a dirle di chiamare le coinquiline italiane. «Loro mi dicono di trovarsi fuori Perugia - spiega Amanda - e mi chiedono di occuparmi io della situazione». Con Raffaele si dirigono in via della Pergola, entrano in casa e si accorgono che c’è una finestra rotta in una delle camere delle coinquiline italiane. «Controllo le stanze per vedere se hanno portato via qualcosa», afferma Amanda. «Nella mia stanza vedo che c’è ancora il computer portatile, vado verso quella di Meredith e la porta è chiusa». Raffaele Sollecito, afferma Amanda, telefona alla sorella che è un ufficiale dei carabinieri per parlare di quello che sta accadendo. «Non ho sentito direttamente ciò che hanno detto: parlavano in italiano, ma mi ha riferito Raffaele che la sorella li esortava a chiamare le forze dell’ordine», conclude Amanda«Raffaele ha chiamato ed io ho specificato il numero civico e l’indirizzo della casa». Alla Polizia la ragazza americana consegnerà tutti e tre i cellulari delle sue coinquiline.

«MORTE LENTA E DOLOROSA» - Ad Amanda Knox è stato chiesto di chiarire alcune delle dichiarazioni fatte alle sue coinquiline prima di essere interrogate sulla morte di Meredith. La ragazza americana, come riferirono alcune amiche, parlò di una «morte molto lenta e dolorosa per Metz». Una frase che lasciava presagire che ne sapesse di più di quella tragica notte. «Le ragazze speravano che almeno Meredith fosse morta in fretta. Io, ancora sorpresa per la brutalità dell’omicidio e per come era avvenuto, immaginai l’esatto contrario. E per questo dissi che la sua morte era stata lunga. Una cosa terribile», ha spiegato Amanda.

LUMUMBA: «MENTI' E MENTE ANCORA» - «Ho passato ore e ore a dire agli inquirenti che Amanda stava mentendo, ma ci è voluto più di metà anno prima che mi credessero. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta»: così Patrick Lumumba ha commentato l'interrogatorio di Amanda Knox. «Ci vuole giustizia - ha sottolineato il musicista congolese -, non si deve giocare così. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica. Non si può insinuare il dubbio solo perché una vuole continuare a fare l'attrice». Lumumba ha quindi citato un proverbio Bantu: «Quando insegni al pappagallo a parlare, ti può insultare». Secondo l'avvocato Pacelli, che rappresenta come parte civile il musicista congolese, «è stata ampiamente provata la calunnia che Amanda ha posto in essere nei confronti di Patrick». Secondo il legale nelle dichiarazioni rese inizialmente alla Knox «ci sono dati, elementi e fatti che solo chi era in via della Pergola poteva conoscere. Come le urla di Meredith, delle quali la polizia è venuta a sapere solo molte settimane dopo l'omicidio. Come faceva Amanda a sapere che Mez aveva urlato?».

DIFESA SOLLECITO: «E' SINCERA» - Per i legali di Sollecito, invece, la ragazza è stata sincera. La Bongiorno ha sottolineato che è riuscita «a far emergere la verità processuale». Un altro dei difensori di Sollecito, l'avvocato Luca Maori, ha spiegato che Raffaele «ha seguito con molta attenzione l'esame di Amanda». «Ha ricostruito dettagliatamente la loro vita insieme - ha aggiunto - e quello che ha raccontato è esattamente la verità. Come ha confermato anche Raffaele parlando con noi». L'avvocato Francesco Maresca, che rappresenta come parte civile i familiari di Meredith Kercher, sostiene che «i dubbi che tutti abbiamo e hanno portato al rinvio a giudizio dei due imputati rimangono». «Abbiamo conosciuto - ha detto il legale - una Amanda Knox abbastanza diversa da quella conosciuta nelle indagini preliminari. Oggi abbiamo comunque assistito - ha concluso Maresca - a una serie di risposte probabilmente più indecise, con meno sicurezza».

13 giugno 2009


[Corriere della Sera] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 20, 2009 12:54 pm   Post subject: [Corriere della Sera] 12/13 June 2009   

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LA GIOVANE SULLE ACCUSE A LUMUMBA: «ERO SOTTO PRESSIONE, HO IMMAGINATO TANTE COSE»
PARLA AMANDA: «IO PICCHIATA E OFFESA»
LA KNOX DEPONE AL PROCESSO PER L'OMICIDIO DI MEREDITH: «MALTRATTATA DALLA POLIZIA, MI CHIAMAVANO STUPIDA»


PERUGIA - «Sotto pressione ho immaginato tante cose». Al processo di Perugia è il giorno di Amanda Knox. Tocca alla ragazza di Seattle rispondere alle domande dei legali davanti alla Corte d'assise di Perugia. Lei, accusata con Raffaele Sollecito dell'omicidio di Meredith Kercher, accetta di parlare, senza avvalersi della facoltà di non rispondere. E racconta la sua verità partendo dalle accuse a Patrick Lumumba. Alle domande dell'avvocato che rappresenta il musicista come parte civile, la Knox risponde spiegando di «avere immaginato tante cose». Riferendosi agli interrogatori ai quali venne sottoposta prima di essere arrestata, la giovane americana fa accenno a «dichiarazioni prese contro» la sua volontà. Punta il dito contro polizia e pm la giovane di Seatlle e parla di maltrattamenti e offese.

«Tutto ciò che ho detto - afferma - l'ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero. Loro (il riferimento della domanda era alla polizia - ndr) suggerivano la via». «Sotto pressione - ha detto ancora la Knox - ho immaginato tante cose diverse». «Le ha suggerito la polizia di dire che Meredith aveva fatto sesso la notte dell'omicidio?» ha chiesto l'avvocato Pacelli. «Si» la risposta della Knox. «L'hanno picchiata per farle dire questo?» ha chiesto ancora il legale. «Si» ha replicato Amanda. La Knox ha quindi negato di avere incontrato Patrick Lumumba e di essere stata nella casa del delitto la sera del primo novembre del 2007.

«MI CHIAMAVANO STUPIDA BUGIARDA» - Davanti ai giudici Amanda ha anche raccontato di essere stata chiamata ripetutamente «stupida bugiarda» durante gli interrogatori sostenuti in questura la notte tra il 5 e il 6 novembre del 2007 prima di essere arrestata. La giovane di Seattle, parlando in italiano, ha spiegato di essersi recata in questura quella sera perché aveva paura di stare sola «perché non avevano trovato chi aveva fatto questa cosa». «Quando ho detto Patrick - ha affermato la Knox - non sapevo se era colpevole o no. Sapevo solo che non ero là (nella casa del delitto - ndr)». Nessuno dei testi d'accusa sentiti nel processo ha mai parlato di pressioni alla Knox. Alla ripresa del suo interrogatorio davanti alla Corte d'assise di Perugia, nel pomeriggio, la Knox ha descritto nuovamente l'interrogatorio della notte tra il 5 e il 6 novembre del 2007. «Una poliziotta mi fece così... due volte» ha detto la giovane, mimando due leggeri colpi con la mano alla nuca quando uno dei suoi difensori le ha chiesto di precisare quanto detto in mattinata. La giovane ha infatti sostenuto di essere stata picchiata in questura. «Avevo tante persone intorno a me - ha aggiunto - e qualcuno urlava. Mi hanno portato delle cose ma solo dopo che avevo fatto dichiarazioni». «I miei genitori - ha detto ancora la Knox - volevano andassi a casa o da mia zia in Germania ma io non volevo andare via».

NUOVA AMANDA- La ragazza di Seattle si è presentata in aula con una camicetta e pantaloni chiari, i capelli raccolti a coda. La giovane ha accennato un sorriso rivolto ai suoi avvocati. In aula anche il padre Kurt il quale al suo arrivo al Palazzo di Giustizia ha annunciato che oggi si vedrà «una nuova Amanda, non quella dark angel che è stata descritta finora». Presente al processo, come al solito, anche Sollecito che indossa jeans e una camicia rosa.

12 giugno 2009(ultima modifica: 13 giugno 2009)


[Corriere della Sera] 12 June 2009
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IL PROCESSO PER L'OMICIDIO DI MEREDITH A PERUGIA
IL NEW YORK TIMES ACCUSA IL PM
«AMANDA UN'INNOCENTE ALL'ESTERO»
SCRIVE THIMOTY EGAN: «VITTIMA DELLA COLLISIONE TRA GIORNALISMO RAPACE E PROCURATORI SCIATTI»


NEW YORK - Alla vigilia della testimonianza della principale imputata al processo di Perugia per l'assassinio di Meredith Kercher, il New York Times dedica ad Amanda Knox un commento molto duro nei confronti della magistratura italiana intitolato «un'innocente all'estero». «Il caso contro Knox ha tante così tante crepe ed è così legato alla carriera di un potente procuratore italiano incriminato per comportamento scorretto che qualunque giuria seria lo avrebbe già ricusato da mesi», scrive Thimoty Egan riferendosi al pm Giuliano Mignini. «Questo non significa che i tribunali italiani non siano onesti... La sorte di Knox è nelle mani di sei giurati, fra loro due giudici, che si riuniscono due giorni a settimana e prenderanno a breve una lunga pausa estiva prima di arrivare a un verdetto in autunno», aggiunge il commentatore, la cui figlia era, al momento del delitto in Italia per un periodo di studio, anche lei proveniente da Seattle come l'imputata, precisando che non intende mettere a confronto il sistema giudiziario italiano con quello americano per «decidere quale sia il migliore». Piuttosto il suo scopo, scrive, è quello di parlare di Meredith ma soprattutto di Amanda Knox, «una studentessa altrettanto vivace della vittima la cui vita è stata quasi distrutta dalla collisione fra un giornalismo rapace e una procura sciatta».

GLI ERRORI - Il giornalista deplora, fra l'altro, il primo interrogatorio di Knox durato un'intera notte, senza la presenza di un avvocato o di un interprete ufficiale, così come il fatto che la procura abbia in seguito lasciato trapelare dettagli scabrosi sulla vita sessuale di Amanda, «una cosa che non sarebbe stata mai fatta con un uomo». Douglas Preston, autore americano di best seller che si era stabilito nella campagna di Firenze, impegnato in un libro sul mostro di Firenze, insieme al giornalista italiano Mario Spezi, aveva evidenziato come il procuratore di Perugia, Mignini, fosse lo stesso che avesse riaperto il caso sugli omicidi in serie attribuiti a Pacciani e ai suoi «compagni di merende» nell'ipotesi che fossero coinvolti nelle pratiche sataniste di un gruppo di notabili toscani. Lo stesso che, ricorda il New York Times, lo ha fatto fuggire dall'Italia dopo averlo interrogato e minacciato di arresto, «con gli stessi metodi» usati con Amanda, «un metodo che ora sta venendo alla luce nel caso di comportamento scorretto istruito contro di lui».

11 giugno 2009


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:07 am   Post subject: ASCA 13 June 2009   

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13-06-09 MEREDITH: AMANDA KNOX RIBADISCE PRESSIONI POLIZIA E SUA INNOCENZA
(ASCA) - Perugia, 13 giu - Ha ribadito di avere subito pressioni da parte della polizia, di essere una ragazza alla ricerca di normalita' e sicurezza nonostante atteggiamenti in apparenza strani, ma del tutto estranea all'omicidio di Meredith Kercher che, anzi, considerava un'amica. Amanda Knox, parlando in un italiano imperfetto ma comprensibile, sebbene meno sorridente di ieri all'inizio del suo esame, ha risposto per oltre 4 ore e mezzo alle domande poste dal PM e dalle altre difese, in primis quella della famiglia Kercher.

La giovane, accusata di concorso in omicidio con Raffaele Sollecito (Rudy Guede e' gia' stato condannato a 30 anni con rito abbreviato - n.d.r.), si e' presentata avanti alla Corte d'Assise di Perugia indossando jeans e t-shirt a maniche corte di colore chiaro con dei disegnini e la medesima pettinatura con i capelli raccolti ed ha risposto per primo al PM Giuliano Mignini.

Il magistrato ha insistito molto su chi e in quale maniera durante l'interrogatorio in Questura nella notte tra il 5 ed il 6 novembre 2007 (il fermo di Amanda, unitamente a quello di Sollecito e Lumumba venne disposto proprio la mattina del 6 novembre, 5 giorno dopo l'omicidio di Meredith compiuto nella notte tra l'uno ed il 2 novembre - n.d.r.) avesse esercitato pressioni su di lei per far si' che indicasse Patrick Lumumba come ipotetico assassino di Mez. In italiano la Knox ha risposto che gli investigatori volevano un nome, che insistevano nel definirla ''bugiarda' e nel ribadire che se non avesse detto tutto sarebbe andata in carcere per 30 anni.

''Volevano un nome - ha detto Amanda - dicevano che io sapevo. Volevano sapere se non ricordavo o se ero una stupida bugiarda''. Cosi' dopo il ritrovamento sul cellulare dell'americana del messaggio di riposta inviato a Lumumba, lei aveva fatto il nome del musicista zairese, gestore del pub Le Chick dove era solita lavorare. Dopo, ha continuato a raccontare, aveva cominciato a piangere, ad immaginare quello che poteva essere accaduto a confondere i piani della realta'. All'avvocato dei Kercher, Francesco Maresca, che ha preso la parola subito dopo e le ha chiesto se considerasse Meredith un'amica, Amanda ha risposto di si' ed alla domanda ''ha sofferto per la perdita di quest'amica?'' lei ha ribadito: ''Si', io ero scioccatissima non potevo immaginare una cosa del genere''. Alla richiesta successiva del legale di parte civile, ''la ricorda mai nella sua vita di tutti i giorni?'' Amanda ha ammesso: ''Io ricordo lei, ma alla fine la conoscevo per un mese, poi sto pensando come andare avanti con la mia vita'', ne' ha negato di essere una ragazza spensierata. ''Lo so che appaio spensierata - ha spiegato in merito all'appunto sui comportamenti assunti dopo la scoperta del delitto, uno su tutti l'avere fatto la ruota nell'attesa dell'interrogatorio -... ma io sono cosi'''. La studentessa americana, ha anche ribadito di non ricordare le 3 telefonate fatte alla madre dalla casa degli orrori di via Sant'Antonio (all'angolo con via della Pergola) nella prima mattinata del 1 novembre, quando a Seattle era notte fonda, prima che venisse sfondata la porta della stanza da letto e scoperto il cadavere di Mez. In riferimento poi alla sua passione per i Beatles e per la canzone 'Let it be' che Amanda ha spesso cantato a squarciagola nei giorni successivi all'arresto, mentre si trovava in isolamento, la studentessa ha ricordato che si e' trattato di un brano ''fondamentale. Mi faceva pensare a casa e a quando la cantavo con i miei amici e la mia famiglia''. Soprattutto, ha spiegato la Knox, quella canzone parla di come affrontare un momento buio. ''Per mesi sono stata sola e l'unica cosa che potevo fare era cantare questa canzone, perche' aiutava a farmi stare meglio''. La prossima udienza del processo ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher si terra' venerdi' prossimo; sul banco dei testimoni salira' Edda Mellas, madre della giovane americana.

red/mcc/rob


[ASCA] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:09 am   Post subject: [CrimeBlog] 14 June 2009   

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LA CONFESSIONE DI AMANDA KNOX: VOLEVANO UN NOME
pubblicato: domenica 14 giugno 2009 da Vito Parisi in: Delitto di Perugia

Procede a ritmi serrati la riostruzione di Amanda Knox. Sulla scia di quanto espresso da New York Times la ragazza ha ricostruito in aula la notte dell’interrogatorio, dando una propria versione di quel che era accaduto.
A tutti è apparso evidente il suo nervosismo. La ragazza risponde, lucidamente, alle domande del pm Giuliano Mignini che le ha chiesto di ricostruire passo dopo passo le fasi dell’interrogatorio in questura così da far luce sui punti poco chiari della vicenda.
Per tutti la necessità è quella di capire. Capire come (e perchè) Amanda sia cadura in contraddizione più volte. Perchè ha fatto il nome di Patrick. Infine perchè durante gli interrogatori abbia assunto un atteggiamento del tutto fuori luogo (mettendosi a fare la ruota in questura).


La linea della ragazza è chiara: mi facevano pressione.
Mi chiedevano di ricordare gli orari di quello che avevo fatto la sera del primo novembre (…) Mi dicevano che non erano convinti di me perché riuscivo a ricordare alcune cose e non altre. (…) se non stai dicendo la verità andremo davanti a un giudice e finirai in carcere per 30 anni perché sei una bugiarda mi dicevano. (…) ricordo l’interprete vicino a me che continuava a ripetermi: forse non ricordi, forse non ricordi…”
Sempre di quella notte Amanda ricorda che l’interrogatorio venne condotto da una poliziotta dai lunghi capelli neri. E proprio questa poliziotta sarebbe stata la dona che le prese a scappellotti durante alcune fasi dell’interrogatorio.
Ma come viene fuori il nome di Patrick? Cosa la spinge a fare un nome? Secondo Amanda
Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perché ero una stupida bugiarda, o perché non ricordavo. Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, Piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Allora loro hanno cominciato a ricostruire
Amanda ha poi risposto ad altre domande. Perchè si era messa a fare la ruota. Cosa ricordava di Meredith. La ragazza è apparsa più sicura su questi punti; per lei infatti è ora di andare avanti e proclama una volta di più la sua innocenza. All’avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile, che voleva capire come mai la ragazza avesse assunto un atteggiamento assurdo in questura Amanda ha risposto
Ciascuno affronta la tragedia a modo suo. Sono abituata a cercare la normalità nelle situazioni di difficoltà. E’ un modo per sentirmi sicura. Lo so che appaio spensierata, ma sono così
Una giornata sfiancante, con le parti che restano sulle loro posizioni. L’accusa che fa delle contraddizioni il proprio cavallo di battaglia, la difese che punta il dito sulle modalità di interrogatorio.
Resta invece il dolore dei genitori di Meredith Kercher. Quella, al momento, l’unica certezza.


[CrimeBlog] 14 June 2009
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IL SINDACATO DEI POLIZIOTTI: RISPONDERÀ DELLE SUE ACCUSE
AMANDA E IL «NON RICORDO»
SULLA TELEFONATA NELLA NOTTE
LA RAGAZZA CHIAMÒ LA MADRE DUE ORE PRIMA CHE LA POLIZIA SCOPRISSE L’OMICIDIO: A SEATTLE ERANO LE TRE DEL MATTINO


PERUGIA — Amanda Knox ha telefonato a sua ma¬dre negli Stati Uniti il giorno del ritrovamento del cadave¬re di Meredith Kercher, il 2 novembre 2007: ma lo ha fatto due ore prima che la poli¬zia scoprisse l’omicidio, quando a Seattle erano le tre del mattino. «È solita chiamare casa nel cuore della notte? », le ha chiesto il giudice. E lei: «Suppongo di aver chia¬mato perché ero andata in casa e avevo trovato la porta aperta, ma non ricordo questa telefonata».
Sia pure con molti «non ricordo», l’americana ha risposto, per cinque ore, alle domande del pubblico ministero Giuliano Mignini. Dopo le accuse di venerdì — «la confessione mi è stata suggerita da pm e polizia, gli agenti mi hanno colpito due volte, insultata e minacciata, sconsigliandomi di chiamare un avvocato» — la procura ha ipotizzato di trasmettere gli atti per valutare il reato di calunnia, e il sindacato di po¬lizia Sap ha difeso i colleghi perugini: «Le dichiarazioni di Amanda non restino impunite».
E però Amanda Knox ha sostanzialmente ribadito quanto affermato nell’udienza di venerdì, ogni accusa. Aggiungendo anche dettagli: «L’agente che mi ha colpito aveva i capelli lunghi e castani». Ci sono stati momenti di tensione, in aula, tra gli avvocati difensori dell’americana — Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova — e i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi. Amanda Knox ha giustificato alcuni sui comportamenti: «Perché facevo ginnastica in questura dopo la morte della mia amica? Ognuno affronta le tragedie a modo proprio ».
Alessandro Capponi
14 giugno 2009(ultima modifica: 15 giugno 2009)


[Corriere della Sera] 14 June 2009
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AMANDA MOSTRA I DENTI MA PATRICK MORDE: «MENTE ANCHE AI GIUDICI»
di Andrea Acquarone

Amanda «ringhia». Prima davanti all’avvocato di Raffaele che le chiede di replicare a un testimone. «Ha detto che ha notato i miei deanti larghi?». Lei digrigna e li mostra: «Dimmi tu».
Poi serra nervosa le mascelle davanti all’incalzare del pm Giuliano Mignini, che la controinterroga dopo le accuse lanciate il giorno prima contro i «metodi duri» degli investigatori. «Signora Knox, lei ha sostenuto di essere stata picchiata e di avere ricevuto pressioni dalla polizia. Deve dire da chi, come e quando». L’americanina di Seattle - accusata con Raffaele Sollecito e il gia condannato Rudy Guede di aver assassinato Meredith - scuote il volto angelico, i capelli raccolti in una coda, le mani a stropicciarsi gli occhi. «C’era tanta confusione e tanta gente», spiega tesa. «Mi ripetevano "Ti mettiamo in carcere per 30 anni se non dici la verità". Mi hanno chiamata stupida bugiarda». «È stata una poliziotta che non conosco - prosegue -, con capelli lunghi e castano scuri», risponde al presidente Massei che le chiede chi le avesse dato «due scappellotti». «Volevano un nome in relazione a chi aveva fatto il delitto e dicevano che io sapevo. Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione».
Quel nome, per la cronaca, è quello di Lumumba, un innocente stabiliranno in due settimane le indagini mentre nel frattempo era stato rinchiuso in carcere. Lui, titolare del pub dove Amanda faceva ogni tanto la barista o trascorreva serate con gli amici, ha ancora il dente avvelenato. Forse ancor più di prima dopo il misero risarcimento (8mila euro) riconosciutogli per l’ingiusta detenzione. «Ho passato ore e ore a dire agli inquirenti che Amanda stava mentendo, è un’attrice, ma ci è voluto più di metà anno prima che mi credessero. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta».
«Ci vuole giustizia - sottolinea fuori dall’aula della Corte d’assise di Perugia, il congolese -. Non si deve giocare così. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica. Non si può insinuare il dubbio solo perché una vuole continuare a fare l’attrice». Lumumba cita un proverbio Bantu: «Quando insegni al pappagallo a parlare ti può insultare».
Più tecnico - inutile dirlo - l’avvocato Pacelli, suo legale: «È stata ampiamente provata la calunnia di Amanda nei confronti di Patrick». Nelle dichiarazioni messe a verbale della bella «Foxie» secondo lui «ci sono elementi, dati e fatti che solo chi era in via della Pergola poteva conoscere. Come le urla di Meredith delle quali la polizia è venuta a sapere solo molte settimane dopo l’omicidio. Come faceva Amanda a sapere che Mez aveva urlato?».

[Giornale] 14 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:15 am   Post subject: [ADN Kronos] 13 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: LUMUMBA, AMANDA MENTE ANCHE STAVOLTA
ultimo aggiornamento: 13 giugno, ore 19:05

Perugia, 13 mag. - (Adnkronos) - "Ho passato tanto tempo, ore e ore, a dire agli inquirenti che Amanda mentiva ma hanno dovuto impiegare piu' di mezzo anno per credermi. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche stavolta". Cosi' Patrick Lumumba, il musicista congolese arrestato per l'omicidio di Meredith Kercher e poi prosciolto da ogni accusa, ha commentato le affermazioni di Amanda Knox, imputata insieme a Raffaele Sollecito per il delitto della studentessa inglese, che oggi e' stata ascoltata in aula nel corso del processo davanti alla Corte di Assise di Perugia.

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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:16 am   Post subject: [AGI] 13 June 2009   

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MEREDITH: LUMUMBA, AMANDA? UN'ATTRICE, MENTE ANCHE STAVOLTA

(AGI) - Perugia, 13 giu. - "Ho passato tanto tempo, ore e ore, a dire agli inquirenti che Amanda mentiva ma hanno dovuto impiegare piu' di mezzo anno per credermi. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta". Questo il commento di Patrick Lumumba, finito in carcere a causa delle accuse di Amanda Knox e poi tornato in liberta' e completamente scagionato, al termine dell'esame in aula di oggi della studentessa americana. "Ci vuole giustizia - ha proseguito Patrick - perche' non si deve giocare cosi'. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica, e non si puo' mettere tutto in dubbio perche' una vuole continuare a fare l'attrice".
"Mi sembra ampiamente provata la calunnia che Amanda ha posto in essere nei confronti di Patrick - ha detto il legale di Lumumba, l'avvocato Carlo Pacelli - ci sono dati, elementi e fatti che soltanto chi si trovava in via della Pergola poteva conoscere. Delle urla di Meredith, per esempio, la polizia e' venuta a conoscenza solo dopo molto tempo rispetto a quando l'omicidio e' avvenuto. Come faceva Amanda a sapere che la povera Meredith prima di essere uccisa aveva urlato? E' uno dei tanti elementi che solo chi era in via della Pergola poteva conoscere".

[AGI] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:18 am   Post subject: [AGI] 13 June 2009   

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MEREDITH: AMANDA, A VOLTE RICORDO MEZ MA PENSO AD ANDARE AVANTI


(AGI) - Perugia, 13 giu. - "Qualche volta ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita". Ad affermarlo Amanda Knox, rispondendo alle domande del legale della famiglia di Meredith Kercher, l'avvocato Francesco Maresca, nel corso del suo esame davanti alla Corte d'Assise di Perugia che la sta processando insieme a Raffele Sollecito per l'omicidio di Mereduth Kercher. Amanda ha ricordato che conosceva Meredith da circa un mese e di essere rimasta "scioccatissima" dopo la tragedia. "Qualche volta mi sembra che non puo' essere reale quello che e' accaduto", ha detto la Knox. Rispondendo alla domanda di Maresca che le ha chiesto perche' in Questura avesse tenuto determinati atteggiamenti e avesse fatto 'la ruota' la studentessa di Seattle ha replicato affermando che "ognuno affronta una tragedia a modo suo". "Sono abituata a cercare la normalita' in situazioni di difficolta' - ha detto Amanda -. E' un modo per sentirmi sicura. Mi sentivo molto impaurita. I miei comportamenti lo so, possono sembrare spensierati... ma io sono cosi'".

[AGI] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:20 am   Post subject: [Corriere della Sera] 14 June 2009   

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L'INTERVISTA
«HA CAMBIATO TROPPE VOLTE VERSIONE»
PARLA NICK SQUIRES, GIORNALISTA DEL DAILY TELEGRAPH: GLI INGLESI CONVINTI DELLA COLPEVOLEZZA DI AMANDA
PERUGIA — «La maggior parte degli inglesi crede nella colpevolezza di Amanda». Nick Squires scrive per il Daily Telegraph: ha 40 anni, e prima del processo ad Amanda Knox ha raccontato guerre e colpi di Stato.
In Inghilterra non ci sono persone che ritengono Amanda innocente?
«Sì. Ma i colpevolisti sono di più».
Perché la vittima era inglese?
«Forse. Di certo la nazionalità della vittima ha fatto sì che il processo fosse molto seguito in Inghilterra».
Ma se non è per questo che in tanti la vedono colpevole, allora perché?
«La gente non ha dimenticato che Amanda ha cambiato versione varie volte all’inizio di questa storia. E poi molti inglesi sono colpiti dal fatto che Sollecito ha per primo confessato che Amanda, la notte dell’omicidio, è uscita da casa sua».
Basta per giudicarli colpevoli?
«Credo che le prove scientifiche saranno determinanti. Sono curioso di sapere se quella che hanno trovato è l’arma del delitto: penso che questo elemento peserà molto».
La sua impressione: Amanda colpevole o innocente?
«Va lasciata la parola a giudice e giurati. Io posso dire che in queste ore Amanda ha risposto al pm con chiarezza».
Il processo alimenta polemiche, soprattutto in Usa, sul sistema giudiziario italiano. Che ne pensa?
«Credo sia giusto aspettare la fine prima di giudicare. Non si può dire prima se è tutto giusto o sbagliato».
Alessandro Capponi
14 giugno 2009


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:21 am   Post subject: [Corriere della Sera] 14 June 2009   

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L'INTERVISTA
«NIENTE PROVE, NEGLI USA SAREBBE LIBERA»
PARLA KEITH MILLER, L'INVIATO CCHE SEGUE IL PROCESSO DI PERUGIA PER L'EMITTENTE AMERICANA NBC NEWS
PERUGIA — «Amanda Knox? Non colpevole». Keith Miller è un uomo robusto, sorriso largo, giudizi taglienti: lavora per Nbc News, segue il caso di Perugia, e prima, per 28 anni, ha raccontato il Vaticano agli americani.
Non colpevole. Perché?
«La procura non ha dimostrato le accuse. Non è stata prodotta alcuna prova degna di questo nome. Ma il processo va avanti e c’è tempo per introdurre la pistola fumante».
Pistola fumante. Si aspetta novità?
«Credo che la procura abbia qualche carta da giocare: altrimenti sarebbe imbarazzante, anche per l’Italia».
Imbarazzante per l’Italia?
«Tenere qualcuno in carcere 2 anni senza verdetto...».
Riesame e gup hanno deciso che bisognava tenere Amanda e Raffaele in cella in attesa del primo grado.
«Non abbiamo questi gradi di giudizio in Usa. Ma da noi Amanda sarebbe a casa, perché non ci sono prove schiaccianti e perché abbiamo la presunzione d’innocenza...».
Anche noi. Tornando al merito: non ci sono incongruenze nella ricostruzione della Knox?
«Forse. Ma, senza prove, se oggi finisse il processo Amanda sarebbe da considerare innocente».
Cosa pensa del sistema giudiziario italiano?
«Non mi piacciono le fughe di notizie sui giornali. E poi, spero di non essere mai processato in Italia. Meglio Germania, Inghilterra, anche Cuba è meglio. No, forse Cuba no».
Alessandro Capponi
14 giugno 2009


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:24 am   Post subject: [ANSA] 14 June 2009   

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» 2009-06-14 11:27
AMANDA: "SONO INNOCENTE".
LACRIME E NON RICORDO
(di Claudio Sebastiani).


PERUGIA - Altre cinque ore di interrogatorio per Amanda Knox, segnate dalle domande incalzanti dei pm e della Corte d'assise durante le quali spuntano i primi "non ricordo", ma davanti ai giudici di Perugia la ventunenne di Seattle accusata insieme a Raffaele Sollecito dell'omicidio di Meredith Kercher ha ribadito anche oggi le pressioni che avrebbe subito dalla polizia. Ha continuato a proclamare la sua estraneità al delitto, spiegando di avere pianto dopo avere fatto il nome di Patrick Lumumba, arrestato e poi prosciolto. Meno sorridente di ieri l'americana ha parlato in un clima piuttosto teso. Con il presidente della Corte Giancarlo Massei più volte intervenuto per riportare la calma tra le parti. Due giorni di interrogatorio ai quali hanno assistito decine di giornalisti, fotografi e teleoperatori delle principali testate italiane ed estere, molti dei quali giunti da Usa e Gran Bretagna. Pochi invece i curiosi nonostante l'interesse suscitato sui mass media dalla Knox. Nessuna fila all'entrata del palazzo di giustizia e solo due o tre quelli in aula. Anche oggi Amanda ha comunque scelto di parlare in italiano. Gesticolando a lungo, spesso con le braccia appoggiate sul tavolino davanti a sé. Una delle poche volte che ha sorriso è stato quando l'avvocato Giulia Bongiorno, uno dei difensori di Sollecito, le ha chiesto di replicare a un testimone che disse di avere notato i suoi denti larghi. "Dimmi tu..." la risposta data dall'americana sollevando le labbra. La giornata si è aperta con le domande del pm Giuliano Mignini: "Lei ha sostenuto di essere stata picchiata e di avere ricevuto pressioni dalla polizia. Deve dire da chi, come e quando".

La Knox ha quindi ripercorso gli interrogatori ai quali venne sottoposta in questura prima dell'arresto. "C' era tanta confusione e tanta gente" ha spiegato. "Mi ripetevano 'ti mettiamo in carcere per 30 anni se non dici la verita'. Mi hanno chiamata stupida bugiarda" ha aggiunto. "E' stata una poliziotta che non conosco, con capelli lunghi e castano scuri" ha poi risposto al presidente Massei che le chiedeva chi le avesse dato "due scappellotti". "Volevano un nome in relazione a chi aveva fatto il delitto - ha affermato ancora - e dicevano che io sapevo". "Non mi hanno detto è stato lui" ha proseguito Amanda riferendosi a Patrick Lumumba, arrestato e poi prosciolto. "Dopo avere fatto il suo nome - ha proseguito - ho cominciato a piangere. Ho cominciato a immaginare una scena con immagini che forse non concordavano ma avrebbe potuto spiegare". La Knox ha detto di non ricordare la telefonata alla madre prima del ritrovamento del cadavere di Mez, nel cuore della notte di Seattle, ma forse di averla fatta dopo avere trovato aperta la porta di casa. Non ricordo ha risposto anche quando le è stato chiesto a quale ora avesse acceso il cellulare quella mattina o a chi le avesse fornito la marijuana.

E ha spiegato di avere dedotto da quanto mostrato nel serial tv Csi, Scena del crimine, che Meredith aveva avuto una morte lenta: "Mi avevano detto che era stata sgozzata". Ha spiegato di avere visto solo un paio di volte Rudy Guede (già condannato per il delitto) e che questi non aveva mai incontrato Sollecito. Ha definito falsa la ricostruzione dell'ivoriano che ha collocato lei e Raffaele sulla scena del delitto. Amanda ha detto di essere stata "choccatissima" per la morte di Mez: "La ricordo ma sto anche pensando a come andare avanti con la mia vita". E della ruota fatta in questura prima di essere interrogata ha spiegato di "essere abituata a cercare la normalità nelle situazioni difficili. E' un modo per sentirmi sicura". Ha poi sottolineato la sua passione per la canzone dei Beatles "Let it be" perché "mi fa pensare a casa". Alla fine della giornata il padre di Amanda, Curt Knox, si è detto ancora di più orgoglioso della figlia. Venerdì è attesa in aula la madre della giovane, Edda Mellas.

claudio.sebastiani@ansa.it

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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:27 am   Post subject: [Nazione] 14 June 2009   

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L'EDITORIALE
L'INNOCENZA E L'INDECENZA


THIMOTY EGAN è un ex giornalista, oggi accreditato come autorevole editorialista del New York Times, che si autodichiara «italiano cittadino onorario» al punto che, bontà sua, ha persino fatto studiare i figli nel nostro Paese. Un vero eroe. Sostenuto da questa premessa ruffiana, alla vigilia della prima deposizione della connazionale Amanda Knox al processo per l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia, ha vergato un sobrio editoriale dal titolo equilibrato: «Una innocente all’estero».

In cui Egan non ha avuto un dubbio al mondo su cosa scegliere tra l’orgoglio nazionale e il peloso affetto per l’Italia e i suoi presidi democratici. Non solo giudiziari. Amanda è innocente, vittima di un procuratore italiano potente, ossessionato e carrierista, perseguitata e rovinata da «un giornalismo da avvoltoi e una pubblica accusa sciatta».

Se questa è la serenità di approccio di un signore che non rischia trent’anni di galera e ha la pensione al sicuro, come può sorprendere che Amanda, studentessa a carico della famiglia e dal futuro quanto meno incerto, tiri diritto nella sua linea difensiva sostenendo anche di essere stata picchiata in questura?

Lasciando da parte il merito dello svolgimento processuale, in questa vicenda ci sono tutte le contraddizioni culturali di un irrisolto autolesionismo patrio che autorizza molti osservatori stranieri a guardare all’Italia ancora con il paraocchi di mafia, pizza e mandolino. Si può provare, una volta tanto, a scrollarsi di dosso le pur amate macchiette di Sordi e Villaggio, e a dire almeno che non se ne può più? Bene ha fatto il procuratore Mignini a non reagire alle provocazioni. E ancor meglio ha fatto il Sap, il sindacato autonomo di polizia, ad annunciare denunce e querele contro la signorina Knox.

Ieri a Firenze, la città si è svegliata con il terribile incubo di una diciottenne, anch’essa studentessa americana, che nella notte aveva denunciato di essere stata stuprata a due passi da Piazza Signoria, per giunta sotto il naso dei vigili urbani. L’allarme è durato poche ore: alla fine la ragazza, smaltiti gli ultimi residui di alcol, è crollata rimangiandosi tutto.

Pur restando alla larga dalla tentazione di sciocche generalizzazioni, come fa anche Egan nel suo furente attacco all’Italia, quella dei giovani americani ubriachi sorpresi anche a orinare nella fontana del Nettuno, questa sì in piena Piazza Signoria, è diventata una storia di insopportabile mancanza di rispetto. Se proprio dobbiamo prendere lezioni dagli americani, almeno siano lezioni di civiltà. E non di Far West da importazione. Altrimenti anche a noi può scappare un titolino sobrio sobrio da segnalare a uso e consumo delle riflessioni patrie di Egan: «Un indecente dall’estero».
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:29 am   Post subject: [Libero] 13 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: VENERDI' PROSSIMO NUOVA UDIENZA

(Adnkronos) - Si terra' venerdi' prossimo una Perugia, 13 giu. - nuova udienza del processo in corso davanti alla Corte di Assise di Perugia che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher.
E' infatti terminata l'udienza di oggi, durante la quale e' stata ascoltata Amanda. In aula, venerdi' prossimo, sara' sentita la testimonianza della madre della studentessa americana, Edda Mellas.


[Libero] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:30 am   Post subject: [AGI] 13 June 2009   

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MEREDITH: DIFESA SOLLECITO, DA AMANDA CHIARA VERITA' PROCESSUALE


(AGI) - Perugia, 13 giu. - "Credo che oggi sia stato ribadito quello che per noi e' un punto essenziale del processo: la tesi accusatoria prevede tre soggetti che avrebbero in concorso ucciso Meredith. In maniera chiara e inequivocabile Amanda ha fatto presente che Rudy Guede (l'ivoriano gia' condannato a 30 anni per il delitto) l'ha visto due volte nella sua vita e che Raffaele Sollecito non ha mai visto Guede. Credo che sia il primo caso nella storia in cui si ipotizza un concorso tra tre persone e una di queste non conosce le altre due". Cosi' l'avvocato Giulia Bongiorno, uno dei legali di Raffaele Sollecito, parlando con i giornalisti al termine dell'udienza di oggi: "Amanda si e' dimostrata una ragazza che, sebbene giovane e in un Paese straniero, e' riuscita in maniera chiara e lucida e senza mai avere un dubbio a esprimere la verita' processuale". "Raffaele ha seguito con molta attenzione questi due giorni di esame incrociato di Amanda e ha annuito in quasi tutte le circostanze - ha detto, invece, un altro dei difensori dello studente di Giovinazzo, Luca Maori - Amanda ha ricostruito dettagliatamente quella che e' stata la loro vita per quei pochi giorni. La Knox era stata definita una mangiatrice di uomini e un soggetto non chiaro, in realta' si e' dimostrata una donna molto seria e che ha saputo ricostruire esattamente e senza sbavature quella che e' stata la sua vita dal 25 ottobre al 2 novembre, giorno del ritrovamento del corpo di Meredith".

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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:32 am   Post subject: [Nazione] 16 June 2009   

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IL GIALLO DI MEREDITH
FACEBOOK SI SCATENA SU AMANDA
TRENTASEI FAN CLUB NELLA PIAZZA VIRTUALE
Ci sono i più ‘scontati’ ‘Free Amanda’ e gli ironici ‘Quelli che ci proverebbero con Amanda Knox’ o ‘Quanto è bona Amanda Knox’. Trentasette gruppi e alcuni account personali (che però non possono essere stati creati direttamente da lei) con tanto di album fotografici e invito agli ‘eventi’: le udienze del processo di Perugia

Perugia, 16 giugno 2009 - Ci sono i più ‘scontati’ ‘Free Amanda’ e gli ironici ‘Quelli che ci proverebbero con Amanda Knox’ o ‘Quanto è bona Amanda Knox’. Trentasette gruppi e alcuni account personali (che però non possono essere stati creati direttamente da lei) con tanto di album fotografici e invito agli ‘eventi’: le udienze del processo di Perugia.

Il brutale assassinio di Meredith Kercher diventa materia da appassionati internauti e sostenitori della piazza virtuale di Facebook. In cui nessuno risparmia commenti e opinioni sulla protagonista. Che però è un’imputata di delitto e violenza sessuale della studentessa inglese. Se non ci fosse di mezzo la vicenda di una ragazza uccisa sulla soglia della vita, sarebbe curioso sfogliare i titoli e le bacheche dei fan club ispirati alla Knox.

Come quello dal titolo ‘Quelli che aspettano che Amanda Knox esca di galera per invitarla a cena’ in cui Marco scrive: "Quanti anni le danno? Spero di non aspettare troppo a lungo", oppure "Condannatela all’ergastolo ma in camera mia". Qualcuno ha creato un gruppo dal titolo 'Il mio capo in camera con Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito' mentre c’è chi deride l’americana per le dichiarazioni contro la polizia che l’avrebbe picchiata per farla confessare: "...ma poverina, ha preso due pizze in testa. Sono stato malmenato per molto meno. Con un morto ammazzato dentro casa...".

L’account ‘Free Amanda e Raffaele Sollecito’ con 455 iscritti - aperto a chi sostiene che i due sono innocenti - è invece quello in cui amministratore risulta proprio l’ex o attuale fidanzato americano David Johnsrud (e responsabile un’amica, Madison) che nei giorni scorsi è volato in Italia per stare accanto all’amica-ragazza. Che nelle lettere a Raffaele dice di voler stare con Dj e di non potergli dare tutto il suo cuore.

"Il mio punto è questo - scrive in risposta ad un messaggio contro Knox - . Se tu vuoi sostenere che Amanda è una sociopatica senza scrupoli allora devi dire che è una tua opinione e ti dico che ti sbagli". Anche se in modo irrituale la comunità virtuale si spacca tra innocentisti e colpevolisti. Ed è così che nasce il fan club ‘Salviamo Amanda Knox e impediamo di impedire di uccidere altre persone’ oppure ‘Devi essere una mente contorta per essere un ammiratore di Amanda Knox’.

Nel profilo personale che qualcuno deve avere creato a suo nome tra gli interessi della ragazza si legge: 'Movida perugina e architettura carceraria' mentre nell’indirizzario (posizione geografica) ‘questura di Perugia’. In molti commentano anche il cortometraggio realizzato in carcere e mai trasmesso in cui Amanda recita la storia di una ragazza detenuta che sogna la libertà. ‘No ad Amanda Knox come attrice’ è il titolo di un altro gruppo. "Sempre più gente indignata. C’è un limite a tutto! Passi il Grande Fratello! L’isola dei Famosi (dimenticati), Maria de Filippi e i vari tronisti ma che una persona condannata (Amanda è in attesa di giudizio ndr) per omicidio ora diventi famosa (per presunte doti recitative) proprio mi disgusta!!!!"

Intanto il processo per il giallo di Perugia riprende venerdì con tre testimonianze chiave dei difensori degli imputati, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova (per Knox) e Giulia Bongiorno e Luca Maori (per Sollecito). Sul banco dei testimoni saliranno la mamma di Amanda, Edda Mellas, alla quale sarà chiesto delle telefonate con la figlia e sui colloqui intercettati in carcere. Tra i testi anche il padre di Raffaele, Francesco Sollecito (indagato per la vicenda delle immagini del corpo straziato di Mez trasmesse da Telenorba), e il dottor Francesco Introna, il medico legale di ‘Ciccio e Tore’, i bambini di Gravina, nuovo consulente della difesa.
Erika Pontini



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MEZ, PRESTO UN THRILLER SU AMANDA
GRISHAM: "PER ME È INNOCENTE"
Migliaia di lettori in tutto il mondo hanno letto i suoi libri e ora, John Grisham, potrebbe scrivere un "giallo" sul giallo di Perugia, sul delitto di Meredith e su uno degli accusati, l'americana Amanda Knox. "Mi piacerebbe scrivere un libro su questa vicenda", spiega lo scrittore, in Italia per lanciare la sua ultima fatica letteraria. "Per me è innocente, non credo sia stata lei".
"In America seguiamo molto questo caso - racconta a La Stampa -. Vorrei capire di più. Per me è difficile credere che sia colpevole, anche se sembra che ci siano molte prove a sfavore".

Se deciderà di scrivere un legal-thriller, Grisham si trasferirà nel capoluogo umbro per raccogliere scupolosamente materiale. Incuriosito dalla vicenda, il re dei best sellers si pne un interrogativo sui tempi biblici della giustizia italiana: "Ma quando finisce il processo? Sembra interminabile..."


[TGCOM] 16 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:35 am   Post subject: Re: Italian newspaper reports on the case 28 Feb 2009-   

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PERUGIA, AMANDA KNOX PROTAGONISTA DI UN LEGAL-THRILLER?


Il delitto di Meredith potrebbe diventare presto un libro e a scriverlo sarebbe John Grisham, autore di famosi best-seller. Lo scrittore ha dichiarato che gli piacerebbe scrivere la “sua ultima fatica letteraria” su questa vicenda, che in America viene molto seguita. In particolar modo Grisham vorrebbe concentrarsi sul personaggio di Amanda, che a suo avviso è innocente, e cercare di capirne qualcosa di più.

”Sono tendenzialmente innocentista, per me è difficile credere che sia stata lei, anche se capisco che ci sono molte prove a suo carico. E che appaia una ragazzina stupida”, ha dichiarato lo scrittore.

Nel caso in cui dovesse decidere di scrivere questa storia si trasferirà a Perugia per raccogliere così del materiale per il suo “giallo”. Di certo non sarà stato un caso se Grisham si è interessato al delitto di Meredith; infatti i suoi 10anni di esperienza da avvocato, praticata nella città di Southaven, lo portano a interessarsi di continuo a temi legati ai grandi studi legali sotto accusa, un motivo che porta la sua vasta catena di best-seller a essere chiamata con il nome di “legal thriller”.

Tuttavia nonostante il mistero che si avvolge attorno alla vicenda e che ben si attiene al genere dello scrittore, sarà difficile realizzarne una stesura a causa dei tempi lunghi del processo, che riprenderà venerdì con tre testimonianze chiave dei difensori degli imputati. Sul banco dei testimoni saliranno: la mamma di Amanda, Edda Mellas, alla quale sarà chiesto delle telefonate con la figlia e sui colloqui intercettati in carcere; il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, indagato per la vicenda delle immagini del corpo straziato di Mez trasmesse da Telenorba; e ancora il dottor Francesco Introna, il medico legale di ‘Ciccio e Tore’, i bambini di Gravina, nuovo consulente della difesa.

Elisabetta Paladini


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:39 am   Post subject: [Panorama] 15 June 2009   

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AMANDA KNOX: “SHOCKATA PER LA MORTE DI MEREDITH”
• simona.santoni
• Lunedì 15 Giugno 2009



Il 12 e il 13 giugno due giorni di interrogatorio a Perugia, ad Amanda Knox, indagata per l’omicidio della sua compagna di stanza Meredith Kercher.

Presenti decine di giornalisti, fotografi e teleoperatori delle principali testate italiane ed estere, molti dei quali giunti da Usa e Gran Bretagna. Pochi invece i curiosi nonostante l’interesse suscitato sui mass media dalla Knox.

La giovane americana ha detto di essere stata “shockatissima” per la morte di Mez: “La ricordo ma sto anche pensando a come andare avanti con la mia vita”.

Inoltre, davanti al giudice ha anche sostenuto di essere stata picchiata a ridosso del delitto e di avere ricevuto pressioni dalla polizia. “C’era tanta confusione e tanta gente” ha spiegato. “Mi ripetevano ‘ti mettiamo in carcere per 30 anni se non dici la verità’. Mi hanno chiamata stupida bugiarda”.

E ha aggiunto: “Volevano un nome in relazione a chi aveva fatto il delitto e dicevano che io sapevo”. “Non mi hanno detto è stato lui” ha proseguito Amanda riferendosi a Patrick Lumumba, arrestato e poi prosciolto. “Dopo avere fatto il suo nome ho cominciato a piangere. Ho cominciato a immaginare una scena con immagini che forse non concordavano ma avrebbe potuto spiegare”.

Il dibattimento è stato rinviato a venerdì prossimo quando testimonierà la madre di Amanda, Edda Mellas.


[Panorama] 15 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:44 am   Post subject: [Dire Giovani] 16 June 2009   

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AMANDA PROTAGONISTA SU FACEBOOK E PER GRISHAM
16 GIUGNO 2009

ROMA - Le vite e le storie che orbitano attorno al Delitto di Perugia si fanno sempre più "mediatiche". Oltre alla stampa, che ha acceso i riflettori il 2 novembre del 2007, pare quasi che ogni mezzo di comuniazione cooperi ad aprire casi nel caso. Su tutti è Amanda a tenere viva l'attenzione della società civile che è spettatore partecipe della vicenda.
Nella piazza virtuale di Facebook, ad esempio, sono natai trentasette gruppi e alcuni account personali in cui nessuno risparmia commenti e opinioni sulla protagonista, la studentessa di Seattle imputata di delitto e violenza sessuale della coinquilina inglese. Il brutale assassinio di Meredith Kercher diventa, quindi, materia da appassionati internauti che si propongono con gli scontati di "Free Amanda" o gli ironici di "Quelli che ci proverebbero con Amanda Knox". L'account "Free Amanda e Raffaele Sollecito" ha con 455 iscritti ed aperto a chi sostiene che i due sono innocenti. Ne è amministratore il fidanzato americano della Knox, Dj ovvero David Johnsrud che è anche volato in Italia per starle accanto.
Oltre alla Rete Amanda ha attratto a sè anche l'attenzione di un esperto di legal-thriller, John Grisham. L'autore di Il ricatto ha, infatti, dichiarato a "La Stampa" di potrebbe scrivere un giallo sul giallo di Perugia, sul delitto di Meredith e su uno degli accusati, l'americana Amanda Knox. Appunto. "Mi piacerebbe scrivere un libro su questa vicenda", spiega lo scrittore, "Per me è innocente, non credo sia stata lei". "In America seguiamo molto questo caso - racconta -. Vorrei capire di più. Per me è difficile credere che sia colpevole, anche se sembra che ci siano molte prove a sfavore". Infine aggiunge: "Ma quando finisce il processo? Sembra interminabile. Mi piacerebbe ambientare un libro da voi per paragonare i due sistemi, quello americano e quello italiano".
Intanto il processo per il giallo di Perugia riprende venerdì con tre testimonianze chiave dei difensori degli imputati, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova (per Knox) e Giulia Bongiorno e Luca Maori (per Sollecito). Sul banco dei testimoni saliranno la mamma di Amanda, Edda Mellas, alla quale sarà chiesto delle telefonate con la figlia e sui colloqui intercettati in carcere. Tra i testi anche il padre di Raffaele, Francesco Sollecito (indagato per la vicenda delle immagini del corpo straziato di Mez trasmesse da Telenorba), e il dottor Francesco Introna, il medico legale di Ciccio e Tore, i bambini di Gravina, nuovo consulente della difesa.


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:46 am   Post subject: [Nazione] 15 June 2009   

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IL GIALLO DI MEREDITH
"TI ABBRACCERÒ PER L'ASSOLUZIONE"
LA LETTERA DI AMANDA A SOLLECITO
"Sai cosa sarebbe meraviglioso? Pensi che ci farebbero abbracciare quando il giudice ci assolve? Sono stanca di non avere il permesso di guardarti, spero che questa lettera non ti faccia male, perché tutte le tue lettere mi danno un senso di pace. Grazie, io sono qui per tenerti la mano". Sono parole di Amanda ‘occhi di cerbiatto’ Knox


Perugia, 15 giugno 2009 - "Sai cosa sarebbe meraviglioso? Pensi che ci farebbero abbracciare quando il giudice ci assolve? Sono stanca di non avere il permesso di guardarti, spero che questa lettera non ti faccia male, perché tutte le tue lettere mi danno un senso di pace. Grazie, io sono qui per tenerti la mano". Sono parole di Amanda ‘occhi di cerbiatto’ Knox. Le ha scritte di suo pugno a Raffaele Sollecito: la lettera porta la data del 18 febbraio 2009. Prima erano fidanzati.

Ora sono entrambi in carcere, accusati di aver violentato e ucciso Meredith Kercher, studentessa inglese di 21 anni, ammazzata nel casolare di via della Pergola all’inizio di novembre, nel 2007. E’ in corso il processo. Venerdì e sabato sul banco dei testimoni è salita proprio Amanda: ha risposto a tutte le domande, un fuoco di fila impressionante, arrivato dagli avvocati di parte civile e dall’accusa. Solo qualche 'non ricordo'. E uno, in particolare, su una telefonata fatta alla madre alle 12.07 del giorno del ritrovamento del cadavere, sulla quale la ventunenne di Seattle è stata incalzata dal pubblico ministero. Un po’ come se quel 'non ricordo' fosse artificioso, non sincero e tutt’altro che spontaneo.

"Macché - attacca l’avvocato Luca Maori, che difende Raffaele Sollecito -. Amanda non ricorda quella telefonata perché non c’è mai stata. E’ vero, e lo dimostrano i tabulati, alle 12.07 Amanda Knox ha fatto una chiamata, ma a Meredith. Come ha sentito le altre coinquiline. E questo cambia tutto, è chiaro. Ha chiamato la madre, ma più tardi: alle 12.47 mentre veniva allertata la polizia e poi alle 13.24 quando veniva buttata giù la porta della stanza di Meredith". Uno scenario nuovo che animerà, di certo, l’udienza di venerdì, nel corso della quale è molto probabile che la studentessa di Seattle venga chiamata di nuovo sul banco dei testimoni.

E lì ci sarà anche l’ex studente di Giovinazzo, l’ex fidanzato a cui, sempre nella lettera di metà febbraio la Knox scrive: "Ammiro la tua sincerità perché significa molte cose, tu sei prima onesto con te stesso e con i sentimenti, questa è la cosa più importante, ti voglio ringraziare per aver condiviso i tuoi sentimenti e pensieri con me, posso immaginare che può essere difficile. Spero che non sia difficile perché io sono abbastanza fortunata da sentirmi a mio agio e felice di comunicare con te. Mi fa pensare a quello che mi attirava a te, cosa mi ha trattenuto e colpito, e quello che continuo a pensare di te... Avremmo veramente potuto avere qualcosa di speciale, è vero, anche se avevamo e abbiamo ancora molto da imparare ognuno dell’altro. È stata una sintonia, ognuno ha fatto felice l’altro, eravamo aperti e abbiamo ancora un’opportunità per trovare una sintonia".

In questa lettera, però, Amanda pone delle distanze: è come se lasciasse Raffaele. "Io sono ancora qui per te, so che non ti sembra abbastanza, perché tu vuoi ancora seguire la direzione nella quale andavamo prima che l’intero mondo, improvvisamente, ci buttasse in un’esperienza che non meritiamo e siamo stati divisi. Mi dispiace per te perché in questo periodo mi sono re-indirizzata verso l’amore che conoscevo e che è rinato in me per Dj, perché significa che non posso darti il mio cuore completamente. Però posso darti la mia mano, la mia spalla, il mio orecchio, il mio tempo, la mia penna, i miei pensieri, i miei sorrisi e la mia stupida carta rosa... Spero di darti molto come amica e che un giorno questo basterà a colmare il buco che rimane di ciò che è stato tolto da noi. Grazie per aver tenuto la mia mano. Sei stato vicino a me in questo periodo in un modo speciale e anche io spero di esserlo stata per te".

"Ecco - conclude l’avvocato Maori - queste lettere raccontano il rapporto tra Raffaele e Amanda: niente di morboso, come si vuol far credere. Solo due ventenni, che si sono incontrati, si sono piaciuti e si sono lasciati andare a sentimenti puri e sinceri".
Annalisa Angelici


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:48 am   Post subject: [Messaggero] 15 June 2009   

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AMANDA E RAFFAELE, LE LETTERE DAL CARCERE

di Cristiana Mangani
ROMA (15 giugno) - Legati a doppio filo da una verità che potrebbe farli sprofondare per sempre, o redimerli. Amanda Knox e Raffaele Sollecito, così lontani eppure tanto vicini. Era la fine di novembre del 2007 quando la ragazza di Seattle scriveva dal carcere: «Io sono innocente. A uccidere Meredith potrebbe essere stato Raffaele, anche se non so perché».

È passato più di un anno e mezzo da quel giorno. Dopo un tentativo di separare le due posizioni, il processo li ha inevitabilmente riavvicinati. Non più amanti né fidanzati, ma legati a doppio filo, perché se cade lei, trascina Sollecito con sé. E così suonano come una prova di amicizia, di complicità, le lettere scritte nei mesi scorsi dalla Knox al suo ex ragazzo. Le ha pubblicate il “Daily Mail” che, come tutti i giornali stranieri continua a seguire con grande attenzione questo giallo internazionale. «Posso darti la mia mano - scrive Foxy Knoxy - la mia spalla, il mio ascolto, il mio tempo, la mia penna, i miei sorrisi, la mia sciocca carta da lettere rosa, ma sono tornata con il mio ex».

Amanda vicina a Raffaele per sempre, ma non più con il cuore. Ha ripreso a comunicare con il suo boyfriend americano, Dj (venuto anche in Italia per assistere a una udienza), e risponde teneramente ai sorrisi che l’ingegnere pugliese le riserva tra timori e timidezze. Le ha mandato una rosa per San Valentino, lei una mail. Gli fa gli auguri per la festa degli innamorati e poi si dice contenta per averlo rivisto in aula. «Non sono brava a capire le espressioni del viso - aggiunge - né leggere le labbra. Devo ammettere che non ho capito quello che tu volevi trasmettermi». Si parla delle udienze, poi di alcuni testimoni, amici della vittima, persone che definisce estranee al suo mondo, che la giudicano e lei non capisce sulla base di cosa. «Nei loro racconti su di me e sul mio comportamento - è ancora il testo della lettera - hanno certezze che io non ho. Danno una valutazione dei fatti che, ancora, non sono riuscita a collocare».

Nelle fasi successive al delitto, quando - a loro dire - cercavano una giustificazione a quanto stava accadendo, Raffaele ha provato a ricostruire quella notte e ha “abbandonato” Amanda. «Potrebbe essere uscita - ha raccontato al gip - Io dormivo, avevo fumato spinelli e bevuto. Potrei non essermene accorto». Si è pentito per quelle parole, lo ha detto tante volte ai suoi difensori, e ha spiegato anche a lei che non voleva dire quelle cose, ma cercava di capire solo cosa potesse essere successo.

Il primo incrocio di sguardi e i primi sorrisi sono arrivati solo diversi mesi dopo, durante il processo, mentre, poco distanti l’uno dall’altra, stanno tentando di difendersi dall’accusa di omicidio. La frattura è stata sanata, forse anche perché così conviene a tutti e due. Gli avvocati potrebbe aver spiegato loro che c’è già un condannato per il delitto di Mez: l’ivoriano Rudy Guede. Sulla sua presenza sulla scena del crimine la notte in cui la ragazza inglese è stata uccisa non esistono dubbi. Mentre possono prestarsi a doppie interpretazioni le tante contraddizioni degli altri due imputati. Ci vorranno ancora vari mesi prima che la Corte d’assise di Perugia decida se i due ex fidanzatini siano colpevoli o meno della morte della studentessa inglese. Nel frattempo loro restano liberi di esprimere i caratteri, la disperazione, con la speranza finale, come è ancora Amanda a scrivere, che «alla fine gli avvocati riusciranno a tirarmi fuori da qui».

[Messaggero] 15 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:49 am   Post subject: [Style] 17 June 2009   

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mercoledì, 17 giugno 2009
AMANDA NON CI È SIMPATICA. MA QUANDO ARRIVANO LE PROVE?
DA QUASI DUE ANNI È IN CARCERE A PERUGIA: CONTRO DI LEI, CONGETTURE E PREGIUDIZI

Anche volendo sorvolare sulle pressioni e le minacce che Amanda Knox avrebbe ricevuto dalla polizia. Anche volendo ignorare il fatto che l’abbiano interrogata senza un avvocato né un traduttore quando era già indagata per l’omicidio di Meredith Kercher. Anche volendo trovare sensato che l’accusa nei confronti di Amanda e Raffaele Sollecito si basi sulla presunzione di un gioco erotico a tre, mentre Raffaele non ha mai incontrato l’ivoriano Rudy Hermann Guede e Amanda l’ha visto due volte. Anche se nella casa dove abitavano Meredith e Amanda non ci sono tracce di Raffaele Sollecito. Anche se i «fidanzatini» si sono visti rifiutare gli arresti domiciliari in comunità e stanno in carcere da quasi due anni senza che nessuno abbia ancora mostrato prove degne di questo nome contro di loro, né moventi credibili né l’arma del delitto. Anche se nella casa dell’omicidio ci sono stati furti e intrusioni che hanno incasinato tracce e reperti. Anche se tutto questo è sotto gli occhi di tutti, di sicuro Amanda Knox non ha un’aria simpatica.
È carina, sorride nonostante l’amica ammazzata e i quasi due anni di galera che si sta facendo. E poi, questo sì è stato provato: si faceva le canne e ha avuto diversi ragazzi. E faceva ginnastica, in questura, dopo l’arresto. Solo un’assassina può sorridere e fare ginnastica, non vi pare? Se poi ha avuto parecchi ragazzi, le piace il sesso e fuma gli spinelli, beh, tanto tanto innocente non sarà, sembrano pensare i suoi accusatori. Che cosa importa se non ci sono prove schiaccianti, e nemmeno pesanti, e nemmeno leggere, ma solo indizi e congetture?
Se vi ammazzassero la coinquilina e vi tenessero quasi due anni in carcere, voi sareste capaci di sorridere? Ovvio che no. Solo i Caini, solo i Franti, solo gli assassini sorridono, sembrano pensare i suoi accusatori.
Dimenticavo: alle nove del mattino del giorno in cui fu trovato il corpo di Meredith, Amanda telefonò alla mamma a Seattle. E a Seattle erano le tre di notte. Se non è questa una prova schiacciante, sembrano affermare. Vi pare che uno chiama i genitori alle tre di notte se non per confessargli di aver ammazzato la coinquilina? Sarebbe un gran maleducato.
Amanda Knox, senza interprete, un po’ fumata e forse non troppo sveglia di suo, da quando è stata arrestata ha già cambiato tre versioni. Ha tirato dentro il povero Patrick Lumumba che non c’entrava un tubo ed è stato completamente scagionato solo perché ha avuto la gran fortuna di avere un alibi per l’ora dell’omicidio. Ha detto un sacco di scemenze. Ora sostiene che era confusa, e che gliele hanno fatte dire, e che non capiva l’italiano e che quelli urlavano.
Noi come è andata non lo possiamo sapere, aspettiamo il processo, aspettiamo le prove. Ma che le tirino fuori queste accidenti di prove, se ci sono. Perché non si tengono in galera due ventenni per quasi due anni solo perché sono bellini e un po’ tonti, e magari pure vacui e antipatici. Ci vuole altro, per tenere in carcere qualcuno. Ci vorrebbe altro.
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Postato da Daria Bignardi alle ore 09:0


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JOHN GRISHAM SCRIVERÀ UN THRILLER SU AMANDA
Potrebbe essere dedicato ad Amanda Knox il prossimo thriller del celebre scrittore americano John Grisham che si dichiara affascinato dal giallo di Perugia
Il celebre scrittore americano John Grisham, autore di numerosi best seller spesso in vetta alle classifiche mondiali, ha dichiarato di aver intenzione di scrivere un giallo che prenda come spunto l’omicidio di Meredith Kercher.
A rivelarlo è lo stesso scrittore durante un’intervista.
Grisham, apprezzato in tutto il mondo per la complessità creativa e di narrazione da cui i suoi legal - thriller sono ampiamente permeati, ha confessato di aver seguito da vicino il giallo di Perugia e di essere giunta ad una sua, personalissima, convinzione.
Grisham infatti ritiene che Amanda Knox, la protagonista assoluta della vicenda anche definita come la dark lady dal viso angelico, sia innocente di fronte all’accusa contestatagli anche se le prove del caso sarebbero quasi tutte contro di lei.
Il bravissimo autore ritiene infatti che una ragazza tanto giovane e così intelligente non sarebbe caduta in contraddizione se realmente fosse stata colpevole.
Inoltre la sicurezza dimostrata da Amanda nel rispondere alle domande del processo, costituirebbe un ulteriore punto a suo favore.
Inevitabile infine una critica nei confronti del sistema giudiziario italiano che Grisham definisce “TROPPO LENTO RISPETTO A QUELLO AMERICANO”.

Stefania Rocco
16-06-09


[Ciao Magazine] 16 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:52 am   Post subject: [Notiziario] 16 June 2009   

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16/06/2009 13:24 - SARANNO ASCOLTATI I TESTIMONI DELLA DIFESA
Processo Kercher: venerdì sul banco dei testimoni la madre di Amanda

PERUGIA - Venerdì 19 giugno, deporranno davanti alla Corte d`assise di Perugia nel processo per l’omicidio della studentessa Inglese Meredith Kercher, la madre di Amanda Knox, Edda Mellas ed il padre di Raffaele Sollecito, Francesco. I due sono stati citati dagli avvocati dei due imputati, nell’udienza di sabato invece, sarà ascoltato medico-legale Francesco Introna, consulente dei difensori di Sollecito. Sia Amanda Knox che Raffaele sollecito si proclamano estranei alla morte della kercher.

[Notiziario] 16 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:54 am   Post subject: [Blitz] 15 June 2009   

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DELITTO MEREDITH/ AMANDA KNOX A RAFFAELE SOLLECITO: “POSSO DARTI TUTTO MA NON PIÙ L’AMORE” PUBBLICATE DAL DAILY MAIL LE LETTERE DALLA CELLA
Il Daily Mail ha diffuso il contenuto delle lettere che Amanda Knox, maggiore indiziata del delitto di Meredith Kercher, ha spedito all’altro imputato Raffaele Sollecito, durante l’anno e mezzo di detenzione seguita all’omicidio.
Emerge un rapporto molto affettuoso fra i due che continuano a protestare la propria innocenza e sono legati a doppio filo da una verità che potrebbe farli sprofondare per sempre o salvarli insieme.
Amicizia, complicità ma non amore fra i due. «Posso darti la mia mano - scrive “Foxy Knoxy” - la mia spalla, il mio ascolto, il mio tempo, la mia penna, i miei sorrisi, la mia sciocca carta da lettere rosa, ma sono tornata con il mio ex».
15 giugno 2009

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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 4:56 am   Post subject: [Fondazione] 15 June 2009   

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Delitto di Perugia, dopo omicidio Amanda telefonò a Meredith
lunedì, 15 giugno 2009

15 giugno 2009 - Dopo avere trovato aperta la porta d'ingresso della casa di via della Pergola, Amanda Knox chiamò alle 12.07 e alle 12.08 i telefoni cellulari di Meredith Kercher senza ricevere risposta mentre la telefonata alla madre, nel cuore della notte di Seattle, risulta alle 12.47 e non a ridosso di mezzogiorno del 2 novembre del 2007, come era emerso nel corso dell'interrogatorio della giovane americana. Lo hanno rilevato i difensori di Raffaele Sollecito - gli avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno - che hanno ricostruito gli orari esaminando i tabulati telefonici. A loro avviso la circostanza conferma ulteriormente la ricostruzione fornita dalla Knox che nell'interrogatorio aveva sostenuto di non ricordare la telefonata alla madre. I due ex fidanzati si proclamano estranei al delitto e la giovane americana ha confermato davanti alla Corte di Perugia di avere trascorso con Sollecito a casa di quest'ultimo la notte dell'omicidio. Nessun commento da parte della difesa della Knox che intende comunque approfondire questo aspetto nel corso della deposizione della madre di Amanda, Edda Mellas, in programma venerdì prossimo. In ambienti investigativi si sottolinea che la Knox chiamò la madre prima della scoperta del corpo di Mez e dai successivi accertamenti emerse che la donna si mostrò sorpresa per essere stata chiamata in quel momento. Lo si apprende dall'Ansa.

Last Updated ( lunedì, 15 giugno 2009 )

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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:07 am   Post subject: [Blitz] 23 May 2009   

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QUANDO MEREDITH KERCHER VENNE COLPITA DAL COLTELLO ALLA GOLA ERA CON LE GINOCCHIA A TERRA, IN CAMERA DA LETTO
Quando Meredith Kercher e’ stata colpita con la coltellata alla gola si trovava di fronte all’armadio della sua camera da letto, con il collo a circa 30-50 centimetri da terra. E’ quanto ha ricostruito oggi in aula Francesco Camana, direttore tecnico principale fisico della polizia scientifica, che si e’ occupato dell’analisi delle tracce di sangue sulla scena del crimine fornendo, in base a queste, una indicazione verosimile della posizione della vittima quando e’ stata colpita.
Camana e’ stato sentito oggi come testimone davanti alla Corte d’Assise di Perugia nell’ambito del processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese. L’esperto, in particolare, ha riferito di aver preso in esame, attraverso la cosiddetta ‘Blood pattern analysis’, 25 tracce di sangue, presenti nelle ante dell’armadio situato nella camera da letto della vittima, per determinarne l’angolo di impatto e quindi ricostruire il punto di origine.
Ogni traccia di sangue e’ stata analizzata e fotografata una a una. L’esperto ha quindi ricostruito la posizione della vittima al momento dell’omicidio ritenendo “probabile” che questa si trovasse con il collo a circa 30 - 50 centimetri da terra quando e’ stata colpita. In merito alla posizione del corpo, poi, Camana ha parlato di varie ipotesi definendo la piu’ plausibile quella che vuole il corpo di Meredith rivolto verso il pavimento, di fronte all’anta dell’armadio, con le ginocchia a terra e le gambe distese all’indietro.

23 maggio 2009 | 17:55

[Blitz] 23 May 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:22 am   Post subject: [Blitz] 18 June 2009   

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PROCESSO MEREDITH/ VENERDÌ IN AULA TESTIMONIERANNO IL PADRE DI RAFFAELE SOLLECITO E LA MADRE DI AMANDA KNOX: CHIAMATI PER CHIARIRE ALCUNI CONTATTI CON I RISPETTIVI FIGLI
Saranno gli affetti più cari dei due giovani imputati, la madre per Amanda Knox e il padre per Raffaele Sollecito, a sedere venerdì sul banco dei testimoni nel processo davanti alla Corte d’Assise di Perugia che vede accusati i due ex fidanzatini dell’omicidio di Meredith Kercher. Entrambi sono restati sempre vicini ai propri figli fin dai primi momenti, sostenendo la loro innocenza e estraneità al delitto.
Venerdì in aula ricorderanno le abitudini di vita dei due ragazzi, i contatti avuti con loro dopo la scoperta del corpo senza vita di Meredith e dopo il loro arresto, avvenuto la mattina del 6 novembre del 2007, quattro giorni dopo il delitto. Il padre di Raffaele, l’urologo Francesco Sollecito, testimonierà in aula assistito da un legale poiché attualmente indagato nell’ambito delle indagini della Procura di Perugia relative alla divulgazione e messa in onda da parte di una emittente televisiva pugliese del filmato girato nella casa del delitto durante i sopralluoghi della polizia scientifica e nel quale veniva mostrato anche il corpo di Meredith.
Francesco Sollecito, benché fino ad oggi non abbia mai potuto assistere alle udienze proprio perché citato come testimone nel processo, ha continuato a venire a Perugia anche due volte a settimana, per recarsi a trovare il figlio in carcere e tenersi aggiornato sul procedimento tramite i suoi legali, gli avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno. Sono stati proprio loro a volere che il padre di Raffaele parlasse in aula.
È volata invece mercoledì da Seattle a Perugia la madre di Amanda, Edda Melles. La donna già in passato era venuta nel capoluogo umbro per restare vicina alla figlia, alternandosi con l’ex marito, Curt Knox. Tra le altre cose le sarà chiesto in aula di chiarire alcune circostanze relative ai contatti telefonici avuti con Amanda, a partire proprio dal 2 novembre, giorno della scoperta del cadavere di Meredith.
Il processo proseguirà anche sabato quando a testimoniare sarà il medico legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito.

18 giugno 2009 | 14:15


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:24 am   Post subject: [Blitz] 12 June 2009   

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PROCESSO MEREDITH/ LUCA MAORI, AVVOCATO DI SOLLECITO: “AMANDA KNOX? OTTIMO INTERROGATORIO”
Giudica «un ottimo interrogatorio» quello sostenuto oggi da Amanda Knox davanti alla Corte d’Assise di Perugia, uno dei legali di Raffaele Sollecito, l’avvocato Luca Maori. «Da ragazza sciocca e fatua come era stata dipinta - ha detto il legale - si è invece dimostrata una donna matura che ha raccontato in maniera precisa quello che è successo».
L’avvocato ha spiegato che spesso, durante l’esame di Amanda, Raffaele ha comunicato con i suoi legali tramite dei biglietti.
«È vero… è stato amore a prima vista», ha scritto in uno di questi Raffaele, riferendosi alla relazione con la studentessa di Seattle.
12 giugno 2009 | 19:40

[Blitz] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:26 am   Post subject: [Blitz] 13 June 2009   

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IL PROCESSO PER LA UCCISIONE DI MEREDITH KERCHER RIPRENDERÀ VENERDÌ 19 GIUGNO. IMPUTATI AMANDA KNOX E RAFFAELE SOLLECITO
Il processo in corso davanti alla Corte di Assise di Perugia, che vede imputati la studentessa Amanda Knox, americana di Seattle e Raffaele Sollecito, accusati di complicità nell’omicidio di Meredith Kercher, riprenderà venerdi’ prossimo con la testimonianza di Edda Mellas, la madre di Amanda Knox.
L’udienza di sabato 13, una volta concluso l’esame di Amanda, è proseguita con la testimonianza di un amico americano della giovane. “Io e Amanda ci siamo conosciuti perche’ studiavamo insieme all’universita’ di Washington - ha detto il ragazzo parlando davanti alla Corte - posso dire che e’ la mia migliore amica, ci teneva tanto a fare questa avventura in Italia, tanto che, prima di partire, aveva svolto anche tre lavori in America”.

13 giugno 2009 | 16:15


[Blitz] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:29 am   Post subject: [Blitz] 19 June 2009   

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PROCESSO MEREDITH/ INTERROGATI IL PADRE DI RAFFAELE SOLLECITO E LA MADRE DI AMANDA KNOX: LE LORO DICHIARAZIONI SONO QUASI LE STESSE E NON SI CONTRADDICONO
Continua il processo per l’omicidio di Meredith Kercher. Nella giornata di venerdì sono stati ascoltati il padre di Raffaele Sollecito, Francesco, e Edda Mellas, madre di Amanda Knox.
I due sono stati chiamati in aula dalle rispettive difese per capire meglio il comportamento degli indagati in quei giorni del novembre del 2007, quando avvenne l’omicidio.
«Con Amanda Raffaele aveva una bella intesa, la coccolava come una bambina. Mi parlava di lei da pochi giorni ma era una bella storia. Mio figlio non mi aveva mai parlato in questi termini di un’altra ragazza». Lo ha dichiarato Francesco Sollecito, che nel corso dell’interrogatorio ha anche ricordato la telefonata fatta al figlio il 2 novembre 2007, intorno alle 12.45. «Mi disse che era andato a casa di Amanda e che avevano visto dei segni di effrazione e un vetro rotto in una stanza della casa e che pensavano fosse entrato un ladro».
«Sono stati commessi grossolani errori che hanno costato e costano tuttora il carcere a mio figlio» ha concluso Francesco Sollecito, che poi dopo la deposizione si è sfogato alla stampa: «Tutto potevo aspettarmi nella vita fuorché andare a deporre per mio figlio e vederlo seduto sul banco degli imputati per un’accusa così grave come quella di omicidio».
La madre di Amanda Knox, Edda Mellas, ha invece raccontato le tre telefonate che la figlia le ha fatto la mattina del 2 novembre, giorno in cui è stato scoperto il corpo senza vita di Meredith nell’appartamento di via della Pergola. «La prima telefonata - spiega la donna - mi è arrivata alle 4 della mattina, non so che ora potessero essere in Italia. Amanda mi diceva che aveva il sospetto che qualcuno potesse essere entrato in casa dato che la porta era aperta». La signora Knox ha inoltre confermato la versione della figlia, sostenendo che avrebbe passato tutta la notte seguente a casa del fidanzato Raffaele.
La madre di Amanda racconta poi la telefonata più importante: «Piangendo mi disse che avevano trovato il corpo di una ragazza in camera di Amanda. Era completamente disperata. Amanda ha insistito molto per restare a Perugia dopo l’omicidio di Meredith, città che aveva scelto per vivere e imparare la lingua e la cultura italiana».


19 giugno 2009 | 16:37





kevin scrive:
19 giugno 2009 alle 17:28
La mamma di Amanda si chiama Edda, non Emma

[Blitz] 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:36 am   Post subject: [Blitz] 12 June 2009   

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CASO MEREDITH/ AMANDA KNOX CHIAMATA ALLA SBARRA: “PICCHIATA DALLA POLIZIA PER FARMI CONFESSARE”
Virginia Di Marco*
Amanda, al processo per l’omicidio di Meredith, accusa la Polizia e il Pm di averla indotta con la violenza a confessare.
Pantaloni bianchi, camicia a maniche corte ugualmente candida e una semplice coda di cavallo per raccogliere i capelli biondi, Amanda Knox ha scelto di presentarsi con un look virginale davanti alla Corte d’Assise di Perugia, dove è chiamata a testimoniare. Si tratta del processo per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, che la vede imputata insieme al suo ex fidanzato, il pugliese Raffaele Sollecito (presente anche lui).
Al suo ingresso in aula, la giovane americana, originaria di Seattle, ha rivolto un sorriso ai suoi avvocati. Pur potendo avvalersi della facoltà di non parlare Amanda, che il 9 luglio compirà 22 anni, «intende rispondere a tutti e su tutto», come ha confermato uno dei suoi difensori, l’avvocato Luciano Ghirga.
Tra i presenti, c’è anche Kurt Knox, il papà di Amanda. Che, interpellato dai giornalisti - a centinaia presidiano l’aula - ha detto: «Oggi vedrete una nuova Amanda, non quella “dark angel” che è stato descritta finora».
Le prime domande le sono state rivolte dai legali di Patrick Lumumba, il proprietario del bar inizialmente indicato da Amanda come l’assasino (l’accusa si è rivelata infondata) e che si è costituito parte civile nel processo.
«Sotto pressione ho immaginato tante cose» si è giustificata la ragazza, riferendosi agli interrogatori ai quali venne sottoposta prima di essere arrestata. Tutte «dichiarazioni prese contro la mia volontà - ha aggiunto - Ciò che ho detto - l’ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero. La polizia suggeriva la via».
«Le ha suggerito la polizia di dire che Meredith aveva fatto sesso la notte dell’omicidio?», le ha chiesto l’avvocato Pacelli. «Sì». «L’hanno picchiata per farle dire questo?» ha chiesto ancora il legale. «Si» ha confermato l’americana.
Intanto il New York Times esprime profondi dubbi sull’inchiesta, poco accurata e sulla stampa italiana colpevolista a priori. Per il quotidiano Amanda è innocente.,

*(Scuola Superiore di Giornalismo Luiss)

12 giugno 2009 | 11:06


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PROCESSO AD AMANDA KNOX/ MEREDITH FU UCCISA ALLE 21.30 E NON ALLE 23.30, SOSTIENE IL PERITO DELLA DIFESA
Continua in corte d’Assise a Perugia il processo sull’uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher, che vede imputati l’italiano Raffaele Sollecito e l’americana Amanda Knox, mentre un terzo personaggioi della vicenda Rudy Guede, è stato già condannato a 30 anni di carcere.
Secondo un perito della difesa, Meredith venne uccisa intorno alle 21.30 il 1 novembre 2007. A sostenerlo e’ il medico-legale della difesa di Sollecito.Francesco Introna ha deposto nel processo per l’omicidio della ragazza inglese. L’esperto ritiene che il decesso sia avvenuto prima di quanto sostenuto dal consulente dell’accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30. Introna ha escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di ‘presa al collo fugace’.

20 giugno 2009 | 13:37


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:43 am   Post subject: [Blitz] 13 June 2009   

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AMANDA KNOX, ACCUSATA DI AVERE UCCISO MEREDITH KERCHER: IN CARCERE CANTAVO “LET IT BE” DEI BEATLES E PENSAVO A CASA
La canzone dei Beatles, ‘Let it be’, ha accompagnato spesso Amanda Knox nei primi momenti difficili trascorsi in carcere, in isolamento. Lo ha ricordato oggi la stessa studentessa di Seattle durante il suo interrogatorio davanti alla Corte d’Assise di Perugia che la sta processando per l’omicidio di Meredith Kercher, insieme a Raffaele Sollecito.
“Per i primi mesi in carcere e’ stata fondamentale per me questa canzone - ha detto Amanda - mi faceva pensare a casa e a quando la cantavo con i miei amici e la mia famiglia”. La Knox ha spiegato che la canzone parla di come affrontare un momento buio. “Per mesi sono stata sola e in isolamento - ha detto - quando uscivo ero sola e l’unica cosa che potevo fare era cantare questa canzone perche’ aiutava a farmi stare meglio”.

13 giugno 2009 | 14:15


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:47 am   Post subject: [Blitz] 13 June 2009   

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AMANDA KNOX DICE LA SUA VERITÀ SU PERCHÉ INDICÒ PATRICK LUMUMBA COME ASSASSINO DI MEREDITH KERCHER
“Loro volevano un nome e dicevano che io sapevo ma non volevo parlare. Non mi hanno detto che era stato lui (Patrick Lumumba ndr) ma dicevano che sapevano che lo avevo incontrato. Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perche’ ero una stupida bugiarda, o perche’ non ricordavo.Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, Piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Allora loro hanno cominciato a ricostruire”.
Amanda Knox torna a ricostruire ancora una volta in aula la notte tra il cinque e il sei novembre 2007, la stessa in cui venne interrogata dai poliziotti in questura e indico’ Patrick Lumumba come l’autore dell’omicidio di Meredith Kercher. E’ una Amanda che appare un po’ piu’ nervosa rispetto a ieri quella che sta rispondendo oggi alle domande del pubblico ministero Giuliano Mignini che ha chiesto alla studentessa di Seattle di ricostruire passo dopo passo le fasi dell’interrogatorio in questura, da chi e come le sarebbe stato suggerito il nome di Patrick e chi le avrebbe fatto pressioni o picchiata.
Amanda ha ricordato che il nome di Patrick venne fuori una volta trovato sul telefono cellulare della ragazza l’sms inviato all’allora datore di lavoro. “Mi chiedevano di ricordare gli orari di quello che avevo fatto la sera del primo novembre - ha ricordato Amanda -. Poi c’e’ stato un crescendo del dibattimento. Mi dicevano che non erano convinti di me perche’ riuscivo a ricordare alcune cose e non altre”.

13 giugno 2009 | 12:20


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:49 am   Post subject: [Repubblica] 18 June 2009   

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PERUGIA, 14:19
MEREDITH: DOMANI IN AULA PADRE RAFFAELE E MADRE AMANDA
Saranno gli affetti piu' cari dei due giovani imputati, la madre per Amanda Knox e il padre per Raffaele Sollecito, a sedere domani sul banco dei testimoni nel processo davanti alla Corte d'Assise di Perugia che vede accusati i due ex fidanzatini dell'omicidio di Meredith Kercher. Entrambi sono restati sempre vicini ai propri figli fin dai primi momenti, sostenendo la loro innocenza e estraneita' al delitto. Domani, in aula, ricorderanno le abitudini di vita dei due ragazzi, i contatti avuti con loro dopo la scoperta del corpo senza vita di Mez e dopo il loro arresto, avvenuto la mattina del 6 novembre del 2007, quattro giorni dopo il delitto. Il padre di Raffaele, l'urologo Francesco Sollecito, testimoniera' in aula assistito da un legale poiche' attualmente indagato nell'ambito delle indagini della Procura di Perugia relative alla divulgazione e messa in onda da parte di una emittente televisiva pugliese del filmato girato nella casa del delitto durante i sopralluoghi della polizia scientifica e nel quale veniva mostrato anche il corpo di Meredith. Francesco Sollecito, benche' fino ad oggi non abbia mai potuto assistere alle udienze poiche' appunto citato come testimone nel processo, ha continuato a venire a Perugia anche due volte a settimana, per recarsi a trovare il figlio in carcere e tenersi aggiornato sul procedimento tramite i suoi legali, gli avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno. Sono stati proprio loro a volere che il padre di Raffaele parlasse in aula. E' volata invece ieri da Seattle a Perugia la madre di Amanda, Edda Melles. La donna gia' in passato era venuta nel capoluogo umbro per restare vicina alla figlia, alternandosi con l'ex marito, Curt Knox. Tra le altre cose le sara' chiesto in aula di chiarire alcune circostanze relative ai contatti telefonici avuti con Amanda, a partire proprio dal 2 novembre, giorno della scoperta del cadavere di Mez. Il processo proseguira' anche sabato quando a testimoniare sara' il medico legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito.

(18 June 2009)

[Repubblica] 18 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:52 am   Post subject: [Messaggero] 13 June 2009   

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AMANDA: SHOCKATISSIMA PER MEREDITH,
PICCHIATA DA POLIZIOTTA CON I CAPELLI LUNGHI
La ragazza ha risposto ai pm, il dibattimento riprenderà
martedì quando testimonierà la mamma dell'americana

PERUGIA (13 giugno) - «Non mi hanno detto è stato lui, ma che sapevano che avevo incontrato» Patrick Lumumba. Lo ha detto, rispondendo alle domande dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi davanti alla Corte d'Assise di Perugia, Amanda Knox, imputata insieme a Raffaele Sollecito nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher, la ragazza inglese uccisa la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007, nel casolare di via della Pergola a Perugia.

Amanda, capelli raccolti in una coda, in maglietta e jeans, ha ricordato l'interrogatorio del 5 novembre 2007, quando aveva parlato di Patrick Lumumba, precisando che il suo nome venne fuori dopo che la polizia aveva visto sul suo cellulare un messaggio inviato a Lumumba per lavoro. «Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perché ero una stupida bugiarda, o perché non ricordavo - ha continuato - Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e a immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Poi loro hanno cominciato a ricostruire».

Amanda ha ricordato che a condurre l'interrogatorio quella notte fu una poliziotta con i capelli «lunghi e scuri» e che un uomo le mostrava il cellulare dicendo: «Guarda, guarda chi proteggevi». «Non ho visto all'inizio chi mi aveva dato gli scappellotti - ha precisato - poi mi sono girata e ho visto che era sempre la poliziotta con i capelli scuri». Lei era «presa da questo messaggio trovato sul cellulare». «Poi mi hanno mostrato questo messaggio - ha detto - e mi hanno detto sei sicura di non aver incontrato proprio questa persona? Ero così impressionata che a un certo punto ho detto: cavolo forse hanno ragione loro, forse ho dimenticato».

Shockatissima per Meredith. «Ricordo Meredith, ma sto anche pensando di andare avanti con la mia vita»: Amanda Knox lo ha detto rispondendo a una domanda dell'avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile per la famiglia Kercher. La giovane americana si è detta «shockatissima» per la morte di Mez. «Mi dispiace tantissimo - ha detto ancora Amanda riferendosi alla morte di Meredith - ma non so cosa pensare di questa cosa». Quando Maresca le ha chiesto di spiegare gli atteggiamenti tenuti in questura prima degli interrogatori, quando venne notata a fare la ruota, la Knox ha spiegato: «ciascuno affronta la tragedia a modo suo. Sono abituata a cercare la normalità - ha aggiunto - nelle situazioni di difficoltà. È un modo per sentirmi sicura. Lo so che appaio spensierata, ma sono così».

In aula madre di Amanda. Con l'interrogatorio di oggi, si è conclusa un'altra fase del processo ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher. Il dibattimento è stato rinviato a venerdì prossimo quando testimonierà la madre della giovane americana, Edda Mellas.

[Messaggero] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:54 am   Post subject: [AGI] 19 June 2009   

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MEREDITH: MADRE KNOX, AMANDA HA INSISTITO PER RESTARE A PERUGIA

(AGI) - Perugia, 19 giu. - ''Amanda ha insistito molto per restare a Perugia'' dopo l'omicidio di Meredith Kercher ''citta' che aveva scelto per vivere e imparare la lingua e la cultura italiana''. Lo ha ricordato oggi in aula la madre di Amanda Knox, Edda Mellas, testimone davanti alla Corte d'Assise di Perugia nel processo che vede imputati la figlia e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher. La donna ha spiegato che Amanda le diceva di avere un buon rapporto con Mez e le altre coinquiline del casolare di via della Pergola e di essere molto felice di aver trovato quella casa. Edda Mellas ha quindi ricordato di aver incontrato la figlia in carcere il 10 novembre del 2007 e che, in quella circostanza la giovane ''stava malissimo per il fatto che Patrick Lumumba (il musicista congolese arrestato in seguito alle dichiarazioni di Amanda e poi tornato in liberta' e scagionato da ogni accusa) fosse stato trascinato in questa bruttissima situazione''.
''Lei si sentiva malissimo per avere dato il nome di Patrick'' ha detto la donna.


[AGI] 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:57 am   Post subject: [RAI News] 19 June 2009   

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LA MADRE DI AMANDA: NESSUN TENTATIVO DI FUGA
PROCESSO MEREDITH, IL PADRE DI SOLLECITO: "NON AVREBBE FATTO MALE A UNA MOSCA"


Oggi e' ripreso il processo per l'omicidio di Meredith Kercher. In aula le deposizioni di Francesco Sollecito, padre di Raffaele, e di Edda Mellas, madre di Amanda

Perugia, 19-06-2009
Nuova puntata del caso Meredith Kercher. Oggi e' ripreso il processo con le deposizioni di Francesco Sollecito, padre di Raffaele, che ha deposto in aula sul banco dei testimoni davanti alla Corte d’Assise di Perugia, con Edda Mellas, madre di Amanda Knox. Gli imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono presenti in aula.

"Non avrebbe fatto male a una mosca"
“Raffaele amava Amanda come non aveva mai fatto con nessuna altra donna, la coccolava come una bambina”, sono queste le prime parole di Francesco Sollecito padre di Raffaele. “ Dopo la morte della madre, avvenuta nel 2005 – dice il padre di Raffaele – per i miei figli sono stato padre, amico e confidente”. “ Quando telefonai a Raffaele il due novembre, lui mi disse che c’erano segni di un’effrazione, cosa che lo portò a pensare che fosse entrato un ladro in casa” . “Non avrebbe fatto male a una mosca – afferma il padre - siamo convinti in famiglia della sua estraneità alla vicenda”.

Presentato un dossier sugli errori fatti durante le indagini
I legali della famiglia hanno preparato un dossier, dopo aver acquisito i filmati del primo e secondo sopralluogo, il padre ha evidenziato come “Nel dossier si evidenziano gli errori che sono stati commessi durante le indagini che costano a mio figlio il carcere ancora adesso”.

Amanda non penso' mai a lasciare l'Italia
“Amanda non penso mai a lasciare l’Italia”, lo ha detto la madre di Amanda Knox che sta testimoniando al processo contro la figlia a Perugia. La donna con l’ausilio di un interprete ha anche riferito che la figlia aveva dei buoni rapporti con tutti gli altri ragazzi con cui conviveva. Sul colloquio che la madre di Amanda tenne con la figlia il 10 novembre, la donna ha spiegato che “Stava malissimo per il fatto che Patrick Lumumba era stato trascinato in questa bruttissima storia”.

Francesco Sollecito "mai immaginato una cosa simile"
Al termine dell'udienza il padre del ragazzo ha rilasciato una dichiarazione nella quale affermava che "mai avrebbe immaginato di testimoniare in un'aula di tribunale per dei fatti cosi' gravi che hanno come imputato principale suo figlio".



[RAI News] 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 5:59 am   Post subject: [ADN Kronos] 19 June 2009   

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CAREZZA DI FRANCESCO SOLLECITO AL FIGLIO MENTRE USCIVA DALL'AULA
OMICIDIO MEREDITH, IL PADRE DI SOLLECITO: "NELL'INCHIESTA SONO STATI COMMESSI ERRORI GROSSOLANI"




ultimo aggiornamento: 19 giugno, ore 16:37
Perugia - (Adnkronos/Ign) - E' ripreso oggi, presso la Corte d'Assise di Perugia, il processo per la morte della studentessa inglese. "Hanno costato e costano tuttora il carcere a mio figlio Raffaele". Giulia Bongiorno: "Con le deposizioni dei genitori degli imputati si delinea la verità: era una coppia di innamorati e non mostri"




Perugia, 19 giu. - (Adnkronos/Ign) - "Sono stati commessi grossolani errori che hanno costato e costano tuttora il carcere a mio figlio Raffaele". E' ripreso oggi, presso la Corte d'Assise di Perugia, il processo per la morte di Meredith Kercher, che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox, presenti in aula.


A testimoniare il padre di Raffaele Sollecito, il medico urologo Francesco, ascoltato prima della madre di Amanda, Edda Mellas. "Non avrei mai voluto trovarmi in una situazione del genere. Tutto potevo aspettarmi nella vita fuorché andare a deporre per mio figlio e vederlo seduto sul banco degli imputati per un'accusa cosi' grave come quella di omicidio", ha detto ancora Francesco Sollecito al termine della sua deposizione. Parlando con i giornalisti ha aggiunto di aver fatto una carezza a Raffaele, mentre usciva.
"Amanda ha insistito tanto per non lasciare Perugia" dopo il delitto di Meredith, ha detto dal canto suo Edda Mellas, la madre di Amanda Knox, la giovane americana imputata insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito. La donna ha raccontato che la figlia aveva scelto di partire per Perugia perché voleva trascorrere il periodo di studio in una città italiana che non fosse solo turistica, per conoscere la lingua e la cultura italiana. Amanda, ha spiegato la madre, aveva lavorato in America per potersi pagare le spese e poter partire per Perugia. E ha infine detto che i rapporti della figlia con le altre inquiline del casolare di via della Pergola erano "buoni".
"Con le deposizioni di oggi sono iniziati i testi della difesa. Sono la madre e il padre degli imputati che stanno cominciando a prospettare una grande verità e cioè che questi che sono considerati due mostri, che avrebbero ucciso per strani desideri sessuali o addirittura per rubare, è in realtà è una coppia di giovanissimi ragazzi tra loro innamorati, che volevano stare assolutamente da soli a vivere una storia d'amore fatta di affetto", ha affermato Giulia Bongiorno, avvocato della difesa di Raffaele Sollecito. "Ragazzi che, tra l'altro erano in condizioni economiche che non li avrebbero mai spinti a lanciarsi in un furto - ha evidenziato la Bongiorno - Mi sembra che la personalità che viene fuori da queste testimonianze sia incompatibile con il tipo di autore che viene prospettato dall'accusa".

[ADN Kronos] 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:02 am   Post subject: [Unione Sarda] 12 June 2009   

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MEREDITH, ARRIVA IL GIORNO DI AMANDA
E DAGLI STATI UNITI DURE ACCUSE AL PM
Amanda Knox durante il suo arrivo in aula nelle precedente udienza


Omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, oggi il giorno della deposizione dell'americana. Il New York Times: troppe lacune e nessuna prova
Amanda Marie Knox vuole parlare per raccontare la sua verità, cioè che con l'omicidio di Meredith Kercher non c'entra. E oggi è il suo giorno. Si tratta di uno dei momenti chiave del dibattimento. Pur potendo avvalersi della facoltà di non parlare Amanda, che il 9 luglio prossimo compirà 22 anni, "intende rispondere a tutti e su tutto", come ha confermato ieri uno dei suoi difensori, l'avvocato Luciano Ghirga.
L'ACCUSA A LUMUMBA. Poco prima del suo arresto la Knox sostenne di essere stata presente nella casa di via della Pergola al momento dell'omicidio pur non avendovi partecipato. In quell'occasione accusò Patrick Lumumba (poi riconosciuto totalmente estraneo e quindi prosciolto) che - secondo la sua versione iniziale - si era invaghito della studentessa inglese. "Ricordo confusamente che l'ha uccisa lui" disse. In una dichiarazione spontanea scritta, consegnata alla polizia prima di essere condotta in carcere, espresse poi "seri dubbi" sulla verità delle sue dichiarazioni perché "rese sotto la pressione di stress, shock e perché esausta". "Nella mente - scrisse - ho avuto dei flash in cui vedo Patrick in immagini confuse". "La verità - aggiunse - è che non sono certa della verità".
L'ALIBI DI AMANDA. Nell'interrogatorio sostenuto in carcere davanti al pubblico mistero Giuliano Mignini il 17 dicembre la Knox ha ribadito la sua innocenza, negando anche di essersi trovata la notte tra il primo e il 2 novembre del 2007, quella del delitto, nell'appartamento dove abitava con la vittima e due italiane. Al magistrato ha riferito di essere stata in quelle ore con Sollecito nell'abitazione di quest'ultimo. Tornando nell'appartamento dove venne trovata morta la Kercher solo la mattina successiva quando trovò la porta aperta e le tracce di sangue che portarono al rinvenimento del cadavere.
LA TESI DELLA PROCURA. Secondo la procura di Perugia nella casa di via della Pergola c' erano invece la Knox, Sollecito (del quale nessuno ha chiesto l'interrogatorio) e Rudy Guede (già condannato a 30 anni) e furono loro - ritiene l'accusa - a uccidere Mez. Accusa respinta da tutti gli imputati. E oggi Amanda Marie Knox, "foxy noxy", volpe furba, come la chiamavano le amiche con le quali giocava a calcio, è pronta a ricostruire la sua verità davanti alla Corte di Perugia.
Venerdì 12 giugno 2009 09.44


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:05 am   Post subject: [Quotidiano] 12 June 2009   

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DELITTO DI PERUGIA
LA KNOX METTE SOTTO ACCUSA LA POLIZIA:
"MI PICCHIARONO PER FARMI CONFESSARE"
ASCOLTA LA VOCE DI AMANDA IN AULA
La studentessa americana in aula sorridente e vestita di bianco. E al momento della deposizione accusa la polizia: "Tutto ciò che ho detto l’ho fatto perché messa sotto pressione"
Perugia, 12 giugno 2009 - Tutto ciò che ho detto l’ho fatto perché messa sotto pressione. Le dichiarazioni sono state prese contro la mia volontà. Ho detto ciò che ha suggerito il pm".

È il giorno di Amanda Knox, la giovane studentessa americana accusata insieme a Raffaele Sollecito dell’omicidio di Meredith Kercher. La ragazza parla per la prima volta dopo il rinvio a giudizio davanti ai giudici della Corte di Assise di Perugia.
"Loro (la polizia ndr) - afferma Knox - mi suggerivano la via. Continuavano a dirmi che avevo subito un trauma e che non ricordavo. Poi la mia memoria si è mescolata e nella mia confusione ho inziato a pensare che forse ero veramente traumatizzata".

Amanda ricorda in aula la notte tra il cinque e il sei novembre 2007, quando, a pochi giorni dal delitto di Meredith Kercher, venne interrogata in questura e indicò il musicista congolese Patrick Lumumba come l’autore dell’omicidio della studentessa inglese. Dichiarazioni che portarono all’arresto di Lumumba, poi completamente scagionato da ogni accusa e oggi parte civile contro di lei e Sollecito.

La giovane ha spiegato di non aver incontrato Lumumba la sera del primo novembre (Mez è stata uccisa la notte tra il primo e il due novembre) e di avere avuto con lui solo uno scambio di messaggi poichè il musicista, allora proprietario del pub Le Chic dove Amanda lavorava, le disse di non recarsi al locale quella sera poichè c’era poca gente.

"Quando ha visto il messaggio sul mio cellulare la polizia è diventata molto dura con me - ha ricordato Amanda riferendosi alla notte in questura -. Per ore, ore, ore mi hanno chiamato ‘stupida bugiarda' e mi dicevano che stavo cercando di proteggere qualcuno. Mi hanno picchiato due volte per farmi dire un nome che però io non potevo dire, perché non sapevo. Io continuavo a ripetere che non c’entravo nulla con l’omicidio e che ero restata tutta la sera a casa di Raffaele. Loro continuavano ad insistere dicendo che avevo lasciato l’appartamento per un certo tempo per vedere qualcuno. Mi continuavano a ripetere di ricordare perché secondo loro avevo dimenticato".

"In carcere, quando ho avuto tempo di pensare a ciò che era successo - ha detto la Knox - mi sono resa conto della realtà e stavo male pensando che Patrick era in carcere anche se non c’entrava nulla con questa storia. Che era stato incastrato per colpa mia".

"I miei genitori mi dissero se volevo tornare a casa o andare da mia zia, ma io dissi che volevo restare in Italia. Avevo faticato tanto per fare questa avventura qui a Perugia e non volevo buttare via tutto. Ho ragionato sul fatto che le cose brutte possono accadere ovunque".

Prosegue, nell’Aula degli Affreschi, la lunga giornata processuale di Amanda Knox, oggi sentita davanti alla Corte d’Assise di Perugia nell’ambito del processo che la vede imputata, insieme a Raffale Sollecito, per l’omicidio di Meredith Kercher.
Nel racconto di Amanda anche la sua vita in America, la famiglia, gli studi. "I miei genitori si lasciarono quando avevo soltanto un anno - ha ricordato la ragazza. - Per me e mia sorella hanno comunque voluto restare a vivere vicini".

Amanda ha quindi raccontato di aver maturato l’idea di fare una esperienza all’estero durante i suoi studi universitari in America e mentre seguiva un corso di scrittura creativa. "Un giorno la professoressa ci diede un tema sul ritrovamento di un cadavere - ha ricordato la ragazza di Seattle, che ha detto di parlare inglese, italiano e tedesco bene e di conoscere anche il giapponese e il latino. - Non sapevo se volevo diventare scrittrice o interprete..o tutti e due".

Amanda quindi, tornando alla sera del sei novembre 2007 e al suo interrogatorio in questura ha detto di aver "chiesto un avvocato" ma "qualcuno mi disse - ha proseguito - che sarebbe stato peggio per me perché sarebbe sembrato che non volevo collaborare con la polizia".

La giovane di Seattle, inoltre, rispondendo alla domanda del suo legale che le ha chiesto di chiarire cosa intendesse dire quando ha affermato di essere stata picchiata dalla polizia, ha mimato in aula due piccoli colpi alla testa.

"C’era tanta gente nella stanza. Alcuni urlavano altri mi parlavano. C’era una poliziotta dietro di me che mi ha fatto così", ha detto Amanda, mimando il gesto sulla nuca. L’americana ha anche sostenuto di aver chiesto alla polizia di poter telefonare alla madre ma che questo le fu negato.

"Avevo bisogno di raccontarle quello che stava accadendo - ha ricordato, - di buttare fuori tutto quello che sentivo dentro".

E la sua verità su come trascorse la sera in cui Meredith è stata uccisa, Amanda l’ha ripetuta anche oggi in aula. "L’ultima volta che vidi Meredith era il primo novembre - ha ricordato la Knox. - La notte ero stata a casa di Raffaele. Tornai a casa per cambiarmi e prendere delle cose. Quando Meredith si è alzata, intorno alle 12, mi ha chiesto cosa avevo fatto ad Halloween. Aveva ancora il viso sporco di trucco e mi disse che si era vestita da vampiro. Poi è arrivato Raffaele. Lei è tornata in camera. Noi abbiamo mangiato. Dopo poco Meredith è uscita dalla camera, ci ha salutati ed è uscita. È stata l’ultima volta che l’ho vista. La sera siamo andati a casa di Raffaele. Abbiamo letto Harry Potter, ho controllato le e-mail, ascoltato musica e visto il film ‘Il favoloso mondo di Ameliè. Poi abbiamo mangiato. Saranno state le 10. Mentre Raffaele stava lavando i piatti si è accorto che usciva acqua dal tubo. La cosa lo irritò perchè da poco era stato aggiustato. Siamo saliti in camera sua. Mi sono messa sul suo letto e lui alla sua scrivania. Ha preparato unp spinello e abbimo fumato. Poi abbiamo fatto l’amore e ci siamo addormentati. Quando mi sono svegliata, intorno alle 10.30, Raffaele stava ancora dormendo. Gli dissi che sarei andata a casa a cambiarmi e fare la doccia e poi sarei tornata. Avevamo in programma di andare a vedere Gubbio, quel giorno".


[Quotidiano] 12 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:07 am   Post subject: [ANSA] 20 June 2009   

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» 2009-06-20 13:08
Meredith: anticipata ora della morte
Da parte del consulente medico- legale della difesa


(ANSA) - PERUGIA, 20 GIU -Meredith venne uccisa intorno alle 21.30 il 1 novembre 2007. A sostenerlo e' il medico-legale della difesa di Sollecito.Francesco Introna ha deposto nel processo per l'omicidio della ragazza inglese. L'esperto ritiene che il decesso sia avvenuto prima di quanto sostenuto dal consulente dell'accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30. Introna ha escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di 'presa al collo fugace'.

[ANSA] 20 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:10 am   Post subject: [Unione Sarda] 20 June 2009   

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MEREDITH, LA DIFESA DI SOLLECITO:
"E' GUEDE L'UNICO AGGRESSORE"
Raffaele Sollecito e Francesco Introna

Un solo aggressore con un solo coltello uccise Meredith Kercher per il consulente medico-legale della difesa di Raffaele Sollecito. "Rudy Guede", il nome fatto a fine giornata dell'avvocato Luca Maori, uno dei difensori del giovane
E per dimostrare questa tesi due collaboratrici dei legali hanno anche simulato la possibile dinamica del delitto, ritenuto a sfondo sessuale, davanti alla Corte d'assise di Perugia che processa Sollecito e Amanda Knox. Una ricostruzione che però non ha convinto nè i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi, secondo i quali i responsabili dell'omicidio sono tre, nè il legale della famiglia Kercher Francesco Maresca, che rilevato come continuino ad aumentare "contraddizioni e tentennamenti" della linea difensiva di Sollecito. "Per salvarsi sparano su Rudy, nonostante le evidenze dicano si sia trattato di un omicidio plurisoggettivo" il commento degli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, i difensori dell'ivoriano già condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato ma che continua a dirsi innocente. Per dimostrare l'estraneità di Sollecito al delitto, il medico-legale Francesco Introna, consulente della difesa del giovane, ha deposto per quasi sei ore. Esaminando gli atti dell'inchiesta, ha ritenuto che "tutto è compatibile con un solo aggressore e un solo coltello" (e secondo l'esperto le lesioni riscontrate a una mano di Guede sono compatibili con l'avere afferrato un manico di un'arma bianca). Che non è - secondo la sua versione - con quello da cucina sequestrato in casa di Raffale. Secondo Introna le ferite sul collo di Mez sono state infatti provocate da una lama di circa otto centimetri, mentre quella su cui sono state isolate tracce del Dna della vittima e della Knox era di poco più di 17 centimetri. Se fosse stato utilizzato il coltello indicato dall'accusa avrebbe trapassato il collo della Kercher ha ritenuto il consulente che allo scopo di provarlo ha ripetuto la possibile manovra utilizzandone uno analogo e una testa in polistirolo. Per il medico-legale le lesioni riscontrate sul corpo di Meredith non sono da afferramento ma legate a una caduta su dei vetri. Nella camera di via della Pergola teatro del delitto non c' era spazio per quattro persone, ha aggiunto contestando i rilievi della scientifica in particolare per le misurazioni di un armadio e di una mensola. Rispondendo ai pm, Introna ha comunque spiegato di non avere visionato di persona il locale o esaminato il cadavere per valutarne il peso (uno degli elementi utilizzati per collocare l'aggressione tra le 23.30 e le 22 del primo novembre del 2007, invece che intorno alle 23 come ha ritenuto il consulente della procura).
Sabato 20 giugno 2009 19.23


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:12 am   Post subject: [Unione Sarda] 20 June 2009   

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MEREDITH UCCISA DA UNA SOLA PERSONA
ANTICIPATA L'ORA DEL DECESSO ALLE 21,30

Il medico-legale consulente della difesa di Sollecito ha deposto in aula dimostrando che una sola persona poteva aver ucciso Meredith e che l'omicidio sarebbe avvenuto due ore prima.
Ritiene che Meredith Kercher sia stata aggredita da una sola persona il medico-legale Francesco Introna che oggi ha deposto nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese. Il consulente della difesa del giovane pugliese ha riferito di avere operato una ricostruzione delle dimensioni della camera dove venne uccisa Mez risultata - a suo avviso - più piccola rispetto a quanto ritenuto dalla polizia scientifica. Secondo Introna era quindi "fisicamente impossibile" che lì ci fossero tre aggressori. Ha inoltre escluso che le "lesioni da afferramento" riscontrate siano riconducibili a più persone. Per il medico legale, poi, la Kercher venne afferrata al collo e quindi pugnalata.
CONLUSIONI CONTESTATE. Le conclusioni di Introna sono state contestate dai pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini. In particolare per quanto riguarda le dimensioni della camera dove venne uccisa Meredith Kercher e l'orario della morte. Rispondendo ai magistrati, il consulente della difesa Sollecito ha detto di non essere mai stato nella casa del delitto, ricavando le dimensioni dai dati della scientifica, e di non avere accertato direttamente il peso della vittima, uno dei parametri per collocare l'ora del decesso. Riguardo alla difficoltà - ipotizzata dal medico-legale - di quattro persone a muoversi nella camera, il pm Comodi ha rilevato: "non c' è stato combattimento perché Meredith non ha avuto possibilità di combattere".
ANTICIPATA L'ORA DELLA MORTE. Meredith Kercher venne aggredita e poi uccisa intorno alle 21.30 del primo novembre del 2007. A sostenerlo è stato oggi il medico-legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito, deponendo nel processo per l'omicidio della ragazza inglese. L'esperto ritiene quindi che il decesso sia avvenuto prima di quanto sostenuto dal consulente dell'accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30. Introna ha quindi escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di "presa al collo fugace". Ha inoltre sostenuto che la ferita rilevata sul collo della vittima venne provocata da una lama "lunga al massimo otto-nove centimetri". L'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, ha spiegato che quello sequestrato in casa del giovane e considerato dagli inquirenti come l'arma del delitto aveva una lama di una trentina di centimetri.
Sabato 20 giugno 2009 15.33


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:15 am   Post subject: [Unione Sarda] 20 June 2009   

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LA DIFESA DI SOLLECITO
FA LA SIMULAZIONE DEL DELITTO

Quella che è la ricostruzione dell'omicidio di Meredith Kercher secondo la difesa di Raffaele Sollecito è stata simulata oggi in aula dal medico-legale Francesco Introna ricorrendo a due sue collaboratrici
Un esperimento giudiziario proposto nello spazio antistante ai banchi occupati dai giudici. Secondo la ricostruzione di Introna, Meredith venne aggredita da dietro da una sola persona mentre si trovava in camera sua. Amanda Knox ha assistito alla scena con gli occhi bassi e con una mano a coprirle parzialmente il volto.
Sabato 20 giugno 2009 15.31


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:17 am   Post subject: [Unione Sarda] 20 June 2009   

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MEREDITH MORTA ALLE 21,30
RIVELA IL CONSULENTE DI SOLLECITO

Anticipata di due ore la morte di Meredith Kercher. La ricostruzione fatta dal medico-legale consulente dei difensori di Raffaele Sollecito.
Meredith Kercher venne aggredita e poi uccisa intorno alle 21.30 del primo novembre del 2007. A sostenerlo è stato oggi il medico-legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito, deponendo nel processo per l'omicidio della ragazza inglese. L'esperto ritiene quindi che il decesso sia avvenuto prima di quanto sostenuto dal consulente dell'accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30. Introna ha quindi escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di "presa al collo fugace". Ha inoltre sostenuto che la ferita rilevata sul collo della vittima venne provocata da una lama "lunga al massimo otto-nove centimetri". L'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, ha spiegato che quello sequestrato in casa del giovane e considerato dagli inquirenti come l'arma del delitto aveva una lama di una trentina di centimetri.
Sabato 20 giugno 2009 12.11


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:22 am   Post subject: [Unione Sarda] 20 June 2009   

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MEREDITH, IN AULA IL MEDICO-LEGALE
CONSULENTE DELLA DIFESA DI SOLLECITO

Il medico-legale ricostruirà la dinamica del delitto sulla base delle ipotesi di difesa di Raffaele Sollecito.
Con la deposizione del medico-legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito, è ripreso stamani il processo al giovane pugliese e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kerxher. I due imputati, che si proclamano innocenti, sono presenti in aula. Introna proporrà una ricostruzione dinamica del delitto in base a quella che è l'ipotesi della difesa Sollecito. Il medico-legale si è occupato tra l'altro della morte dei fratelli Pappalardi a Gravina di Puglia.
Sabato 20 giugno 2009 09.45


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:24 am   Post subject: [Blitz] 15 June 2009   

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DELITTO MEREDITH/ AMANDA KNOX A RAFFAELE SOLLECITO: “POSSO DARTI TUTTO MA NON PIÙ L’AMORE” PUBBLICATE DAL DAILY MAIL LE LETTERE DALLA CELLA
Il Daily Mail ha diffuso il contenuto delle lettere che Amanda Knox, maggiore indiziata del delitto di Meredith Kercher, ha spedito all’altro imputato Raffaele Sollecito, durante l’anno e mezzo di detenzione seguita all’omicidio.
Emerge un rapporto molto affettuoso fra i due che continuano a protestare la propria innocenza e sono legati a doppio filo da una verità che potrebbe farli sprofondare per sempre o salvarli insieme.
Amicizia, complicità ma non amore fra i due. «Posso darti la mia mano - scrive “Foxy Knoxy” - la mia spalla, il mio ascolto, il mio tempo, la mia penna, i miei sorrisi, la mia sciocca carta da lettere rosa, ma sono tornata con il mio ex».

15 giugno 2009 | 13:54


[Blitz] 15 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:27 am   Post subject: [Ciao Magazine] no date   

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AMANDA KNOX, SECONDO IL NEW YORK TIMES È INNOCENTE
Secondo quanto pubblicato sul New York Times, Amanda Knox, principale imputata per l'omicidio di Meredith Kercher, sarebbe innocente e vittima della magistratura italiana
E’ stata definita “UN’INNOCENTE ALL’ESTERO” Amanda Knox, principale imputata per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher.
A schierarsi dalla parte della Knox è addirittura il New York Times che tuona sulla magistratura italiana colpevole di voler ricercare nella ragazza americana un capro espiatorio.
La notizia arriva alla vigilia dell’attesa deposizione della stessa Amanda che domani dovrà comparire dinanzi alla Corte d’Assise di Perugia.
L’accusa pubblicata sul New York Times è precisa: Amanda Knox sarebbe vittima di una giustizia lenta, capeggiata da un procuratore (chiaro il riferimento al Pm Giuliano Mignini) troppo impegnato nella costruzione di una carriera che cavalchi la eco mediatica suscitata dal processo per l'omicidio di Meredith Kercher.
A firmare quella che ha assunto tutti i toni di una sentenza è Thimoty Egan, corrispondente del New York Times che si scaglia con violenza contro il sistema giudiziario italiano “così diverso” – scrive - “da quello americano. L'apparato accusatorio contro Amanda Knox così tante falle che qualsiasi giuria imparziale l'avrebbe già respinto mesi fa. E’ vergognoso che Amanda sia stata in carcere un anno senza che sia stata dimostrata alcuna responsabilità, tenuto conto che l'unica prova trovata sul corpo della vittima faceva risalire a Rudy Guede”.

Stefania Rocco



[Ciao Magazine] no date (June 2009)
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:30 am   Post subject: [Ciao People] no date   

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MEREDITH KERCHER, VIDEO MUSICALE GIRATO PRIMA DI MORIRE
Durante il processo sulla morte di Meredith Kercher, spunta a sorpresa un nuovo video che mostra la ragazza prima della morte in un video musicale di Kristian Leontiou. In aula Amanda Knox e Raffaele Sollecito
Proprio nei giorni fondamentali del processo per l'omicidio della studentessa Meredith Kercher spunta a sorpresa un nuovo video inedito girato poco prima della morte di Mez.
Le immagini mostrano una Meredith serena e concentrata nella realizzazione di un video musicale di Kristian Leontiou che evidenzia appieno tutta la sua volontà di emergere e l’impegno profuso in tal senso.
Da questo punto di vista, le voci sono unanimi: Meredith, ingiustamente uccisa quand’era ancora troppo giovane, aveva grinta da vendere e una volontà di ferro che l’ha spinta ad arrivare in Italia, paese nel quale cercava la gloria ma ha trovato la morte.
Nell’aula della Corte d’Assise di Perugia ci sono anche i familiari della studentessa uccisa alla quale non è stata ancora restituita giustizia.
Durante il processo, i familiari della ragazza mostrano una compostezza difficile da non ammirare in casi come questo. Le parole sono commosse ma dal tono pacato. Non cercano vendetta i genitori di Mez ma solo giustizia nei confronti di chi ha massacrato la loro bambina.
Dolorosa anche la testimonianza della sorella di Meredith che la descrive come una ragazza forte anche dal punto di vista fisico: “ Se mia sorella fosse stata aggredita avrebbe sicuramente reagito con tutte le sue forze. Ha frequentato un corso di karate e avrebbe saputo difendersi”.
Una deposizione breve e precisa che appoggia apertamente l’ipotesi dell’omicidio di gruppo.


Stefania Rocco

[Ciao People] no date (June? 2009)
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:32 am   Post subject: [TGCOM] 15 June 2009   

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15/6/2009
AMANDA, LETTERE SEGRETE A RAFFAELE
PERUGIA, LEI GLI SCRIVE DAL CARCERE
"Posso darti i miei sorrisi ma torno con il mio ex". Lo ha scritto Amanda Knox a Raffaele Sollecito dopo l'arresto per l'omicidio di Meredith. Nelle lettere, pubblicate dal "Daily Mail", si parla anche delle udienze e di alcuni testimoni, ma Amanda vuole mettere prima di tutto le cose in chiaro con Raffaele: "Posso darti la mia mano, la mia spalla, il mio ascolto, il mio tempo, la mia sciocca carta da lettere rosa, ma sono tornata con il mio ex".
I due ormai si incontrano solo davanti al giudice, ma il loro rapporto è continuato via lettera. Amanda si dice vicina a Raffaele, ma non più con il cuore. Avrebbe infatti ripreso una relazione a distanza con il suo ex ragazzo americano, un dj che è anche venuto in Italia per assistere a un'udienza.

"Non sono brava a capire le espressioni del viso - scrive la Knox a Sollecito riferendosi ai loro sguardi in aula - né leggere le labbra. Devo ammettere che non ho capito quello che tu volevi trasmettermi". Poi un pensiero ai testimoni che la giudicano e lei non capisce perché: "Nei loro racconti su di me e sul mio comportamento hanno certezze che io non ho. Danno una valutazione dei fatti che, ancora, non sono riuscita a dare".


[TGCOM] 15 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 6:39 am   Post subject: [TGCOM] 20 June 2009   

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PEDOFILI ONLINE, BLITZ CON ARRESTI
ALMENO 14 PERSONE IN MANETTE
E' di quattordici persone arrestate e 253 indagate e oltre 300 perquisizioni il bilancio di una maxi-operazione anti-pedofilia. La polizia postale di quasi tutte le regioni è intervenuta contro l'acquisto su internet e la detenzione di materiale pedo-pornografico. Le indagini, di quelle che gli investigatori definiscono la maggiore operazione antipedofilia compiuta sinora in Italia, sono partite dalla Sicilia.
I quattordici arrestati sono stati trovati in possesso di video particolarmente violenti e cruenti di pornografia infantile. Parte delle immagini erano state scaricate da un sito internet per pedofili il cui server è in Germania. Le investigazioni sono state compiute con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto alla pedo-pornografia online Cncpo) di Roma e la collaborazione della Polizia federale tedesca.


[TGCOM] 20 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:34 am   Post subject: [TGCOM] 20 June 2009   

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20/6/2009
MEREDITH, "UN SOLO AGGRESSORE"

PARLA MEDICO LEGALE DELLA DIFESA
Ad uccidere Meredith Kercher sarebbe stata una sola persona. E' questo il parere espresso dal medico-legale, Francesco Introna, che ha deposto nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese. Per il consulente della difesa del giovane pugliese la presenza di tre aggressori nella stanza di Mez era "fisicamente impossibile".
Dopo aver ricostruito le dimensioni della camera dove venne uccisa Mez risultata, a suo avviso più piccola rispetto a quanto ritenuto dalla polizia scientifica, il medico legale ha riferito ai giudici la sua ricostruzione dei fatti. Secondo Introna la contemporanea presenza di tre aggressori era "fisicamente impossibile" a causa proprio delle ridotte dimensioni del luogo del delitto.

L'aggressione a Mez, stando sempre al consulente, sarebbe avvenuta tra le ore 21.30 e le 22.30: in questo modo Introna anticipa l'ora della morte della studentessa inglese rispetto all'indicazione data dal consulente dell'accusa, che l'aveva collocata intorno alle 23.30.

Nella sua deposizione il medico legale ha inoltre escluso che le "lesioni di afferramento" riscontrate siano riconducibili a più persone. Durante la ricostruzione del delitto, Introna ha sottolineato che la ferita più profonda al collo della vittima è stata provocata da un coltello con una "lama di massimo 8-9 cm" mentre quello sequestrato in casa a Sollecito e ritenuto dall'accusa l'arma del delitto, è lungo circa 17,5 cm.

Il consulente della difesa di Sollecito, riferendosi agli ultimi attimi di vita di Mez, ha parlato infine di soffocamento delle vie respiratorie, un "presa fugace al collo" e quindi l'accoltellamento che ha provocato un'emorragia con componente asfittica dovuta all'inalazione del sangue. L'agonia di Mez, secondo il medico legale, è durata circa 15 minuti.


[TGCOM] 20 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:35 am   Post subject: [TGCOM] 19 June 2009   

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19/6/2009
"AMANDA NON HA MAI PENSATO A FUGA"
PROCESSO MEZ, PARLANO GENITORI ACCUSATI
Dopo l'omicidio di Meredith Kercher, Amanda Knox non pensò mai di lasciare l'Italia. Lo ha detto la madre della giovane americana, Edda Mellas, testimoniando davanti alla Corte d'assise di Perugia. La donna ha risposto assistita da un'interprete. Ha riferito che la figlia aveva buoni rapporti con Meredith e le altre coinquiline. In aula ha parlato anche il padre di Raffaele Sollecito che ha detto: "Grossolani errori dell'accusa".
Edda Mellas ha anche parlato del colloquio avuto con Amanda in carcere il 10 novembre. "Stava malissimo per il fatto che Patrick era stato trascinato in questa bruttissima storia" ha spiegato. "Si sentiva malissimo per avere fatto proprio il nome di Patrick" ha ribadito la Mellas riferendosi a Patrick Lumumba coinvolto nell'indagine proprio dalla Knox e poi prosciolto perché riconosciuto completamente estraneo all'omicidio.

La deposizione di Francesco Sollecito
Ha parlato di "grossolani errori che sono costati e stanno costando il carcere" al figlio, Francesco Sollecito, il padre di Raffaele, deponendo nel processo al giovane e ad Amanda Knox. Il medico, chiamato a testimoniare dai difensori del figlio, gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, ha fatto riferimento in particolare a una impronta di scarpa attribuita inizialmente a Sollecito ma poi rivelatasi di Rudy Guede (condannato per l'omicidio di Meredith Kerche a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato). "Quell'impronta - ha detto Francesco Sollecito - ha portato il gip a convalidare il fermo".

"Siamo stati sempre convinti - ha sottolineato ancora il medico - dell'assoluta innocenza e della totale estraneita' alle accuse di Raffaele. Ci siamo subito prodigati, nel rispetto della legalità, per trovare tutti i modi per scagionarlo". Francesco Sollecito ha quindi fatto riferimento a un dossier preparato per dimostrare che la scena del delitto venne modificata dalla polizia scientifica tra il primo e il secondo sopralluogo. Alcune immagini, tra le quali quelle del corpo della vittima, sono state quindi trasmesse dall'emittente Telenorba e per tale vicenda Sollecito è stato indagato dalla procura di Perugia per violazione della privacy e favoreggiamento. Nel corso dell'udienza il pm Manuela Comodi ha ricordato che per quella inchiesta il padre di Raffaele è stato raggiunto dall'avviso di conclusione indagini.

"Raffaele coccolava Amanda"
Raffaele Sollecito "coccolava come una bambina" Amanda Knox. Lo ha sostenuto Francesco Sollecito davanti alla Corte d'assise di Perugia. Secondo il medico pugliese "c'era una bella storia" tra i due ex fidanzati. "Raffaele - ha detto il padre - mi aveva parlato di Amanda come non aveva mai fatto di altre ragazze". Riferendosi al rapporto con i due figli, Francesco Sollecito ha spiegato: "Sono loro padre, amico e confidente sincero. So tutto di mio figlio".


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:37 am   Post subject: [Messaggero] 20 June 2009   

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20-06-2009 - 13:08
Meredith: anticipata l'ora della morte

(ANSA) - PERUGIA, 20 GIU -Meredith venne uccisa intorno alle 21.30 il 1 novembre 2007. A sostenerlo e' il medico-legale della difesa di Sollecito.Francesco Introna ha deposto nel processo per l'omicidio della ragazza inglese. L'esperto ritiene che il decesso sia avvenuto prima di quanto sostenuto dal consulente dell'accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30. Introna ha escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di 'presa al collo fugace'. Introna inoltre ritiene che Meredith Kercher sia stata aggredita da una sola persona. Il consulente della difesa del giovane pugliese ha riferito di avere operato una ricostruzione delle dimensioni della camera dove venne uccisa Mez risultata - a suo avviso - piu' piccola rispetto a quanto ritenuto dalla polizia scientifica. Secondo Introna era quindi ''fisicamente impossibile'' che li' ci fossero tre aggressori. Ha inoltre escluso che le ''lesioni da afferramento'' riscontrate siano riconducibili a piu' persone. Per il medico legale, poi, la Kercher venne afferrata al collo e quindi pugnalata.(ANSA).

[Messaggero] 20 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:40 am   Post subject: [ADN Kronos] 15 June 2009   

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"IL SUO ATTEGGIAMENTO DIMOSTRA CHE NON HA NIENTE A CHE FARE CON L'OMICIDIO"
IL PADRE DI AMANDA: "MIA FIGLIA DIPINTA COME UN ANGELO NERO, MA SONO SICURO CHE AVRÀ UN PROCESSO GIUSTO"
ultimo aggiornamento: 15 giugno, ore 20:28
Roma - (Adnkronos) - Curt Knox a 'Matrix' parla della figlia, imputata per l'omicidio di Meredith: "E' una ragazza universitaria, normale e amabile". Ma si dice fiducioso nella giustizia italiana: "Il giudice sta cercando di arrivare alla verità"



Roma, 15 giu. - (Adnkronos) - "In questi mesi c'e' stata una grande esposizione mediatica su questo caso da cui e' derivato un dipinto di Amanda che non corrisponde al vero. Lei non e' l'angelo scuro come e' stata descritta, e' un'universitaria normale. Fin dall'inizio delle indagini sono state date informazioni distorte e decontestualizzate per sostenere le teorie dell'accusa". Lo ha detto il Curt Knox, il padre di Amanda, imputata insieme a Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher, nel corso della trasmissione 'Matrix' in onda quesa sera su Canale 5.


"Amanda e' una persona amabile e leale -ha proseguito Curt Knox- un'ottima studentessa, che gioca a football". Il padre di Amanda ha inoltre ricordato come per sua figlia ci sia stato "un enorme sostegno da Seattle" dicendosi fiducioso nella giustizia italiana. "Sembra che il giudice -ha aggiunto Curt Knox- stia veramente cercando di arrivare alla verita'. Il sistema giuridico italiano e' diverso da quello statunitense, ma sono sicuro che Amanda avra' un processo giusto".
A sostegno dell'innocenza di sua figlia, papà Curt sottolinea che dopo l'omicidio di Meredith, Amanda avrebbe potuto tornare a casa "ma ci rispose che voleva restare in Italia per aiutare le forze dell'ordine a scoprire l'autore del crimine". "E' chiaro che questo atteggiamento -ha aggiunto- dimostra che lei non ha avuto niente a che fare con l'omicidio. Amanda e Raffaele sono sempre rimasti qui e Amanda non era neanche stata chiamata dalla polizia ma ha accompagnato Raffaele all'interrogatorio per sostegno morale".
In questi mesi, ha aggiunto Curt Knox, "Amanda e' cambiata molto, credo si sia indurita. In passato si fidava degli altri, credeva nelle responsabilita' altrui e della polizia ma adesso ha perso questa fiducia".

[ADN Kronos] 15 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:43 am   Post subject: [ADN Kronos] 20 June 2009   

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POTREBBE APRIRSI UNA NUOVA PISTA
DELITTO DI PERUGIA, UNO SCONOSCIUTO DAVANTI CASA TURBAVA MEZ


ultimo aggiornamento: 20 giugno, ore 17:13

Perugia - (Adnkronos/Ign) - A ricordarlo è un amico degli inquilini del piano di sotto che ha sentito la studentessa inglese in un'occasione parlarne con angoscia. Alla ripresa del processo, dopo che ieri hanno testimoniato i genitori dei due giovani imputati, ascoltato il consulente della difesa di Raffaele Sollecito che simula in aula la dinamica dell'omicidio



Perugia, 20 giu. (Adnkronos/Ign) - Spunta un quarto uomo nell'intricata trama del delitto della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa nella notte del 1 novembre 2007. Con indosso un giubbotto blu, lo sconosciuto gironzolava intorno alla casa di via della Pergola con fare sospetto. Tanto da attirare l'attenzione di Mez che poco prima di essere assassinata ne avava parlato manifestando la sua angoscia.


A ricordarsi del fatto, che potrebbeaprire ora una nuova pista, riporta 'La Stampa', è un amico degli inquilini del piano di sotto all'abitazione di Amanda e Mez. Uno che frequentava la casa di via delle Pergola e che ha sentito, in un'occasione, parlare Meredith dello sconosciuto con molto turbamento.
Intanto, questa mattina è ripreso il processo davanti alla Corte di Assise di Perugia dopo l'udienza di ieri in cui sono stati ascolati i genitori due imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. In aula dove sono presenti entrambi i giovani, testimonia il medico legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito che simula la dinamica dell'omicidio, avvalendosi di due collaboratori.
Secondo la loro ricostruzione, Mez si trovava in camera da letto dando le spalle al suo aggressore ed era svestita dal bacino in giù. Per il consulente della difesa, l'aggressore impugnava il coltello nella mano destra mentre, con la mano sinistra, ha afferrato la ragazza al volto, chiudendole le vie respiratorie per impedirle di urlare.
In base alla simulazione, sempre minacciandola con un coltello, l'aggressore l'ha poi afferrata per il volto e l'ha gettata a terra. L'assassino, secondo il consulente della difesa di Sollecito, avrebbe poi bloccato Mez con le sue gambe, le avrebbe preso il volto con una mano e l'avrebbe poi colpita con l'altra mano al collo. Meredith sarebbe, infine, caduta sbattendo la testa. Secondo Introna, l'aggressione è avvenuta per fini sessuali.
Ed è stata una sola persona che l'ha aggredita e uccisa. La morte di Mez è avvenuta tra le ore 21.30 e le 22.30: in questo modo il medico legale anticipa l'ora della morte della studentessa inglese rispetto all'indicazione data dal consulente dell'accusa, che l'aveva collocata intorno alle 23.30.
Introna ha inoltre sottolineato che la ferita più profonda al collo della vittima è stata provocata da un coltello con una "lama di massimo 8-9 cm" mentre quello sequestrato in casa a Sollecito e ritenuto dall'accusa l'arma del delitto, è lungo circa 17,5 cm. Il consulente della difesa di Sollecito, riferendosi agli ultimi attimi di vita di Mez, ha parlato di soffocamento delle vie respiratorie, un "presa fugace al collo" e quindi l'accoltellamento che ha provocato un'emorragia con componente asfittica dovuta all'inalazione del sangue. L'agonia di Mez, secondo il medico legale, è durata circa 15 minuti.

[ADN Kronos] 20 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:44 am   Post subject: [ADN Kronos] 20 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: IN AULA CONSULENTE DIFESA SOLLECITO SIMULA DELITTO
ultimo aggiornamento: 20 giugno, ore 16:39

Perugia, 20 giu. - (Adnkronos) - Nel corso dell'udienza di oggi del processo davanti alla Corte di Assise di Perugia, che vede imputati la giovane americana Amanda Knox e l'ex fidanzato Raffaele Sollecito per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher, il consulente della difesa di Sollecito ha ricostruito l'aggressione e il delitto della ragazza attraverso una simulazione.




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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:46 am   Post subject: [ADN Kronos] 19 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: MADRE AMANDA, MIA FIGLIA HA INSISTITO PER NON LASCIARE PERUGIA
ultimo aggiornamento: 19 giugno, ore 16:15
Perugia, 19 giu. - (Adnkronos) - "Amanda ha insistito tanto per non lasciare Perugia" dopo il delitto di Meredith. E' quanto ha detto Edda Mellas, la madre di Amanda Knox, la giovane americana imputata insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher.




[ADN Kronos] 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:48 am   Post subject: [Quotidiano] 11 June 2009   

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DELITTO DI PERUGIA
NEW YORK TIMES DIFENDE AMANDA
"KNOX INNOCENTE, PROCURA SCIATTA"
Alla vigilia della testimonianza della Knox al processo di Perugia il New York Times prende le difese della studentessa principale imputata nell’assassinio di Meredith Kercher e accusa il pm Giuliano Mignini

Roma, 11 giuGNO 2009 - Amanda Knox è «un’innocente all’estero» la cui vita «è stata quasi distrutta dalla collisione tra un giornalismo rapace e una procura sciatta». Alla vigilia della testimonianza della Knox al processo di Perugia il New York Times prende le difese della studentessa principale imputata nell’assassinio di Meredith Kercher e accusa il pm Giuliano Mignini. «Il caso Knox - si legge in un editoriale di Timothy Egan che al momento del delitto aveva anche lui una figlia in Italia - ha così tante crepe ed è così legato alla carriera di un potente procuratore italiano incriminato per comportamento scorretto che qualsiasi giuria seria lo avrebbe già ricusato da mesi».
«Questo non significa - continua il giornale - che i tribunali italiani non siano onesti. La sorte di Knox e nelle mani di sei giurati, tra loro due giudici, che si riuniscono due giorni a settimana e prenderanno a breve una pausa estiva prima di arrivare a un verdetto in autunno».



[Quotidiano] 11 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:50 am   Post subject: [Libero] 19 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: MADRE AMANDA, MIA FIGLIA HA INSISTITO PER NON LASCIARE PERUGIA

Perugia, 19 giu. - (Adnkronos) - "Amanda ha insistito tanto per non lasciare Perugia" dopo il delitto di Meredith. E' quanto ha detto Edda Mellas, la madre di Amanda Knox, la giovane americana imputata insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher.
La madre di Amanda, ascoltata oggi nell'udienza del processo davanti alla Corte di Assise di Perugia, ha raccontato che la figlia aveva scelto di partire per Perugia perche' voleva trascorrere il periodo di studio in una citta' italiana che non fosse solo turistica, per conoscere la lingua e la cultura italiana. Amanda, ha spiegato la madre, aveva lavorato in America per potersi pagare le spese e poter partire per Perugia. Mellas ha infine detto che i rapporti della figlia con le altre inquiline del casolare di via della Pergola erano "buoni".


[Libero] 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:54 am   Post subject: [Stampa] 20 June 2009   

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20/6/2009 (8:9) - IL PROCESSO PER IL DELITTO DELLA STUDENTESSA INGLESE
"Un uomo in giardino angosciava Meredith"



Un amico degli inquilini del piano di sotto: “Me ne parlò lei, indossava un giubbotto blu”
ALESSANDRA CRISTOFANI
PERUGIA
C’è un quarto uomo, uno con un giubbino blu, e si aggirava intorno alla casa di via della Pergola, da solo, in un raggio di cinquanta metri, attirando, col suo fare sospetto, perfino l'attenzione di Meredith Kercher, l'inglesina di Couldson assassinata la notte di Ognissanti del 2007, che, proprio qualche giorno prima di essere uccisa, disse di essere turbata dalla presenza di questo sconosciuto.
A ricordarsene, diciotto mesi dopo l'omicidio, è un amico degli inquilini del piano di sotto, uno che frequentava il casolare delle studentesse e che dice d'aver raccolto, direttamente dalla vittima, un frammento di discorso. Ce n'è abbastanza per cambiare tutto un'altra volta, sia che si tratti di una nuova pista, sia che si tratti invece di un fuorviante depistaggio.
In entrambi i casi, l'audizione del testimone che racconta di un figuro avvistato nelle vicinanze della casa del delitto, non fa che portare acqua al mulino delle difese dei due imputati. Che ieri, sul banco dei testimoni, hanno chiamato a deporre i genitori dei due ex fidanzatini, in cella con l'accusa di omicidio e violenza sessuale.
Il primo a parlare è stato l'urologo barese Francesco Sollecito, il padre di Raffaele. Non ci sta, papà Sollecito, lui che si compiace di essere amico e confidente dei suoi figli, che studia le carte processuali quasi fosse un avvocato, che fa la spola Perugia-Bari almeno due volte la settimana, non si perde un'intervista che sia una: «So tutto di Raffaele. Sono un padre amico che parla con i propri figli con una certa confidenza».
Della relazione con Amanda sa che era una «bella storia» e che di lei, Raffaele, gli aveva parlato come non aveva mai fatto di nessun'altra. Poi alza i toni e denuncia «i grossolani errori degli inquirenti», alla base dell'arresto del figlio. Dell'innocenza del figlio si dice certo, così come della telefonata fatta proprio la sera del delitto, alle 20.42 del primo novembre 2007, poche ore prima della morte di Mez. Avrebbe richiamato Raffaele solo la mattina successiva, intorno alle nove o giù di lì, trovandolo «a letto che dormiva».
Anche Edda Mellas, la madre di Amanda, ha dovuto chiarire il nodo delle telefonate ricevute dalla figlia. Tre chiamate in un'ora, tra le 12.47 e le 13.58 ora italiana. La donna, 45 anni, insegnante di matematica, ha scandito, una ad una, le tre chiamate della figlia. La prima quando le comunicava di aver trovato la casa sottosopra, la seconda in cui le riferiva d'aver sentito di un piede che fuoriusciva di un piumone, e la terza nella quale la informava del ritrovamento di un cadavere. Una deposizione, quella della madre di Amanda, camicia verde e occhiali da sole tra i capelli, che per il legale di parte civile, l'avvocato Francesco Maresca, è una specie di autogol, se è vero che la Mellas ha detto che Amanda le avrebbe descritto il particolare del piede che usciva dal piumone prima di sapere del delitto. Ma per lei, «è andata bene». Poi aggiunge: «Non ci sono prove contro Amanda».


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 11:57 am   Post subject: [Stampa] 19 June 2009   

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19/6/2009 (12:37) - IL DELITTO DI PERUGIA
I genitori di Amanda e Raffaele:
"Non sono una coppia di killer"


Delitto di Meredith Kercher: in aula
Francesco Sollecito ed Emma Melles
PERUGIA
"Genitori e figli". Avrebbe potuto essere questo il titolo dell’udienza di oggi sulla morte di Meredith Kercher, qualora ce ne fosse stato bisogno. Francesco Sollecito, padre di Raffaele detto Lele, e Emma Mellas, madre di Amanda Knox detta «foxy knoxy», sono saliti sulla scomoda sedia dei testimoni per provare a raccontare questi due ragazzi indagati per l’omicidio di Metz. Per raccontare che Amanda e Raffaele sono due ragazzi normali come tanti altri, che non sono sadici killer.

Le prime mosse di questo progetto riabilitazione le fa Francesco Sollecito, che parla di un Raffaele innamorato che «coccola Amanda come una bambina», che sente il bisogno di condividere questo amore con il padre «come non aveva mai fatto in passato per nessuna altra ragazza». Raffaele talmente innamorato da non poter pensare a niente di male, di malvagio in questo stato di grazia. E allora per Francesco Sollecito se il figlio è il buono della vicenda, gli inquirenti sono quelli che hanno sbagliato individuo per la loro «sporca storia» da scoprire. Hanno sbagliato tutto come hanno sbagliato su quella impronta trovata in casa a pochi passi dalla camera di Meredith. Impronta di una scarpa che sarà determinante per fare entrare in carcere Raffaele, ma poi si scoprirà essere di Rudy Guede.

«Errori grossolani» ha sentenziato Francesco Sollecito guardando in faccia Pm e poliziotti. Poi sulla sedia dei testimoni sale Emma Mellas, che con il suo americano che divora pezzi di parole come in una cantilena racconta di una Amanda talmente presa da Raffaele che non si vergogna a dire alla madre che spesso dorme da lui, come quella notte del primo novembre. Una ragazza felice di stare in Italia, che racconta di quanto sono buone le sue amiche e coinquiline. Felice, sorridente e leggera. Ma dice di più Emma Mellas; descrive un’Amanda disperata al telefono quando le racconta della scoperta del corpo di Meredith e che vuole aiutare la polizia tanto da non voler tornare a Seattle. Altro che la ragazzina con la testa sulle nuvole e fuori di controllo che tutti hanno descritto. Ma quanto può valere la descrizione di normalità di due indagati da parte dei propri genitori? Non si sa. Ma per l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Sollecito, oggi per la prima volta la nomea di coppia killer è stata spazzata via.


[Stampa] 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:00 pm   Post subject: [Stampa] 12 June 2009   

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12/6/2009 (21:0) - IL DELITTO DI PERUGIA
Amanda: "Picchiata dalla polizia"



















La giovane americana in aula vestita
di bianco: «Io costretta a confessare»
PERUGIA
Camicetta bianca e pantaloni chiari, capelli raccolti in una coda con un laccetto celeste come le scarpe: Amanda Knox si è presentata così davanti alla Corte d’assise di Perugia che la processa, insieme a Raffale Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher, nel giorno del suo interrogatorio. Ha parlato per circa sei ore, quasi sempre in italiano. Chiudendo con un sorriso e un «sì, grazie» quando il presidente del collegio le ha chiesto se fosse stanca per poi rinviare l’udienza a domani mattina.

Amanda è apparsa una ragazza straniera di vent’anni come tante che vuole ritornare a vivere una vita normale dopo un incubo durato un anno e mezzo. È precisa nelle sue parole, mai un gesto o un’espressione del viso fuori luogo, molto italiano e poco inglese per rispondere alle domande. Amanda inoltre sembra tirare fuori tutto il coraggio che ha per accusare Pm e poliziotti. Per l’avvocato Francesca Maresca, legale della famiglia Kercer, parla di un Amanda «diversa ma che anche in questa versione non ha emozioni». «Mi dicevano stupida bugiarda mentre mi interrogavano prima di andare in carcere»: così Amanda attacca le forze dell’ordine ricordando l’interrogatorio del 5-6 novembre. «Io ero sotto pressione era confusa...non capivo... e immaginavo molte cose. Contro la mia volontà mi hanno preso quelle dichiarazioni», dice Amanda, che poi attacca il Pm Mignini: «Quello che ho detto mi è stato suggerito dal Pm».

Infine anche le botte, dice l’imputata, per farla parlare: «Una poliziotta mi ha picchiato con la mano a pugno sulla nuca per ben due volte di seguito. C’erano agenti che urlavano di continuo». Soltanto dopo le dichiarazioni - ha accusato Amanda - mi hanno assistito. Il Pm e gli agenti non hanno ribattuto alle accuse di Amanda. Comunque non si esclude che chiedano i verbali della sua deposizione per verificare se ci sono dei reati. Domani si riprende alle 9. E toccherà all’accusa fare domande. La ragazza americana ha parlato in un’aula affollata di giornalisti, molti dei quali provenienti da Stati Uniti e Inghilterra, per la prima volta autorizzati alle riprese audio-video delle udienze. Amanda si è presentata nella sala degli Affreschi sorridendo ai suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova. Poi si è concentrata sul suo interrogatorio.

Quando si è seduta sulla poltrona riservata ai testimoni sono scattati una raffica di flash, tanto da costringere il presidente della Corte a intervenire. Foto che hanno colto sul suo viso anche un evidente herpes, forse segno di stress. Prima di cominciare, la giovane di Seattle ha comunque trovato il tempo per simulare con le mani una possibile inquadratura delle telecamere. Ha quindi iniziato a rispondere in inglese assistita da una interprete. Dopo qualche minuto è però passata all’italiano nel quale ha parlato praticamente per l’intera giornata. Con le mani e le braccia inizialmente raccolte sotto al tavolino davanti a sè e poi impegnate a gesticolare. Quando è stata la volta dei suoi difensori, questi le si sono rivolti dandole del tu. «Perchè la conosco da tanto tempo» ha spiegato l’avvocato Ghirga. Pochi gli sguardi incrociati con l’ex fidanzato Raffaele Sollecito, assorto nel prendere appunti e nel parlare con i suoi difensori Giulia Bongiorno e Luca Maori. Biglietti poi passati ai legali.

«È vero, con Amanda è stato amore a prima vista» ha scritto su uno di questi quando la Knox ha fatto riferimento al primo incontro tra i due. In un buon italiano, segnato però dall’accento americano, la Knox ha poi parlato della sua famiglia, dell’amore per la scrittura («è l’unico modo in cui riesco a esprimermi» ha rivelato) e della volontà di rimanere a Perugia, «perchè la città è piccola e le persone sono gentili». In aula ad ascoltarla anche Patrick Lumumba, il musicista tirato in ballo con le sue dichiarazioni ma poi prosciolto, e il padre Curt. «Non potrei essere più orgoglioso di mia figlia» ha commentato alla fine della giornata.


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:02 pm   Post subject: [Nazione] 11 June 2009   

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IL GIALLO DI MEREDITH
IL NY TIMES ATTACCA IL PM DI PERUGIA
"AMANDA È UN'INNOCENTE ALL'ESTERO"
Amanda Knox è 'un'innocente all'estero' la cui vita "è stata quasi distrutta dalla collisione tra un giornalismo rapace e una procura sciatta". Alla vigilia della testimonianza della Knox al processo di Perugia, il New York Times prende le difese della studentessa principale imputata nell'assassinio di Meredith Kercher e accusa il pm Giuliano Mignini
Perugia, 11 giugno 2009 - Il New York Times attacca frontalmente il pm di Perugia, Giuliano Mignini, per la sua condotta nel processo contro Amanda Knox, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher. Il sito web pubblica oggi un lungo articolo di Timothy Egan , premio Pulitzer nel 2001, dal titolo 'un' innocente all'estero''.

''L'apparato accusatorio contro Amanda Knox - scrive Egan - ha così tante falle ed è così legato alla carriera di un potente pubblico ministero sotto accusa per comportamento scorretto, che qualsiasi giuria imparziale l'avrebbe già respinto mesi fa''. Ma l'obbiettivo delle critiche del Nyt non è tanto la giuria, tantomeno il sistema giudiziario italiano. Egan se la prende piuttosto con l'accusa, condotta in modo 'superficiale' e un giornalismo 'predatore'.

Dopo aver esaminato a lungo tutte le tappe della vicenda, l'articolo sottolinea come Amanda ''sia stata quasi un anno in carcere senza avere alcuna responsabilità'' accertata dei fatti, ''tenuto conto che l'unica prova trovata sul corpo della vittima faceva risalire a Rudy Guele''. Amanda rischia 30 anni di carcere, ma Mignini, scrive il giornale di New York, rischia ''il suo onore e la sua reputazione, cose non di poco conto in Italia''.


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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:03 pm   Post subject: [AGI] 11 June 2009   

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MEREDITH: DOMANI RIPRENDE PROCESSO, IL GIORNO DI AMANDA (2)

(AGI) - Perugia, 11 giu. - "Voglio riferire spontaneamente quello che e' successo perche' questa vicenda mi ha turbata profondamente e ho molta paura di Patrick - affermo' quindi Amanda in questura -. Giovedi' 1 novembre, mentre mi trovavo a casa di Raffaele, alle ore 20.30 circa, ho ricevuto un messaggio sul mio cellulare da parte di Patrick, il quale mi diceva che quella sera il locale sarebbe rimasto chiuso. Ho risposto al messaggio dicendogli che ci saremmo visti subito.
Quindi sono uscita di casa dicendo al mio ragazzo che andavo a lavorare. Durante il pomeriggio, con Raffaele avevamo fumato uno spinello e quindi mi sentivo confusa. Ho incontrato Patrick subito dopo presso il campo di basket di Piazza Grimana e con lui siamo andati a casa. Non ricordo se Meredith era li o e' arrivata dopo. Patrick e Meredith si sono appartati in camera e io sono rimasta in cucina . Ad un certo punto ho sentito delle urla di Meredith e io spaventata mi sono tappata le orecchie.
Poi non ricordo piu' nulla. Ricordo confusamente che l'ha uccisa lui". "Per quanto riguarda questa confessione che io ho reso la scorsa notte - srivera' qualche ora piu' tardi Amanda nel suo memoriale - voglio chiarire che ho seri dubbi sulla verita' delle mie dichiarazioni perche' sono state rese sotto stress e shock e perche' ero esausta. La verita' e' che non sono certa della verita'". Dopo le dichiarazioni della Knox, Lumumba venne arrestato della polizia per poi essere scagionato da ogni accusa e tornare il liberta'. Ora si e' costituito parte civile contro Amanda per il reato di calunnia. Davanti al magistrato, il 17 dicembre 2007, la studentessa di Seattle ricostrui' un'altra verita' di come trascorse la notte tra il primo e il due novembre, affermando di essere restata sempre a casa di Raffaele Sollecito, leggendo il libro di Harry Potter e guardando un film e facendo l'amore con Raffaele. Nel casolare di Via della Pergola ha affermato di essersi recata la mattina del 2 novembre, di aver trovato la porta aperta e alcune tracce di sangue in bagno. Di aver fatto comunque la doccia e di essere poi tornata a casa di Raffaele parlandogli di quanto era accaduto. Quindi la decisione di tornare insieme in via della Pergola e di avvisare i carabinieri. "Amanda raccontera' la sua verita' e cioe' che con l'omicidio di Meredith non c'entra" ha detto il legale della Knox, l'avvocato Luciano Ghirga che ha annunciato, "salvo imprevisti" un interrogatorio "a tutto campo". Quello che' e' certo e' che, anche domani telecamere, fotografi e giornalisti saranno tutti per 'Foxi Noxi'.

[AGI] 11 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:05 pm   Post subject: [AGI] 11 June 2009   

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MEREDITH: DOMANI RIPRENDE PROCESSO, IL GIORNO DI AMANDA

(AGI) - Perugia, 11 giu. - E' il giorno di Amanda Knox quello di domani davanti alla Corte d'Assise di Perugia che la sta processando per l'omicidio della sua coinquilina inglese, la giovane Meredith Kercher, uccisa la notte tra il primo e il due novembre del 2007 nel casolare di via della Pergola, lo stesso che le due studentesse avevano scelto per trascorrere il loro soggiorno studi a Perugia. Dopo la lunga lista di testi dell'accusa (pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi) sfilati davanti alla Corte e la deposizione dei familiari di Mez, parte civile nel processo, ora la parola passa alle difese a cominciare dall'esame dell'imputata Amanda Knox. A pochi metri di distanza ad ascoltarla, nell'aula degli Affreschi di Palazzo di Giustizia, ci sara' il suo ex fidanzatino pugliese, Raffaele Sollecito, anche lui accusato dell'omicidio della studentessa inglese (per lo stesso delitto e' stato gia' condannato a 30 anni l'ivoriano Rudy Guede e il 18 novembre e' stato fissato il processo di appello ndr). Tutti hanno negato sempre ogni responsabilita' nell'omicidio. "Mi chiamo Amanda Knox, nata a Seattle il 9 luglio 1987, nella squadra di calcetto mi chiamavano 'Foxi Noxi' (volpe furba).
Sono innocente" afferma la Knox in carcere il 17 dicembre 2007, davanti al pubblico ministero Giuliano Mignini. "Tutto questo e' molto strano, lo so, ma veramente cio' che e' accaduto risulta confuso per me come per chiunque altro. Mi e' stato detto che ci sono prove schiaccianti che io fossi nel luogo dell'omicidio della mia amica quando e' successo. Questo, voglio confermarlo, e' qualcosa che per me, se mi fosse stato chiesto alcuni giorni fa, sarebbe stato impossibile. So che Raffaele ha fornito prove contro di me affermando che sono uscita da casa sua la notte dell'omicidio di Meredith, ma lasciatemi dire questo: nella mia mente ci sono cose che ricordo e cose che non ricordo. Le cose stanno cosi' malgrado le prove contro di me" scrive, invece, Amanda in una sorta di memoriale scritto in questura la mattina del 6 novembre 2007, prima di essere condotta in carcere. Poco prima Amanda, sentita dai poliziotti, era scoppiata improvvisamente a piangere quando le venne mostrato un sms di Patrick Lumumba, titolare del pub 'Le chic' dove la ragazza lavora da poco tempo.

[AGI] 11 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:06 pm   Post subject: [Corriere della Sera] 11 June 2009   

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IL PROCESSO PER L'OMICIDIO DI MEREDITH A PERUGIA
IL NEW YORK TIMES ACCUSA IL PM
«AMANDA UN'INNOCENTE ALL'ESTERO»
SCRIVE THIMOTY EGAN: «VITTIMA DELLA COLLISIONE TRA GIORNALISMO RAPACE E PROCURATORI SCIATTI»


Il pm Giuliano Mignini (Emmevi)


NEW YORK - Alla vigilia della testimonianza della principale imputata al processo di Perugia per l'assassinio di Meredith Kercher, il New York Times dedica ad Amanda Knox un commento molto duro nei confronti della magistratura italiana intitolato «un'innocente all'estero». «Il caso contro Knox ha tante così tante crepe ed è così legato alla carriera di un potente procuratore italiano incriminato per comportamento scorretto che qualunque giuria seria lo avrebbe già ricusato da mesi», scrive Thimoty Egan riferendosi al pm Giuliano Mignini. «Questo non significa che i tribunali italiani non siano onesti... La sorte di Knox è nelle mani di sei giurati, fra loro due giudici, che si riuniscono due giorni a settimana e prenderanno a breve una lunga pausa estiva prima di arrivare a un verdetto in autunno», aggiunge il commentatore, la cui figlia era, al momento del delitto in Italia per un periodo di studio, anche lei proveniente da Seattle come l'imputata, precisando che non intende mettere a confronto il sistema giudiziario italiano con quello americano per «decidere quale sia il migliore». Piuttosto il suo scopo, scrive, è quello di parlare di Meredith ma soprattutto di Amanda Knox, «una studentessa altrettanto vivace della vittima la cui vita è stata quasi distrutta dalla collisione fra un giornalismo rapace e una procura sciatta».
GLI ERRORI - Il giornalista deplora, fra l'altro, il primo interrogatorio di Knox durato un'intera notte, senza la presenza di un avvocato o di un interprete ufficiale, così come il fatto che la procura abbia in seguito lasciato trapelare dettagli scabrosi sulla vita sessuale di Amanda, «una cosa che non sarebbe stata mai fatta con un uomo». Douglas Preston, autore americano di best seller che si era stabilito nella campagna di Firenze, impegnato in un libro sul mostro di Firenze, insieme al giornalista italiano Mario Spezi, aveva evidenziato come il procuratore di Perugia, Mignini, fosse lo stesso che avesse riaperto il caso sugli omicidi in serie attribuiti a Pacciani e ai suoi «compagni di merende» nell'ipotesi che fossero coinvolti nelle pratiche sataniste di un gruppo di notabili toscani. Lo stesso che, ricorda il New York Times, lo ha fatto fuggire dall'Italia dopo averlo interrogato e minacciato di arresto, «con gli stessi metodi» usati con Amanda, «un metodo che ora sta venendo alla luce nel caso di comportamento scorretto istruito contro di lui».

11 giugno 2009

[Corriere della Sera] 11 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:07 pm   Post subject: [TusciaWeb] 14 June 2009   

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Perugia - Nuova udienza nel processo per l'omicidio di Meredih
Amanda conferma le pressioni
Viterbo - 14 giugno 2009 - ore 18,00

Nuova udienza nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher. Ma la storia non cambia.
Davanti la corte d'assise di Perugia, la studentessa di Seattle, Amanda Knox, ha continuato a confermare le pressioni, che le sarebbero state fatte durante gli interrogatori degli inquirenti.
Amanda ha continuato a mostrare un certo nervosismo nel rispondere alle domande del pubblico ministero, accusato dalla difesa di suggerire alla ragazza cosa dire in merito ai fatti avvenuti nella notte del primo novembre 2007, data dell'omicidio.
Ieri Amanda ha detto di essere stata picchiata dalla polizia, accysando una poliziotta di averle messo le mani addosso. Amanda ha, però, aggiunto di non ricordare il nome di quella donna.
La studentessa americana si è dichiarata scioccata per la morte di Meredith. Affermazioni che giungono in risposta alle accuse di "spensieratezza", che le erano state mosse nei giorni scorsi, quando nell'attesa di essere ascoltata, aveva fatto una ruota. "Ognuno reagisce a modo suo, e questo è il mio modo di cercare la normalità in tutta questa situazione", ha affermato Amanda.


[TusciaWeb] 14 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:09 pm   Post subject: [Radio RAI] 13 June 2009   

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PROCESSO KERCHER: ANCORA AMANDA, ANCORA SMENTITE

dall'inviato Paolo Poggio
PERUGIA 13/06/09 - 19:18
In aula, a Perugia, la studentessa americana Amanda Knox ha risposte per oltre 4 ore alle domande dei pm. La giovane, accusata di omicidio, ha ribadito di essere estranea al delitto e ha smentito due testimoni - tra cui il teste albanese caduto spesso in grandi contraddizioni - che avevano parlato di un legame tra Amanda, Guede, Sollecito e la stessa Meredith. L'avvocato Giulia Bongiorno alla Knox ha chiesto di chiarire questi rapporti: "Guede sapevo chi fosse perchè lo avevo visto in Piazza e alcune volte è entrato nel locale dove lavoravo. Non c'è stato mai nessun tipo di rapporto. Lo stesso vale per Sollecito che non ha mai frequentato questo ragazzo".


[Radio RAI] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:10 pm   Post subject: [Unione Sarda] 13 June 2009   

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AMANDA, INTERROGATORIO 'NEUTRALE'
LUMUMBA: ''MENTE SUGLI INQUIRENTI''

Un interrogatorio ''neutrale'' per gli esiti del processo. Quello che ha detto Amanda Knox in aula non è servito a dissolvere i dubbi che hanno portato al rinvio a giudizio dei due imputati. Lumumba: ''Amanda ora mente sugli inquirenti''
E' stato un interrogatorio "neutrale" per gli esiti del processo, quello di Amanda Knox perché "i dubbi che tutti abbiamo e hanno portato al rinvio a giudizio dei due imputati rimangono" secondo l'avvocato Francesco Maresca che rappresenta come parte civile i familiari di Meredith Kercher. "Abbiamo conosciuto - ha detto il legale - un'Amanda Knox abbastanza diversa da quella conosciuta nelle indagini preliminari. Oggi, abbiamo comunque assistito - ha concluso Maresca - a una serie di risposte probabilmente più indecise, con meno sicurezza".
LUMUMBA "Ho passato ore e ore a dire agli inquirenti che Amanda stava mentendo (nei suoi confronti - ndr) ma ci è voluto più di metà anno prima che mi credessero. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta": così Patrick Lumumba ha commentato l'interrogatorio di Amanda Knox. "Ci vuole giustizia - ha sottolineato il musicista congolese -, non si deve giocare così. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica. Non si può insinuare il dubbio solo perché una vuole continuare a fare l'attrice". Lumumba ha quindi citato un proverbio Bantu: "Quando impari al pappagallo a parlare ti può insultare". Secondo l'avvocato Pacelli, che rappresenta come parte civile il musicista congolese, "è stata ampiamente provata la calunnia che Amanda ha posto in essere nei confronti di Patrick". Secondo il legale nelle dichiarazioni rese inizialmente alla Knox "ci sono dati, elementi e fatti che solo chi era in via della Pergola poteva conoscere. Come le urla di Meredith delle quali la polizia è venuta a sapere solo molte settimane dopo l'omicidio. Come faceva Amanda a sapere che Mez aveva urlato?".
Sabato 13 giugno 2009 17.55


[Unione Sarda] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:12 pm   Post subject: [Iris Press] 13 June 2009   

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ITALIA

13/06/2009 - 18.04
OMICIDIO MEREDITH: LUMUMBA, HO PASSATO ORE E ORE A DIRE CHE AMANDA MENTE



Lumumba parla dell'interrogatorio ad Amanda Knox
(IRIS) - ROMA, 13 GIU - "Ho passato tanto tempo, ore e ore, a dire agli inquirenti che Amanda mentiva ma hanno dovuto impiegare più di mezzo anno per credermi. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta" Patrick Lumumba commenta con queste parole le affermazioni di Amanda Knox durante il processo per l'omicidio di Meredith Kercher. "Ci vuole giustizia perché non si deve giocare così. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica, e non si può mettere tutto in dubbio perche' una vuole continuare a fare l'attrice" spiega il ragazzo, inizialmente accusato per le rivelazioni dell'imputata e poi scagionata.

SteI


[Iris Press] 13 June 2009
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PostPosted: Sat Jun 27, 2009 12:13 pm   Post subject: [Unione Sarda] 13 June 2009   

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MEREDITH: LEGALE ''RISPOSTE COERENTI E SERENE PER TUTTO L'ESAME''

Ha sottolineato "la coerenza e la serenità per tutto il lungo interrogatorio" l'avvocato Luciano Ghirga, uno dei difensori dell'americana lasciando il palazzo di giustizia di Perugia. "Sotto questo profilo - ha aggiunto - avere fatto l'esame è stata una scelta difficile che ci lascia molto soddisfatti". Al termine dell'interrogatorio Amanda è apparsa al legale "molto stanza e provata, è stata dura". Di "ottima reazione" da parte della Knox, ha parlato un altro dei suoi difensori, l'avvocato Carlo Dalla Vedova. "E' riuscita a spiegare - ha proseguito - la sua posizione davanti a un giudice terzo. Mi sembra sia andata molto bene". Riguardo ai "non ricordo" con i quali l'americana ha risposto ad alcune domande, il legale ha parlato di "un elemento di ulteriore collaborazione e non di debolezza".
Sabato 13 giugno 2009 17.22


[Unione Sarda] 13 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 10:50 am   Post subject: [Dazebao] 13 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: AMANDA ADDITA UNA POLIZIOTTA
Sabato 13 Giugno 2009 15:31


Amanda Knox
di Giovanni Mazzamati
PERUGIA – Con la stessa acconciatura di ieri e con un abbigliamento molto simile, Amanda Knox, imputata presso la Corte d’Assise di Perugia per l’omicidio di Meredith Kercher, è salita nuovamente sul banco dei testimoni. In un aula carica di tensione per le dichiarazioni contro la polizia rilasciate ieri, la studentessa di Seattle si è sottoposta alle domande sorridendo poco ed ostentando molta meno sicurezza di ieri.

Il pm Magnini, accusato da alcuni giornali americani di essere stato afflitto nei giorni successivi al delitto da una ossessionante ricerca del mostro, ha voluto che la Knox ritornasse sulle dichiarazioni di ieri, ricostruendo i momenti dell’interrogatorio e precisando che tipo di violenze abbia subito e chi gliele abbia inflitte. «Mi chiedevano di ricordare gli orari di quello che avevo fatto la sera del primo novembre», ha detto Amanda. «Poi c’è stato un crescendo del dibattimento e mi dicevano che non erano convinti di me perché riuscivo a ricordare alcune cose e non altre». A guidare l’interrogatorio una poliziotta con i capelli neri, di cui Amanda dice di non ricordare né il nome né il volto. «C’erano dei poliziotti dietro di me, non ho visto all’inizio chi mi aveva dato gli scappellotti, poi mi sono girata e ho visto che era sempre la poliziotta con i capelli scuri».

La Konx ha anche raccontato come sia arrivata ad incolpare Patrick Lumumba dell’omicidio di Mez. «Continuavano a ripetermi che, o non volevo parlare perché ero una stupida bugiarda, o perché non ricordavo. Quindi ho fatto il nome di Patrick, ho iniziato a piangere e ad immaginare un tipo di scena, con immagini che non concordavano ma che forse avrebbero potuto spiegare la situazione: immaginai la faccia di Patrick, Piazza Grimana, la mia casa, una cosa verde che loro mi hanno detto poteva essere il divano. Allora loro hanno cominciato a ricostruire».

L’alone negativo costruito intorno ad Amanda si è determinato anche a causa di alcuni atteggiamenti tenuti dalla studentessa nelle ore immediatamente successive alla scoperta della morte di Meredith, come la ruota effettuata all’interno della Questura. «Ognuno affronta una tragedia a modo suo ed io sono abituata a cercare la normalità in situazioni di difficoltà. È un modo per sentirmi sicura. Mi sentivo molto impaurita. I miei comportamenti lo so, possono sembrare spensierati, ma io sono così». Altrettanto strane sembrarono le confidenze fatte da Amanda alle altre due coinquiline italiane, perché parlò della omicidio di Meredith come di una morte lunga e dolorosa. Da quello che sostiene, però, lei era ignara delle modalità delle morte tanto quanto le altre studentesse. «Le ragazze speravano che almeno Meredith fosse morta in fretta. Io, ancora sorpresa per la brutalità dell’omicidio e per come era avvenuto, immaginai l’esatto contrario. E per questo dissi che la sua morte era stata lunga. Una cosa terribile», ha sostenuto in aula, a giustificazione delle sue parole.
L’udienza è stata aggiornata a venerdì prossimo, giorno in cui verrà ascoltata la madre di Amanda Knox.




[Dazebao] 13 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 10:52 am   Post subject: [Velino] 13 June 2009   

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CRO - Perugia, Amanda: “Volevano un nome”, venerdì nuova udienza


Roma, 13 giu (Velino) - Si è conclusa l’udienza del processo davanti alla Corte d’assise di Perugia ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher. Il dibattimento è stato rinviato a venerdì prossimo quando testimonierà la madre della giovane americana, Edda Mellas. In jeans e maglietta a maniche corte di colore chiaro, con i capelli legati e molto più nervosa rispetto all’interrogatorio di ieri, Amanda ha raccontato non solo della notte tra il 5 e il 6 novembre 2007, la stessa in cui venne interrogata dai poliziotti in questura e indicò Patrick Lumumba come autore della morte di Meredith Kercher, ma anche di quello che ha provato in carcere: “La canzone dei Beatles ‘Let it be’ - ha detto - è stata fondamentale per i primi mesi che sono stata in carcere, perché mi faceva pensare a casa e a quando la cantavo con i miei amici e la mia famiglia”.

La Knox ha spiegato che la canzone parla di come affrontare un momento buio: “Per mesi sono stata sola e in isolamento - ha rimarcato - quando uscivo ero sola e l’unica cosa che potevo fare era cantare questa canzone perché aiutava a farmi stare meglio”. Nel corso del suo interrogatorio, la studentessa ha puntualizzato di essere stata “scioccatissima” da quanto avvenuto a Meredith, e ha aggiunto che “ognuno affronta una tragedia a modo suo”. “Qualche volta - ha affermato - ricordo Meredith ma sto pensando anche a come andare avanti con la mia vita. Qualche volta mi sembra che non può essere reale quello che è accaduto”. “Mi dispiace tantissimo - ha sottolineato - ma non so cosa pensare di questa cosa. Sono abituata a cercare la normalità in situazioni di difficoltà. È un modo per sentirmi sicura. Mi sentivo molto impaurita. I miei comportamenti lo so, possono sembrare spensierati, ma io sono così”.

L’imputata ha quindi ripercorso le ore in cui è stata interrogata dalla polizia, la notte tra il 5 e il 6 novembre 2007, ribadendo chi e come le fosse stato suggerito il nome di Patrick e chi le avesse fatto pressioni o picchiata. E di come venne fuori il nome di Patrick, dopo che la polizia aveva trovato sul telefono cellulare della ragazza l’sms inviato dall’allora datore di lavoro. “Volevano un nome - ha detto - in relazione a chi ha fatto il delitto. Dicevano che io sapevo. Volevano sapere se non ricordavo o se ero una stupida bugiarda”. “Tutto ciò che ho detto - ha proseguito -, l’ho detto sotto pressione. Mi è stato suggerito dal pubblico ministero. La polizia suggeriva la via. Sotto pressione ho immaginato tante cose diverse”.

(red/adf) 13 giu 2009 16:13


[Velino] 13 June 2009
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12/6/2009 (7:19) - IL CASO
Oggi la verità di Amanda
E dagli Usa accuse al pm

















Afferma il New York Times:
troppe lacune e nessuna prova
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK
Un’accusa superficiale, un giornalismo predatore e una giustizia macchinosa. Sono le ragioni per cui - secondo il giornalista e scrittore americano Timothy Egan - Amanda Knox, 22 anni, sarebbe vittima sacrificale dell’omicidio di Perugia. Oggi la ragazza sarà protagonista in aula, in Corte d’assise: in programma c’è il suo interrogatorio. Egan, premio Pulitzer, ripercorre le fasi del processo - alla vigilia della deposizione della studentessa americana - in un articolo sul New York Times dal sapore d’invettiva contro Giuliano Mignini, il pm che ha condotto l’inchiesta. «Il caso contro la Knox ha talmente tante lacune, ed è così intimamente legato alla carriera di un procuratore italiano molto potente e sotto accusa per condotta scorretta, che qualsiasi giuria dotata di lucidità l’avrebbe rigettato mesi fa», sostiene Egan.

Le sorti di Amanda sono nelle mani «di sei persone, tra cui due giudici, che s’incontrano due volte a settimana. Non è questione di quale sistema giudiziario sia migliore ma subito dopo l’omicidio, in poche settimane, i volti di Amanda e Raffaele sono rimbalzati sui media di tutta Europa come quelli di assassini cinici di una ragazza uccisa in un’orgia a base di droga. Una motivazione assurda divenuta ossessione per l’accusa». Mignini avrebbe creato «un clima di diffidenza: tutte le studentesse americane sono finite in cattiva luce. Anche mia figlia era in Italia a studiare, anche lei è di Seattle, ritenne opportuno scrivere la sua esperienza su questo giornale: da allora i paparazzi non le hanno dato tregua».

Una sorta di caccia alle streghe, secondo lo scrittore che si chiede: «Se la Knox e Sollecito hanno ucciso la Kercher ed erano in quella stanza piena di sangue, perché non ci sono tracce di loro sul corpo della vittima, nessuna impronta, o resti di Dna?». Lo scrittore risponde proponendo il suo impianto accusatorio che ha come obiettivo Mignini: «Knox e Sollecito sono stati arrestati in seguito ai duri interrogatori del procuratore, senza la presenza di un legale e di un interprete ufficiale e attraverso il metodo delle domande ipotetiche nel quale è facile cadere in contraddizione». Poi, dice Egan, qualcuno ha fatto filtrare particolari presunti sulla vita sessuale di Amanda per completarne il ritratto di ragazza dalla doppia identità, con tanto di vizietto dell’hashish. «E per incanto spunta l’arma del delitto», un coltello da cucina che si trovava in casa di Raffaele con tracce di Dna della Knox sul manico: «Niente di più facile visto il tempo che la ragazza trascorreva dal fidanzato».

Allora perché tanto accanimento su Amanda e Raffaele? «La risposta ce la fornisce Douglas Preston», lo scrittore americano autore di un libro sul mostro di Firenze. Il caso è stato riaperto da Mignini sulla base del satanismo. «Mi chiama per interrogarmi su possibili legami con gli omicidi - racconta Preston - e mi chiede di confessare cose che non ho commesso, come l’ostruzione alla giustizia». Poi è proposto lo scambio: scagionato se fosse andato via dall’Italia. Preston parte il giorno dopo, umiliato. «Questo è Mignini, questi sono i suoi poteri e i suoi metodi - conclude Egan - ma se Amanda rischia 30 anni di prigione per Mignini sono in ballo onore e reputazione, e non è poco in un Paese come l’Italia». Dalla Procura nessun commento.


[Stampa] 12 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 10:58 am   Post subject: [AGI] 20 June 2009   

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MEREDITH: SIMULATO IN AULA IL MOMENTO DELL'OMICIDIO


(AGI) - Perugia, 20 giu. - Una ricostruzione della dinamica dell'omicidio di Meredith Kercher e' stata proposta oggi in aula durante la deposizione del consulente della difesa Sollecito, il medico legale Francesco Introna, avvalendosi dell'aiuto di due collaboratori che hanno simulato il momento dell'assassinio immedesimandosi nelle figure di Meredith Kercher e del suo aggressore. Secondo la ricostruzione del consulente, che prevede la presenza di un unico soggetto sulla scena del delitto, al momento dell'aggressione Meredith dava le spalle al suo assasino ed era svestita dal bacino in giu'.
L'omicida impugnava un coltello con la mano destra, e la sinistra avrebbe occluso le vie respiratorie della vittima nel tentativo soffocare le sue urla per poi, sempre sotto minaccia del coltello, afferrarle il collo. Quindi, sempre secondo la ricostruzione fornita in aula, l'aggressore scaravento' Meredith a terra facendola finire a carponi per poi, posizionandosi sopra di lei, bloccarle il volto e quindi accoltellarla alla gola. Mez cade quindi a terra battendo la testa. Secondo il medico legale Francesco Introna 'il primo fine dell'aggressore era quello a sfondo sessuale''. Alla ricostruzione in aula ha assistito anche Amanda Knox che, apparsa impressionata dalla scena, si e' portata piu' volte la mano al volto.


[AGI] 20 June 2009
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MEREDITH: LEGALE SOLLECITO, GUEDE UNICO AGGRESSORE

(AGI) - Perugia, 20 giu. - "Un unico aggressore: Rudy Guede.
Speriamo che dica la verita' il prima possibile". Cosi' uno dei difensori di Raffaele Sollecito, l'avvocato Luca Maori parlando con i giornalisti al termine dell'udienza di oggi che ha visto testimone davanti alla Corte d'Assise di Perugia il loro consulente, il medico legale Francesco Introna, nell'ambito del processo che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Per l'avvocato Mauri e' "Rudy Guede (il giovane ivoriano condannato a 30 anni per il delitto) l'unico aggressore" di Meredith Kercher.

[AGI] 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:04 am   Post subject: [AGI] 20 June 2009   

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MEREDITH: UDIENZA CONCLUSA SI TORNA IN AULA IL 23 GIUGNO

(AGI) - Perugia, 20 giu. - E' durata oltre sei ore la testimonianza davanti alla Corte d'Assise di Perugia del medico legale Francesco Introna, consulente di Raffaele Sollecito, nel processo che vede imputati lo studente di Giovinazzo e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. L'udienza e' stata sospesa e riprendera' in aula il 23 giugno per ascoltare altri testi delle difese.

[AGI] 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:08 am   Post subject: [ANSA] 22 June 2009   

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» 2009-06-22 14:25
Meredith: domani si torna in aula, nuova udienza
Chiamati a deporre sette testimoni da difese due imputati

(ANSA) - PERUGIA, 22 GIU - Sono 7 i testimoni chiamati a deporre in aula domani dalle difese di Sollecito e Amanda Knox nel processo per l'omicidio di Meredith. In aula la proprietaria della casa dove viveva il giovane pugliese e la straniera che lavorava presso l'abitazione come collaboratrice domestica. I difensori di Sollecito hanno poi chiamato a deporre i tre turisti che si fermarono con l'auto in panne davanti al casolare del delitto la sera del primo novembre del 2007, quando venne uccisa la Kercher.

[ANSA] 22 June 2009


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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:11 am   Post subject: [AGI] 20 June 2009   

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MEREDITH: LEGALI GUEDE, DIFESA SOLLECITO CI ACCUSA PER SALVARSI

(AGI) - Perugia, 20 giu. - La difesa di Raffaele Sollecito "per salvarsi spara su Rudy" ripresentando in aula "argomenti e tesi gia' proposti al gip ma senza alcun fondamento". Ad affermarlo gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti, legali di Rudy Hermann Guede, l'ivoriano gia' condannato a 30 anni con rito abbreviato per l'omicidio di Meredith Kercher. "Una difesa che continuano a proporre a ogni udienza - hanno concluso i legali - nonostante le evidenze dicano che si sia trattato di un omicidio plurisoggettivo".

[AGI] 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:18 am   Post subject: [Libero] 20 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: IN AULA CONSULENTE DIFESA SOLLECITO SIMULA DELITTO

Perugia, 20 giu. - (Adnkronos) - Nel corso dell'udienza di oggi del processo davanti alla Corte di Assise di Perugia, che vede imputati la giovane americana Amanda Knox e l'ex fidanzato Raffaele Sollecito per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher, il consulente della difesa di Sollecito ha ricostruito l'aggressione e il delitto della ragazza attraverso una simulazione.
Il medico legale Francesco Introna, consulente della difesa del giovane, ha simulato la dinamica dell'omicidio, avvalendosi di due collaboratori. Secondo la loro ricostruzione, Mez si trovava in camera da letto dando le spalle al suo aggressore ed era svestita dal bacino in giu'. Per il consulente della difesa, l'aggressore impugnava il coltello nella mano destra mentre, con la mano sinistra, ha afferrato la ragazza al volto, chiudendole le vie respiratorie per impedirle di urlare.
In base alla simulazione, sempre minacciandola con un coltello, l'aggressore l'ha poi afferrata per il volto e l'ha gettata a terra. L'assassino, secondo il consulente della difesa di Sollecito, avrebbe poi bloccato Mez con le sue gambe, le avrebbe preso il volto con una mano e l'avrebbe poi colpita con l'altra mano al collo. Meredith sarebbe, infine, caduta sbattendo la testa. Secondo Introna, l'aggressione e' avvenuta per fini sessuali. In aula oggi era presente anche Amanda che, nell'assistere alla scena, e' apparsa scossa e impressionata.


[Libero] 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:22 am   Post subject: [RAI News] 20 June 2009   

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La difesa di Sollecito ricostruisce in modo diverso l'omicidio
Un solo aggressore per Meredith?

Le conclusioni della difesa sono state contestate dai pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini. In particolare per quanto riguarda le dimensioni della camera dove venne uccisa Meredith Kercher e l'orario della morte.


Perugia, 20-06-2009
Nuova udienza questa mattina del processo davanti alla Corte di Assise di Perugia, che vede imputati la giovane americana Amanda Knox e l'ex fidanzato Raffaele
Sollecito per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher.
In aula, dove sono presenti sia Amanda che Raffaele, ha testimoniato il medico legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito secondo il quale l'aggressione della studentessa inglese e quindi la morte, sarebbe avvenuta prima, tra le ore 21.30 e le 22.30 rispetto all'indicazione data dal consulente dell'accusa che l'aveva collocata intorno alle 23.30. Per il medico consulente di Raffaele Sollecito, ad aggredire la ragazza è stata una sola persona. E' guerra sui "metri quadri" della stanza dell'omicidio.
"Abbiamo rifatto i calcoli - spiega il consulente - per verificare e quantificare lo spazio possibile all'interno della stanza di Meredith. Sulla base delle planimetrie redatte dalla
polizia abbiamo verificato che lo spazio possibile, ovvero dove ci si poteva muovere, e' assai minore dei 3 metri quadri ipotizzati dalla polizia e dal pm, secondo la nostra
ricostruzione ci sono solo 2,25 metri quadrati.
Uno spazio - aggiunge - non sufficiente per una aggressione condotta da tre
killer su una vittima. Secondo i calcoli del nostro computer, quattro persone si possono essere inserite in quel piccolo spazio soltanto in maniera seduta e spalla a spalla".
Per il consulente quattro persone in due metri quadri non avrebbero nemmeno permesso di far distendere la vittima carponi a terra, come previsto da tutte le perizie sulla morte di Meredith Kercher. Il pm Giuliano Mignini ha respinto la ricostruzione del
consulente Introna dopo un aspro contraddittorio. "Lei e' mai stato nella stanza di Meredith?" ha chiesto il pm al consulente, che ha affermato di averla conosciuta solo in maniera virtuale.
Il pm ha poi proseguito con un esempio rivolgendosi sempre al consulente: "L'ascensore che porta a questa aula di tribunale secondo lei quanti metri quadri sara'?" risposta: "Non so, non sono un esperto di ascensori". "Allora glielo dico io, diciamo che lo spazio e' un metro e mezzo quadrato e l'omologazione ufficiale e' per cinque persone. Come vede anche nella stanza di Meredith, addirittura su una superfice piu' ampia potevano muoversi piu' persone".
Introna ha inoltre sottolineato che la ferita più profonda al collo della vittima e' stata provocata da un coltello con una "lama di massimo 8-9 cm" mentre quello sequestrato in casa a Sollecito e ritenuto dall'accusa l'arma del delitto, e' lungo circa 17,5 cm. Il consulente della difesa di Sollecito, riferendosi agli ultimi attimi di vita di Meredith, ha parlato di soffocamento delle vie respiratorie, una "presa fugace al collo" e quindi l'accoltellamento che ha provocato un'emorragia con componente asfittica dovuta all'inalazione del sangue. L'agonia di Mez, secondo il medico legale, e' durata circa 15 minuti.


[RAI News] 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:26 am   Post subject: AGI 20 June 2009   

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MEREDITH: CONSULENTE DI SOLLECITO, CI FU UN UNICO AGGRESSORE

(AGI) - Perugia, 20 giu. - Esclude la presenza di piu' aggressori nell'omicidio di Meredith Kercher il medico-legale Francesco Introna, il consulente della difesa di Raffaele Sollecito. Per Introna, invece, Mez e' stata uccisa da una sola persona. Il consulente della difesa del giovane pugliese lo ha riferito oggi in aula nel corso della sua testimonianza davanti alla Corte d'Assise di Perugia nell'ambito del processo che vede imputati Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Il consulente ha spiegato di essere arrivato a questa conclusione in base alle ferite da afferramento rilevate sul corpo della vittima e dopo aver effettuato una misurazione delle dimensioni della camera dove avvenne il delitto. Per Introna, in particolare, c'e' stato un errore da parte della polizia scientifica nella misurazione degli spazi all'interno della stanza dove, secondo l'esperto, "sarebbe stato fisicamente impossibile" per quattro persone (la vittima piu' tre aggressori) muoversi contemporaneamente. In quella stanza "non c'e' stato combattimento perche' Meredith non ha avuto possibilita' combattere" ha replicato il pubblico ministero Manuela Comodi.



AGI 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:33 am   Post subject: ANSA 20 June 2009   

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» 2009-06-20 13:08
Meredith: anticipata ora della morte
Da parte del consulente medico- legale della difesa


(ANSA) - PERUGIA, 20 GIU -Meredith venne uccisa intorno alle 21.30 il 1 novembre 2007. A sostenerlo e' il medico-legale della difesa di Sollecito.Francesco Introna ha deposto nel processo per l'omicidio della ragazza inglese. L'esperto ritiene che il decesso sia avvenuto prima di quanto sostenuto dal consulente dell'accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30. Introna ha escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di 'presa al collo fugace'.

ANSA 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:37 am   Post subject: Libero 20 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: ASCOLTATO IN AULA CONSULENTE DELLA DIFESA DI SOLLECITO
Perugia, 20 giu. - (Adnkronos) - Nuova udienza questa mattina del processo davanti alla Corte di Assise di Perugia, che vede imputati la giovane americana Amanda Knox e l'ex fidanzato Raffaele Sollecito per il delitto della studentessa inglese Meredith Kercher. In aula, dove sono presenti sia Amanda che Raffaele, sta testimoniando il medico legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito.
Secondo Introna, l'aggressione a Mez e quindi la morte, e' avvenuta tra le ore 21.30 e le 22.30: in questo modo il medico legale anticipa l'ora della morte della studentessa inglese rispetto all'indicazione data dal consulente dell'accusa, che l'aveva collocata intorno alle 23.30.
Introna, secondo il quale ad aggredire Mez e' stata una sola persona, ha inoltre sottolineato che la ferita piu' profonda al collo della vittima e' stata provocata da un coltello con una "lama di massimo 8-9 cm" mentre quello sequestrato in casa a Sollecito e ritenuto dall'accusa l'arma del delitto, e' lungo circa 17,5 cm. Il consulente della difesa di Sollecito, riferendosi agli ultimi attimi di vita di Mez, ha parlato di soffocamento delle vie respiratorie, un "presa fugace al collo" e quindi l'accoltellamento che ha provocato un'emorragia con componente asfittica dovuta all'inalazione del sangue. L'agonia di Mez, secondo il medico legale, e' durata circa 15 minuti.


Libero 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:41 am   Post subject: AGI 20 June 2009   

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MEREDITH: CONSULENTE SOLLECITO, LAMA COLTELLO NON COMPATIBILE

(AGI) - Perugia, 20 giu. - La ferita al collo di Meredith Kercher e' stata provocata con una lama di coltello di lunghezza di 8-9 centimetri. La lesione non e' compatibile con il coltello sequestrato nell'abitazione di Raffaele Sollecito, che ha invece una lama lunga 17,5 centimetri. E' una delle conclusioni del medico legale Francesco Introna, consulente della difesa Sollecito nel processo che vede imputati lo studente di Giovinazzo e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Secondo il consulente, oggi testimone davanti alla Corte d'Assise di Perugia, con la coltellata la lama e' entrata completamente nel collo della vittima. "Quando un aggressore colpisce per uccidere", ha detto l'esperto, "lo fa con tutta la forza possibile". Introna ha ricostruito la dinamica dell'omicidio parlando di una "azione di occlusione delle vie respiratorie" della vittima da parte del suo aggressore, probabilmente per non farla urlare, "presa fugace al collo" e quindi accoltellamento e morte per emorraggia, con una componente asfittica dovuta all'inalazione del suo stesso sangue e la rottura dell'osso ioide. L'agonia di Mez, secondo l'esperto, e' durata circa 15 minuti. Il medico legale ha escluso che Meredith sia morta per strozzamento e ha indicato un lasso di tempo che va dalle 21:30 alle 22:30 come l'orario in cui la giovane e' stata aggredita e quindi uccisa. Un orario che anticipa quello indicato dal consulente della Procura che aveva collocato il decesso intorno alle 23:30. "Fortissimi dubbi sulle lesioni da difesa" sono stati espressi, inoltre, da Introna che ha esluso la presenza di lesioni da presa da parte di piu' persone.

AGI 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:44 am   Post subject: Giornale 20 June 2009   

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AL PROCESSO DI MEREDITH RAFFAELE E AMANDA DIFESI DA MAMMA E PAPÀ
di Redazione

Perugia - Mamme e papà. Tocca a loro il proscenio davanti alla Corte d’Assise di Perugia. Per difendere i figli dall’accusa di aver ucciso Meredith. Amanda e Raffaele, la candida americanina e l’ingegnere di Giovinazzo, ascoltano i rispettivi genitori sedendo sul banco degli imputati. Edda Mellas, madre della bella «Foxy», è lapidaria: «Non ci sono prove contro di lei e mia figlia sta raccontando la verità». Sui rapporti con le coinquiline della casa di via della Pergola assicura: «Amanda era veramente contenta -,sostiene Edda - di vivere con queste ragazze. Non mi ha mai manifestato qualche problema. Di Meredith Kercher disse di esserle molto legata. E quando l’avvocato Luciano Ghirga le chiede se Amanda, dopo il delitto avesse fatto cenno di voler tornare in America, risponde: «Nonostante stesse male e avesse paura per quello che era successo, mi ha sempre detto che voleva restare in Italia per aiutare la polizia».

Francesco Sollecito, il padre di Raffaele, punta invece l’indice sugli investigatori. Parla di «grossolani errori che sono costati e stanno costando il carcere a Lele». Un attacco mirato che poi viene supportato da un fatto concreto: l’impronta di scarpa nella casa di via della Pergola che prima venne attribuita a Raffaele Sollecito e poi si croprì di essere di Rudy Guede. «Quell’impronta - ha detto Francesco Sollecito - ha portato il gip a convalidare il fermo. Siamo stati sempre convinti - ha sottolineato ancora il medico - dell’assoluta innocenza e della totale estraneità alle accuse di Raffaele. Ci siamo subito prodigati, nel rispetto della legalità, per trovare tutti i modi per scagionarlo».

Il papà dell’ingegnere di Giovinazzo ha quindi fatto riferimento a un dossier preparato per dimostrare che la scena del delitto venne modificata dalla polizia scientifica tra il primo e il secondo sopralluogo.
mentre emerge un particolare inquietante. Un ragazzo che frequentava la cascina di via della Pergola, ascoltato ieri dal pm Giuliano Mignini, ha ribadito che «Meredith da un po’ di tempo era turbata perché aveva visto aggirarsi un uomo fuori da casa».


Giornale 20 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:47 am   Post subject: Nazione 19 June 2009   

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IL GIALLO DI MEREDITH
IN AULA LA MAMMA DI AMANDA
"NON HA MAI PENSATO ALLA FUGA"
Dopo la famiglia Kercher, al Tribunale di Perugia nell'ambito del processo sulla morte di Meredith tocca alle famiglie Sollecito e Knox, In particolare al padre di Raffaele e a Emma Mellas, madre di Amanda, chiamati in aula dalle rispettive difese per capire meglio il comportamento degli indagati in quei giorni tragici del novembre del 2007

Perugia, 19 giugno 2009 - Dopo la famiglia Kercher, al Tribunale di Perugia nell'ambito del processo sulla morte di Meredith tocca alle famiglie Sollecito e Knox, In particolare al padre di Raffaele e a Emma Mellas, madre di Amanda, chiamati in aula dalle rispettive difese per capire meglio il comportamento degli indagati in quei giorni tragici del novembre del 2007.

Emma Mellas ha raccontato le tre telefonate che Amanda gli ha fatto la mattina del 2 novembre quando verrà
scoperto il corpo di Meredith senza vita nella casa di via della Pergola. "La prima telefona - spiega Mellas - mi è arrivata alle 4 della mattina, non so che ora potessero essere in Italia. Amanda mi diceva che aveva il sospetto che qualcuno potesse essere entrato in casa dato che la porta era aperta. Era solo un sospetto visto che la porta principale aveva una serratura anomala e qualche volta non si chiudeva".

Poi la signora Mellas ricorda che Amanda le aveva detto, sempre nella prima telefonata, di aver trovato due cose anomale mentre si andava a fare la doccia: "del sangue al bagno ed ha pensato che potesse essere arrivato il ciclo ad una delle ragazze che poi non aveva pulito bene" ma il sospetto maggiore sarebbe arrivato dalla tazza del bagno: "qualcuno non aveva scaricato per bene, strano dato che le ragazze tiravano sempre l'acqua". Poi Amanda dopo aver fatto la doccia se ne è andata da Raffaele dove "mi aveva detto - spiega Mellas - che aveva passato tutto la notte".

"La seconda telefonata - spiega la signora Mellas - è arrivata credo un'ora dopo la prima. Amanda era completamente disperata perche nella stanza di Meredith gli ispettori avevano individuato un cadavere. Si sentivano urli e pianti". Una telefonata breve ma dopo poco Amanda richiama la madre a Seattle. "Pochi minuti dopo di nuovo una chiamata - conclude la signora Mellas - da parte di Amanda. Piangendo mi dissero che avevano trovato il corpo di una ragazza in camera di Amanda. Era completamente disperata".


Nazione 19 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:50 am   Post subject: AGI 19 June 2009   

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MEREDITH:PADRE SOLLECITO,INTESA TRA RAFFAELE E AMANDA



(AGI) - Perugia, 19 giu. - "Con Amanda Raffaele aveva una bella intesa, la coccolava come una bambina. Mi parlava di lei da pochi giorni ma era una bella storia. Mio figlio non mi aveva mai parlato in questi termini di un' altra ragazza". E' il padre di Raffaele Sollecito, Francesco, a parlare in aula, davanti alla Corte d'Assise di Perugia, dei rapporti tra il figlio e Amanda Knox, attualmente entrambi imputati per l'omicidio di Meredith Kercher. Francesco Sollecito ha spiegato che la madre di Raffaele e' morta nel giugno del 2005. "Io sono il loro padre, il loro amico e il loro confidente sincero - ha spiegato parlando dei suoi rapporti con i figli - . Io so tutto di mio figlio perche' qualsiasi decisione lui si consulta con me e anche quando decise di fare questa esperienza a Perugia ci sentivamo tutti i giorni, piu' volte al giorno". Francesco Sollecito ha quindi ricordato la telefonata fatta al figlio il 2 novembre 2007 (Meredith e' stata uccisa la notte tra il primo e il due novembre 2007), intorno alle 12.45. "Mi disse che era andato a casa di Amanda e che avevano visto dei segni di effrazione e un vetro rotto in una stanza della casa e che pensavano fosse entrato un ladro". Il padre di Raffaele ha quindi riferito che le condizioni economiche del figlio "sono sicuramente agiate" grazie alle rendite lasciate dalla madre. "Mio figlio non farebbe mai male neanche ad una mosca - ha proseguito il medico - e sia io sia la mia famiglia siamo stati sempre super convinti della sua assoluta innocenza e estraneita' in questa vicenda. Per questo ci siamo prodigati, sempre nell'assoluto rispetto della legalita', per cercare di trovare tutti i modi che potessero scagionarlo. Quando abbiamo ottenuto tramite gli avvocati i filmati del primo e del secondo sopralluogo, li abbiamo guardati e analizzati. Abbiamo quindi preparato un dossier". Facendo riferimento ad alcune telefonate della famiglia Sollecito intercettate dalla polizia Francesco Sollecito ha spiegato che la famiglia era "adirata nel notare che erano stati commessi grossolani errori che hanno costato e costano tuttora il carcere a mio figlio Raffaele". Il padre dello studente pugliese ha fatto riferimento, in particolare, all'impronta di scarpa inizialmente attribuita a Raffaele e successivamente a Rudy Guede (l'ivoriano gia' condannato a 30 anni con rito abbreviato per lo stesso delitto. "Bastava contare semplicemente i cerchi sulla suola per capire che le scarpe di Raffaele non erano compatibili con l'impronta"ha concluso l'urologo.

AGI 19 June 2009
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PostPosted: Sun Jun 28, 2009 11:55 am   Post subject: ASCA 19 June 2009   

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19-06-2009 MEREDITH: STAMANE IN AULA ANCHE I GENITORI DI AMANDA E RAFFAELE (2)
(ASCA) - Perugia, 19 giu - La testimonianza dei genitori, come gia' quella di Amanda nelle ultime due udienze, e' una circostanza 'mediaticamente forte' e fin da ieri pomeriggio nel capoluogo sono tanti i giornalisti e fotocineoperatori anche di testate straniere.

Sembra progressivamente diminuire, invece, l'interesse dei cittadini; davanti a Palazzo di Giustizia il via vai di perugini e' intenso ma ormai nessuno si ferma piu' a chiedere ai giornalisti che entrano ed escono cosa sta succedendo.

Quella curiosita' quasi morbosa scattata all'indomani del 2 novembre 2007, quando nella sua camera in via della Pergola, angolo con via Sant'Antonio, fu scoperto il corpo senza vita di Meredith, sembra essere un ricordo, come quel desiderio di conoscere e ricostruire le abitudini di vita di Amanda e Raffaele, ormai non piu' fidanzatini, il loro passato, nonche' di cercare d'interpretare le reazioni mostrate all'atto dell'arresto, avvenuto la mattina del 6 novembre del 2007, quattro giorni dopo il delitto. Domani mattina e' prevista invece la testimonianza del medico legale Francesco Introna, perito di parte per la difesa di Sollecito.

red/res/bra
(Asca)


ASCA 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:10 am   Post subject: Librarian's cataloguing note   

The 20 June 2009 to 09 July 2009 articles will be slightly out of time sequence,
as I try and play catch up, starting with 17 July 2009 articles.
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:11 am   Post subject: ANSA 17 July 2009   

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» 2009-07-17 20:54 Omicidio Meredith: depone la cugina di Amanda Doroty: lei temeva che qualcuno tornasse in casa (ANSA) - PERUGIA, 17 LUG - Al processo per l'omicidio di Meredith Kercher ha testimoniato davanti alla Corte d'Assise di Perugia la cugina di Amanda Knox, Doroty.La teste ha riferito ai giudici di avere sentito Amanda al telefono dopo l'omicidio, trovandola 'spaventata e confusa'. 'Temeva -ha detto- che ci fosse qualcuno in giro che uccideva la ragazze'. Doroty ha sostenuto di avere invitato Amanda a raggiungerla in Germania ma questa rifiuto' 'perche' voleva essere di aiuto alla polizia e rispondere alle domande'.

ANSA 17 July 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:18 am   Post subject: ASCA 17 July 2009   

Quote:

17-07-09 MEREDITH: CUGINA DI AMANDA, LEI VOLEVA AIUTARE LA POLIZIA
(ASCA) - Perugia, 17 lug - Amanda Knox voleva aiutare la polizia nelle indagini; aveva paura di un ipotetico serial-killer a Perugia, ma voleva contribuire alla scoperta di quanto era accaduto all'interno della casa di Via della Pergola, dove la sua amica Meredith Kercher era stata uccisa.

Lo aveva detto lei stessa alla cugina Doroty Craft Naji che vive in Germania che stamane ha deposto (con l'assistenza di una interprete in lingua tedesca) dinanzi alla corte di Assise (presidente Giancarlo Massei) riferendo che aveva contattato Amanda al telefono e l'aveva sollecitata a raggiungerla in Germania. Amanda aveva risposto che non era possibile, perche' voleva aiutare la polizia nelle indagini, anche se per il modo in cui era stata interrogata era amareggiata tanto da ricevere consiglio dalla cugina di informare l'Ambasciata americana, cosa che pero' non avvenne.

Anche oggi altra udienza, la penultima - domani si andra' avanti con altri testi della difesa, prima della pausa estiva per poi riprendere a settembre - presenti sempre gli imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Tra i testi due consulenti della difesa Sollecito, ed ancora due amici dell'ingegnere informatico di Giovinazzo, mentre per domani e' stato citato tra gli altri, il genetista Adriano Tagliabracci. Alla ripresa di Settembre dovranno essere ascoltati ancora 5 testi, tra cui due della difesa Sollecito (i professori Vinci e Gigli), il dott. Walter Patumi e il Prof. Carlo Caltagirone per la difesa Knox ed infine, la bancaria inglese Karem Green.

red/mcc/bra


ASCA 17 July 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:21 am   Post subject: Nazione 17 July 2009   

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IL GIALLO DI MEREDITH
Riprende il processo in Corte d'Assise
A deporre la cugina di Amanda, Doroty
In aula la cugina di Amanda Knox, Doroty, testimone davanti alla Corte d'Assise di Perugia nell'ambito del processo che vede imputati la ragazza di Seattle e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher
Perugia, 17 luglio 2009 - In aula la cugina di Amanda Knox, Doroty, testimone davanti alla Corte d'Assise di Perugia nell'ambito del processo che vede imputati la ragazza di Seattle e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher: "Amanda avrebbe voluto incontrare il padre di Meredith, consolarlo, essere gentile con lui e spiegargli ciò che lei sapeva su come erano andate le cose".

Doroty ha riferito in aula che Amanda, dopo l'omicidio, aveva saputo che il padre di Meredith sarebbe arrivato in Italia e che aveva manifestato la volontà di incontrarlo. La cugina della Knox ha anche spiegato che "Amanda era terrorizzata, spaventata, confusa e scioccata perchè era accaduta una cosa terribile e non sapeva cosa fare" dopo il ritrovamento del cadavere della sua coinquilina e "aveva anche paura che qualcuno potesse tornare nella casa, che ci fosse qualcuno che andava in giro ad uccidere ragazze".

Doroty, che vive in Germania con la famiglia, ha spiegato di aver parlato spesso al telefono con la cugina dopo i fatti accaduti a Perugia la notte tra il primo e il due novembre 2007. "Era sola - ha detto la donna -. Dal modo in cui mi parlava si capiva che era preoccupata perchè non aveva nessuno vicino. Ho avuto la sensazione che avesse bisogno di qualcuno della famiglia che le stesse accanto. Era spaventata e si èrasserenata quando ha saputo che la madre sarebbe arrivata in Italia".

La donna ha anche riferito di aver proposto alla cugina di raggiungerla in Germania ma che la Knox preferì restare a Perugia "per essere di aiuto alla polizia e rispondere alle loro domande".


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:24 am   Post subject: Libero 17 July 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: LA CUGINA DI AMANDA, VOLEVA INCONTRARE PADRE MEZ PER CONSOLARLO

Perugia, 17 lug. - (Adnkronos) - Amanda Knox, dopo la morte di Meredith Kercher, aveva espresso il desiderio di incontrare il padre di Mez, per consolarlo e spiegargli quello che sapeva. E temeva anche che qualcuno potesse tornare nella casa del delitto. E' quanto ha riferito oggi ai giudici della Corte d'Assise di Perugia Doroty, una cugina di Amanda, ascoltata nell'ambito del processo per la morte della studentessa inglese che vede imputati la giovane americana e Raffaele Sollecito.
Doroty, che abita in Germania, ha raccontato di avere spesso parlato al cellulare con Amanda dopo l'omicidio e che una volta le aveva detto di avere saputo che il padre di Mez era a Perugia e che avrebbe voluto incontrarlo per ''consolarlo, essere gentile con lui e spiegargli cio' che lei sapeva su come erano andate le cose''.
Doroty ha anche detto che Amanda era ''spaventata e confusa'' per quello che era accaduto, e aveva paura che ''qualcuno potesse tornare nella casa'' e che ci fosse ''qualcuno che andava in giro a uccidere ragazze''. Doroty ha detto che Amanda era anche ''preoccupata perche non aveva nessuno vicino'' e che si era ''rasserenata quando aveva saputo che la madre sarebbe arrivata in Italia''. Doroty ha riferito infine che le aveva detto se voleva andare in Germania ma Amanda aveva preferito rimanere a Perugia per essere a disposizione della polizia.

Libero 17 July 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:25 am   Post subject: Messaggero 17 July 2009   

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Meredith, una cugina di Amanda:
temeva che tornasse qualcuno nella casa



PERUGIA (17 luglio) - Dopo l'omicidio di Meredith Kercher, Amanda Knox «temeva che qualcuno potesse tornare» nella casa dove abitava e dove fu uccisa Mez. A raccontarlo è stata la cugina della giovane americana, Doroty, testimoniando stamani davanti alla Corte d'assise di Perugia nel processo alla giovane americana e a Raffaele Sollecito accusati dell'omicidio della studentessa inglese.

La donna, che vive in Germania, ha spiegato di avere sentito la Knox al telefono dopo l'omicidio, trovandola «spaventata e confusa». «Temeva - ha riferito ai giudici - ci fosse qualcuno in giro che uccideva la ragazze». Doroty ha sostenuto di avere inviato Amanda a raggiungerla in Germania ma che questa le disse di no «perchè voleva essere di aiuto alla polizia e rispondere alle domande». La cugina di Amanda ha inoltre affermato che la giovane americana, prima di essere arrestata, voleva «incontrare il padre di Meredith per consolarlo e raccontargli ciò che sapeva».

Oggi in aula verranno ascoltati anche due amici di Sollecito, un consulente dei suoi legali che si è occupato dell'esame delle celle telefoniche e un altro esperto sugli effetti dell'hascisc.

Nell'ultima udienza un consulente della Knox aveva paralto di un coltello più piccolo come arma del delitto

Messaggero 17 July 2009


Last edited by Catnip on Sat Jul 18, 2009 2:36 am, edited 1 time in total.
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:27 am   Post subject: Fondazione 16 July 2009   

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Delitto Perugia, nuove udienze il 17 e 18 luglio
giovedì, 16 luglio 2009
Delitto Perugia. Tutti i pezzi
16 luglio 2009 – Dopo la sosta durata una settimana, la prossima udienza del processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher riprenderà venerdì 17 luglio, per proseguire anche sabato 18. Saranno probabilmente le ultime due udienze prima della pausa estiva, e in tribunale si tornerà poi il 18 settembre. In programma ancora una volta l’audizione dei testimoni citati dalle difese: ad essere ascoltati in aula due amici di Sollecito, un consulente dei suoi legali che si è occupato dell'esame delle celle telefoniche, e un esperto degli effetti provocati dall’assunzione di hascisc. Prevista inoltre la testimonianza di una zia della Knox, mentre nell’udienza di sabato ci sarà la deposizione di un genetista, ancora una volta consulente della difesa di Sollecito, come rende noto l’Ansa.
Last Updated ( giovedì, 16 luglio 2009 )


Fondazione 16 July 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 2:32 am   Post subject: Unione Sarda 16 July 2009   

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Meredith: domani riprende il processo, due udienze prima della pausa
Dopo una settimana di sosta riprende domani a Perugia il processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher, in programma anche sabato. Dovrebbe trattarsi delle ultime due udienze prima della pausa estiva che durerà fino al 18 settembre. Saranno sentiti ancora testimoni citati dalle difese. In particolare in aula verranno ascoltati due amici di Sollecito, un consulente dei suoi legali che si è occupato dell'esame delle celle telefoniche e un altro esperto sugli effetti dell'hascisc. Prevista anche la testimonianza di una zia della Knox. Nell'udienza di sabato è invece prevista la deposizione di un genetista, consulente sempre della difesa Sollecito.
Giovedì 16 luglio 2009 12.00


Unione Sarda 16 July 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 4:25 am   Post subject: Noticias Terra 17 July 2009   

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CRIME NA ITÁLIA: TRIBUNAL OUVE ÚLTIMAS TESTEMUNHAS DE DEFESA
17 de julho de 2009 • 09h30 • atualizado às 09h56



A americana Amanda Knox sorri antes do início de sessão de seu julgamento em Perugia
17 de julho de 2009


Oito testemunhas de defesa são esperadas para depor entre o hoje e amanhã no julgamento da americana Amanda Knox e do italiano Raffaele Sollecito. Os dois são acusados de matar a estudante britânica Meredith Kercher, encontrada seminua com um corte no pescoço na casa que dividia com Amanda, em novembro de 2007.
A promotoria acredita que a vítima foi assassinada em um jogo sexual com a participação de Amanda e Sollecito. A principal prova apresentada até agora é uma faca, encontrada na casa do rapaz, com traços do DNA de Meredith na lâmina e do de Amanda no cabo.
A defesa, no entanto, alega que "a prova" pode ter sido contaminada. Além disso, Carlo Torre, professor da Universidade de Turim e responsável pelo laboratório de ciência criminalística da instituição, declarou em seu depoimento que o corte no pescoço da vítima era incompatível com a faca encontrada na casa do acusado.
Os próximos depoimentos devem ser focados em outra suposta prova. A promotoria sustenta que foram encontradas amostras do DNA de Sollecito no fecho do sutiã usado por Meredith. Entre as testemunhas ouvidas nestes dois dias devem estar peritos forenses e uma tia de Amanda que mora na Alemanha.
O julgamento do casal começou em janeiro e mais de 80 testemunhas de acusação foram ouvidas até maio. A defesa reuniu menos da metade de depoentes e alguns não apareceram. Após a audiência de amanhã, o tribunal só deve retomar o caso em setembro, mas acredita-se que a sentença não saia até 2 de novembro, quando a morte de Meredith completa dois anos.
"Fotos macabras"
No início da semana, o advogado da família Kercher descreveu como "macabras" as fotos em frente à casa onde Meredith foi assassinada tiradas por Deanne e Ashley Knox, irmãs de Amanda, para uma revista italiana.
A publicação entrevistou as duas e a mãe da acusada, Edda Mellas, 47 anos, que garantiram ter certeza de que, ao final do julgamento, Amanda voltará para casa, em Seattle, com elas.
O advogado dos Kercher não gostou das fotos das irmãs publicadas pela revista Gente. "Entendo que a família Knox tem o direito de dar entrevistas, mas existem outros locais onde elas poderiam ter sido fotografadas. Do lado de fora da prisão onde está Amanda teria sido melhor", disse Francesco Maresca.
Defesa
Amanda e o ex-namorado negam envolvimento com a morte. Segundo afirmou a americana em seu depoimento, ela passou a noite do crime na casa do namorado e só voltou ao apartamento que dividia com Meredith na manhã seguinte. Ao chegar, disse que encontrou a porta da rua aberta e a do quarto da colega trancada. Além disso, Amanda teria percebido sangue seco na pia e no tapete do banheiro.
Ela afirmou que voltou à casa do namorado, a quem contou o que tinha acontecido e ligou para a polícia. Os dois só teriam retornado ao apartamento quando os investigadores já tinham chegado ao local.
Redação Terra


Noticias Terra 17 July 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 4:30 am   Post subject: Re: Italian newspaper reports on the case 28 Feb 2009-   

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AMANDA KNOX – DER ENGEL MIT DEN EISAUGEN

LÄCHELT SO EINE MÖRDERIN?


Mordprozess gegen Amanda Knox
„Engel mit Eisaugen“ vor Gericht
Amanda Knox: Der lächelnde Engel mit den Eisaugen
Foto: AP
1 von 76


Amanda Knox (22), der Engel mit den Eisaugen. Sie strahlt vor der Kamera, lächelt, scherzt mit ihrem Verteidiger. Kann eine eiskalte Killerin vor Gericht so fröhlich lächeln?
Wieder stand die Amerikanerin in Perugia (Italien) zusammen mit ihrem Ex Raffaele Sollecito (24) vor Gericht – sie sollen die Engländerin Meredith Kercher (+ 21) ermordet haben, weil die nicht bei einer Sexorgie mitmachen wollte.
Auf den Fotos vom Prozess strahlt Amanda wie selten zuvor, ihr Anwalt greift vertraut ihren Arm – Amanda wirkt entspannt, gelöst.
Es ist schwer vorstellbar, dass dieses hübsche Mädchen ihre Mitbewohnerin am 1. November 2007 auf den Boden der gemeinsamen Wohnung drückte, ihr mit dem Messer die Kehle aufschlitzte.
Aber so unbeschwert Amanda wirkt: Um so erdrückender sind die Beweise gegen den Engel mit den Eisaugen. Ihre DNS-Spuren sind an der Tatwaffe und an Merediths BH gefunden worden.
Und der Verteidigung ist es bisher nicht gelungen, den Verdacht gegen die Amerikanerin zu erschüttern.
Es werden noch einmal von ihr benannte Zeugen aussagen. Unter ihnen auch Amandas Tante Dorothy, die in Deutschland wohnt. Amanda soll sie kurz nach Merediths Tod angerufen haben.
Tante Dorothy im Gericht: „Amanda rief mich an, sagte, sie hätte Angst, allein zu sein. Sie glaubte, dass der Mörder von Meredith in das Haus zurückkommen könnte. Ich sagte ihr, sie solle zu mir nach Deutschland kommen. Aber sie weigerte sich.“
Dorothy weiter: „Amanda sagte, sie wolle in Italien bleiben, um der Polizei zur Verfügung zu stehen. Außerdem wollte sie Merediths Vater anrufen, um ihn zu trösten.“
Ob Amanda die Aussagen ihrer Tante helfen, wird sich frühestens am 29. September entscheiden. Dann ist der offiziell letzter Prozesstag im aufregendsten Mordfall des Jahres.


Bild 17 July 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:34 am   Post subject: Normal service resumes   

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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:35 am   Post subject: AGI 19 June 2009   

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(AGI) - Perugia, 19 giu. - "Con Amanda Raffaele aveva una bella intesa, la coccolava come una bambina. Mi parlava di lei da pochi giorni ma era una bella storia. Mio figlio non mi aveva mai parlato in questi termini di un' altra ragazza". E' il padre di Raffaele Sollecito, Francesco, a parlare in aula, davanti alla Corte d'Assise di Perugia, dei rapporti tra il figlio e Amanda Knox, attualmente entrambi imputati per l'omicidio di Meredith Kercher. Francesco Sollecito ha spiegato che la madre di Raffaele e' morta nel giugno del 2005. "Io sono il loro padre, il loro amico e il loro confidente sincero - ha spiegato parlando dei suoi rapporti con i figli - . Io so tutto di mio figlio perche' qualsiasi decisione lui si consulta con me e anche quando decise di fare questa esperienza a Perugia ci sentivamo tutti i giorni, piu' volte al giorno". Francesco Sollecito ha quindi ricordato la telefonata fatta al figlio il 2 novembre 2007 (Meredith e' stata uccisa la notte tra il primo e il due novembre 2007), intorno alle 12.45. "Mi disse che era andato a casa di Amanda e che avevano visto dei segni di effrazione e un vetro rotto in una stanza della casa e che pensavano fosse entrato un ladro". Il padre di Raffaele ha quindi riferito che le condizioni economiche del figlio "sono sicuramente agiate" grazie alle rendite lasciate dalla madre. "Mio figlio non farebbe mai male neanche ad una mosca - ha proseguito il medico - e sia io sia la mia famiglia siamo stati sempre super convinti della sua assoluta innocenza e estraneita' in questa vicenda. Per questo ci siamo prodigati, sempre nell'assoluto rispetto della legalita', per cercare di trovare tutti i modi che potessero scagionarlo. Quando abbiamo ottenuto tramite gli avvocati i filmati del primo e del secondo sopralluogo, li abbiamo guardati e analizzati. Abbiamo quindi preparato un dossier". Facendo riferimento ad alcune telefonate della famiglia Sollecito intercettate dalla polizia Francesco Sollecito ha spiegato che la famiglia era "adirata nel notare che erano stati commessi grossolani errori che hanno costato e costano tuttora il carcere a mio figlio Raffaele". Il padre dello studente pugliese ha fatto riferimento, in particolare, all'impronta di scarpa inizialmente attribuita a Raffaele e successivamente a Rudy Guede (l'ivoriano gia' condannato a 30 anni con rito abbreviato per lo stesso delitto. "Bastava contare semplicemente i cerchi sulla suola per capire che le scarpe di Raffaele non erano compatibili con l'impronta"ha concluso l'urologo.

AGI 19 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:37 am   Post subject: Affari 21 June 2009   

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Delitto di Perugia. A uccidere Meredith è stata una sola persona

domenica, 21 giugno 2009 Per sei ore, di fronte alla Corte d’assise di Perugia, si è svolta la deposizione di Francesco Introna, medico legale consulente della difesa di Raffaele Sollecito. Secondo il quale l’assassino è uno solo. In aula anche Amanda Knox, l’altra indagata per l’omicidio di Meredith Kercher.
di Arianna Luciani

Delitto di Perugia. Tutti i pezzi

MEREDITH FU UCCISA DA UNA SOLA PERSONA – Un solo colpevole, un’arma con una lama di otto-nove centimetri e una ricostruzione in aula con due collaboratrici. Questo è il succo della deposizione del medico legale Francesco Introna, consulente della difesa di Raffaele Sollecito. Per prima cosa, Meredith Kercher è stata uccisa dopo essere aggredita verso le 21.30 del primo novembre 2007. In questo modo, l’esperto ritiene che l’omicidio sia avvenuto prima di quanto sostenuto dal consulente dell'accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30. Introna ha quindi escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di "presa al collo fugace". Esaminando gli atti dell'inchiesta, ha ritenuto che "tutto è compatibile con un solo aggressore e un solo coltello" (e secondo l'esperto le lesioni riscontrate a una mano di Rudy Guede sono compatibili con l'avere afferrato un manico di un'arma bianca). Secondo il medico legale, l’arma che ha ucciso la studentessa inglese aveva una lama "lunga al massimo otto-nove centimetri". L'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, ha spiegato che quello sequestrato in casa del giovane e considerato dagli inquirenti come l'arma del delitto aveva una lama di una trentina di centimetri. Inoltre, non erano presenti tre persone – oltre alla vittima – nella camera di via della Pergola, ma solo una, che l’ha aggredita e uccisa. Il consulente della difesa del giovane pugliese ha riferito di avere operato una ricostruzione delle dimensioni della camera dove venne uccisa Mez risultata - a suo avviso - più piccola rispetto a quanto ritenuto dalla polizia scientifica. Secondo Introna era quindi "fisicamente impossibile" che lì ci fossero tre aggressori. Ha inoltre escluso che le "lesioni da afferramento" riscontrate siano riconducibili a più persone. Per il medico legale, poi, la Kercher venne afferrata al collo e quindi pugnalata. Per la simulazione, Introna è ricorso all’aiuto di due collaboratrici, e insieme hanno messo in piedi in esperimento giudiziario di fronte ai banchi dei giudici. Secondo la ricostruzione di Introna, Meredith venne aggredita da dietro da una sola persona mentre si trovava in camera sua. Amanda Knox ha assistito alla scena con gli occhi bassi e con una mano a coprirle parzialmente il volto.

I PM CONTESTANO LA NUOVA RICOSTRUZIONE – Ma le conclusioni cui è arrivato il medico legale sono state contestate dai pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini. In particolare per quanto riguarda le dimensioni della camera dove è stata uccisa Meredith e l'orario della morte. Rispondendo ai magistrati, il consulente della difesa Sollecito ha detto di non essere mai stato nella casa del delitto, ma che ha ricavato le dimensioni dai dati della scientifica, e di non avere accertato direttamente il peso della vittima, uno dei parametri per collocare l'ora del decesso. Riguardo alla difficoltà - ipotizzata dal medico-legale - di quattro persone a muoversi nella camera, il pm Comodi ha rilevato: "Non c'è stato combattimento perché Meredith non ha avuto possibilità di combattere".

IL COLPEVOLE È RUDY GUEDE – Al termine dell’udienza, è l’avvocato Maori che sintetizza con cinque parole la deposizione del medico legale Introna: "Un unico aggressore. Rudy Guede". E aggiunge: "Speriamo dica la verità prima possibile", riferendosi all'ivoriano, già condannato a 30 anni di reclusione per il delitto al quale si proclama comunque estraneo. Pronta, arriva la replica dei legali del giovane già condannato, che parlano di "argomenti e tesi già proposti al gip ma senza alcun fondamento". Gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, difensori di Guede, hanno aggiunto: "Continuano a non offrire niente di nuovo e per salvarsi sparano su Rudy. Una difesa che continuano a proporre a ogni udienza nonostante le evidenze
dicano si sia trattato di un omicidio plurisoggettivo".

LEGALE DEI KERCHER: CAMBIANO MOVENTE MA MOLTE INCERTEZZE – “È cambiato il movente dell'aggressione, passando dal furto a quello sessuale e questo si riavvicina alla linea accusatoria contestata invece finora", è il commento dell’avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile della famiglia di Meredith Kercher, al termine dell'udienza di oggi. "Continuano però a aumentare - ha aggiunto il legale - contraddizione e tentennamenti. Si è potuta apprezzare la difficoltà nella ricostruzione proposta che per altro trae spunto da una serie di elementi presenti. La difficoltà è di rappresentarla con un unico individuo che opera, il quale dovrebbe avere veramente una velocità impressionante ed essere munito probabilmente di più mani per fare tutto contemporaneamente". Secondo Meresca "non è quindi condivisibile la tesi di un unico aggressore". "Per noi non e così - ha proseguito - perché la procura e la polizia hanno portato una serie enorme di elementi importanti che stanno portando a un giudizio sereno da parte della Corte".

Tutto rinviato a martedì 23 giugno per ascoltare altri testimoni citati dai legali dei imputati.

Arianna Luciani Last Updated ( domenica, 21 giugno 2009 )

Affari 21 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:38 am   Post subject: Rimini News 23 June 2009   

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Delitto Perugia. Oggi si torna in aula, ancora testi difese
Sono sette i testimoni chiamati a deporre oggi in aula dai difensori di Raffaele Sollecito e di Amanda Knox nel processo che riprende oggi davanti alla Corte d'assise di Perugia, nel quale i due sono imputati per l'omicidio di Meredith Kercher.
NAZIONALE | 23 giugno 2009 | Tra gli altri, deporranno i tre turisti che si fermarono davanti al casolare del delitto la sera dell'omicidio ed uno degli studenti che vivevano nell'appartamento sottostante.


News Rimini 23 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:40 am   Post subject: ASCA 23 June 2009   

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23-06-09 MEREDITH: TESTI DELLE DIFESE IN AULA, VENERDI' SI PROSEGUE
(ASCA) - Perugia, 23 giu - Non avrebbe sentito alcun urlo, ne' visto stranezze dinanzi alla casa di Via della Pergola dove e' avvenuto l'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nella notte tra il 1 e 2 novembre 2007; a confermarlo e' stato Pasqualino Colletta, un turista che era rimasto in panne con la sua auto dinanzi alla casa, appena uscito dal parcheggio Sant'Antonio, proprio di fronte alla casa dell'omicidio. La testimonianza e' stata da lui resa davanti alla corte di Assise del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito (presidente Giancarlo Massei) che dopo aver ascoltato sei testimoni ha aggiornato l'udienza a venerdi' 26, come da programma. Stamane, anche Marco Marzan, uno degli studenti italiani che viveva nella casa sottostante all'appartementino occupato dalle quattro ragazze (due italiane e due straniere, Mez e Amanda) ha detto di non essere stato a conoscenza di frizioni, nei rapporti tra le due giovani l'americana e l'inglese. Marzan che ha risposto alle domande dei legali della difesa, ha spiegato che Rudy Guede (in carcere, condannato a 30 anni con rito abbreviato; appello fissato a novembre - ndr-) si reco' a casa loro un paio di volte e in una di queste occasioni, si addormento' in bagno, sul water.

Il giovane studente ha anche detto che il cancello del giardino della casa dove vivevano (due appartamenti quindi uno sopra uno sotto) era aperto e che in una occasione si imbatte' in una persona che aveva bevuto, ''un ubriaco quindi che si aggirava. Era facile entrare - ha aggiunto - perche' il cancello non veniva mai chiuso a chiave, come era facile trovare in giardino, siringhe di drogati''. Tra i testi delle difese, stamane anche Alessia Ceccarelli, fidanzata del proprietario dell'edicola di Piazza Grimana di fronte alla Universita' per Stranieri a meno di 100 metri dalla casa dell'omicidio. La donna ha parlato di quanto aveva gia' riferito, con controllo da parte degli inquirenti, circa un uomo che dal telefono Telecom di fronte all'edicola, la mattina del 2 novembre, verso le 7.30, ad alta voce gridava presumibilmente all'interlocutore.... ''ti ammazzo....''.

red/sam/alf


ASCA 23 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:46 am   Post subject: Nazione 23 June 2009   

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IL GIALLO DI MEREDITH
Il turista rimasto in panne con l'auto
"Non notai niente di strano quella notte"
Un turista rimasto in panne con la sua auto nei pressi della casa del delitto tra le 22.30 e le 23 non notò alcunchè di strano e non sentì urlare la notte in cui Meredith Kercher venne uccisa. Lo ha riferito lui stesso testimoniando stamani davanti alla Corte d'Assise di Perugia nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox
Perugia, 23 giugno 2009 - Un turista rimasto in panne con la sua auto nei pressi della casa del delitto tra le 22.30 e le 23 non notò alcunchè di strano e non sentì urlare la notte in cui Meredith Kercher venne uccisa. Lo ha riferito lui stesso testimoniando stamani davanti alla Corte d'Assise di Perugia nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox.

La vettura di Pasqualino Coletta venne fermata da un guasto appena uscita dal parcheggio di Sant'Antonio e fu poi portata via da un carro attrezzi. Rispondendo a una domanda dell'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, l'uomo ha spiegato che la sua attenzione ''non venne attirata di alcunchè di particolare''. Poi al pm Giuliano Mignini ha detto di non avere sentito rumore 'di vetri infranti'.

Sempre stamani ha testimoniato Marco Marzan, uno degli studenti che vivevano nella casa sottostante a quella del delitto, il quale ha sostenuto di ''non avere mai saputo di frizioni'' tra la Kercher e le sue coinquiline, tra cui la stessa Knox. Ha inoltre parlato delle due volte in cui Rudy Guede, già condannato per il delitto, si era recato in casa loro, addormentandosi anche sul water.

Davanti alla Corte è comparsa anche Sara Boccali, la proprietaria dell'appartamento dove Sollecito aveva vissuto fino al giorno dell'arresto. Ai giudici ha spiegato di non avere mai avuto problemi con il giovane. Oggi in aula Sollecito si è presentato con una maglietta a maniche corte ma poi, avendo freddo, ha indossato la giacca prestatagli dal suo legale.

L'udienza è stata quindi rinviata a venerdì prossimo. Tra i testi comparsi oggi in aula anche Alessia Ceccarelli, la fidanzata del titolare di un'edicola che si trova in piazza Grimana, non lontano dalla casa dove avvenne l'omicidio.

La donna ha tra l'altro riferito che la mattina del 2 novembre del 2007, il giorno del ritrovamento del cadavere della studentessa inglese (uccisa la notte precedente), notò un uomo che gridava al telefono, riferendosi a una donna, ''ti ammazzo p...''. Una circostanza già vagliata dagli inquirenti. Dagli accertamenti svolti non è però emerso alcun collegamento tra l'uomo e l'omicidio di Meredith Kercher.


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OMICIDIO MEREDITH: TURISTI TESTIMONI, NESSUN URLO DALLA CASA

Perugia, 23 giu.(Adnkronos) - ''Siamo rimasti fermi con l'auto in panne aspettando il carro attrezzi fino a circa le 23-23.15. Passava tanta gente ma non ho notato niente di strano ne' sentito alcun urlo''. Lo ha riferito davanti alla Corte d'assise di Perugia Pasqualino Coletta che, la sera dell'omicidio di Meredith Kercher (la notte tra il primo e il due novembre del 2007 ndr), venuto a Perugia in vacanza insieme alla moglie e una coppia di amici, rimase con l'auto ferma a causa di un guasto, proprio a pochi metri dalla casa di via della Pergola.
Circostanza confermata oggi in aula anche dalla moglie e da una amica della coppia, anch'esse sentite come testimoni nel processo per l'omicidio della studentessa inglese che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. I tre testimoni hanno riferito di essersi recati al parcheggio Sant'Antonio, difronte alla casa del delitto, intorno alle 22.30 dopo essere stati a cena nel centro cittadino.
''Subito dopo essere usciti dal parcheggio - ha raccontato Coletta- l'auto si e' fermata, proprio al centro dell'incrocio'', che i tre testimoni hanno riconosciuto essere quello di fronte al cancello della casa dell'omicidio. Coletta ha detto di aver aspettato ''all'incirca mezz'ora, quaranta minuti il carro attrezzi'' e di aver lascito la zona dopo che l'auto era stata portata via, intorno alle 23-23.15. (segue)


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:51 am   Post subject: Libero 23 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: TURISTI TESTIMONI, NESSUN URLO DALLA CASA (2)

(Adnkronos) - Alla domanda se in quel frangente avessero visto o sentito qualcosa di strano, i tre hanno risposto che ''passava molta gente, anche gruppi di ragazzi'' ma di non aver notato nulla di particolare e di non aver sentito alcun rumore o urlo provenire dalla casa. ''Anzi - ha aggiunto la moglie di Coletta - io non avevo nemmeno notato che ci fosse quella casa''. Sul banco dei testimoni anche Marco Marzan, uno degli inquilini dell'appartamento sottostante a quello di Meredith e che ha confermato come sia Meredith che Amanda, ''fra cui non ho notato particolari frizioni'', conoscessero Rudy Guede (l'ivoriano gia' condannato a 30 anni per l'omicidio).
Marzan ha ricordato un episodio in cui Guede, ''visibilmente non lucido'', si addormento' ''prima in bagno e poi sul divano'' una delle due volte in cui l'ivoriano si reco' a casa sua. L'udienza e' terminata con la deposizione di Alessia Ceccarelli, fidanzata dell'edicolante di piazza Grimana, a poche decine di metri dalla casa di via della Pergola, che ha invece riferito di aver udito la mattina del 2 novembre 2007, intorno alle 7-7.30, un tossicodipendente inveire al telefono contro una donna urlando ''Ti ammazzo puttana''. Il particolare che colpi' l'edicolante era che l'uomo, che indossava un cappello bianco e un giubbotto scuro, aveva una mano sporca di sangue. Circostanza questa gia' vagliata dalla polizia ma non ritenuta attinente con l'omicidio. Si torna in aula venerdi' prossimo.


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:57 am   Post subject: AGI 23 June 2009   

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MEREDITH: COPPIA TURISTI, NULLA DI STRANO DAVANTI ALLA CASA (2)

(AGI) - Perugia, 23 giu. - A sedere sul banco dei testimoni, sempre questa mattina, e' stato anche Marco Marzan, uno degli studenti che viveva nell'appartamento sottostante a quello dove e' avvenuto il delitto. Il giovane ha riferito di non aver "mai saputo di frizioni" tra Meredith Kercher e Amanda Knox "tranne un piccolo diverbio in una occasione" e di conoscere Rudy Guede (il giovane ivoriano gia' condannato in primo grado a 30 anni per il delitto) poiche' entrambi frequentavano il campetto di basket di Piazza Grimana. Marzan ha quindi spiegato che Guede in due occasioni si reco' a casa loro e che, la prima volta, si era addormentato prima sul water e poi sul divano. Parlando dell'abitazione di via della Pergola, il ragazzo ha riferito che "era facile trovare siringhe nel giardino" lasciate da qualche tossicodipendente e che, nello stesso giardino, in una occasione sorprese "un alcolizzato che si aggirava". "Era facile entrare perche' il cancello non veniva mai chiuso a chiave", ha detto Marzan. In aula come testimone anche l'ex proprietaria dell'appartamento dove Raffaele Sollecito viveva prima di essere arrestato e che ha spiegato ai giudici di non aver mai avuto problemi con il ragazzo che ha definito "educato e tranquillo". A chiudere l'udienza la testimonianza di Alessia Ceccarelli, la fidanzata del proprietario dell'edicola di Piazza Grimana, poco distante dall'abitazione di via della Pergola. Ai giudici la donna ha riferito di aver notato, la mattina del 2 novembre, intorno alle 7-7.30, la presenza di un ragazzo che, al telefono, "gridava 'ti ammazzo puttana'". La Ceccarelli ha detto di ricordare che il ragazzo indossava una berretta di lana bianca, una giacchetto scuro e jeans ed aveva "la mano destra sporca di sangue". Una circostanza gia' emersa in passato ma che, secondo gli inquirenti, non ha nessun collegamento con il delitto. Il processo riprendera' in aula venerdi' prossimo quando ad essere sentiti saranno altri testi delle difese.

AGI 23 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 6:59 am   Post subject: Repubblica 23 June 2009   

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Perugia, 14:51
MEREDITH: COPPIA TURISTI, NULLA DI STRANO DAVANTI CASA
Rimasti con l'auto in panne a pochi metri dal parcheggio di fronte al casolare di Via della Pergola la notte in cui Meredith Kercher venne uccisa, una coppia di turisti ne' noto' ne' senti' "nulla di strano" tra le 22.30 e le 23.15 circa, nella zona adiacente alla casa del delitto. La coppia, marito e moglie, originari di Roma, che la sera del primo novembre 2007 si trovavano a Perugia con degli amici e i rispettivi figli, e' stata sentita oggi dalla Corte d'Assise di Perugia nell'ambito del processo che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese. Pasqualino Coletta, in particolare, ha ricostruito in aula la sera del primo novembre ricordando di aver raggiunto Perugia insieme alla sua famiglia e ad alcuni amici e di aver lasciato l'auto al parcheggio di Sant'Antonio per poi andare a cena in un ristorante del centro storico. Intorno alle 22.30 ha quindi riferito di aver fatto rientro al parcheggio per prelevare l'auto ma che, dopo pochi metri, l'autovettura si fermo' per un guasto e fu costretto a ricorrere ad un carro attrezzi. Coletta ha quindi raccontato di aver lasciato la zona intorno alle 23.30 insieme anche alla moglie e alla coppia di amici ma di non aver "visto o sentito nulla di strano", in quel lasso di tempo. Rispondendo a una domanda del pubblico ministero l'uomo ha affermato di non aver sentito "rumore di vetri infranti" o urla quella sera. "Ricordo una gran via vai di macchine e di persone a piedi - ha detto la moglie di Coletta in aula - ma non ricordo di essere stata attratta da qualcosa in particolare".

(23 June 2009)

Repubblica 23 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:01 am   Post subject: Tiscali 23 June 2009   

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Meredith, un testimone: "Nessun urlo dalla casa la notte dell'omicidio"
23 giugno 2009. Nell'udienza è stato fornito un dato di fatto inoppugnabile, dalle 22.30 alle 23.30 del primo novembre del 2007 non è successo assolutamente nulla di particolare in via della Pergola": a dirlo è stato al termine dell'udienza l'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Raffaele Sollecito. "Nulla di strano - ha sottolineato il legale - è stato visto o sentito. Altra cosa importante è che è sia stato chiarito come la casa dove viveva Raffaele aveva dei grossi problemi allo scarico della cucina, tanto che sono andati due idraulici a sistemare il guasto". Sulla stessa linea l'avvocato Carlo Dalla Vedova, uno dei difensori di Amanda Knox. "Testimoni positivi - ha sottolineato il legale - i quali hanno confermato che quella sera dalle 22.30 per almeno un'ora un'ora e mezza li davanti non è passato nessuno. Non hanno visto Amanda Knox. Quindi, tre testimoni a nostro favore".
Legale Kercher: testi non chiariscono - Hanno "confermato ancora una volta che dopo le 23.15 del primo novembre del 2007 nessuno era più vicino alla casa di via della Pergola e quindi non si può sapere cosa è avvenuto all'interno dell'abitazione" i testimoni, secondo l'avvocato Serena Perna che rappresenta i familiari della studentessa inglese. Per il legale gli occupanti dell'auto fermata da un guasto appena uscita dal parcheggio antistante il casolare del delitto hanno confermato che la vettura si era rotta intorno alle 22.30 e quindi erano rimasti lì per 30-40 minuti. "Quello che è successo dopo - ha proseguito la Perna - non siamo in grado di dirlo. Questo è compatibile con l'evolversi della situazione, come rappresentato anche da un altro dei testimoni che, tra l'altro, ha parlato - ha concluso l'avvocato Perna - della presenza dei ragazzi nella piazzetta in quell'orario".


Il testimone: "Nessun urlo la notte dell'omicidio" - La notte in cui Meredith Kercher venne uccisa, un turista rimasto in panne con la sua auto nei pressi della casa del delitto tra le 22.30 e le 23 non notò alcunché di strano e non sentì urlare. La vettura di Pasqualino Coletta venne fermata da un guasto appena uscita dal parcheggio di Sant'Antonio e fu poi portata via da un carro attrezzi. Rispondendo a una domanda dell'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, l'uomo ha spiegato che la sua attenzione "non venne attirata da alcunché di particolare". Poi al pm Giuliano Mignini ha detto di non avere sentito rumore "di vetri infranti".
La testimonianza del vicino di casa di Metz - Ha testimoniato Marco Marzan, uno degli studenti che vivevano nella casa sottostante a quella del delitto, il quale ha sostenuto di "non avere mai saputo di frizioni" tra la Kercher e le sue coinquiline, tra cui la stessa Knox. Ha inoltre parlato delle due volte in cui Rudy Guede, già condannato per il delitto, si era recato in casa loro, addormentandosi anche sul water.
Sentita anche la proprietaria di casa - Davanti alla Corte è comparsa anche Sara Boccali, la proprietaria dell'appartamento dove Sollecito aveva vissuto fino al giorno dell'arresto. Ai giudici ha spiegato di non avere mai avuto problemi con il giovane.

Redazione Tiscali


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:03 am   Post subject: CrimeBlog 24 June 2009   

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Meredith: quella notte non ci furono urla
pubblicato: mercoledì 24 giugno 2009 da Vito Parisi in: Delitto di Perugia

Procede la sfilata dei testimoni, e le dichiarazioni vanno (al momento) a favore di Meredith e della ricostruzione della difesa. La lotta che secondo l’accusa si sarebbe instaurata tra la vittima ed i suoi carnefici non ha prodotto alcun rumore.
A dirlo davanti alla Corte d’assise di Perugia durante il processo a Raffaele Sollecito e a ripeterlo ora è Pasqualino Coletta, un testimone che quella sera ebbe un guasto alla propria auto nei pressi della casa.
Coletta quella sera usciva dal parcheggio Sant’Antonio quando la sua auto ebbe un guasto. Rimase bloccato fino al soprahggiungere di un carro attrezzi e, tra le 22.30 e le 23 non ci fu alcun rumore che attiirò la sua attenzione; nè di vetrri inffranti nè di altro.
Sulla stessa linea le testimonianze di altri due test: Marco Marzan (uno studente che abitava nella casa sottostante) che ha dichiarato di non avere mai saputo di frizioni tra la Kercher e le sue coinquiline, ivi compresa la Knox e Sara Boccali, la proprietaria dell’appartamento in cui viveva Sollecito e che ha definito un ragazzo tgranquillo, con il quale non aveva mai avuto problemi.



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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:05 am   Post subject: Affari 23 June 2009   

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Perugia/ Un testimone: "Non sentii nessun urla da quella casa"
Martedí 23.06.2009 13:56

Nessun urlo né fragore di vetri rotti. Un turista rimasto in panne con l'auto nei pressi della casa dove fu uccisa Meredith Kercher non udì, la sera del delitto, alcun rumore sospetto. Testimoniando davanti alla Corte d'assise di Perugia nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox, Pasqualino Coletta ha spiegato che la sua attenzione, tra le 22.30 e le 23, "non venne attirata di alcunché di particolare".



Coletta venne fermata da un guasto appena uscita dal parcheggio di Sant'Antonio e fu poi portata via da un carro attrezzi. Al pm Giuliano Mignini, il testimone ha detto di non avere sentito rumore "di vetri infranti". Sempre di fronte alla corte d'Assise ha testimoniato Marco Marzan, uno degli studenti che vivevano nella casa sottostante a quella del delitto, il quale ha sostenuto di "non avere mai saputo di frizioni" tra la Kercher e le sue coinquiline, tra cui la stessa Knox. Ha inoltre parlato delle due volte in cui Rudy Guede, già condannato per il delitto, si era recato in casa loro, addormentandosi anche sul water.



Davanti alla Corte è comparsa anche Sara Boccali, la proprietaria dell'appartamento dove Sollecito aveva vissuto fino al giorno dell'arresto. Ai giudici ha spiegato di non avere mai avuto problemi con il giovane. In aula Sollecito si è presentato con una maglietta a maniche corte ma poi, avendo freddo, ha indossato la giacca prestatagli dal suo legale. L'udienza è dedicata ai testi indicati dalle difese dei due imputati.


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:07 am   Post subject: Unione Sarda 23 June 2009   

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Meredith, testimonia un turista
"Nessun urlo la notte dell'omicidio"

Un turista italiano che si trovava nei pressi della casa dove fu uccisa Meredith con l'auto in panne ha testimoniato di non aver sentito alcun rumore sospetto quella notte.
La notte in cui Meredith Kercher venne uccisa, un turista rimasto in panne con la sua auto nei pressi della casa del delitto tra le 22.30 e le 23 non notò alcunchè di strano e non sentì urlare. Lo ha riferito lui stesso testimoniando stamani davanti alla Corte d'assise di Perugia nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox. La vettura di Pasqualino Coletta venne fermata da un guasto appena uscita dal parcheggio di Sant'Antonio e fu poi portata via da un carro attrezzi. Rispondendo a una domanda dell'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, l'uomo ha spiegato che la sua attenzione "non venne attirata di alcunchè di particolare". Poi al pm Giuliano Mignini ha detto di non avere sentito rumore "di vetri infranti". Sempre stamani ha testimoniato Marco Marzan, uno degli studenti che vivevano nella casa sottostante a quella del delitto, il quale ha sostenuto di "non avere mai saputo di frizioni" tra la Kercher e le sue coinquiline, tra cui la stessa Knox. Ha inoltre parlato delle due volte in cui Rudy Guede, già condannato per il delitto, si era recato in casa loro, addormentandosi anche sul water. Davanti alla Corte è comparsa anche Sara Boccali, la proprietaria dell'appartamento dove Sollecito aveva vissuto fino al giorno dell'arresto. Ai giudici ha spiegato di non avere mai avuto problemi con il giovane. Oggi in aula Sollecito si è presentato con una maglietta a maniche corte ma poi, avendo freddo, ha indossato la giacca prestatagli dal suo legale. L'udienza di oggi è dedicata ai testi indicati dalle difese dei due imputati.
Martedì 23 giugno 2009 18.46


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:09 am   Post subject: ASCA 27 June 2009   

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27-06-09 MEREDITH: TESTI DIFESE PER 'SPIEGARE' PERSONALITA' DEI DUE IMPUTATI
(ASCA) - Perugia, 27 giu - Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono due giovani del loro tempo, normali, incapaci di essere violenti, pronti a nuovi rapporti con i coetanei, impegnati negli studi; lei per apprendere la cultura e la lingua italiana (ha pure lavorato in America per guadagnarsi un po' di soldi), lui per laurearsi in informatica ed affermarsi nel lavoro. La trentunesima udienza del processo per l'omicidio di Maredith Kercher, la studentessa inglese uccisa con una coltellata alla gola e strangolata nella sua casa di via della Pergola a Perugia la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007, si e' aperta stamane con la testimonianza di Maria Antonietta Salvatore del Prado Titone, direttrice dell'asilo di Milano, dove venne trovato Rudy Guede (l'ivoriano 22enne gia' in carcere, condannato con rito abbreviato per quell'omicidio in concorso, a 30 anni) che aveva li' compiuto un furto. La donna ha detto di aver visto un'ombra, ''di questo giovane (non ha detto il nome) che mi e' venuto incontro in un corridoio stretto, il 27 ottobre''.

La circostanza era gia' stata verbalizzata e la polizia aveva gia' svolto accertamenti di rito. La deposizione del teste e' stata breve; la corte (presidente Giancarlo Massei) voleva appunto conoscere, su domande della difesa di Amanda Knox, quella circostanza. In aula come sempre i due imputati; presenti anche il padre di Sollecito e la madre.

Successivamente e' stata la volta di un conoscente di Amanda, un greco gia' venuto nel capolugo nel 1999 con i genitori e poi studente di agraria, dopo aver frequentato l'Universita' per Stranieri per apprendere la lingua italiana. Anche lui ha ricostruito i rapporti amichevoli che aveva intrattenuto con Amanda, invitata ''piu' volte - 4 o 5 ha detto - a prendere un caffe''', dopo averla conosciuta in un Cafe' Internet-poit del centro di Perugia, dove si recava per ''parlare'' (attraverso internet) con il suo ragazzo americano. ''Io gli sistemavo la web-cam che delle volte aveva problemi - ha detto il giovane greco''. Ha anche raccontato di essere stato a casa sua, in via della Pergola per ascoltare la giovane americana suonare la chitarra. In quella occasione, conobbe per pochi minuti Meredith Kercher che poi si chiuse in camera. L'inglesina e' stata incontrata alcuni giovani dopo dal giovane greco, con sue amiche e poi sulle scalette del Duomo, insieme ad Amanda, ma nulla piu'.

''Io, con mia sorella e alcuni amici - ha detto il ragazzo greco - poiche'andavamo alla festa di Hallowen, ho invitato a venire Amanda. Andavamo in bus, mentre solo dopo, ho saluto che Amanda era tornata in auto con un amico italiano (appunto il Sollecito - ndr-) che aveva conosciuto ad un concerto alla 'stranieri', una quindicina di giorni prima, quindi attorno a meta' ottobre''. Varie sono state le domande dei legali di Amanda (Ghirga e Dalla Vedova) anche sul testo degli SMS inviati e ricevuti, tra Amanda e il ragazzo greco. Un'amica americana chiamata a testimoniare (assistita dall'interprete) ha spiegato che ''Amanda era una giovane molto brava, studiava con profitto e che aveva fatto tre lavori per venire in Italia ed imparare la lingua''.

Anche per la prossima udienza, a fine della prossima settimana, sono stati citati testi dalle difese, per spiegare alla corte le personalita' dei due giovani accusati di omicidio in concorso. Stamane, diversamente da altre giornate, nella piazza antistante il Tribunale, non c'erano i mezzi per i collegamenti Tv, segno evidente della minor importanza dei testi e del fatto che l'interesse mediatico del processo, sta diminuendo.

red/sam/ss


ASCA 27 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:11 am   Post subject: Libero 27 June 2009   

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OMICIDIO MEREDITH: IN AULA AMICA DI AMANDA, E' STUDIOSA E COSCIENZIOSA

Perugia, 27 giu. - (Adnkronos) - "Amanda prima di venire in Italia ha fatto tre lavori per mettere da parte soldi, e' molto studiosa e coscienziosa". Lo ha affermato un'amica di college di Amanda Knox, imputata insieme a Raffaele sollecito nel processo per omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher nell'udienza di oggi.
"A scuola aveva il massimo dei voti, ama scrivere e leggere - ha continuato l'amica nella testimonianza - e che scelse di venire a Perugia perche' voleva immergersi nella cultura di questo paese e imparare l'Italiano. Mi disse che la casa doveva viveva le piaceva e che andava d'accordo con le sue coinquiline''. Il processo, che oggi si era aperto con la testimonianza anche della direttrice dell'asilo di Milano dove alla fine di ottobre 2007 la polizia trovo' a dormire Rudy Guede, riprendera' venerdi' prossimo.


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:13 am   Post subject: Affari 27 June 2009   

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Meredith/ In Aula direttrice asilo dove venne sorpreso Guede
Sabato, 27 Giugno 2009 - 10:25

Si e' aperta con la testimonianzadella direttrice della scuola materna di Milano dove il 27ottobre 2007 venne sorpreso Rudy Hermann Guede, l'udienza dioggi davanti alla Corte d'assise di Perugia nell'ambito delprocesso che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito perl'omicidio di Meredith Kerher. La donna ha riferito in aula diessersi recata al mattino, intorno alle 9.15, all'asilo doveaveva un appuntamento con un fabbro che avrebbe dovuto svolgeredei lavori in giardino. "Quando entrai vidi che dal mio ufficiostava uscendo un ragazzo che poi si rivelo' essere Guede (ilgiovane ivoriano condannato a 30 anni di carcere per l'omicidiodi Meredith Kercher, ndr)- ha spiegato la direttrice dellascuola. - Mi sembro' molto tranquillo e sereno. Mi disse cheera di Perugia, che era arrivato a Milano in treno la seraprecedente e che, alla stazione, un ragazzo gli aveva detto per50 euro che avrebbe potuto dormire li'". La donna ha ricordatodi aver trovato l'armadio e la cassetta dei soldi aperta. Daquesta ultima, in particolare, mancavano pochi spiccioli. Ladirettrice ha infine spiegato di aver chiamato la polizia che,una volta sul posto, fece aprire a Guede il suo zaino. "Ricordoche all'interno c'era uno dei nostri coltelli da cucina chesolitamente la cuoca usava per tagliare la carne - ha riferito.- Aveva poi con se un mazzo di chiavi, un orologio da donna, unmartelletto". La donna ha ricordato che Guede aveva con se'anche un computer, poi rivelatosi essere di provenienza furtivae asportato la notte tra il 13 e 14 ottobre in uno studiolegale di Perugia. In seguito a questo episodio Guede vennedenunciato per furto, ricettazione, detenzione e porto abusivodi armi.


Affari 27 June 2009
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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:15 am   Post subject: TGCOM 27 June 2009   

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27/6/2009
Meredith, ripreso il processo
Sollecito e la Knox sono in aula
Nuova udienza del processo per la morte di Meredith Kercher alla Corte di assise di Perugia. Il dibattimento si è aperto con la deposizione della direttrice dell'asilo di Milano, dove alla fine di ottobre 2007 la polizia trovò a dormire Rudy Guede. Oggi verranno ascoltati ancora testimoni citati dalle difese. Sollecito e la Knox, che si proclamano innocenti, sono in aula.


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PostPosted: Sat Jul 18, 2009 7:24 am   Post subject: Messaggero 26 June 2009   

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Meredith, la madre di Amanda: abbiamo
ipotecato casa per stare qui al processo



PERUGIA (26 giugno) – Ha consumato tutte le ferie, adesso è senza stipendio e ha anche ipotecato la casa: tutto per stare il più possibile vicino alla figlia Amanda Knox, accusata dell'omicidio a Perugia della studentessa inglese Meredith Kercher. Edda Mellas ha viaggiato già almeno dieci volte dagli Usa all'Italia, in una sorta di staffetta con l'ex marito Curt e l'attuale compagno Chris. «Ci siamo impegnati tutto, abbiamo ipotecato anche la casa per poterci riuscire» ha detto Edda Mellas al termine dell'udienza di oggi davanti alla Corte d'assise di Perugia.

Dopo avere deposto come teste della difesa nel processo alla figlia, la donna ogni volta che è a Perugia prende posto in aula. Rimane a pochi metri da Amanda come prevede il regolamento e con lei si scambia solo qualche sorriso o cenno d'intesa. Edda Mellas non parla l'italiano e per questo ha quasi sempre accanto qualcuno che le spiega cosa accade. Anche gli avvocati Luciano Ghirga, Carlo Dalla Vedova e Maria Del Grosso, i difensori della giovane americana, le si avvicinano spesso. «Niente è più normale, niente più quotidianità...» ha detto la Mellas ripensando al giorno dell'arresto della figlia, il 6 novembre del 2007.

A Seattle la donna lavora come maestra elementare e ha spiegato di avere «già utilizzato tutte le ferie per stare vicino ad Amanda». «Ora sto rinunciando allo stipendio - ha aggiunto - per essere qui. Tutte le volte mi fermo infatti dalle due alle sette settimane. Pur di stare vicino ad Amanda abbiamo impegnato anche la casa».

Quando sono a Perugi